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lavoro pubblicato domenica 10 luglio 2011
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CHIAVICHE STELLARI TEN-tazione

di frantizan. Letto 938 volte. Dallo scaffale Fantascienza

(15)- Dicevano: partorirà uno scarafaggio? Una lepre? E come avrà fatto a rimanere incinto? Gli sarà entrato uno scarafone in cul...

(15)

- Dicevano: partorirà uno scarafaggio? Una lepre? E come avrà fatto a rimanere incinto? Gli sarà entrato uno scarafone in culo. Donnacce. Streghe malelingue. Non ci volevano credere. Non riuscivano ad accettarlo. Dicevano, chi crede di essere?! Un uomo non rimane pregno nemmeno, Dio ci perdoni, se lo fa di sotto la sua signora. O lo prende in culo. Sarà stato un chierico? Gli sarà entrato dentro il demonio controvento mentre l'ano era socchiuso per un peto?
- Per giorni e notti siamo stati male. Misteriosi sintomi discordanti. I medici non riuscivano a venirne a capo. Quale organo imperfetto, quale morbo poteva cagionare una simile affezione?
- Due settimane dopo quando il ventre aveva preso a gonfiarsi eravamo preparati al peggio. Allora facemmo il Sogno. Un segno. Un Angiolo di luce purissima che ci diceva di non preoccuparci. Era solo passato lo Santissimo Spirito un pomeriggio che dormivamo al sole.
- Sei favorito dalla sorte, ci disse l'Angiolo. Tu in verità non hai altro male se non che sei pregno. E le pene che soffri le soffri per l'Altissimo e il suo gregge. C'è bisogno di un giovane Messia. Un altro Redentore è atteso per rinfrescare questo mondo corrotto. Per riformarlo.
-E non come blaterano quelle bagascione perché qualche prete infoiato ce lo ha messo in culo, o perché una lepre è entrata da tergo mentre evacuavamo. Noo. Noi siamo gravidi dall'orecchio. Come la Santissima Maria Vergine. Lo Spirito Santo da lì ci è colato dentro, dall'orecchio. Ma le donnacce loro non vogliono crederci. No.
- Dicono che al più faremo uno scaraffaggetto lucido e nero, già vestito con la sua tonachina da prete e che a Noi non resterà che battezzarlo. - Il viso dell'Eguale è una smorfia di disprezzo e ribrezzo - Donne!
- Le femmine fanno perdere virtù ad ogni cosa. - Butta lì Tes.
- Ricorda! - L'Eguale arma e punta l'indice sinistro -Più odiosa della morte noi consideriamo la donna. Una vera iettatura. La sua malevolenza rende fastidioso il Creato persino a Nostro Signore. Chi vuole piacere a Dio dovrà fuggirla. La femminilità è una fogna a cielo aperto.
- Sì Signore. Vostra Pregevolezza.
- E mai accostarsi ad una donna mestruata. MAI!!! Ella è impura doppiamente. Più degli escrementi e poco meno di un cadavere. Una colpa simile può essere espiata solo con la morte per flagellazione. Ricordalo! - Prrrrr flautula l'ano, la faccia dell'Eguale si contorce facendosi, se possibile, più brutta e maligna.
- Perché solo con la flagellazione l'anima può essere liberata da una colpa consimile. - Prrrrooòòò.
La folla di prelati e lacchè è un corpo unico, un'unica cosa, una corona silenziosa, immobile, solo qualche zucca qua e là che oscilla in segno di assenso; oh, come è vero.
- La lussuria è caos. E il caos, l'anarchia, sono per Noi il peggiore dei mali. Quel girovagare di polvere offusca la luce purissima di Dio.
- L'atto sessuale mette in discussione i nostri principi più sacri. E' stato inventato da Satana in persona. Non da alcuno frutto, ma solo lacrime e patimenti.
- Non vi fu alcuna cupidigia lasciva, nessuna disdicevole malizia nel trombarsi i valletti e i chierici. - butta lì Eva.
L'Eguale drizza i sacri lombi, con maestà volge la testa all'ingiro, lo sguardo galleggia sui volti di cera dei seguaci. Soddisfatto si schiarisce la voce. - I figli non servono! Siamo già in eccedenza. L'umanità è un verminaio che prolifica perché fornica. Dobbiamo preoccuparci semmai di evangelizzare i già nati. I generati nella colpa.
- Ricordate! Se l'albero è vizio i suoi frutti non possono che allegare i denti. Chi ci garantisce ciò che i figli faranno da grandi? Cosa impedisce che crescendo la donna non divenga prostituta, fra il mali il peggiore, sgomento nel divino e nell'uomo?
- Rispondi!
- ....
Sussurrando con un risolino laido - Le donnacce qui, in questo pianeta, praticano ancora le loro piccole magie campestri. Sono fattucchiere, mischiano saliva di rospo e segale. Nei loro immondi riti inghiottono litri di orina umana e chili di escrementi. Celebrano il dio Peto e suo figlio Crepito. Poverette. - L'Eguale sogghigna, l'assemblea si sganascia in silenzio.
- Questi cafoni ignoranti, questi pulisci merda, si sono ingegnati a costruire delle vescichette da premere per produrre venti. Saltano e ridono, Dio mi perdoni, ignudi come uscirono dal corpo di femmina, e tutti assieme usano quelle loro terribili macchinette fabbrica peti. Una cosa davvero orribile.
- Per non parlare del cattivo gusto. - L'Eguale spilucca un grappolo d'uva. Riprende fiato.
