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lavoro pubblicato venerdì 19 agosto 2011
ultima lettura sabato 14 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dico a Pandora la storia della lingua inglese .

di Marcellot91. Letto 856 volte. Dallo scaffale Fantasia

Io dissi a Pandora – ascoltami Pandora , alcuni di questi video musicali di cui ti voglio far sentire , sono in inglese , una volta conosciuta da tutti , io adesso ti dirò informazioni su questa lingua e poi ti farò imparare alcuni ...

Io dissi a Pandora – ascoltami Pandora , alcuni di questi video musicali di cui ti voglio far sentire , sono in inglese , una volta conosciuta da tutti , io adesso ti dirò informazioni su questa lingua e poi ti farò imparare alcuni vocaboli di questa lingua conosciuta in quasi tutto il mondo , Pandora disse – ok . Io allora inizia a dire ad alte voce – L’inglese (nome nativo English, IPA: ['??gl??]) è una lingua indoeuropea appartenente al ramo occidentale delle lingue germaniche, assieme all’olandese, all’alto e basso tedesco, al fiammingo e al frisone. Conserva ancora un’evidente parentela col sassone continentale (dialetto del basso tedesco). L’inglese occupa una posizione del tutto particolare, non solo rispetto alle lingue germaniche, ma anche all’interno del gruppo linguistico indoeuropeo: ha talmente semplificato e alterato la propria struttura da avvicinarsi ormai a una lingua isolante piuttosto che ad una lingua flessiva. Dal punto di vista del vocabolario, inoltre, contiene dei termini di origine non germanica, alcuni termini adottati dal francese ed è verosimilmente la lingua più aperta all’ingresso di nuovi vocaboli di origine straniera.

Nel corso del XX secolo l’inglese è divenuto la lingua franca per eccellenza, abbattendo la precedente supremazia del francese che a sua volta aveva sostituito il latino a fini di comunicazione diplomatica e scientifica. È oggi anche strumento per la comunicazione fra etnie prive di connessioni culturali, scientifiche o politiche (non senza critiche)[1].

Si calcola che i parlanti inglese come lingua madre (English as a native language, ENL) siano circa 350 milioni, i parlanti di English as a second language (ESL), cioè accanto alla lingua nazionale o nativa, circa 300 milioni, i parlanti di English as a foreign language (EFL), cioè come una lingua appresa a scuola ma non in uso nel proprio paese, circa 100 milioni. Il numero di coloro che non usano l’inglese come lingua madre supera dunque quello di coloro che lo parlano dalla nascita. Dopo aver detto queste cose ripresi fiato e continuai a leggere – L’inglese è usato come lingua madre (ufficiale o di fatto) nei seguenti paesi:

in Europa

nelle Isole britanniche:

Isole del Canale (Isole Anglo Normanne) (assieme al francese)

Galles (assieme al Gallese)

Inghilterra

Irlanda del nord

Repubblica d’Irlanda (assieme all’irlandese)

Isola di Man (assieme al gaelico mannese)

Scozia (assieme al gaelico scozzese)

a Malta (assieme al maltese e all’italiano)

a Gibilterra (assieme allo spagnolo)

a Cipro (assieme al greco)

in Oceania e nel Pacifico:

Australia (assieme alle aborigene e a lingue portate con l’immigrazione, cioè cinese, vietnamita, etc.)

Nuova Zelanda (assieme al maori)

in Africa:

Liberia (assieme a lingue del gruppo Niger-Congo)

Sudafrica (assieme all’afrikaans e a Lingue bantu e Khoisan)

nelle Americhe e nell’Atlantico:

Anguilla

Antigua e Barbuda

Ascensione

Bahamas

Barbados

Belize

Bermuda

Canada (assieme al francese, anche se quest’ultimo è parlato in misura minoritaria)

Dominica

Cile

Isole Falkland

Isole Vergini americane e britanniche

Giamaica

Grenada

Guyana

Montserrat

Saint Kitts e Nevis

Sant’Elena

Santa Lucia (stato) (assieme al creolo)

Saint Vincent e Grenadine

Stati Uniti d’America (40 milioni di ispanofoni, altri 28 milioni con madrelingua diversa dall’inglese. In questo paese non vi è una lingua ufficiale nazionale a livello federale: il suo uso in atti formali è quindi meramente consuetudinario. L’inglese è però lingua ufficiale in 28 dei 50 Stati dell’Unione.

