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lavoro pubblicato martedì 23 agosto 2011
ultima lettura venerdì 10 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

FAIRY DOCTOR

di fiordiloto. Letto 945 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 2: UNA CONSORTE PER IL RE Non si aspettavano una risposta tanto presto, perciò la chiamata li sorprese durante la cena. Lidya, Sogen e...

Capitolo 2: UNA CONSORTE PER IL RE

Non si aspettavano una risposta tanto presto, perciò la chiamata li sorprese durante la cena. Lidya, Sogen e Kain si diressero in camera da letto. Il vetro dello specchio luccicava emettendo un tintinnio acuto, simile a quello di tanti campanellini.

"Kain, rispondi tu per favore"

Il vampiro passò una mano davanti al vetro e quello si accese.

I tre si bloccarono, folgorati. Davanti a loro, seduta su un trono ti pietra nera, c'era Meredith in persona.

"Maestà...!"

Lidya si prostrò in un profondo inchino, subito imitata dai due fedeli compagni.

"Lidya..."

Meredith sedeva composta, vestita di tenebre ed ombre. I suoi occhi erano neri, grigio antracite e grigio fumo. Il suo volto pallido e dai riflessi lunari. I capelli una fiamma scarlatta in cui palpitavano riflessi neri. Accanto a lei stava Doile: suo marito. Se la regina era la Luna, lui era il cielo notturno. La sua pelle era nera come un'ombra nella notte. Anche i capelli, legati in una treccia lunghissima, erano di una profonda tonalità corvina. Era immobile come un'ombra, ma non lo si sarebbe potuto scambiare con le ombre naturali, perché era più scuro. La sola nota di colore erano gli orecchini dorati che gli decoravano le orecchie a punta.

"Mia regina", mormorò Kain. "E' un piacere ricevere la tua chiamata"

"Salute, Figlio della Notte", salutò Meredith. "E salute anche a voi, Sogen duca oscuro e Lidya, dottoressa delle fate"

"I miei rispetti, regina Meredith", fece Lidya. "Quali novità da Faerie?"

"Sono stata informata di quanto accaduto ieri. Irial ha saputo da Lizzie della vostra chiamata provvidenziale, e ci siamo subito adoperati per trovare l'artefice della maledizione"

"Avete scoperto qualcosa?"

"Non ancora. Un tradimento all'interno della corte è un fatto molto grave. Mio figlio Irial ha insistito per occuparsi di persona degli interrogatori. Se fra noi c'è un traditore sarà punito come merita, ma per risolvere questa situazione si richiedono astuzia e ponderatezza"

"Sei sempre stata saggia e giusta", ricordò Lidya. "Non mi rammento di nessuno a corte che ti fosse nemico"

"Ma i tempi cambiano", sospirò la regina. "Ora è Irial il nuovo re. Mio figlio è giovane, e l'equilibrio cambia ogni volta che un nuovo sovrano sale al trono. Senza contare Aurora e il suo seguito. Non posso dire che fra le nostre due corti corra buon sangue. Sarei più tranquilla se mio figlio potesse avere qualcuno al suo fianco. Una persona saggia e fidata, che sappia assisterlo nel difficile compito di governare"

"Volete scegliere una Consorte per il re?", domandò Lidya, stupefatta.

"Diciamo che ci stiamo guardando intorno"

"E a chi avreste pensato?"

"La prima che ci è venuta in mente è stata Lizzie", disse Doile, con voce di tenebra. "La sua mortale bellezza intimorisce chiunque osi ordire oscure trame contro il re. Se fosse al suo fianco, nessuno avrebbe l'audacia di sfidare Irial"

"Sì", confermò Lidya. "Lizzie è una scelta perfetta. E' forte e indipendente. Sarebbe una vera regina di fatto, oltre che di nome. Il problema è che alle creature della Morte come lei non interessa il trono. Non sono legate a nessuna delle corti. Lei rimane al seguito di Irial perché si diverte. Quando si sarà annoiata, probabilmente se ne andrà"

