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lavoro pubblicato venerdì 1 luglio 2011
ultima lettura lunedì 24 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CHIAVICHE GALATTICHE 8

di frantizan. Letto 972 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Un tarabuso, che e' un uccello proprio qualunque, che ha come unico pregio l'abitudine di emettere il tipico e famigerato verso del tarabuso, produce un grido, due, che io naturalmente non ho mai udito e sul quale non ho nessuno indizio.....

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La lunga carovana di asini e cavalli si snoda sotto gli occhi di Tes, che passo dopo passo tiene bada alla nausea mentre ondeggia arroccato sulla gobba del dromedario. Il paesaggio è vario in modo innaturale. Stanno discendendo un monte pietroso, sotto la sconfinata pianura, a destra un fiume, boschi fitti e campi coltivati; a sinistra la savana, circondata da deserto, più in là la tundra, oltre si intravedono ghiacci. Qui batte il sole, lì regna la nebbia, là piove e grandina, fulmini scoccano eccitando l'aria. Tes non fa che cambiarsi d'abito, si sveste e si riveste. Tes odia il puzzo dei dromedari. Ma l'Eguale già da una settimana ha abbandonato il suo palazzo per intraprendere, con vasto seguito di cortigiani e seguaci, l'annuale viaggio di evangelizzazione delle terre fiere e incredule. Il dromedario cerca di mordere Tes, allora lui gli cazzotta il cranio.
- Ogni mondo è un universo a sé con regole proprie. Fisiche, chimiche e quanto altro. Alcune perfino artificiali, escogitate per accontentare i capricci dei Sovrani. La base è l'immensità dello spazio che gli spiragli sintetici hanno reso disponibile. Una frontiera illimitata. Il Consiglio dei Sovrani ha cominciato da subito a sfruttarne i vantaggi, compresi quelli ludici. La possibilità di manipolare i mondi paralleli, o meglio la capacità di evocare quelli appropriati alle diverse necessità, ha fatto il resto. Ogni sogno, anche il più bizzarro, può concretizzarsi, e i Sovrani si sono fatti dei. I mondi sono infiniti e, avendone davvero da sprecare, hanno regalato un pianeta anche a te. Lo hai chiamato Fiore, si trova entro il sistema solare Fica Bucata che appartiene a Vic, nell'universo Pioggia Dorata del Sovrano Bush.- dice Eva a beneficio di Tes.
- Ho fretta di ritrovare la memoria e la mia vecchia vita. Questo è un mondo di mondi meravigliosi. Tutti hanno il loro paradiso personale.
-Forse no. L'umanità è morbosa. I Sovrani danno corpo al delirio, alle proprie allucinazioni. I loro mondi non sono che la loro stessa immagine riflessa. Immagina di chiudere gli occhi, di fare correre la fantasia, immagina che quando li riapri quel mondo esiste intorno a te. Una creazione terribilmente ubbidiente. E' una cosa sufficiente a fare uscire pazzi.

Il dromedario s'immobilizza brusco sballottando Tes, che prende inutilmente a manovrare di redini e frusta. Meglio, un risultato l'ottiene, quello di irritare l'animale, che con la coda lo sferza e lo cosparge di merda, che torce il lungo collo per guardarlo bene in faccia prima di azzannargli la gamba.
- L'Eguale è il peggiore. Lui non sa sognare giardini incantati o paradisi, lui evoca inferni. Qui siamo in quello che si è fabbricato a sua misura.

Tes riavvolge più volte le redini intorno al collo dell'animale nel tentativo di soffocarlo, o almeno di ricondurlo alla ragione. L'effetto è destabilizzante, la bestia sgroppa, caracolla, di nuovo sgroppa, è fuori di ogni controllo, intende disarcionare Tes. Ci ripensa, decide di spiaccicarlo, fa per gettarsi di fianco, ma la punta del coltello di Tes, che penetra la cotenna e la polpa per ben quattro dita, riconduce all'istante il dromedario alla ragione, ad una immobilità bene dritta e composta.
- L'Eguale ormai è partito di testa. Del tutto andato. La vecchiezza forse. Ora è incinto.
-Cosa?
- Già. La pancia gli si è gonfiata a cocomero. Va in giro tutto il giorno a lamentarsi per i dolori di schiena e per le nausee. Nervoso come un gatto sulla neve. E' preoccupato, molto preoccupato. Roso dall'angoscia.
- Mi obblighi a chiedertelo. Perché è preoccupato?
- Per la salute del nascituro, chiaro. E per il sesso, fosse femmina ne sarebbe così dispiaciuto da sopprimerla subito. Ma soprattutto è in ansia per i dolori del parto, e naturale è schiacciato dal dilemma di come e da dove farlo uscire. Insomma partorirà dal buco del culo o dalla bocca?
-Stai scherzando?
-Niente affatto. Per risolvere la questione è stata costituita una Commissione Tecnica Straordinaria. Nella sua folle gravidanza l'Eguale è sostenuto dall'intero Consiglio. Si sono già venduti la sua pelle, non vedono l'ora di eleggerne il successore.

