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lavoro pubblicato mercoledì 22 giugno 2011
ultima lettura sabato 12 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CHIAVICHE GALATTICHE 4.

di frantizan. Letto 942 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Una vaga luminescenza emana dalle pietre scure che formano le pareti, il resto e' buio. Ma un buio che respira forte e struscia i piedi. A Tes sembra di scorgere ombre che nell'ombra si muovono...........

(7)

Una vaga luminescenza emana dalle pietre scure che formano le pareti, il resto è buio. Ma un buio che respira forte e struscia i piedi. A Tes sembra di scorgere ombre che nell'ombra si muovono.
-Presto addossati alla parete!- ordina Eva.
Tes esegue svelto, si alza a fatica dal pavimento di pietra, i resti del guscio scivolano a terra come un giocattolo rotto. Tes ora è nudo, il corpo ferito, graffiato, pesto, arranca storto verso il muro, fino a quando le sue dita ne possono apprezzare la gelida asprezza. Allora sente il boato, come milioni di zoccoli sulla pietra, la parete ne vibra. Tes sente il terrore salire dallo stomaco. Poi più che vederli li indovina, nelle tenebre migliaia di corpi nudi che corrono, che si spintonano, che si calpestano. Dei pazzi furiosi, procedono veloci, le braccia tese innanzi, si schiacciano come non ci fosse null'altro da fare, si precipitano come se il diavolo stesso l'inseguisse in un girone dell'inferno.
Tes prova orrore e paura, persino pietà. Un corpo sbatte contro il suo, poi un altro e subito un altro, Tes cade a terra, viene calpestato più volte, riesce ad alzarsi ma delle mani lo afferrano, si appigliano, lo trascinano, qualcosa lo morde. Non ha scelta, comincia a correre anche lui.
Per quanto si sforzi Tes non riesce ad avere il controllo sul proprio corpo, sul movimento, la direzione. Non gli resta che spingere veloce le gambe, e lo fa, incespicando, con il cuore in gola per lo sforzo e il panico, molecola conscia in un corpo inconsapevole. Cammina sulla polpa, scivola nel sangue. Ma resta in piedi.
Ad un tratto una minuscola luce appare nel fondo di una galleria, lontano. Forse lontanissimo, impossibile stabilire la distanza. Il corpo della bestia muove repentino le sue membra. E muta direzione, aumenta l'andatura. Tes viene travolto da destra. Cade sul vicino di sinistra, che travolge il successivo. Tes si solleva, muove le gambe, usa quei corpi come una pedana elastica per tuffi. Li calpesta proprio quando loro cercano di tirarsi su, condannandoli così ad essere schiacciati da migliaia di piedi pazzi. Ma molti altri ne ha condannato quel lumino.
Parecchi passi ed infinita stanchezza dopo, la luce tremolando scompare nel buio nulla, senza alcuna ragione apparente il mostro millepiedi svolta in una galleria a sinistra e rallenta il passo. Una benedizione per Tes, allo stremo delle forze, senza più fiato, ormai gli sembrava di respirare sangue.
La nuova galleria puzza di putrefazione, i miasmi raggiungono le nari di Tes, gli viene una gran voglia di correre lontano. Sotto i piedi sente una materia molle e umida, gassosa e fragile. Corpi marci: carni liquefatte e ossa frantumate. Tes spaventato e furente imprecando si domanda chi sono io veramente? Ma che cazzo di universo è questo?
Finalmente la gran massa si assottiglia, il fiume in piena diviene magro ruscello, lo strepito si allontana, Tes senza fiato si strascica verso la parete. Non deve aspettare di calmare il respiro per urlare nella sua testa -Ma questi chi cazzo sono!? Cosa vogliono? Dove cristo mi hai portato?
