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lavoro pubblicato domenica 18 settembre 2011
ultima lettura domenica 16 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Faith McKnight - Oltre il velo

di SarahJenniferRobin. Letto 469 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quando i due bambini cominciarono ad addentrarsi nella Foresta, cominciò a piovere forte. Lo sapevano perché solo quando c'era un vero acquazzone la fittissima volta di fogliame lasciava passare qualche goccia di pioggia.

Mentre percorrevano i tortuosi sentieri, piccoli bagliori si muovevano con loro e tenui versi soffocati li seguivano ad ogni passo, silenziosi: la Foresta si era accorta che creature sconosciute stavano viaggiando dentro di lei, nei suoi angoli più profondi e segreti...

- Sei sicuro che sia questo il posto? Non mi avevi detto di quel coso-

- No, accidenti! Quando sono venuto qui l'ultima volta non c'era!-

- Sei sicuro che fosse proprio lei?-

- Oh Faith! Non capisci? A scuola non ci crederanno mai se non portiamo delle prove! Abbiamo bisogno di queste foto!-

- Ma se non sapevi nemmeno com'era fatta una macchina fotografica prima che la rubassi!-

- Ti ho mai detto che mi sei sempre di enorme conforto?-

- Zitto! Ma che posto è questo?- chiese stizzita.

Erano giunti in un'enorme radura coperta di soffice muschio scuro e una rada erbetta sottile sottile. Gli alberi circondavano imponenti il grande spiazzo e le loro fronde, lì in alto, si erano diradate fino a lasciar filtrare la pioggia incessante e gelida. Al centro di questo luogo, campeggiava un enorme masso alto quanto i due, talmente grosso che per girarcisi intorno ci voleva del tempo. Sembrava che fosse stato messo lì da giganti in epoche remote: parte della roccia era completamente ricoperta di un grosso strato di muschio e il suo colore nero come l'inchiostro con venature bianchissime aveva un vago bagliore argenteo.

Tutto questo non piaceva affatto a Faith: quella sensazione così strana, ora era diventata un'orrenda certezza...

- Ok Jeff... Senti, ora andiamo via d'accordo? Questo posto non mi piace per niente-

Non era paura quella che sentiva, ne era certa. Era come se una remota vocina dentro la sua testa le stesse dicendo che tutto sarebbe stato diverso, strano, pericoloso. Provava paura solo al pensiero che potesse accadere qualcosa al suo migliore amico, l'unica persona di cui le importasse qualcosa. Dovevano andare via da lì, qualunque cosa avesse visto l'ultima volta Jeff.

- Jeff...- Faith aveva visto che l'amico aveva cominciato a tremare.

- Ha-hai p-paura eh, F-faith? Bè i-io n-n-no...-disse mentre si avvicinava sempre di più all'enorme sasso.

Non era una di quelle volte in cui Jeff faceva finta di non essere spaventato davanti a lei solo perché lui era un maschio, no: Faith sapeva riconoscere la spavalderia e la stupidità, e stavolta c'era qualcosa di strano nella tremarella del bambino.

- ADESSO STAMMI BENE A SENTIRE, JEFFREY LEE BURTCH: ORA TU TI SCOLLI DA LI' E VIENI A CASA CON ME! IN QUESTO POSTO NON CI METTEREMO PIU' PIEDE, CHIARO? JEFF! VIENI VIA DA LI' HO DETTO!-

Ora il piccolo tremava convulsamente. Stava provando a fare un passo indietro, ma la polaroid cadde dalle mani tremolanti e finì inerte a terra. Jeff sembrava una sottile foglia scossa dal vento, da quanto si agitava. Voltò per un istante il capo verso l'amica, il terrore più puro dipinto in volto. Poi cadde a terra con un tonfo sordo, le braccia che disegnavano strane angolature sul lichene.

- Jeff! Jeff!-

Corse con tutta la forza che aveva nelle gambe verso Jeff, ma poi, a una ventina di metri dal masso, si bloccò, come pietrificata: sembrava che un ombra avesse avvolto l'oggetto, come se una grande mano vi si fosse posata sopra.

La pioggia scrosciava come infuriata, e l'ombra che ricopriva il masso cominciò a muoversi orribilmente, come se stesse strisciando, come un'orribile e pericolosa macchia nera...



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