"Per questo l'abbiamo scartata", continuò il re. "Abbiamo anche pensato a Donia: la Regina dell'Inverno. Nessuno sarebbe più adatto di lei"

"Buio e freddo", mormorò Lidya in tono di conferma. "Esclusa Lizzie, Donia sarebbe la scelta migliore. Anche lei sarebbe una regina di fatto. Una compagna dolce ed implacabile"

"Sfortunatamente Donia non desidera abbandonare i suoi monti ghiacciati e le creature del freddo. Irial, dal canto suo, non ha intenzione di obbligarla ad un simile passo"

"Non rimangono molte altre possibilità", meditò Lidya. "Nessuna delle altre fate oscure ha abbastanza potere per sostenere il re, e quelle delle altre corti temono il buio e gli oscuri orditi della Corte Unseelie"

"Ne abbiamo discusso con nostro figlio", spiegò la regina, prendendo una mano del consorte fra le sue. "E abbiamo convenuto che la scelta più opportuna sarebbe una persona saggia ed erudita. Qualcuno che abbia familiarità con il mondo delle fate. Qualcuno..."

"Qualcuno come Lidya", arguì Sogen.

"Precisamente"

Regina e dottoressa si guardarono negli occhi attraverso lo specchio, e per quasi un minuto nessuno parlò.

"Impossibile!", intervenne Kain. "Lidya è un essere umano. Come si può pensare che sopravviva un solo giorno sul trono di Faerie? Avete dimenticato la fragilità dei mortali?"

"Non siamo così sprovveduti, vampiro". Doile affilò lo sguardo. "Sappiamo bene quali rischi comporta per un essere umano il nostro mondo. Tu e il duca oscuro verreste con lei, affinché possa sentirsi protetta e al sicuro. Irial è d'accordo, ma ci ha pregato di non insistere"

"Dovrei...diventare la Consorte di Irial?", fece Lidya, sbigottita.

"Solo in apparenza. Solo finchè la sua posizione non si consolida. Non sarete veramente legati"

"In buona sostanza, mi state chiedendo di mettere su una bella recita. E' così?"

"Ti preghiamo di prendere in considerazione la nostra offerta, Lidya", disse Meredith. "Temo per il trono del re, ma ancor più temo per la sua vita. La tua fama di dottoressa ti precede anche in questi oscuri meandri. Irial ha un carattere enigmatico, ma so che tu sei saggia e determinata. Vorrei che lo sostenessi presentandoti al suo fianco come sua Consorte. Ti chiedo di aiutare il tuo re, ma soprattutto ti chiedo di aiutare mio figlio"

Nella sua voce vellutata c'era tutta l'ansia di una madre.

Ci fu un lungo silenzio, poi Lidya abbassò il capo: "Se questi sono i tuoi ordini, mia regina..."

"Non è un ordine. Considerala piuttosto una richiesta"

"In questo caso, prenderò in seria considerazione la tua offerta"

La regina sorrise, evidentemente soddisfatta. "Grazie. Attendo impaziente una tua risposta"

E con quelle parole, chiuse la comunicazione.

Lidya e Kain si scrutarono l'un l'altra, confusi.

"Cosa pensi di fare?", domandò il vampiro.

"Non lo so", rispose lei, lasciandosi cadere sul bordo del letto.

"Hai ricevuto un invito ufficiale", le ricordò Sogen, saltandole in grembo. "Non è cosa da poco. Senza contare che ti è stata fatta una precisa richiesta dalla Regina Madre. Meredith ha ragione. La Corte Oscura ed il suo re hanno bisogno di una sovrana"

Sovrana...

Lidya si guardò allo specchio con aria clinica. I capelli della regina erano ramato sangue, una tonalità molto in voga alla corte Unseelie. I suoi d'altro canto erano di un morbido castano rossiccio, simile al caramello. Spalancò gli occhi verde scuro e cercò di vedere in sé stessa qualche tratto fatato, ma invano.

"Impossibile"

"Cosa è impossibile?", domandò Kain, sedendo al suo fianco.

