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lavoro pubblicato venerdì 19 agosto 2011
ultima lettura venerdì 6 settembre 2019

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FERMATE I CLANDESTINI...

di mistero. Letto 823 volte. Dallo scaffale Gialli

La porta si aprì completamente, l’anziana signora finì a terra seguita dallo stesso Mustafà chenon era riuscito a fermare l...

La porta si aprì completamente, l’anziana signora finì a terra seguita dallo stesso Mustafà che

non era riuscito a fermare lo slancio. Sahid entrò con la pistola in pugno, nella stanza c’erano quattro persone,

l’anziana signora a terra, una giovane donna incinta e due ragazze, una di quindici anni e una di dodici.

Rimasero tutte pietrificate alla vista dell’uomo con la pistola, poi questo rivolto al compagno:

«Richiudi la porta, svelto.» Mustafà si rialzò e chiuse la porta, la ragazza più grande si avvicino all’anziana

signora che si stava lamentando a terra, l’aiutò a rialzarsi ed a sedersi su una delle due poltrone presenti nella

stanza. La giovane donna disse:

«Cosa volete da noi? Soldi?» I due non risposero.

«Perché non mi rispondete?»

«Vogliamo solamente essere ospitati per un po’, se non ci creerete problemi, non vi sarà fatto alcun male. Ci

sono altre persone presenti nella casa?» Disse Sahid. La donna guardò le altre persone della sua famiglia

presenti nella stanza e non rispose. Sahid afferrò la ragazza più giovane, puntandole la pistola alla tempia e

disse:

«Ti ho fatto una domanda, rispondimi senza mentire, altrimenti la uccido.»

«Lasciala stare, c’è soltanto mio figlio di otto anni in camera sua, sta’ dormendo, ha un po’ di febbre, per

questo è a letto.»

«Bene » disse l’uomo lasciando la ragazza, che la madre attiro subito a sé tenendola stretta.

«Mustafà, va’ di sopra e porta giù il bambino, voglio averli tutti sotto controllo, potrebbero farci qualche

scherzo.» Mustafà si avviò su per le scale, mentre Sahid chiese alla donna:

«Dov’è tuo marito?»

«Al lavoro » rispose lei « fa il pescatore.»

«Appena il mio amico avrà portato qui tuo figlio assieme con gli altri, ti accompagno in cucina, abbiamo fame.

Devi prepararci qualcosa da mettere sotto i denti.» La donna annuì, dalle scale si sentiva un po’ di rumore, poi

apparve un bambino in pigiama. Quando vide l’uomo in mezzo alla stanza con la pistola disse:

«Appena mio padre verrà a sapere quello che state facendo qui, verrà con il suo equipaggio e vi spaccherà la

testa.» La madre gli disse:

«Sta’ buono Roberto, vieni qui e siediti accanto alla nonna. » Roberto ubbidì e si sedette nel divano a fianco

della poltrona della nonna, nello stesso divano furono fatte sedere anche le due ragazze.

«Siediti in questa poltrona,» disse Sahid a Mustafà «tieni la pistola.»

«Tu dove vai?»

«Accompagno la donna in cucina, ci prepara qualcosa da mangiare, tu tieni d’occhio questi.»

«Va bene.» Stavano andando in cucina quando Sahid le disse:

«Cosi il tuo maritino non è un semplice pescatore, ma un capo barca, bene, bene. In che posto ci troviamo?»

«Come? Non lo sai?» rispose la donna.

«Se te lo chiedo, vuol dire che non lo so, su rispondi,» disse con tono aspro Sahid.

«Ti trovi a Lampedusa.»

«L’isola?»

«Già, l’isola.»

«Allora non abbiamo nessuna possibilità, dovremo pensare a qualcos’altro.» La stanza d’ingresso era unita alla

cucina da un corto corridoio che aveva due porte, entrambe aperte, passando l’uomo guardò dentro, una era un

soggiorno con una lunga tavola da pranzo, l’altra una stanza piccola con all’interno una grossa radio, di quel

genere, Sahid non ne aveva mai viste. Raggiunse la cucina qualche istante dopo della donna:

«A che cosa vi serve quella radio?» chiese.

«A mettermi in contatto con la barca di mio marito.»

«Come funziona?» La donna spiegò:

«Dopo averla accesa, si regola la frequenza del canale che interessa, poi si trasmette.» Sahid non le rivolse più

la parola finché non ebbe finito di cucinare. La donna portò i due piatti nell’ingresso, dove i due uomini

mangiarono, mentre i loro prigionieri li guardavano spaventati. Ad un tratto Sahid disse rivolto a Mustafà:

«Ho trovato il modo per abbandonare l’isola.»

«Che isola?»

«Questa dove ci hanno trasportati, è un’isola, non è la terraferma.»

«Quale modo hai escogitato per abbandonarla?»

«Vedrai appena avremo finito di mangiare.» Terminato di lucidare i piatti con il pane, Sahid si alzò dal bracciolo

della poltrona e disse alla donna:

«Andiamo a parlare con tuo marito.» Entrarono nella stanzetta e si avvicinarono alla radio, la donna l'accese,

si sentirono subito dei fruscii fastidiosi, poi un gracchiare continuato. La donna spostò impercettibilmente la

manopola della frequenza, agguantò il microfono e disse:

«Mediterraneo, rispondete, Mediterraneo, rispondete, Mediterraneo,» aspettò alcuni istanti, poi udì la risposta:

«Qui Mediterraneo, chi ci chiama?»

«Sono Filomena, potete passarmi Michele?»

«É in sala macchine, aspetta, vado a chiamarlo.» L’attesa durò alcuni minuti, poi:

«Che c’è Filomè, è successo qualcosa?»

«C’è un problema Michele…» Sahid le strappò di mano il microfono:

«Ascoltami bene Michele, non ti ripeterò il messaggio, teniamo la tua famiglia in ostaggio, se non vuoi che le

succeda niente, devi tornare immediatamente in porto, venire a prenderci a casa tua, poi assieme con la tua

famiglia al completo raggiungeremo la barca e con quella ci porterai in Calabria. A che distanza ti trovi da qui?

Tra quanto prevedi di arrivare?» Michele rimase ammutolito nel sentire quelle parole, poi quando l’altro

continuò:

«Vuoi rispondere oppure vuoi che ammazziamo qualcuno?» Si riprese di colpo:

«Ci troviamo a venticinque miglia dall’isola, a tornare indietro c’impiegheremo tre ore.»

«Se non sarai a casa tra tre ore e un quarto uccideremo tutti e ce n’andremo. Faremo la stessa cosa se cerchi

di avvertire la polizia. Fai rimanere i tuoi uomini a bordo, ti aspettiamo.» Michele guardò la radio ancora

inebetito, poi si riprese, aveva le mani sudate. Appoggio il microfono ed entro nella cabina di comando, tolse il

pilota automatico e ruotò il timone di centottanta gradi, gli altri marinai stavano riposando sulle brande, la

pesca non era ancora cominciata, stavano trasferendosi sul luogo in cui avevano deciso di pescare. La brusca

manovra fece cadere alcuni a terra, che si alzarono imprecando.



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