- Per non parlare del vezzo di nutrirsi di bambini, battezzati e no, nel corso di laide orge. E di gettare gli avanzi pietosi nei solchi dei campi.
- Una giovane che abbiamo interrogato ci ha spontaneamente rivelato, sotto giuramento, di avere baciato l'ano di Lucifero, in occasione di certune cerimonie dove nell'incensiere abbruciano merda secca di caprone e vecchie ciabatte.
Pensoso - Il Maligno. Emana un puzzo terribile. Ma l'aspetto per nulla laido, non cornuto o zoccolato, ma anzi da bel giovane educato. Il portamento fiero. Il membro a metà di carne e ferro, per la lunghezza, dal glande ai testicoli.
Una smorfia di dolore vizza il viso dell'Eguale e segnala una nuova scarica.
- La ragazza ha riconosciuto di essersi abbandonata con esso Dimonio alle più turpi e ripugnanti pratiche. Solo si è astenuta dal copulare con lui, poiché questa non è cosa da tutte, ma faccenda esclusiva per le più esperte. Il membro infernale è invero ricoperto di scaglie di metallo, produce atroci sofferenze.
Un filo di bava supera le labbra sottili e scivola per il mento.
- E' così lungo codesto arnese perverso che il Dimonio è costretto ad avvolgerselo più volte intorno alle cosce, e così fatto lo ferma annodandolo.
- Anche solo assistere ad un sabba significa la condanna a morte. - L'Eletto con un fazzoletto ricamato si deterge dal mento un filo di bavetta. - Per squarciamento. Occorre aprire il ventre affinché i vermi del Maligno, che lì germinano e prosperano, possano essere sterminati dalla luce benedetta, simbolo di nostro Signore.
L' Incinto si alza dalla seggetta che subito viene portata via. - Occorre perseverare affinché la purezza arrivi a regnare su tutto. Bisogna essere determinati. Mai esitare, pena vanificare ogni sforzo precedente. Sterminare gli scarafaggi diciamo Noi. In nome di Dio. - enuncia e si vede benissimo che dietro un servo armeggia per pulirgli il culo.
- Le donne! Bisognerà occuparsene, non sono pienamente esseri umani. Sono carne senza anima. Senza scopo. Sono una protuberanza del maschio. Una costola.
L'Eguale incede orgoglioso esibendo il pancione - Un tempo la femmina era dentro il corpo del maschio. Dio slegando le carni ci liberò dall'abominio. Ma l'uomo è stolto, per la propria dannazione continuamente ricerca quel abbraccio che Nostro Signore già sciolse. Ma ora non ci sono più di alcuna utilità. - prorompe in una risata, si accarezza il ventre gonfio.
- Ma ricorda sempre, ricorda, ovunque, in tutto c'è lo zampino del Maligno. Tanti al Comando vorrebbero farselo amico. Ma il Diavolo è nemico dell'umanità, il suo è solo inganno, arte in cui è maestro
L'Incinto si accomoda in un modestissimo trono di legno intarsiato, ricoperto d'oro, guarnito di pietre preziose. All'istante l'intero sciame di servitori s'agita, questi presentano l'assortimento di corone e tiare, quelli scettri e bastoni, quegli altri offrono cibi e bevande, ma l'Eguale scaccia ognuno nella medesima maniera molle e annoiata.
- Ci riferiscono che l'Ammiraglio vuole battere il record. Il Record! Centouno vergini all'anno per sei anni. E' un gentiluomo, ma va' impiccato. E la corda è la soluzione adeguata per il suo crimine. Al momento opportuno penseremo anche a lui.
Un servitore nero, alto e massiccio come Atlante si spinge avanti sorreggendo sulla testa un pesante vassoio d'oro. Giunto davanti a l'Incinto si inginocchia permettendo così a Tes di vedere cosa contiene il grande piatto. Una minuscola pillola blu che l'Eguale coglie e porta alla bocca con un sorrisino laido. - La Pillola della Gallina Calva, mai più di una ogni luna. - E aggiunge - La sontuosità serve a fare impressione sui selvaggi. E' utile con le anime semplici. Anzi, è quasi indispensabile, che altro non intendono. Carota in bocca, bastone nel culo, e polvere d'oro in giro.
L'Eguale distende bene la schiena affondando nel velluto dello schienale e produce un breve cenno del capo. Qualcuno afferra Tes per un braccio. - Forza alzati - sente dire, si volta, è Dondon che lo spinge avanti - Lui vuole parlare con te. - dice, poi sibila trapassandolo con gli occhi - Pervertito senza Dio.
Tes si avvicina all'Eguale quasi strisciando, fino ad essere così prossimo da percepirne il santissimo alito al sentore di sarcofago. Tutto il servitorame, più o meno blasonato, si allontana fino a schiacciarsi ai bordi dando devotamente la schiena. E' faccenda certo riservata.
-Ti ho fatto venire qui, tu che sei Nostro anima e corpo, con un preciso scopo. Ora che torni al Comando devi fare una cosa. E nel farla eseguirai esattamente le istruzioni che ora ti daremo. Lì vogliono liberarsi di Noi, e credono anche di poterlo farlo facile. Poveretti, neppure si rendono conto. E perché poi? Cosa gli abbiamo fatto mai mancare? Di cosa possono lamentarsi? E' vero, ci sono stati degli scandali, ma ora non ce ne sono più.

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