"C'è un motivo per cui ho lasciato Faerie. Io sono umana. Nelle mie vene scorre sangue mortale. Quando facevo visita alla corte Seelie le ninfe del Lago di Loto non perdevano occasione di ricordarmelo. Per loro ero troppo bassa, troppo formosa, troppo debole, troppo...umana, per appartenere al loro mondo"

"Alla Corte Oscura vedono le cose diversamente", le ricordò il vampiro, con premura.

Suo malgrado, Lidya dovette dargli ragione. La Corte della Luce considerava sé stessa una sorta di club esclusivo, al quale solo chi corrispondeva ai canoni di bellezza e purezza stabiliti poteva accedere. D'altro canto, la corte Unseelie non rifiutava nessuno.

"Nessuna di quelle boriose fate Seelie accetterebbe mai la proposta di Irial", dichiarò Kain. "Ma tu...tu hai la possibilità di regnare. Il buio e le tenebre si piegheranno ai tuoi piedi, sottomessi come degli amanti. Sarai regina!"

"Ti sbagli", gli ricordò lei. "Irial è re. Le tenebre obbediscono solo a lui. La notte non ha più una regina"

"Quando Andais era al trono il suo consorte non era re. Alla regina dell'Aria e delle Tenebre non piaceva condividere, ma è possibile che Irial non sia dello stesso avviso".

Kain si distese sul materasso e lei lo imitò.

Con la testa appoggiata contro la spalla del suo vampiro, Lidya chiuse gli occhi. Ripensò a suo padre. Il suo primo maestro. Era stato lui ad insegnarle i rudimenti. Poi era andata a vivere sui Monti della Veglia Notturna, dove sotto la guida di un'improbabile alchimista aveva appreso gli strani poteri evocativi della magia orientale. Ideogrammi, simboli... ognuno di essi era una porta socchiusa su un mondo nuovo, tutto da scoprire. Ovviamente, non tutti erano piacevoli. C'erano simboli capaci di condurre alla follia, o alla morte. Ma altri erano scudi, protezioni, o addirittura incantesimi capaci di salvare la vita. Lidya ricordò con quanta passione si fosse dedicata allo studio. Più imparava, più voleva apprendere. Inutile negarlo... la conoscenza aveva sempre rappresentato una tentazione, per lei. Fra gli umani poteva condurre una vita tranquilla dirigendo una piccola clinica per fate urbane. Ma Faerie... Faerie non avrebbe mai smesso di chiamarla. La sua magia l'avrebbe reclamata sempre. Sempre! Sempre! Sempre! Anche se fosse fuggita lontano mille miglia e ne avesse dimenticato l'esistenza.

"Io non voglio che tu vada a Faerie", disse il vampiro, all'improvviso.

"Come?"

Senza darle il tempo di reagire, l'afferrò ai polsi e si piazzò sopra di lei.

"Ka...Kain!"

Il vampiro annusò l'aria ad occhi chiusi, quindi abbassò il capo per annusarle il collo. Prigioniera sotto di lui, Lidya udì un gemito gutturale uscire dalla sua bocca.

"Kain non è qui, ora"

La giovane vide il desiderio dipinto sul volto del vampiro.

Vide qualcun altro osservarla attraverso i suoi occhi.

Vide Kain riemergere e poi sparire di nuovo in quelle profondità.

Vide quel qualcuno prendere il suo posto.

"Quale conveniente posizione", sorrise il nuovo alter ego, con voce suadente. "Ho immaginato molte volte di svegliarmi trovandoti sopra di me. Ma se preferisci star sotto, a me va bene lo stesso"

"Key?"

Il vampiro le sorrise, seducente come il peccato. "In zanne ed ossa, cherie"

"Che ci fai qui? Dov'è Kain?"

"Lui e gli altri stanno discutendo. Qualcuno è molto arrabbiato e non vuole che tu vada a Faerie. Io sono uscito a tener d'occhio la situazione"

"Ad approfittarne, vuoi dire! Togliti subito!"

"Non ci penso proprio"

Tenendole i polsi con una sola mano le alzò le braccia fin dietro la testa, quindi affondò il viso fra i suoi capelli.