-Dove ci hai portato tu se mai. Comunque siamo arrivati. Più o meno questa è aria di casa. Siamo nel Dedalo. Quelli potrebbero anche essere uomini ma in concreto sono bestie. Allucinati con il culo che gli brucia e gli impedisce di stare fermi. Coatti. Dovresti assistere al momento in cui si accoppiano in orge ululanti, o quando i maschi si tagliano l'uccello a centinaia, e strillano e corrono dissanguandosi fino a stramazzare morti. La puzza di carneficina pervade i corridoi per giorni, fino a quando le donne non se li finiscono di mangiare tutti. Sono solo scimmie impazzite. Ma noi dobbiamo velocizzarci, dobbiamo muoverci prima che arrivi la prossima ondata.
-Chi è stato a ridurli così?
-Nessuno. E' una loro scelta. Cercano l'oblio. La maggior parte di loro è capitata nel Dedalo per caso, risucchiati da uno spiraglio. Lo shock è notevole. Altri sono stati trasferiti da altri mondi a vari scopi. Non avvengono nascite qui. Ma il punto è che tutti si nutrono di un fungo che prima li rende ebbri e poi li perde. Scelta loro, te l'ho detto.
Tes guidato da Eva percorre, sempre rasente il muro, l'interminabile budello, di tanto in tanto ad un incrocio svolta cambiando direzione. Un torrente di persone scorre incessante al suo fianco. Ogni volta che sentono avvicinarsi il fragore della piena Tes abbandona il corridoio che sta percorrendo e compie un largo giro.
Dopo circa un'ora Tes entra in una vasta caverna circolare e lucente. La volta è alta almeno cinquanta metri, la superficie potrebbe contenere una decina di campi di calcio. Polverosi, perché in terra battuta, e ingombri da una gigantesca collezione di oggetti stupefacente per quantità e varietà. Enormi aeroliti conficcati nel terreno, obelischi spezzati, statue di marmo senza arti e testa rovesciate di fianco, manufatti in pietra in rovina al punto dal risultare indecifrabili, ossa di grandi animali estinti prima della comparsa dell'uomo, persino carcasse d'auto a centinaia, e alcune fusoliere d'aereo, ma anche sacchetti e contenitori di plastica, teste di bambola, un frigo interamente arrugginito con la porta divelta. Le macerie del mondo. L'effetto finale è tra la soffitta e la discarica, con un tocco cimiteriale.
Tes marcia per un quarto d'ora in direzione di una colonna d'acciaio e cemento alta sino alla volta. Fa' in tempo ad avvistare il portone corazzato alla base della costruzione quando un lungo fischio fende l'aria. Urla feroci giungono in risposta da ogni direzione. Tes ha davanti ancora un centinaio di metri di pista sinuosa ricavata sgombrando il terreno dai relitti.
Ovunque spuntano esseri selvaggi, i corpi scuriti da una crosta di fango, armati di lance, asce e fionde. Un nutrito gruppetto si avvicina silenzioso lungo la pista, lenti e guardinghi, mentre tutto intorno gli altri strepitano con mille versi animali.
Sembrano proprio dei selvaggi cannibali, e lo sono; nudi, ossa umane a rifinire l'acconciatura e ornare il corpo, piccoli teschi appesi a grappoli alla cintura. Occhi senza paura.
-Questi i funghi non se li mangiano neanche nel sugo, e sono incazzati neri.- dice Eva.
Tes ora è fermo, ritto come può, l'aspetto il più fiero possibile. Il gruppo si ferma a cinque metri da lui, e resta così, come in attesa. Tes comincia ad agitarsi dentro e allora si dimena, si scuote tutto e urla follemente. E in effetti quelli un attimo si intimoriscono, forse lo credono pazzo, ma poi uno meno timido scaglia la sua leggera lancia di legno dalla punta di latta; è subito imitato dagli altri, quindi l'intero gruppo urlando si scaglia in direzione di Tes.
Parecchie lance lo colpiscono, questa volta la ciccia è sua e fa un male cane, ma non c'è molto che Tes possa fare. Gobbo e sbieco, malfermo sulle gambe, un braccio alzato a proteggere il viso in attesa dell'impatto finale.
