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lavoro pubblicato venerdì 12 agosto 2011
ultima lettura venerdì 5 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Masters - Fist Fucking Per Violino Solo (Capitolo 1)

di Ciaby92. Letto 1004 volte. Dallo scaffale Pulp

Due ragazzi e una ragazza. Costretti ad appuntamenti erotici oltre il sadomasochismo. In una Milano decadente, il desiderio di una vendetta disperata, la voglia dell'amore, di non essere più "cani". Il viaggio di formazione di tre anime distrutte.

Capitolo 1

Omofobi, casalinghe disperate, dirigenti di grande aziende, fate attenzione. Questa storia parla di omosessualità, ma parla anche di voi. Voi, che pendete dalle labbra di politici che, con voce squillante, vi rammentano quanto sia più bello scoparsi eteree fanciulle piuttosto che farselo mettere dentro. Voi che insultate gli odiosi ed assordanti pride, che sodomizzate le vostre fidanzate fantasticando di essere al loro posto, che importunate i ragazzini su internet o che vi siete allenate con le amichette per baciare meglio. Questo libro parla di voi.

Lettori omosessuali. Questo libro parla anche di voi. Voi che soffrite, armandovi, nascondendovi dietro tutta quella sporca fila di “cliché carini” che vi autoschiaffate. Voi che vi ghettizzate dietro gli urletti femminei, che curate più il vostro fisico che il vostro cuore, voi che chiedete libertà ma siete i primi ad imprigionarvi. Questo libro parla di voi.

Dimenticate il colore, dimenticate Lady Gaga, i musical, Broadway, gli hairstylist, i ragazzini efebici che lavorano nei negozi di moda, la comunicazione del fashion design, la palestra e tutte quelle cose che, secondo gli etero, caratterizzerebbero tutto, l’intero, mondo gay.

Questa storia parla di voi. Uomini e donne.

Questa storia getta merda su tutti voi e anche sul sottoscritto, perché la razza umana merita questo e altro. Siamo solo pedine che cerchiamo di spiegare ogni cosa, di catalogare, ghettizzare, etichettare, ordinare, ma non sappiamo nemmeno noi cosa volere. La scienza non ha ancora capito che niente è spiegabile.

Eterosessualità, omosessualità. Solo parole.

Ci sono eterosessuali che, a quarant’anni, si innamorano di un uomo ed omosessuali che ,a quarant’anni, si innamorano di una donna. Non si può canalizzare una persona in una parola, senza averne prima smontato ogni pezzo, senza prima aver sbirciato nella sua anima. Cazzo. Non si può. Non si può sperare di poter spiegare ogni cosa, quando la morte può stringerti la mano da un momento all’altro. L’inclinazione sessuale ha a che fare solo con il fenomeno fisico di eccitamento. L’amore non può rientrare in una parola. Non può. Forse non esiste nemmeno, l’amore.

L’amore è una sfida collegata alla sconfitta del tedio e all’orrore della solitudine, che solo l’uomo si è creata, forse per noia. Perché esistono animali che vivono soli per tutta la vita e sono felicissimi.

I colpi rigidi del mio bastone e le natiche nude e sporche del verme qua sotto.
Le polaroid spente dei sorrisi infantili di Gaia, la mia vicina di casa che mi scorrono davanti ,come coriandoli pronti ad esplodere. Non so perchè. Ma forse è semplicemente per il fatto che vorrei, dovrei pensare altro. Ora che i miei piedi nudi sentono freddo e strisciano sulla moquette come cani senza una zampa.

Ecco. Forse è per questo che voglio raccontarvi la mia storia, oltre che per aprirvi gli occhi.

Voglio passare il tempo, mentre sodomizzo lo stesso schifoso impiegato grasso e sposato. Con un conato di vomito che tarda ad arrivare. Ce l’ho, è qua. Il rospo in gola. Il rospo in gola.

E allora quello mi dice “Picchia più forte! Non riesco a sentirti!”

Siamo tutti cani. Ma a differenza dei cani, non abbiamo fiducia nell'uomo.


E io giù pesante, a picchiarlo. Sperando quasi che abbia voglia, per impulso, di uccidermi dal troppo dolore. Così. Non per piacere sessuale, perché uno slave non si ribella mai al suo master. Mai. Semplice intuito. Spirito calcolatore di sopravvivenza. Vedo il mio bastone contro la mia nuca e le mie palpebre che, lentamente si chiudono. Poi tornerei da fantasma a confondere le acque.

Ma stai tranquillo, amore mio, se mi intervisteranno al telegiornale, dirò che sei sempre stato una persona tranquilla e riservata, con una splendida famiglia, due figlioletti, una moglie premurosa e un cane da caccia bellissimo. Dirò che sei il padre di famiglia che io abbia mai desiderato. Che avrei voluto baciarti senza portarti a letto. senza picchiarti. Senza fingere che tutto questo mi piaccia.

Il mio bastone torna a sbattere contro le tue natiche. E tutto si cancella.

Rimane solo rabbia, rabbia profondissima che gorgeggia con il tuo grido di dolore fisico disperato. Il mio cazzo nel tuo ano e una lacrima che scende furtiva. Che tu possa solo morire, bastardo, e non io.

Un altro colpo.

Ho bisogno di una pausa.

Di una sigaretta.

Di un angolo.

Di un ritaglio di spazio dove poter piangere, senza essere deriso.

Di continuare a gridarvi contro e gettarvi merda addosso.

Ma soprattutto. Ho il bisogno assurdo che voi mi possiate ascoltare.



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