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lavoro pubblicato venerdì 19 agosto 2011
ultima lettura martedì 19 novembre 2019

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Spiego a Pandora chi sono i Cantanti , i vari strumenti musicali e i videoclip .

di Marcellot91. Letto 992 volte. Dallo scaffale Fantasia

Io dissi a Pandora – come ti avevo detto ti spiegavo cosa sono i videoclip , ma prima di questo devo spiegarti chi fa i videoclip , Pandora disse – chi fa i videoclip e io risposi – i videoclip li fanno i cantanti , Pandora disse &nda...

Io dissi a Pandora – come ti avevo detto ti spiegavo cosa sono i videoclip , ma prima di questo devo spiegarti chi fa i videoclip , Pandora disse – chi fa i videoclip e io risposi – i videoclip li fanno i cantanti , Pandora disse – chi sono i cantanti e io risposi – allora i cantanti siamo noi persone che utilizziamo la nostro voce per cantare canzoni . Non se al tuo tempo c’ era la musica , forse c’ era uno suonava l’ arpa non è che dico che l’ arpa fa schifo come strumento sto dicendo che al tuo tempo andava questo strumento , adesso nel nostro tempo . Pandora disse – quali strumenti esistono ? , io risposi – esistono la batteria , la chitarra elettrica , Il Basso e altri strumenti musicali , grazie a questi strumenti riescono a fare delle buona musica e hanno un successo enorme . Pandora disse – davvero ? , io risposi – si , diventano delle superstar e hanno moltissimi fan , Pandora disse – adesso mi puoi spiegare cosa sono i videoclip e io risposi – si , adesso si . Poi dissi dopo aver trovato delle informazioni sul videoclip – ecco adesso ti leggo cosa ho trovato sul videoclip . Mi schiarì la voce e dissi – Il videoclip (conosciuto in Italia anche come video musicale o anche semplicemente video o clip) è un breve filmato prodotto a scopo promozionale per un brano musicale, solitamente una canzone presente in tutta la lunghezza del video.

In alcune parti del mondo, come in Giappone, è anche detto promozionale video, abbreviato in PV. I videoclip utilizzano differenti forme stilistiche ed espressive per commentare visivamente il brano musicale: molti di essi si compongono della semplice riproduzione filmica del cantante o del gruppo musicale che eseguono il brano; altri creano minifilm con trama (recitati talvolta dagli stessi componenti del gruppo) oppure non narrativi e si possono avvalere di sequenze animate o di immagini documentaristiche.

La pratica di abbinamento di immagini filmate a brani musicali risale sin dagli anni cinquanta, ma il videoclip diviene molto popolare a partire dall’inizio degli anni ottanta con la nascita delle prime televisioni con palinsesto interamente musicale. Poi ripresi fiato e dissi – Come ha dimostrato con le sue ricerche Michele Bovi, i primi filmati musicali a colori che usano le immagini per accompagnare una canzone sono realizzati in Italia, a partire dal 1959. In quell’anno infatti si sperimenta un juke-box ad immagini: il Cinebox, brevettato come “fonografo visivo” dall’inventore Pietro Granelli e realizzato dalla Ottico Meccanica Italiana diretta da Paolo Emilio Nistri. Le prime pellicole del Cinebox, girate dai registi RAI Vito Molinari, Beppe Recchia ed Enzo Trapani, sono interpretate da Peppino Di Capri, Domenico Modugno, Johnny Dorelli, Renato Rascel, Giorgio Gaber, i Brutos, Gino Paoli, Edoardo Vianello e altri. Nel 1963 il Cinebox viene esportato sul mercato americano col nome di Colorama coinvolgendo star come Paul Anka e Neil Sedaka, ma in breve tempo l’esperimento è abbandonato.

Tra gli altri precursori del videoclip contemporaneo si possono elencare i soundie (cortometraggi abbinati a brani musicali trasmessi da un rudimentale videojuke-box detto “panorama soundie” nei primi anni cinquanta negli Stati Uniti), gli scopitone (corrispettivi francesi dei soundie girati in technicolor e lanciati sul mercato nel 1964) e le performance che sopperivano all’assenza delle band in studio in alcuni celebri show televisivi degli anni sessanta come Ready Steady Go! (trasmesso dalla BBC) o l’Ed Sullivan Show.

Il primo vero successo cinematografico del videoclip avviene in Italia nel 1965 con la proiezione nelle sale dei tre film del regista Tullio Piacentini: 008 Operazione ritmo, Viale della canzone e Questi pazzi, pazzi italiani. Questi film, realizzati in funzione ad un accordo avvenuto agli inizi degli anni ’60 tra Tullio Piacentini e la RCA che prevedeva la realizzazione di almeno 200 ‘filmati musicali’, contengono ognuno una raccolta di decine di videoclip (interpretati dagli esordienti Gianni Morandi, Peppino di Capri, Luigi Tenco, Gigliola Cinquetti, Jimmy Fontana, Bobby Solo, Fred Bongusto, ecc.) e intervallati da barzellette animate. Forme vicine al videoclip contemporaneo vengono realizzate da registi di fama dalla fine degli anni sessanta: i The Beatles per fronteggiare la continua richiesta delle loro apparizioni in giro per il mondo per promuovere i nuovi singoli, realizzarono dei video, col tempo sempre più particolari e fantasiosi, che venivano trasmessi dalle Tv o dai programmi televisivi, una sorta di proto-MTV ante litteram, idea seguita anche da Bob Dylan con il video di Subterranean Homesick Blues girato dal documentarista D. A. Pennebaker e inserito in apertura del film del 1967 Dont Look Back, che si avvale della presenza del poeta Allen Ginsberg come “figurante speciale”.

Nel 1974 gli ABBA fecero uscire il loro primo videoclip, Waterloo, diretto da Lasse Hallström (che dirigerà la maggior parte dei loro video), seguendo poi ad accompagnare l’uscita dei loro singoli con dei clip promozionali. Nel 1975 i Queen realizzano un lungo videoclip, considerato erroneamente il primo della storia grazie al lancio ideato dai loro promoter, del loro brano Bohemian Rhapsody per il programma televisivo Top of the pops. Con la nascita di MTV (che il 1º agosto 1981 ha ironicamente aperto le proprie trasmissioni con il videoclip Video Killed the Radio Star dei Buggles) e di altre televisioni musicali il videoclip ha assunto sempre maggiore importanza nelle strategie di lancio promozionale dei brani musicali e si è fortemente evoluto dal punto di vista artistico.

Il primo videoclip con un alto budget di produzione è stato quello del brano Thriller di Michael Jackson nel 1983, che fu studiato e girato come un vero film dal regista John Landis. Il successivo videoclip considerato ancora oggi tra i più costosi fu quello di Wild Boys dei Duran Duran nel 1984.

Il record di videoclip più costoso al mondo è stato raggiunto di nuovo da Michael Jackson con il singolo Scream, uscito nel 1995 appartenente all’album HIStory, videoclip costato 7.5 milioni di dollari, seguito al secondo e al terzo posto da Madonna con il costo di 6 milioni di dollari con il singolo Die Another Day, e al terzo con il singolo Bedtime Story del 1994, con un costo di 5 milioni di dollari. Di entrambi il regista è Mark Romanek.

Dopo aver spiegato a Pandora la storia del videoclip lei disse – amazza che lunga storia ha questa cosa chiamata videoclip , poi dissi – domani ti mostrerò vari video musicali di gruppi del mio tempo e spero tanto che ti piaceranno e Pandora disse – lo spero anche a me che mi piaceranno questi video musicali che mi farai sentire .


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