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lavoro pubblicato martedì 19 luglio 2011
ultima lettura sabato 12 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CHIAVICHE GALATTICHE TWELVE

di frantizan. Letto 786 volte. Dallo scaffale Fantascienza

IL SOGNO E' VERITA', IL SOGNO PREDICE, I SOGNI SI AVVERANO, LE STREGHE LO SANNO, IN SOGNO SI CHIAVA E BASTA, I CINESI NON SOGNANO, GLI ISTINTI SONO STATI INVENTATI DAL GOVERNO, LE COSCE RIVELANO LA FICA NON C'E' DUBBIO, NEL SOGNO SI CHIAVA NELL'ACQUA

17

Il corridoio è buio, nero come una caverna. Tes ha difficoltà anche solo a stabilire la direzione, barcolla, incespica nei mobili, precipita a terra di continuo. Fortuna il corridoio è dritto, perché Tes è storto, ingarbugliato. Procede oscillando, piegato in due, le mani in avanti, da una parete all'altra. E' una precisa strategia, serve a non cadere a terra, e funziona almeno per il tempo che a Tes riesce di rimanere in piedi. Come quando si afferra a quello che crede essere un attaccapanni, ed è invece un imponente palco di corna di cervo, trofeo di caccia, fissato male alla parete, che cede ferendolo alla fronte. Tes crolla indietro trascinando nella sua rovina un intero campionario di ceramiche preziose, già sopravvissute indenni a tre secoli di umane vicende. Poco male, Tes può ringraziare la mollezza dell'ebbrezza se nella caduta non si rompe la schiena, ma per lo spavento e per il dolore si vomita addosso.

Tes è ancora carponi, gli ultimi residui di bava filano a terra, quando si accende un bagliore, delle voci si avvicinano. Si drizza a fatica, si netta la bocca con il dorso della mano. Da un corridoio laterale sbuca una comitiva. Quattro, sei, sette persone che formano un unico corpo dondolante. E' Bob, sostenuto per le ascelle da due imponenti lacchè in pompa magna. Dietro due servitori reggono un candelabro ciascuno, davanti due ragazze procedono carponi all'indietro, una ha in bocca il membro molle di Bob.
- Non si viaggia a Versailles senza luce e dispensa. - Bob ride, cava una bottiglia di liquore dalla giacca militare aperta, l'unico indumento che indossa assieme agli stivali, la porge a Tes che fa segno di no, che resta fermo a guardare Bob bere una golata e ripartire con il piccolo corteo che lo sostiene, immobile fino a quando non scompaiono alla vista. Buio.

Tes riacquista una po' di lucidità, Eva impietosita gli suggerisce il percorso. Dieci minuti di sale, scalinate e corridoi deserti, durante i quali incontrano solo uno che caga a lume di candela, su un antico tappeto al centro della via. Quando arriva Tes quello si tira su e va via seccato.

Tes ora prova una tale stanchezza che potrebbe rinunciare, potrebbe addormentarsi su una poltrona in uno qualsiasi delle centinaia di salotti e salottini che fioriscono lungo i corridoi, ma Eva insiste, dice ci siamo, è dietro l'angolo, qui non è sicuro. Sì, dietro l'angolo, si fa presto a dirlo, Tes riparte, già si immagina abbandonato sul letto, invece dietro l'angolo una mazza di ferro lo colpisce in mezzo alla faccia con una potenza ed un dolore indicibili. A Tes pare che il mondo, non solo la sua testa, tutto il mondo, vada in pezzi. Il corpo schizza a terra di schianto, svenuto per sempre. Eva pompa adrenalina e fa gli scongiuri.
Nel buio l'aggressore alza la mazza per il colpo definitivo su quella noce di cocco che è la testa di Tes, intanto due altri uomini si avvicinano segnalati solo da un fruscio. L'uomo abbassa le braccia con tutta la sua forza e il suo odio, nel medesimo istante gli occhi di Tes si spalancano, quelli di un demone, lucidi e determinati. La mazza colpisce solo il prezioso tappeto, il tempo di un battito di ciglia e l'uomo si sfracella sulla parete con il collo già spezzato. Agli altri due non bastano le lunghe armi da taglio. Tes con un calcio sfonda il petto al primo, evita per un soffio di essere affettato, gira rapido su se stesso, afferra il polso dell'avversario, prima con la destra, poi con la sinistra, e gli immerge l'arma in gola. Il tutto dura pochissimo, dieci secondi al massimo.
Quindi Tes crolla, implode, il corpo gli trema, bianco in volto, schiuma dalla bocca. Quando si avvicina per indagare sull'identità degli assalitori quelli prendono a brillare. Tes per istinto si getta di lato, i corpi esplodono con una fiammata bollente che gli strina la pelle. Amen al milite ignoto.



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