Un selvaggio particolarmente brutto e veloce mulina l'ascia di pietra ad un pelo da Tes, è il primo a cadere sotto i colpi della mitraglia.
-Era ora!- esulta Eva.
Continue scariche partano da alcune postazioni lungo il fusto della colonna. Una notevole potenza di fuoco, un gran frastuono, pochi però i guerrieri caduti, e gli altri ormai strisciano dietro le cataste di rottami. Alcune esplosioni in mezzo agli ammassi vogliono certo porvi rimedio.
L'ingresso alla base della colonna si spalanca ed un mezzo corazzato schizza fuori scarrocciando in una nuvola di polvere.
- Ora ci pensano i nostri a portarci all'ascensore.- dice Eva.
Il portello si schiude con stridore metallico, una bionda tettona in assetto da combattimento allunga il braccio a Tes e lo tira dentro.
- Ciao Tes, era un po' di tempo che non ti vedevo come mamma ti ha fatto.
8

L'ascensore è piuttosto un capace montacarichi con le pareti incrostate da telecamere e rivelatori. Non appena sono dentro le porte si chiudono stagne e la cabina schizza in alto.
Tes si guarda in giro, i componenti della squadra ora levano i caschi e le protezioni, non sono giovani come aveva creduto, piuttosto dei maturi guerrieri sui quaranta. Ridono spavaldi ancora tesi per la breve missione. Producono distrattamente un cenno di saluto a Tes mentre se ne accendono una.
Lei è bella però, e pare conoscerlo. Mmm. Uno dei commilitoni l'ha chiamata Angelica.
Angelica si spoglia della mimetica e rimane fasciata stretta in una fantastica tuta leggera come un petalo. I capezzoli, il disegno del bacino e dei glutei, le cosce muscolose, ogni cosa viene rivelata e sembra volere schizzare fuori. Tes ne è estasiato.
Angelica si volta, si piega per sistemare le sue cose nello zaino, Tes dapprima le sfiora il culo, poi non notando reazione alcuna tasta anche, un pochino, e quella che è sotto il tessuto sottile e liscio gli pare la faccenda più intrigante che gli sia capitata mai.
Angelica si drizza in un guizzo, sul volto una smorfia, un pugno appiattisce lo zigomo destro di Tes, uno sputo lo bagna e lo oltraggia.
- Sei il solito bastardo pervertito.
- Sei un verme. - aggiunge Eva.
- Non l'ho affatto fatto apposta!
-Non mi toccare mai +'! Io per te non esisto. Quindi non fare il lumacone stronzo. Piuttosto che farmi fare da te la do alle bestie la fuori. Sono più umani.
-Ma se non sono stato io.
-Non dire cazzate.
- Ma è vero. Non sono stato io. E' stato il ciccione. La mia mano si è mossa da sola.
-Non attacca. Ti conosco, so bene che è impossibile che qualcuno possa essere più porco di te. In questo tu sei assolutamente speciale.
Gli altri lo guardano con disprezzo, quindi gli voltano le spalle, uno, biondo e smilzo, sorride laido, come dire che tra lui e Tes c'è intesa.
- Sei il solito stronzo. In fin dei conti ci hanno salvato il culo.
L'ascensore si arresta, le porte scorrono rivelando l'atrio luminoso e il lungo corridoio spezzato da innumerevoli porte di sicurezza.
-Dove siamo?
-Questo è il Comando del Formaggino Stellare.
- Cosa?
Una hostess si avvicina sinuosa, un largo sorriso -Ben tornato Colonnello. L'Ammiraglio ha chiesto di vederla al più presto. Dopo essersi rinfrescato e ... rivestito, naturalmente.
Tes rammenta di essere ancora nudo, anche se in effetti non c'è un solo centimetro di pelle che non sia coperto da sangue e sporcizia.