"Purezza... Quanto mi piace il suo profumo..."

Lidya si irrigidì. Key era una vera spina nel fianco. Non che fosse pericoloso, ma non perdeva mai occasione per tentare di sedurla. Fino ad allora lei l'aveva sempre spuntata, ma pregava che Kain tornasse al più presto.

"Sai quali sono le regole", gli ricordò. "Solo Kain può avere il mio sangue"

"Come ti pare", sussurrò lui. "A me basta il tuo corpo"

Sotto di lui, Lidya si divincolò. "Kain, non so con quali delle tue altre personalità tu stia discutendo, ma anche qui abbiamo un problema. Ti spiacerebbe tornare fuori a darmi una mano?"

Le dita di Key le s'intrufolarono sotto la camicetta, delicate come piume di cigno.

"Pensaci, Lidya...", le mormorò all'orecchio. "Pensa a quali piacevoli sensazioni posso creare per te. Non posso trasformarti in una schiava perché la tua virtù è intatta, ma potrei lo stesso farti provare l'estasi della musica della notte. Far danzare il tuo corpo al ritmo del mio desiderio..."

S'insinuò sotto il suo reggino, facendola fremere. Lidya ansimò, ma riuscì comunque a rispondergli: "Danza da solo questa notte, ed ogni altra notte. Kain! Maledizione! Ti decidi ad uscire?!"

Il vampiro chiuse gli occhi.

Per un attimo ebbe un'espressione neutra, poi un ringhio feroce gli risuonò in gola.

"Key...maledetto bastardo! Cosa pensavi di fare?"

Lidya assistette alla loro lotta interiore.

Vide Kain riemergere ed afferrare il suo alter ego per trascinarlo indietro, nelle insondabili profondità della sua mente.

Vide il vuoto negli occhi del vampiro.

Vide Stu emergere con aria confusa.

"Sorellina..."

Sempre prigioniera, Lidya sospirò di sollievo. "Menomale...Ciao, Stu"

Lui si guardò intorno e sbiancò.

Lidya, la sua sorellina, era stesa sotto di lui con la camicia sbottonata e le forme in bella mostra. Qualcosa dentro di lui lo fece rabbrividire.

"Oddio!", urlò, balzando giù dal letto e alzando le mani, come davanti ad un poliziotto armato. "Ti prego...scusami. Scusami, scusami, scusami, scusami!"

Vedendo il suo imbarazzo, lei non potè fare a meno di sorridere.

"Tranquillo", disse, mettendosi seduta. "Non sei stato tu, e comunque non è successo niente"

"Grazie al Lord e alla Lady! Altrimenti Kain si sarebbe arrabbiato di brutto!"

"Quando sarà più calmo, vorrei che tornasse"

"Glielo riferirò. Ma prima, sorellina...". Il vampiro si coprì gli occhi e si voltò dall'altra parte. "Potresti ricomporti?"

Lei sembrò non capire, poi osservò la sua immagine allo specchio. Era spettinata. Una spallina della camicia era scivolata lungo il braccio, lasciandole una spalla nuda. La sua gonna verde era alzata molto sopra le cosce. Emise un "oh!", di protesta e di stupore, poi si rivestì velocemente.

"Ora puoi girarti, Stu. Sono vestita"

Il vampiro si voltò esitante.

Da sotto il letto emerse una risata felina, poi Sogen uscì allo scoperto. Vista la situazione era corso a ripararsi, ma ora non c'era più pericolo.

"Menomale che mi sono messo subito al riparo. Certo che anche qui nel mondo degli umani non abbiamo mai un momento di noia"

Loro malgrado, Lidya e Stu risero con lui.



Commenti

pubblicato il 11/10/2011 9.12.22
Tatylop, ha scritto: Bravissima un mix perfetto ti prego finiscila :) al più presto... Ormai ho letto tutto ciò che hai scritto ed attendo con impazienza e insaziabile curiosità i prossimi... Un abbraccio per i sogni che mi hai donato

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