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lavoro pubblicato giovedì 18 agosto 2011
ultima lettura domenica 16 giugno 2019

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FERMATE I CLANDESTINI...

di mistero. Letto 939 volte. Dallo scaffale Gialli

«Niente » disse Goffi « qui non c’è, devono averla presa mentre fuggivano.»«Ti avevo detto di metterla via ...

«Niente » disse Goffi « qui non c’è, devono averla presa mentre fuggivano.»
«Ti avevo detto di metterla via perché pensavo che nella confusione avresti potuto colpire qualcuno, non mi è
passato per la testa potessero prenderti la pistola.» Caputo con i suoi uomini cominciarono a girare con le armi
in pugno per il paese, mentre Vullo raggiunta la jeep avvisò la stazione perché mettesse a conoscenza anche gli
agenti delle altre armi della nuova situazione di pericolo che si era creata.


Il gruppo dei fuggiaschi dopo aver superato il blocco dei carabinieri si diresse nuovamente verso il molo,
quando furono giunti lì, il penultimo del gruppo afferro per un braccio quello che lo seguiva di un passo:
«Fermati Mustafà!»
«Perché ti vuoi fermare Sahid, qui non siamo al sicuro.» Dicendo queste parole cercò di divincolarsi dalla presa
di Sahid.
«Guarda qua,» disse Sahid alzando la maglietta e togliendo dalla cintura dei pantaloni una pistola.
«Una pistola! Dove l’hai presa?» Chiese meravigliato Mustafà.
«Era dell’agente che hanno gettato a terra, gli è caduta, io l’ho raccolta e sono scappato, con questa potremo
nasconderci facilmente, seguimi,» indicando gli altri che correvano. «Non sanno dove andare, continueranno a
girare finche non li prenderanno ad uno ad uno.»
«Tu invece cosa vorresti fare?»
«Non fare domande e seguimi.» Mostrandogli nuovamente la pistola:
«Con questa troveremo facilmente chi ci ospiterà finché non si saranno calmate le acque, poi ce né andremo.»
Detto questo Sahid cominciò a camminare seguito da Mustafà che gli chiese:
«Dove hai pensato di nasconderti? Dobbiamo fare presto, tra poco qui sarà pieno d’agenti.»
«Non ti agitare, ci allontaniamo un po’, poi entreremo in una casa.» Camminarono in silenzio per una decina di
minuti, guardando continuamente a destra e a sinistra cercando di scorgere per tempo qualsiasi pericolo, incrociarono più di un passante, che però non li notò. Si erano allontanati dal molo di circa un centinaio di metri, ora si trovavano di fronte ad una casa ad un piano:
«Questa andrà bene, che ne dici Mustafà?
«Si, ma come faremo ad entrare?»
«Tu conosci meglio di me l’italiano, questa casa non ha la cassetta della posta, potresti fingere di essere il postino.»
«Però se il postino è già passato potrebbero non aprire.»
«Se hai un’idea migliore usa quella.» Mustafà ci penso su qualche minuto poi disse:
«Non mi viene in mente nulla, però ho sentito che i pacchi non sono portati dai postini, ma da un servizio speciale. Mi spaccerò per uno di loro, così se l’orario di passaggio del postino è diverso non avranno sospetti.»
La casa sotto questo punto di vista era stata scelta con cura, la porta d’ingresso aveva davanti un piccolo portico che serviva a proteggere dalla pioggia chiunque avesse dovuto attendere fuori, pero questo proibiva la vista dell’ingresso dalle finestre della casa, inoltre, la porta non aveva nessuno spioncino. Entrambi si avvicinarono alla porta d’ingresso, si appostarono con cura sotto il piccolo portico, Mustafà si fermo dinanzi alla porta, mentre Sahid leggermente spostato sulla destra, si chinò per leggere il nome presente sul campanello prima di schiacciarlo. Lesse ad alta voce:
«Zazzaro Michele.» Poi suonò tre volte. Aspettarono circa un minuto, poi la voce di una persona anziana da dietro la porta chiese:
«Chi è?» Mustafà rispose:
«Servizio postale, signora, devo consegnarle un pacco.»
«Un pacco, noi non aspettiamo pacchi.»
«Qui c’è scritto che il destinatario è Michele Zazzaro.»
«Tu non hai il nostro accento, non sei di qui?»
«Sono un immigrato, sono stato assunto da poco.» La donna all’interno della casa fece qualche istante di silenzio, poi sentirono una voce più giovane chiederle:
«Chi è ?»
«Devono consegnare un pacco per tuo marito. Non mi fido » disse la persona anziana, rivolta all’esterno:
«Appoggiatelo sullo scalino.»
«Signora, dovete firmare la ricevuta, che è attaccata al blocco, non posso passarvela sotto la porta, fate bene ad essere prudente, ci sono molti furfanti in giro.»
«Apro la porta, pero metterò la catena, cosi mi passerai il blocco che firmerò. »
«Va benissimo signora.» Sahid stava fremendo con la pistola in pugno, stavano perdendo troppo tempo davanti a quella porta:
«Appena apre, con una spallata entri, io ti seguo con la pistola.»
«Perché non dai tu la spallata?» obiettò Mustafà.
«Perché dando la spallata ed entrando di slancio potrei finire a terra e perdere la pistola, non sappiamo se dentro ci sono solo donne, è meglio che entri dopo di te puntando la pistola su chiunque ci sia dentro.» La porta si stava aprendo, con una corta rincorsa Mustafà si lanciò contro la porta, con un suono secco la catena si stacco dal muro.



Commenti

pubblicato il 18/08/2011 12.10.24
LilacSky, ha scritto: Il tuo solito vizio...tutti tuoi cloni...XD
pubblicato il 19/08/2011 8.09.32
mistero, ha scritto: Ciò... che ci posso fare se tutti i delinquenti mi assomigliano? :-)

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