Ripresi fiato e continuai a dire – È impiegato come lingua ufficiale in: Botswana, Camerun, Isole Cook, Figi, Filippine, Gambia, Ghana, Hong Kong, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malta, Mauritius, Namibia, Nauru, Nigeria, Pakistan, Palau, Papua Nuova Guinea, Porto Rico, Samoa Occidentali, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Isole Salomone, Tuvalu, Swaziland, Tanzania, Uganda, Vanuatu, Zambia e Zimbabwe.


Si sta affermando con grande diffusione a livello turistico e commerciale in: Sardegna, Sicilia, Corsica, Madera, Isole Azzorre, Isole Canarie e Isole Baleari.


L’Inglese si sta affermando di fatto come lo standard per la comunicazione scientifica ad alto e altissimo livello, venendo utilizzato come lingua preferenziale per lo scambio di informazioni tecniche/scientifiche tra persone di lingue madri differenti e soprattutto come lingua obbligatoria per la pubblicazione di contributi nelle principali riviste scientifiche di qualsiasi settore e per le relazioni nei congressi internazionali. Continuai a dire – Nel suo lungo sviluppo l’inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l’evoluzione diacronica della lingua in cinque fasi:

Anglosassone (AS)

Inglese Antico (AI) o Old English (opera di riferimento, il Beowulf)

Medio Inglese (MI) o Middle English (opera di riferimento The Canterbury Tales, e, per la pronuncia del Middle English Ormulum)

Primo Inglese Moderno (PIM) o Early Modern English (opere di riferimento quelle di Shakespeare e Marlowe)

Inglese Moderno o Modern English


È possibile estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l’AS va dall’invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino alla più massiccia e seconda fase di cristianizzazione dell’isola. L’AI prende così il posto dell’AS, anche in virtù della supremazia del dialetto West Saxon su quello anglico, dovuto al rafforzarsi della situazione economica e politica degli stati del sud dell’Inghilterra rispetto a quella del nord (zona dei 5 regni) sino all’invasione normanna.


Il MI si può far terminare intorno all’inizio del XVI secolo.


Il PIM copre un periodo di tempo, che va da Shakespeare sino alla metà del Settecento. L’IM va dal Settecento, con la comparsa di romanzi quali Robinson Crusoe di Defoe, sino ai nostri giorni.


Benché la lingua parlata si sia evoluta in questi secoli (per esempio, in Inglese Moderno la pronuncia di molte parole usate nelle opere di Shakespeare è differente da quella del Primo Inglese Moderno), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata. Continuai a dire – Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale e dalla futura Danimarca, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l’Inghilterra nel 499 d.C. Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell’Anglia orientale, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell’Essex, nel Middlesex e nel Wessex – cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali. Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).


A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [?] così frequente nell’inglese moderno. L’AI, a differenza dell’IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro. Come in tedesco, il nome nell’AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Continuai a dire – Il Medio inglese, o Middle English, è il nome dato alla lingua storica che ha come origine le diverse forme di inglese parlato nel periodo compreso tra l’invasione normanna e il tardo Rinascimento inglese. Grazie a Geoffrey Chaucer il Medio inglese emerse come una lingua letteraria, soprattutto grazie alla sua più celebre opera, i Canterbury Tales.


Con Giovanni Senza terra pressoché tutti i possedimenti francesi andarono perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent’Anni i legami con la Francia, quindi, si affievolirono. Il vecchio proverbio “Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk” cominciò a perdere molto del suo significato. In Inghilterra cominciò a delinearsi un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties.

Dopo aver preso un grandissimo fiato continuai a dire – L’introduzione della stampa in Inghilterra ad opera di William Caxton nel 1476 contribuì alla fissazione dell’ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra scrittura e pronuncia.