-Ah, Colonnello- sub vocalizza Tes- Non me lo avevi detto. A proposito qual è il tuo grado zuccherino?
-Io non ne ho bisogno.
-E' quello che verificheremo presto.
Tes si avvia per il corridoio, sulla destra la parete scivola rivelando l'accesso ad un angusto andito che contiene una minuscola navetta. Tes si accomoda sull'unico sedile che emana terribile puzzo di plastica, il portello si richiude automatico e la navetta parte a razzo scorrendo sulla monorotaia.
-Chi cazzo erano quelli la fuori?
-Ribelli. I veri folli nella folla che si agita là sotto. Sono lucidi e cattivi. Seguono regole arcaiche e crudeli. Roba tribale, atroce, la stessa che escogiterebbe un gruppo di ragazzini abbandonati a se stessi. Degli stupidi nostalgici. Vorrebbero tornare indietro da dove sono venuti ma non sanno come fare. Sono convinti che la colpa sia nostra, quindi si danno da fare a romperci i coglioni. Il fatto è che quando rientriamo non sappiamo in quale parte del Dedalo accadrà, ne siamo forti abbastanza per controllarlo per intero. Questi stronzi ultimamente si sono organizzati, hanno rimediato un marine in pensione, un fanatico che li guida con ferocia. Ora sono diventati parecchio più pericolosi. Ci danno la caccia. Ci aspettano. Perlustrano i corridoi su e giù. Si spalmano di nero proprio perché vivono nell'oscurità dei cunicoli. Raramente entrano nella caverna. Ma facile che questa sia una novità alla quale dovremmo abituarci. Se ci aspettano lì, ad un passo da casa, per loro è più facile.
La camera è calda e profumata e, nonostante in un certo senso la veda per la prima volta, sembra famigliare, Tes la sente nido, tana. La moquette marrone è morbida, ogni passo è una carezza. I pochi mobili scuri sono semplici, di linea pulita, la superficie perfettamente spolverata riflette la luce. Non vi sono suppellettile inutili a ingombrare lo spazio, proprio come piace a lui.
Sulla cassettiera nuda si fa notare un'unica foto incorniciata in argento. Tes si avvicina, la coglie e la osserva con attenzione. Il primo piano di una stupenda ragazza, lo sguardo azzurro, torbido e ammiccante, le labbra gonfie e sexy dischiuse in un suggerimento. A Tes con amore, dice l'autografo, segue la firma indecifrabile, forse Giulia. Bellissima gnocca.
- Non farti illusioni. Può darsi che tu l'abbia conosciuta. Certo l'hai almeno incontrata. La vorrebbero conoscere in tanti, è una famosa modella. E' una di quelle foto che le star tengono sempre pronte in borsetta per seppellirvi i fans.
- In effetti tu non hai nessuno. Non hai foto da esporre. Non hai famiglia, moglie o fidanzata. Ne amici. Tu tendi a stare sul cazzo, ed è giusto, perché sei un autentico bastardo. In due parole, sei solo.
-O meglio, hai solo me.
-E bada che la fotografia non l'hai certo incorniciata spinto da passione erotica o sentimentale. E' li a nascondere un buco, lo hai prodotto con il calcio della pistola in uno di quei tuoi giorni difficili in cui ambisci a distruggere tutto.
Tes aziona la doccia. Sulla mensola scorge acqua profumata e sapone liquido. Accanto dei gemelli di onice nera e del collirio. Oggetti personali da cui cerca uno stimolo, vuole rievocare chi era. Certo al suo intelletto tagliente suggeriscono uno stile di vita, dei gusti, persino pensieri, ma non sono memoria, sono solo il prodotto della volontà e della fantasia. Non riesce a ricordare, ne a identificarsi in quegli arnesi.
