ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 27 giugno 2011
ultima lettura sabato 14 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CHIAVICHE GALATTICHE 7.

di frantizan. Letto 1036 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Ore 6 AM. Bussano alla porta. Tes non sente. Eva si', e incomincia il consueto programma di risveglio programmato per Tes. Bussano alla porta. Tes considera si' l'eventualità di svegliarsi e tuffarsi nella vita ma decide per il no.....

(12)

Ore 6 AM.
Bussano alla porta. Tes non sente. Eva sì, e incomincia il consueto programma di risveglio programmato per Tes. Bussano alla porta. Tes considera sì l'eventualità di svegliarsi e tuffarsi nella vita ma decide per il no, nonostante le proteste di Eva. Smettono di bussare. Tes ne è felice e si lascia scivolare nei Cieli Elisi. O erano giardini? Prati? Campi? Rumori che inequivocabili comunicano che qualcuno sta armeggiando con la porta. Passi sulla moquette. Un basso parlottio. Un fragore di tacchi che sbattono. Un ben svegliato Colonnello.

Gli viene offerto lo Schiaffo del Soldato, intruglio alcolico da prima mattina, di cui Tes approfitta con ingordigia. Giusto per carburare. Giusto?
Scortato dal drappello di attendenti Tes consuma un percorso costituito da lunghi corridoi sovra luminosi e ascensori. Scortato sì, ma pure sostenuto, continuamente puntellato o rinforzato, poiché è stato necessario tirarlo su, vestirlo, allacciargli gli anfibi e guidarlo in ogni singola operazione. E sopportare i suoi insulti continui.

La navicella non è niente di speciale, specie se vista con gli occhi afflitti da una terribile emicrania e dalla nausea. Una palla rugginosa sforacchiata da minuscoli oblò che pare esistere da sempre. Ma funziona, dopo quasi un ora di viaggio, appesi allo spesso cavo di acciaio, arrivano a destinazione.

Fino a questo punto la costanza del paesaggio che è scivolata una trentina di metri sotto l'abitacolo, un deserto polveroso e monotono, avrebbe annoiato un geografo entusiasta, ora una torre si staglia lontana, oltre la piatta pianura, al centro di un vasto lago rosa come un tramonto. Una snella struttura di metallo, un traliccio sulla cui sommità è posto a cappello un hangar di ferro e vetro.
- Contiene un agglomerato di spiragli sintetici. - suggerisce Eva -Li chiamano così. Sono artificiali. Nel senso che una volta scoperti è stato possibile trasferirli qui. Questo è un posto speciale.
-In che senso?
-Qui sono possibili cose che altrove risultano impossibili. Per esempio qui è possibile trasferire gli spiragli minori e con le giuste accortezze mantenerli aperti. Non è una differenza da poco.
-Ci capisco sempre di meno.
-Gli spiragli sono organici e sono vivi. Creature come te. Più o meno. Sono radicati in un luogo. Non se ne vanno certo a spasso per conto loro. E vivono poco. O meglio si attivano per poco tempo. Quando incontrano qualcuno come te. Con il dono. Questo è un posto dove è possibile mantenerli in vita e quindi servirsene. Ti posso assicurare che a loro non piace affatto. Soffrono come animali costretti e continuamente vivisezionati. Un'agonia costante.