Dopo la nascita della Chiesa d’Inghilterra nacque l’esigenza di una versione inglese della Bibbia. Nel 1611 fu data alle stampe l’Authorized Version. La stampa, la Riforma e l’affermazione del ceto medio (“middle class”) ebbero come conseguenza la diffusione di quella che si andava affermando come lingua standard.

L’espansione coloniale dell’Inghilterra diffuse la parlata in vasti territori dell’America del Nord, dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania.

L’indipendenza degli Stati Uniti corrispose alla formazione di una varietà d’inglese, diversa dallo standard britannico, che si sarebbe affermata a livello mondiale nel XX secolo.

Dopo aver preso fiato dissi a Pandora – Il grande spostamento vocalico o Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l’inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d’oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI. Il GVS riguarda le vocali lunghe: Tra i dittonghi [iu] e [?u] confluiscono in [ju:] (mute). [ju:] tende a semplificarsi in [u:] dopo l, r, [t?] e [d?] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon).

[au] passa a [?:] (law).


Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f].


La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [do?], clear [kli?].


Scompaiono i suoni [x] e [ç], tranne in prestiti come lo scozzese loch [lox] o nei grecismi (e.g. chemistry [xemiztri] , . Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l’allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough). Caso particolare è il pronome di prima persona I, che deriva dall’antico *igh (cfr. tedesco ich), ma nel passaggio dal MI all’Inglese moderno, oltre al GVS subito dalla vocale lunga [i:], ha visto cadere anche nella lingua scritta il digramma gh.


[hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh.


[j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sj?n] > ['o:??n], measure ['m?zj?r] > ['m???], future ['fju:tjur] > ['fju:t??], ecc.


Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud.

Dopo aver preso un po’ di fiato continuai a dire – Il Sostantivo è Il plurale in -s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen). Gli aggettivi sono normalmente invariabili, ma ci sono casi in cui il genere della lingua antica si è preservato, e.g. blond cambia a blonde con sostantivi femminili. I Verbi Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai chiamati “irregolari”). All’interno di questa categoria scompare spesso la distinzione tra preterito e participio passato (cling, clung, clung).

Il congiuntivo si riduce fin quasi a scomparire. Nei rari casi in cui è impiegato è indistinguibile dall’indicativo tranne nei casi in cui ha una forma diversa (terza pers. sing. adesinenziale [he do], forma be del verbo essere).

La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest’ultima forma a prevalere.

La forma progressiva (to be …ing) diventa regolare. La costruzione to be + participio passato (I am come) diventa molto rara con l’affermazione di to have in questa funzione. Inoltre, al preterito, i verbi regolari terminano con il suono [d], [t] o [id] (esempio:”Danced” [t], “changed” [d], “Started” [id]).

Dopo continuai a dire – La lingua germanica delle isole britanniche, per quanto sia difficile parlare di un antico inglese unitario, subì una notevole latinizzazione in 2 fasi principali:

l’arrivo dei monaci al seguito di Agostino di Canterbury (primate della Chiesa anglicana nel 601)

la sconfitta, nel 1066, di Aroldo II, ultimo re anglosassone, da parte di Guglielmo il Conquistatore, pretendente al trono inglese che devastò ed espropriò tutte le terre e i beni del paese che passarono ai vassalli e vescovi normanni a lui fedeli: questo momento terribile, in cui Wulfstan, l’arcivescovo di York volle vedere la fine del mondo (“Repent, for the Day of the Lord is at hand”, “Pentitevi, ché il Giorno del Signore è alle porte”), era destinato a cambiare per sempre il volto delle Isole britanniche. Continuai a dire – Di solito, quando una parola straniera è introdotta in una lingua essa subisce ciò che Baugh e Cable, adattando un termine dalla botanica, chiamano “arrested development”. In inglese è possibile trovare molte parole francesi nella “forma” in cui furono importate in Inghilterra nel Medioevo: si confronti en. default con fr. défaut, en. subject con fr. sujet. Dopo un travaso, la pianta non cresce più per un certo periodo, mentre un’altra della stessa età continua a svilupparsi normalmente: le parole francesi, quando non rimaneggiate dagli umanisti nel XVI secolo hanno quindi conservato la “forma” con la quale erano state introdotte nel Medioevo in quanto isolate in un contesto linguistico a loro estraneo.