Un tarabuso, che è un uccello proprio qualunque, che ha come unico pregio l'abitudine di emettere il tipico e famigerato verso del tarabuso, produce un grido, due, che io naturalmente non ho mai udito e sul quale non ho nessuno indizio. E lo fa' in un tonfare di rane che disturbate dallo scorrere della carovana si gettano nello stagno. Splascio e tonfo. Sciacquo. E intermittente, in primo piano, il lamentoso verso del tarabuso.
-Ascolta, non fidarti di lui. L'Eletto è maligno. Un fanatico. Tanto tempo fa' ha deciso, una volta per tutte, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Per salvare le anime è disposto ad ucciderne i corpi. La sua ossessione è l'impurità dell'esistenza. Ma non per questo ha smesso un solo attimo di procacciarsi potere e denaro. Gli piacciono gli onori, con annessi titoli e nastri, gli piace il baluginare dell'oro, gli piace averle tutte vinte. Negli ultimi tempi dà i numeri per l'immortalità. Per lui è diventata il bene più prezioso.
-Qui in ogni istante decine di migliaia di fedeli pregano contemporaneamente, senza mai interrompersi, per la grandezza della sua anima. Giorno e notte, fanno i turni. L'Eguale delira di essere un dio, è solo un bambino vecchio che non controlla gli sfinteri.

E' il tramonto quando Tes avvista il campo dell'Eletto. Una distesa di tende colorate diverse per foggia e dimensioni che si imbeve del rosso del sole. Una moltitudine di uomini è impegnata a rigovernare gli animali, a rizzare gli ultimi tendoni, ad adornare i padiglioni centrali, e in altre mille faccende. Per Tes è finalmente giunto il momento di separarsi dal dromedario, il disprezzo è reciproco.

Un giovane chierico grassoccio viene incontro a Tes. E' lì per ordine dell'Eguale in persona. Si presenta, lui è Sua Eccellenza Don Pino Di monte Alto, ha il compito di accompagnarli senz'altro alla presenza del Sacro Occhio, il Venerabile Sua Pregevolezza l'Eguale.

Tes capisce subito di non piacere a Dondon, glielo legge negli occhi, nei movimenti leccati e unti allorché gli fa strada. E' coperto da un abito lungo fino alle caviglie, chiuso sul davanti da un'interminabile fila di piccoli bottoni. Un normale abito talare, di quelli di una volta, ma questo è zebrato, in tessuto leggero, aderente ed elastico. Porta una elegante ma poco pratica tiara che arriva a due palmi sopra la testa. Le dita sono ricoperte di anelli dalle grosse pietre, le scarpine sono vezzose, le calze di seta. I modi sono solenni, il portamento è nobile, l'incedere maestoso. Tes può vedere il suo culone grasso tendere ad ogni passo il tessuto elastico, ma con tanto sussiego.
- Tu qui devi essere una persona importante. - butta lì disarmante Tes.
-Ci compiaciamo di eseguire gli ordini venerabili con precisione e alacrità. - dice con diplomazia il giovane mentre si volta a guardare Tes. - Abbiamo percorso il nostro sentiero con modestia, sorreggendoci sulle nostre umili abilità. Se oggi ci voltassimo, e non lo facciamo mai, vedremmo un lungo pezzo di strada. Ma preferiamo lasciarci dietro le spalle i successi. Ogni giorno preghiamo perché la nostra modestia sia preservata, e del resto preferiamo andare avanti.
-Certo che ne ha fatta di strada. Che va' avanti - commenta Eva - Lo spingono da dietro! I colleghi invidiosi per le sue abilità lo hanno soprannominato Don Pompino.



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