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lavoro pubblicato martedì 16 agosto 2011
ultima lettura mercoledì 15 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Che differenza c'è fra la guerra e il cinema ? Nessuna i posti migliori sono quelli in ultima fila !

di Simaigret. Letto 654 volte. Dallo scaffale Viaggi

"anche per stasera lo spettacolo è andato"-pensava, mentre si trascinava verso i camerini. cominciava piano piano a liberarsi dei vestiti. questa sera è stat la quarta replica dello spettacolo. "the importance of ...



"anche per stasera lo spettacolo è andato"-pensava, mentre si trascinava verso i camerini.
cominciava piano piano a liberarsi dei vestiti. questa sera è stat la quarta replica dello spettacolo.
"the importance of beign earnest", il nostro lo ama particolarmente. una buia scala a chiocciola lo separa dalla porta della sua zona franca. ed eccolo finalmente scendere, aprire la porta ed entrare nel suo camerino.
ama restare al buoio nel suo camerino, con solo le luci dello specchio e la musica che più preferisci. lentamente, macchinosamente ma con grande maestria finisce di togliere il trucco di scena.
un foglio di carta ed una penna attirano la sua attenzione.
"scrivere... è da tanto che non scrivo.
oggi, la rapprsentazione è andata benissimo. si è sparsa la voce, ed ho finalmente visto il tutto esaurito.
mentre ero in scena però ho avuto modo di pensare. pensare perchè questa finzione continua dopo decenni a piacere alle persone. è questa forse la vita. una rappresentazione.
non mi ero mai chiesto prima cosa fosse la vita per me.
ricordo, ricordo fin da quando ero piccolo che la mia vita era incentrata nel far piacere agli altri.
più crescevo e più dovevo fare cose che dessero piacere alle altre persone. io ero nato per svolgere il cmpitino, l'omogeinizzato che tutti gli altri mi avevano dato. ed ero completamente preso dal fare questo.
il teatro, la recitazione. questo è venuto tutto dopo. forse è stato il mio primo vero atto di ribellione.
mi sono avvicinato a questo mondo la prima volta che sono andato via di casa. avevo cominciato in una lingua non mia.
il francese, ed ora continuo in giro per il mondo presentandomi come versatile, sempre nuovo. ma io sono quello che esprimo con i mie personaggi. io sono il malato immaginario o per l'appunto il farlocco ernest worthing?
sono io quel mercante ebreo amato di vendetta, o quell'amante completamente preso dalla sua giulietta?
non lo so, eppure tramite loro, riesco a dire a parlare. ma cosa sono io. io sono come i baffi finti di quel tipo che sono veri, oppure io sto vivendo la mia vita per il teatro senza vivere la mia vita coem se fosse il teatro?
non lo so non so più chi sono, in verità non ho mai saputo chi sono. eppure eccomi qua e chiedermi chi sono, e cosa voglio.
quante volte mi sono seduto ai bordi del palco e vedevo il pubblico preso dal mio dire, dal mio recitare. e perchè io non posso mettermi ai bordi della vita e, non essere preso dalla vita, ma io prendermi la mia vita perchè?
una battutaccia: che differenza c'è tra la guerra e il cinema? nessuna i posti migliori sono quelli in ultima fila.
bene e allora perchè io non posso mettermi di mettermi all'ultima fila del mio spettacolo, che è la mia vita e capire dove sbaglio?
oh si aveva ragione shakespeare SIAMO DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI.
ecco allora lasciatemi ancora sognare e non fatemi scendere da quel palco....."
ha ripiegato il foglio senza guardarlo, mettendolo nel cassetto insieme al copione senza più pensarci.
prende la giacca ed esce. lasciando la luce dello specchio accesa, lasciandola accese per potersi trovare li anche domani. li dove può essere veramente chi vuole..


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