Un inserviente anziano tremolando accoglie Tes. Lo aiuta a scendere, gli offre come unico comfort l'augurio di Buon Godimento, poi gli fa strada fino alla sala degli agglomerati. Qui il lusso del Comando è lontano mille miglia. Ogni dettaglio risponde alla sola funzionalità.
-Non ci passa molta gente da queste parti. -Dice Eva mentre Tes si accomoda in una delle semplici poltroncine che ingombrano la minuscola sala d'attesa. Addossato alla parete un parallelepipedo di marmo scintillante, sopra è posto un trono ligneo riccamente intarsiato affiancato da altri due sedute, più piccole certo, ma comunque principesche. Il tutto è circondato e protetto da un cordone granata.
- Lì si siede l'Eguale quando transita qui. Le piccole sono per i gli altri Sovrani.
Trascorre un'ora, poi un'altra, Tes ha finito la scorta di pornografia e la pazienza, percorre la stanza a lunghi passi irrequieti.
-Perché non provi a riposare. Ti aiuto.
-In tutto questo tempo sarei già potuto andare a Timbuctù e tornare.
- Non hai idea dell'ordine delle distanze che stai per percorrere. Non esiste neanche l'unità di misura. Diciamo che viaggerai l'intervallo che divide il reale dalla mera ipotesi, l'esistente dal nulla. Basteranno pochi istanti. Ora stiamo aspettando che si verifichi l'allineamento.
-Di cosa mi accorgerò io?
-Praticamente di nulla.
-Allora vedi bene che non ha importanza. Non esiste per me. E' solo un altro viaggio di merda.
-Sei il solito frustrato nevrotico e pallemosce.
-Attenzione, la parola solito la considero una grave offesa.
- Sei uno stronzo. Arrivi persino a fare dell'amore un gesto violento. Per te è come uccidere.
- Non riesci a mandarla giù, eh!?! Che io abbia un corpo: braccia, gambe, testa, ma soprattutto un simpatico pisello. Praticamente un istrice divino. Tu senza corpo, priva di sensazioni. Con la sfortuna aggiunta di essere femmina. Al più avresti la fica.
-E questo a te deve sembrare la disgrazia maggiore.
-Brava. Così ti voglio: femminista.
- Divertiti stronzo. Ma il fatto è che sei un vile, sfrutti con gusto le debolezze degli altri, e tutto il tuo sarcasmo non può mutare di una singola virgola questo semplice fatto.
-La mia personale filosofia di vita afferma che se devo essere parte di un sacrificio il ruolo di vittima non mi si addice. Del resto cos'hai contro la morte? E' sicura, tranquilla. Definitiva. Qualcosa su cui contare. Niente è più reale.
- Non è strettamente necessario contribuire.
- Lo stupro è delizioso, l'assassinio anche. Il delitto rende immortali. Bisogna farlo regnare sull'universo.
- Sembra di sentire parlare l'Ammiraglio.
- Ah si?
-Ecco uno che in quanto a libertinaggio riesce persino a superarti. Vic è senza freni. Ha una fantasia contorta, escogita sempre nuovi giochi. E' posseduto da un'ingordigia che affonda ogni buon senso e pietà. Credimi, la condizione umana non è così repellente da doversene sbarazzare in fretta e furia. A sognarsi dei si rischia di svegliarsi bestie.
- Semplicemente non c'è piacere senza trasgressione. Le regole servono a godere di più e meglio. E intanto ti impratichisci di liberazione.
-Sei solo un porco egoista.
- Io le cose le faccio. E' inutile limitarsi ad essere testimoni. Se vuoi conoscere devi fare. Devi sporcarti. Devi partecipare. L'orgia poi. Nessuno può passare in mezzo ad un'orgia senza fermarsi un attimo a guardare. E nessuno può guardare senza tuffarsi a capofitto. La parola d'ordine per questa vita è partecipare. Altrimenti cazzeggi.
- Se è solo questo vuoi. Al Comando cercano di fare passare la prostituzione come atto mistico oltre che come arte raffinata. Hanno persino fondato una scuola, dentro un tempio. Hanno formato un corpo scelto di pitonesse cortigiane con l'obbligo assoluto di fare le carte e di concedersi a chiunque le sfiori con lo sguardo. Non credo ci sia altro da aggiungere.
-Torniamo subito indietro.

Il vecchio in cappa bianca viene a cercare Tes, lo accompagna in fondo al corridoio dove si trova il loculo di trasporto. A Tes non piace per niente, è esattamente come una bara. Nei minuti che disteso nello scafandro attende il trasferimento deve dominare una crisi di claustrofobia e un formicolio fastidioso. Poi qualcuno apre il portello dall'esterno. Una ragazza bruna, nuda e bellissima. Il sorriso candido è più grande dell'abitacolo, un rado gonnellino di banane le cinge i fianchi. Un attimo, qualcosa non torna, le poppe perfette come noci di cocco sono tre, e le natiche quattro. Due per gamba.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: