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lavoro pubblicato lunedì 22 agosto 2011
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

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MAI PIU

di blackghost. Letto 874 volte. Dallo scaffale Fantascienza

p { margin-bottom: 0.21cm; } Avevamo condannato il nostro pianeta: lo avevamo sfruttato fino all'ultimo, prosciugandone i mari inquinando l...

p { margin-bottom: 0.21cm; }

Avevamo condannato il nostro pianeta: lo avevamo sfruttato fino all'ultimo, prosciugandone i mari inquinando la sua atmosfera, eravamo anche riusciti, nella corsa alle energie, a consumarne il nucleo rendendolo vulnerabile alle radiazioni cosmiche.


Solo allora comprendemmo i nostri errori e ci credemmo ormai condannati all'estinzione.

Non avevamo modo di ripararci dalle letali radiazioni cosmiche, che ci martoriavano e che avevano mutato e deformato i nostri figli, rendendoli aberrazioni genetiche inadatte alla vita, oppure alla meglio ciechi o mentalmente alterati.


Gli anni passavano, eravamo sempre meno e sempre più debilitati, da miliardi divenimmo milioni, poi migliaia, ma nonostante ciò le poche risorse rimaste non bastavano mai per tutti

-Ah se ci avessimo pensato prima!-dicevano i sopravvissuti.

In molti si attaccavano alla religiosità, e speravano in un miracolo, io ero realista: cosa ci avrebbe mai potuto salvare?


Poi un giorno inaspettatamente il miracolo arrivò: i nostri scienziati presentarono un progetto ambizioso, forse troppo, dato che mai prima, nella nostra storia ci eravamo mossi nello spazio.


Gli animi si risollevarono, forse c'era una speranza di salvezza.

Tutte le magre risorse del pianeta furono impiegate per costruire una potente astronave in grado di condurci all'unico altro pianeta popolabile del nostro sistema solare, a cui mancava solo una cosa: una forma di vita “intelligente”.


Su migliaia venimmo selezionati in poco più di ottocento individui per portare a termine la missione.

Partimmo quando ormai il nostro bel pianeta era divenuto una palla rossa e desertica, i pochi sopravvissuti vivevano di stenti in fatiscenti strutture artificiali, che svettavano con il loro grigio spento sulla superficie del pianeta. Fu da quelle che i nostri fratelli ci videro partire verso la salvezza.


Il viaggio durò quasi tre anni, un terzo dell'equipaggio morì di stenti, e a metà strada nessuno rispondeva più da casa e in cuor nostro sapevamo che non era per un problema tecnico di sorta.

Arrivati a destinazione però, tutto sembrò riprendere senso: atterrammo, o meglio ci schiantammo su un mondo traboccante di acqua e vita, tutti fummo commossi da tanta bellezza.


Tutti eravamo concordi, avremmo rispettato questo mondo, rendendolo la casa ideale per i nostri figli e le future generazioni.

-Mai più succeda quello che è successo alla nostra vecchia casa, mai più!-dicevamo.

Capimmo che da unica specie “intelligente” ad un simile mondo avremmo dovuto dare un nome, e mettemmo ai voti.


Nonostante il 70 % d' acqua sulla superficie scegliemmo il nome “Terra” .




Commenti

pubblicato il 23/08/2011 0.59.52
fiordiloto, ha scritto: Bella la chiusa! Stile scorrevole ed immediato. Piaciuto! ^^
pubblicato il 24/08/2011 21.11.48
mifi77, ha scritto: da Marte alla Terra con paura, e dalla Terra... dove? Ciao. Mik -
pubblicato il 22/10/2011 3.33.06
Tatylop, ha scritto: Mi piace come scrivi... I tuoi finali sospendono sempre... Sei ironico/a quanto basta... Spero di vedere presto altre tue opere :)

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