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lavoro pubblicato sabato 25 giugno 2011
ultima lettura giovedì 11 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

cultura cimbra seguito aggiornato

di bertos. Letto 1268 volte. Dallo scaffale Viaggi

IL primo giorno di Gennaio, era la festa della " Guta hant", questa definizione sta' per " Buona Mano", i bambini si aggiravano ...

IL primo giorno di Gennaio, era la festa della " Guta hant", questa definizione sta' per " Buona Mano", i bambini si aggiravano per augurare il " Guta Hant", ricevendo in dono monete e dolci. L'anno cosi' cominciava nel segno del dono, della solidarieta',del rafforzamento dei rapporti sociali. L'epifania, chiamata in lingua Cimbra, "Draikaisertak", il giorno dei tre re, la festa della Befana, la " Guta Diba", la "buona strega", che' si credeva passasseper le case di notte per premiare o punire i bambini. Era anche l'ultimo giorno delle "Beghenate", le dodici notti che corrispondevano alle feste Natalizie, un periodo carico di presagi e indicazioni per tutto il tempo dell'anno. Si narra che' Cimbri e Celtici, si credevano, avessero poteri paranormali, ed esoterici. Poi cominciava il "Fassong", il carnevale, nelle serate erano praticatisvaghi sfrenati, tra le minacce e le condanne, delle autorita' religiose. Il 17 Gennaio festa di San Antonio Abate, patrono degli animali, si usa ancora oggi benedire il sale, da dare alle bestie, per proteggere la loro salute e la loro fecondita'. Il 2 Febbraio, era il giorno della candelora,la festa della benedizione delle candele, conservate tutto l'anno, e accese in momenti di particolare pericolo. Il giorno seguente e' la festa di san Biagio, a cui la gente si rivolgeva per essere liberata dal mal di gola, mangiando pure la frutta benedetta in chiesa. San Valentino il 17 Febbraio, come il tempo del disgelo e alla fine di Febbraio, ragazzi e giovani, cantavano per le strade il "schella, schella martzo", era la chiamata primavera. E' vivamente sentita e praticata anche ai giorni nostri, come in altre zone di tradizione Cimbra, (Recoaro Terme). Essa e'anche denominata, "chiamare l'erba", per svegliare la natura alla primavera. Il Venerdi' Santo era denominato "Vraitertak", giorno della liberazione, in questo giorno non si lavorava la terra, per non ferire il corpo del Signore, sentito sepolto nel mondo. L'annuncio della Pasqua era esaltante nel canto del "crusle", e nel canto della Madonna, "Maria del Viil tzarte", = Maria infinitamente tenera. Il 25 Aprile a Canove, e' festeggiato San Marco, il patrono della Repubblica di Venezia, con una sagra che' ancora, attira i giovani dell'Altopiano e altre zone di pianura, e' usanza donare alla morosa, i "Kuklen" fischietti in terracotta di varie forme, ed loro ricambiavano, con uova colorate, simbolo di fertilita' ed ritrovato amore. Da non perdere il periodo Natalizio, denominato anche le notti del fumo di benedizione delle case. Il canto che rispecchia, il significato e la bellezza del Natale, e' il "Darnach,"cantato anche ai giorni nostri, in molte suggestive versioni. Il Natale e' stato festeggiato ad Asiago, negli anni recenti, con la ricostruzione di un presepe vivente, che rievoca costumi, lavori, della tradizione locale.



Commenti

pubblicato il 12/09/2012 17.07.31
monicaz, ha scritto: Guaten tak, bertos, mia nonna era una cimbra del Cansiglio, ho letto parecchio sui cimbri e mi ha fatto molto piacere sapere che c'è un'altra persona interessata alla loro cultura, ho letto con interesse questo tuo lavoro.

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