Tes studia nello specchio il riflesso dei suoi occhi. Hanno una luce che gli piace, un brillio tranquillo e un riverbero di determinazione. Il viso è affilato, la mascella muscolosa, lo zigomo sporgente, il cranio rasato. Spalle ampie, bicipiti gonfi, ventre piatto adorno dai rilievi dei muscoli.
Tes afferra la boccetta di profumo, l'apre e annusa, storce naso e bocca, si osserva un istante nello specchio, con un violento gesto del braccio butta a terra ogni cosa. Il flacone di vetro cadendo si frantuma, un odore forte di alcool e tabacco macerato s'insinua nelle nari di Tes.
Perché tanto odio? Tes se lo domanda, proprio mentre la pelle pizzica, i muscoli fremono, i nervi friggono. Perché tanto odio? Cosa mi rende tanto rabbioso?
-Come al solito. Stai distruggendo tutto. Quelli erano i tuoi articoli da toilette.
-I miei?- Tes, la faccia grigia per la collera, lancia in aria le braccia - I miei? Io non c'entro con loro. Io sono lui.- indica l'immagine nello specchio.
-Beato te che ne sei sicuro. Fatti meglio una doccia che sei d'ascella forte.


9un tic avviso per le anime tenere contiene una discreta dose di pornazza spalmata in spesso strato su una fetta di sottile di prosa candida e morbida
!50% polpa pornazza! C'è l'hai 18 anni?


L'anticamera è bellissima, sontuosa, fa impressione. Non a Tes, certo, che pure si delizia del tappeto a pelo lungo retrattile e dei quadri alle pareti, dei vasi preziosi come delle statue di marmo. Non ha modo di approfondire, il tempo di essere annunciato e l'Ammiraglio in persona esce dal suo studio e gli si fa incontro, il sigaro fra i denti ed un grande sorriso. E' alto, grigio e solido, è bello, elegante, gli occhi azzurri e chiari scintillano briosi, i baffoni neri, la giacca sbottonata per intero ricoperta di nastri e medaglie.
-Grande Tes. Felice di rivederti quasi illeso.- Contusioni ed escoriazioni rendono Tes simile ad una carta geografica. -La vecchia volpe torna sempre al nido.
-Già - si limita a dire Tes un filo a disagio.
-So che l'hard disk è andato perduto. Poco male. Eva sostiene che tutta la faccenda era una fregnaccia. Ma è importante che loro credano che noi l'abbiamo.- una strizzata d'occhio, sotto un altro bellissimo sorriso -Certo per te è un altro fallimento da aggiungere alla tua collezione. Ma ci sei abituato ormai.- L'ammiraglio posa la mano curata sulla spalla di Tes, lo sospinge nello studio.
-Con te devo ancora discutere di quella cosuccia. A proposito, ciao Eva.
Lo studio non è solo grandioso e non è solo studio, ma è salone, stanza d'armi, biblioteca, bar, cucina e dispensa, sala pranzo, da ballo, dei giochi, palestra, piscina, sauna, è chiesa. Un ambiente smisurato, colmo di quadri, sculture, libri, armature, bottiglie, lampade, mobili e mobiletti, animali impagliati, racchette da tennis e da neve, persino un pezzo di sottomarino trasformato in alcova, una tenda beduina montata al centro di una gabbia di sabbia, e due cammelli, e una palma in vaso, una tazza da cesso trasparente con i rubinetti in oro, una collezione di bambole gonfiabili e di manichini test crash, un tabernacolo in marmo all'interno di una cappella affrescata con angeli nudi, morbidi come nuvole, e santi con l'uccello duro. Su tutta la scena domina un enorme e massiccio crocifisso in legno, appeso alla volta, che ciondola rovesciato.
Una parete è interamente di cristallo, gode di una vista stupefacente su una vastità di aride montagne rosso arancio e, soprattutto, sul cielo colore vaniglia variegato amarena, guarnito con 12 piccole lune colorate, che hanno l'aria di essere dei giganteschi smarties, e che vanno a comporre una figura circolare stimolante quanto un'insegna pubblicitaria.
