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lavoro pubblicato sabato 20 agosto 2011
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

FERMATE I CLANDESTINI...

di mistero. Letto 622 volte. Dallo scaffale Gialli

Qualcuno disse:«Stiamo tornando indietro.»«Cosa è successo? Saliamo a vedere,» disse un altro. Salirono la scaletta che...

Qualcuno disse:

«Stiamo tornando indietro.»

«Cosa è successo? Saliamo a vedere,» disse un altro. Salirono la scaletta che portava da sotto coperta alla sala

comando, li Michele stava controllando la direzione della barca, aveva spinto i motori al massimo.

«Cosa sta’ succedendo?» chiese uno per tutti. Michele li guardo ad uno ad uno poi disse:

«Tengono in ostaggio la mia famiglia, vogliono che torni per portarli in Calabria. Se non rimanete tutti a bordo,

se avverto la polizia e se non sarò li tra tre ore e un quarto, ammazzeranno tutti. » Il suo equipaggio era

formato da tre adulti ed un ragazzo di circa quindici anni, quella era una delle sue prime uscite, aiutato dalla

sua ingenuità, chiese:

«Cosa ha intenzione di fare capitano?» Michele si prese la testa tra le mani:

«Non riesco a pensare, non mi viene in mente nulla. Li accontenterò, basta che non facciano del male alla mia

famiglia.» Il più giovane dei tre uomini suggerì:

«Non potremmo avvertire la capitaneria di porto con la radio?»

«Non voglio correre questo rischio, se stanno ascoltando con la radio di casa mia, c’è la possibilità che sentano

pure loro.»

«Potrebbe avere udito il messaggio qualche altro peschereccio,» disse un altro «e magari avvertire loro la

capitaneria.»

«Io non credo,» rispose Michele «potrebbe anche essere uno scherzo: prima di chiamare la capitaneria

avrebbero chiamato noi per sincerarsi sulla verità del messaggio.» Il ragazzo, dopo aver fatto la prema

domanda era rimasto zitto in disparte, ora si fece avanti e disse:

«Queste persone ci aspettano sulla riva?»

«No, devo andare a prenderli fino a casa, può darsi che il molo sia controllato.»

«Potrei andare io fino alla capitaneria, capitano,» disse il ragazzo. Michele guardò con scetticismo il ragazzo,

non si fidava delle intuizioni del giovane, ci pensò qualche istante, poi preso dallo sconforto disse:

«Come avresti intenzione di fare.»

«Potremmo attraccare il peschereccio un po’ lontano da casa sua, in modo da darmi il tempo di andare fino alla

capitaneria e tornare prima che lei ritorni con i rapitori.»

«E se qualcuno ci aspettasse a riva e ci vedesse mentre facciamo questa sosta supplementare?»

«In alternativa potrei calarmi in acqua un po’ prima di attraccare, poi tornare a bordo a nuoto, cambiarmi e far

finta di non essermi mai mosso.» L’equipaggio acclamo favorevole all’idea del ragazzo, mentre Michele non riusciva a decidersi.

«Allora capitano,» chiese il ragazzo

«Lasciamici pensare ancora un po’, tornate pure sotto coperta, prima di arrivare ti dirò cosa faremo.» Tutti scesero, tranne il più anziano che si avvicino al capitano e disse:

«Michele, pensaci bene, se arrivati in mezzo al mare decidessero di non avere più bisogno di noi e ci gettassero

tutti ai pesci, non pensi sarebbe meglio qualcuno sapesse in che guai ci troviamo? Potresti chiedere alla

capitaneria d’intervenire solamente nel caso le cose vadano male. Che né so, concordare un segnale.»

«Ci penserò, ve lo saprò dire più tardi.» Il pescatore uscì e si reco sotto coperta assieme agli altri membri

dell’equipaggio.



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