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lavoro pubblicato martedì 2 agosto 2011
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

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Momento serio:" Ma porc.. il buco nel calzino no!!!"

di Simaigret. Letto 651 volte. Dallo scaffale Viaggi

... in questo periodo le giornate stanno finendo un po' tutte allo stesso modo. Pizza portata a casa, birra e portapizze che rimane con me per vedere i cartoni delle 21. Ormai quando torno a casa so già che è li che aspetta... magra conso...

... in questo periodo le giornate stanno finendo un po' tutte allo stesso modo. Pizza portata a casa, birra e portapizze che rimane con me per vedere i cartoni delle 21. Ormai quando torno a casa so già che è li che aspetta... magra consolazione.

Un fatto però mi ha dato da pensare. Qualche giorno fa, un mio amico mi ha chiamato, invitandomi per una partita di calcio che si sarebbe giocata l'indomani. Ho accettato con entusiamo, anche perché da un po' di tempo non gioco.

Negli ultimi tre anni sono stato lontano da casa per lavoro, ho avuto l'occasione di viaggiare parecchio e questi ultimi mesi sono dovuto tornare per dei problemi familiari. Le mie valigie erano, ancora, disfatte solo per metà, nell'armadio di camera mia invece avevo ancora qualche vecchia maglia, dei pantaloncini, degli scarpini e le calze per giocare.

Una di queste calze aveva un buco. La mia reazione immediata è stata:" Ma porc... il buco nel calzino no!!!".

In quel momento qualcosa di strano si è mosso. Un po' come se tua nonna, però stavolta con qualcosa di più rispetto alla nonna che ricordavi riavvolgesse il videoregistratore dell'universo, e quel sancta sanctorum che prima era composto soltanto da vecchie vhs dove tu, in tempi meno sospetti ballavi o recitavi, si fosse tramutato nella tua vita.

E i ricordi scorrevano. A volte indietro veloce, altre un play, alcuni stop e cancella. Il primo ricordo che mi ha, per dirlo un po' alla charles trenet(che poi è quello di tutti i francesi), "frappé" è stato quando una sera, di una giornata molto simile a questa, qualche settimana prima che io partissi, due amici si sono ritrovati. Non so spiegare quale gioia sia vedere degli amici ritrovarsi, anche se a dirla tutta stare nel mezzo in un momento che doveva essere loro, be quello mette un po' a disagio.

E poi ancora indietro tutta, e "...Capitano tutta la barra è a babordo", ancora ricordi veloci altri più lenti.

Alle volte amori, come quello che be per te poteva essere quello della vita, e forse ancora un po' lo pensi. Di quelli che lei non riusciresti mai a raggiungerla, per il semplice fatto che quello che non fa il tribunale, lo fa la sua parte mutante(* per i miei quattro lettori, che di solito-quando se lo ricorda è uno solo- gli "amori/amovi" o presunti tale del nostro, be lasciateli dove sono in che sono se non "... une photo, vieille photo de ma jeneusse!". Chiudiamo questa parentesi manzoniana. Ma quante ne so. In aggiunta, be credo che sul serio quella Lei avesse un mezzo grado di parentale Scott Summers).

" Ma torniamo a parlare della sessualità inespressa dei cetreolini sotto aceto...", certo il pomeriggio non è forse il momento migliore per parlare di sessualità inespresse, ma è qui che si ferma ancora una volta la cassetta.

Si torna indietro, sempre in quell'anno, l'anno della mia partenza. Bisogna dire che è stato forse uno degli anni più intensi che abbia mai passato, ma anche ai migliori capitano. Nell'aria la sensazione di un po' tutto era una"... strana voglia di andar via perchè altrove forse c'è qualcuno che ci aspetta" e forse in fondo è un po' così. Quel pomeriggio tutto il gruppo era all'aeroporto, si salutava il primomigrante tra di noi: università all'estero, nuova vita da costruirsi un mondo contro il quale andare.

Di ritorno dall'aeroporto, ho sentito il bisogno di fermarmi, e tutti in una qualche tacita complicità avevamo avuto la stessa idea. Il più coraggioso tra noi dopo qualche minuto rompe il silenzio dicendo:"sapete... se potessi tornare indietro allora si che..." . Le parole magiche della deprimenza. E allora a turno ognuno di noi ha espresso il suo desiderio di un ritorno al passato, poco importava del mezzo. Sarebbe potuta essere la macchina del tempo di Wells o la Delorean del Dr. Brown.

Il telefono, quel giorno mi riportò alla realtà e "grande giove!", ma ho cominciato a riflettere come non mai.

Sono arrivato a due conclusioni: "La piazzetta", e il passato. Ho forse incentrato la mia vita a fuggire da questi.

La piazzetta mi è sempre andata strettta, ho sempre cercato di infrangere quei confini di andare oltre. Ho lottato con tutto me stesso per non rientrarci, ma la piazzetta fa paura, più la allontani più ti perseguita.

L'altra cosa, che poi cosa non è, è il passato. Sono arrivato seppur alla più ovvia delle conclusione che questo simpaticone ritorna. Ritorna sia nel bene che nel male, e quando torna nel bene è perchè vuol dire che ci ha fatto bene e noi vogliamo quel bene. Se ci ha fatto del male, in verità non lo abbiamo mai scordato o allontanato da noi, e diciamocelo in fondo un po' tutti proviamo piacere nel soffrire ogni tante.

Morale della favola... Anche l'altro calzino era bucato, e sono uscito a comprarne un altro paio, ma la cosa più bella è che il video registratore si è rotto.

Questa si che è una buona notizia, Niente più telenovelas FRANGIMARONI!!!!



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