-Non è possibile- esclama Tes sbigottito. - Qui non siamo sulla terra.
-E neanche sotto se è per questo.- conferma l'Ammiraglio.
-Lei ora mi deve delle spiegazioni
-Ma che fai ? Dammi del tu. Io per te sono il vecchio Vic. Il Brontolone. So della tua piccola amnesia. Tranquillo. Faremo tutto il possibile.- offre un sigaro a Tes.
- Un disturbo transitorio. Niente di più - Accende il sigaro con una statuina di metallo a foggia di cameriera, che gonna alzata e gambe divaricate mostra il ventre nudo dal quale scaturisce la fiamma.
- E' il simbolo della Confraternita. - Riprende l'ammiraglio indicando il cielo. - Una luna per ogni Sovrano. Sono artificiali. Costituiscono un esperimento. Sono comode, illuminano, rappresentano un simbolo. Potrebbe trattarsi di una innovativa forma pubblicitaria. Guarda come ognuna s'interseca con le altre. Devi considerare la linea immaginaria che le unisce. Tu cosa vedi? Niente?
- Niente.
-Ovvio, bisogna averne cognizione. Presto anche tu tornerai a vedere ciò che vedo io. Un toro. Guarda là, quelle sono le corna.
Tes scuote la testa.
-Sono dodici come i Dodici Doveri e le Dodici Libertà che si acquisiscono entrando nella Confraternita.
-Ma se non valeva nulla perché allora si sono dati tanto da fare per riaverlo?
-Ah. Questa è giusto la domanda alla quale non siamo riusciti a rispondere. Forse proprio una bufala non era. Non è detto che i giovani libertari non abbiano interpretato a modo loro. Forse il resoconto che te ne hanno fatto distorceva il contenuto dei documenti.
-Vic ...scusa la domanda...credo di conoscere la risposta ma...te lo voglio chiedere comunque. Gli extraterrestri ci sono? Esistono?
-Mi stai prendendo per il culo? - L'Ammiraglio si sganascia - E' la cosa più stupida che io abbia mai sentito. - il riso si trasforma in violento tossire.
-A proposito di non propriamente terrestri, hai visto la negretta appena arrivata da Bosco Fiorito? E' nuova di zecca. - Vic sorride e aggiunge sornione. - Quasi.
-Non mi piacciono le negre. O almeno credo.
-A te piace tutto, te lo assicuro. Andare in giro a dire che prediligi le ragazzine orientali senza un pelo non ha molto significato, perché ti abbuffi di tutto.
-Vic, noi siamo amici?
-Certo Tes, da oltre dieci anni.
-Spiegami cosa sta succedendo veramente. Cosa ci facevo sotto la pelle del grassone?
-Non so cosa tu ricordi ma...Siamo preoccupati per la piega che la faccenda sta prendendo. Quasi venti anni di lavoro potrebbero andare sprecati in pochi mesi. Come spiegarti...?
-Almeno provaci.
-All'improvviso si sono tutti accordati contro di noi. La mafia, la camorra, i servizi segreti di alcuni paesi, e i narcotrafficanti colombiani. Certe multinazionali. I fabbricanti d'armi. Con la mediazione dei massoni hanno messo su un net work enorme. Dentro c'è di tutto, servizi e terroristi, contrabbandieri e doganieri, la chiesa, l'Opus Dei, i satanisti. Persino Scientology. Un enorme pasticcio e noi siamo fermi alle vecchie alleanze ogni giorno più risicate e traballanti, assolutamente insufficienti al momento attuale. E se non bastasse siamo noi ad avere il cerino in mano. Intanto ci pigliano a schiaffi. - Fa un gesto della mano a intendere che vuole lasciare perdere - Ma questo smemoratino caro te lo spiegherà semmai Eva. Io t'aiuto invece a rammentare il gusto di un vecchio armagnac bevuto in stimolante compagnia.

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