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lavoro pubblicato venerdì 29 luglio 2011
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Amor te

di Tolkien. Letto 897 volte. Dallo scaffale Fantascienza

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“Il Signor Gulcari, vero?”. “Gulcarri, dottore, Gulcarri”. “Gulcarri, mi scusi; prego, si sieda. Da quando l’ultima visita?”. “Credo l’altr’anno. L’altr’anno, sì. Era maggio, più o meno”. “Più meno che più. E’ da un po’ che non ci si vede”. “Sì, le debbo confessare che il periodo non è dei migliori; in ufficio c’è un gran daffare tutto il giorno”. “Immagino”. “Come dice?”. “Intendo: mi figuro appieno la situazione”. “Capisco, sì. Ma dunque, qual è il motivo della sua chiamata, mi scusi? C’è qualcosa che non va?”. “E’ tutto a posto signor Gulcarri; invero, sono io che ho cominciato a preoccuparmi per lei: non avendola più vista e sentita, ho avuto il sentore che qualcosa non andasse per il verso giusto”. “Sì, lo so. Dottore: io col passato ho chiuso. In tutti i sensi, intendo. Mi faccia un test, mi metta alla prova. Sono pulito, oggi, gliel’assicuro”. “E’ proprio per questo che l’ho chiamata. Io, le sembrerò indiscreto, ma corre voce di un suo nuovo fidanzamento”. “E’ esatto”. “Non metto minimamente in dubbio le sue capacità di relazionarsi correttamente con una femmina e gestire una relazione; magari indirizzata verso il futuro”. “Proprio quello m’interessa”. “Ecco, sia gentile: me ne parli. Quali progetti si pone, nei suoi confronti?”. “Progetti? Oh, beh, non esageriamo! Ho parlato di futuro così, tanto per dire. In realtà, dottore, vivo giorno per giorno, senza programmarmi mai nulla. Con lei ci sto bene, punto”. “Bene?”. “Ho detto bene? Sì, nel senso: non ci sto male, ecco”. “Nessuno è qui per augurarglielo”. “No, no, lo so bene. Male che vada ci lasceremo”. “E’, scusi se mi faccio ostinatamente inopportuno, una relazione molto lunga, quella che sta portando avanti con… mi dica il nome, per favore”. “Io non cadrò di nuovo nella trappola. Sono stato rinchiuso già due volte, e lei può dirmi che non c’è due senza tre; ma non lo farò. Sto molto attento, ogni volta m’interrogo su tutto. Su tutto, voglio dire, su tutto l’andamento. Le mie sono autoanalisi attente, esami di coscienza scrupolosissimi”. “Coscienza?”. “Interiori”. “Interiori: ben detto. Io non mi preoccupo per la sua lei, Signor Gulcarri, ma per lei. Io l’ho avuta in cura, so quanto è emotivo. Quanto. Quanto è fragile, a volte incosciente di ciò che fa. Lei crede di essere in buona fede, ma io mi chiedo, e chiunque sentendola al mio posto se lo chiederebbe, se sia il caso, ecco, se sia veramente il caso di provare una terza volta. Si ricorda cos’è stato, per lei, il fidanzamento? Ha davvero rimosso tutte le conseguenze della questione?”. “Niente affatto, dottore: ho bene in mente ogni singolo giorno passato dietro sbarre ad alta tensione. Non potrei dimenticare neanche volendolo”. “E allora mi dia retta: ci pensi bene. E’ per il suo bene, che gliene parlo. Se la malattia tornasse così, all’improvviso, chi la terrebbe più, eh? Chi? Non può passare il resto della sua vita internato! Dovrà pur mettere in piedi uno straccio di famiglia, prima o poi! Ha un’età! Quella giusta. Ascolti i pareri di un medico. Di uno specialista. Di chi ha studiato anni per conoscere a fondo le problematiche che la rendono schiavo di se stesso. Io non le prescriverò altre pastiglie, Signor Gulcarri. Le chiedo semplicemente di desistere. Desista. Si sta meglio, gliel’assicuro. Mi fa questa promessa? E’ tutto a suo vantaggio, mi creda”. “Le credo”. “Bravo”. “Ci penserò su”. “Non lo metterò in dubbio!”.

Il Signor Gulcarri attese davanti alla porta aperta: “Sa. Credo d’amarla!”, disse. E sorrise. Il dottore attese e meditò. Dopo essersi stretto il setto nasale con fare profondamente riflessivo, spinse un bottone del telefono, comunicando: “Credo proprio che non ci sia più niente da fare: va soppresso”.

Ma questa era una cosa che il Signor Gulcarri sapeva bene. Conosceva la sua colpevolezza: essere nato nel bizzarro duemila, dove l’amore è stato clinicamente diagnosticato come malattia. Pena per i recidivi, la morte.



Commenti

pubblicato il 29/07/2011 14.37.12
frantizan, ha scritto: Niente male, al prossimo.
pubblicato il 29/07/2011 15.38.37
Tolkien, ha scritto: Grazie, Frantizan, delle tue letture e dei tuoi commenti... a presto.
pubblicato il 09/12/2011 15.44.25
Tolkien, ha scritto: Novità, disegni e aggiornamenti sulla pagina Facebook 'Il Mondo di LaStòrya': http://www.facebook.com/pages/Il-Mondo-di-LaSt%C3%B2rya/337723289578242#!/pages/Il-Mondo-di-LaSt%C3%B2rya/337723289578242?sk=wall

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