A differenza della forma, il significato delle parole mutuate del francese (che in Francia rimase sostanzialmente immutato), dovette invece adattarsi nell’inglese a causa della concorrenza di altre parole anglosassoni con il medesimo significato: spesso cambiandolo, o portando all’estinzione del termine. Così, ad esempio, mentre courir non attecchì per la maggiore frequenza di run, le parole che si riferivano alla vita dell’alta società (francofona) ebbero la meglio, come court (fr. moderno cour) e chivalry (senso di cavalleria) ed ancora: per “maiale” esistono due parole diverse: pig è la bestia viva, che diventava pork quando era cucinata dai ricchi normanni (i contadini anglosassoni non potevano permettersi di mangiare molta carne di maiale, però lo allevavano per i proprietari normanni). Ma esistono diverse altre “coppie sinonimiche”, in cui il termine corrente è di radice germanica (anglosassone) mentre quello “alto” ha radice latina (francese). Si tratta di un fenomeno tipico della lingua inglese, non certo limitato agli alimenti, ma esteso anche a concetti metafisici, dove l’accezione elevata tende sempre a sviluppare il termine da radici latino-francesi (a differenza, per esempio, di quanto avviene in tedesco). Ne sono esempi: – ox, cow, calf (bue, mucca, vitello); beef, carne di manzo (dal francese boeuf, bue); – time (tempo cronologico); tense (tempo grammaticale; dal francese temps); – freedom (libertà); liberty (l’idea di libertà); – strenght (forza); force (forza in fisica). In altri casi ancora è difficile rinvenire accezioni ben distinte nei due termini sinonimi, quello germanico e quello latino, come accade per esempio con wedding, marriage, matrimony, espousal (matrimonio).

Questo complesso scenario in cui le parole di origine romanza lottano per la sopravvivenza contro quelle anglosassoni, riflette il conflitto ben più drammatico tra civiltà anglosassone e normanna: dopo il distacco politico dell’Inghilterra dalla Francia (XIII sec) il francese perse, però, vigore: spassosa testimonianza ne è il personaggio della Monaca nei Canterbury Tales (I racconti di Canterbury), che parla maccheronicamente provocando l’ilarità della gente. Continuai a dire – Diverse furono le parole eliminate sia nell’anglosassone sia nel franco-normanno, per quanto nel lessico il vantaggio penda nettamente in favore del mondo romanzo per l’influenza esercitata dal prestigio letterario del mondo romanzo e quindi dal Rinascimento. Nell’età elisabettiana si (re) introdussero termini francesi in forma più moderna e molti lemmi italiani prima incogniti (si pensi solo all’influenza delle forme letterarie come il sonetto, la commedia dell’arte, la musica italiana e la tragedia senechiana mutuate su modelli italiani). Il teatro elisabettiano sfruttò tra l’altro la presenza di una folta compagnia di attori e letterati italiani. Questo processo di trasformazione è ancora in corso al giorno d’oggi: i verbi irregolari, influenzati da quelli di origine romanza, stanno assumendo poco a poco la -ed, per il passato e il participio passato (ad es. burnt > burned e dreamt > dreamed) mentre i genitivi sassoni sono ormai usati nelle forme più semplici: The Oxford Police (in cui Oxford è usato come semplice aggettivo) è molto più frequente di Oxford’s Police, e la -m del dativo anglosassone di whom (chi), è ormai assente nella conversazione informale. Tutti fenomeni indicatori del lungo processo che ha avvicinato l’inglese al mondo romanzo più di tutte le altre lingue germaniche, senza tuttavia perdere le qualità fondamentali che da esso la distinguono. Dopo aver detto questo a Pandora gli dissi – adesso che ti ho detto un po’ la storia . ti dirò qualche vocabolo e Pandora dopo aver ascoltato tutto quello mi disse – ok , Marcello .


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