ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 22 giugno 2011
ultima lettura venerdì 24 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CHIAVICHE GALATTICHE 3.

di frantizan. Letto 1130 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Un passo dopo l'altro, l'enorme massa di Tes procede piana senza saltellamenti, sembra scivolare nel sudore che lascia a scia, come un baco gonfio e colorato, come una gigantesca polpetta nell'olio bollente...

5

Un passo dopo l'altro, l'enorme massa di Tes procede piana senza saltellamenti, sembra scivolare nel sudore che lascia a scia, come un baco gonfio e colorato, come una gigantesca polpetta nell'olio bollente. La frescura dei portici quando arriva è un balsamo.
-Continua dritto fino alle prossime zebre. Ci seguono almeno in due, forse tre. Professionisti. Gente seria.
-Mi devi aiutare a liberarmi di questo stupido corpo artificiale.
-Cocco caro è più facile a dirsi che a farsi. Se tu avessi il cervello più grosso dell'uccello, cosa che non è, e guarda che hai un uccello piccolissimo, potresti forse renderti conto che gli organismi che formano il tuo corpo posticcio sono più tenaci ed evoluti del tuo fegato. Se si staccano in queste condizioni muoiono nel giro di poche ore e lo sanno benissimo, quindi s'abbarbicano. Appena usciti di qui facciamo qualcosa.
-Fallo ora, non riesco quasi a camminare.
-Ma no che te la cavi benissimo. E' inutile provare a confonderle, a stordirle, ora sono tese e guardinghe per le ferite, ci vorrebbe troppo tempo. Bisogna rimandare. Inoltre sotto la ciccia c'è la tua migliore difesa. Una corazza impenetrabile.
-Ma chi sono io? Cosa rappresenta questo?
-Pare che tu sia l'avido giornalista multimediale, principe dei no global ma dal successo globale, John Palipari. Nell'ambiente ti hanno soprannominato Onda, per la massa e per la quantità di sudore che ininterrottamente ti zampilla dal corpo. Sei stato avvolto in una pellicola corazzata, ricoperto da questi simpatici parassiti, istruiti a formare tutti assieme una perfetta copia del nostro John. Che già da qualche settimana riposa in pace. Che Iddio l'abbia in gloria. Ma in fondo no, lui è ancora vivo dentro di te. Il suo carattere, i suoi gusti, i suoi ricordi, molto di ciò che sapeva ed era.
Tes si appresta ad attraversare ma viene impedito da una berlina scura con il cofano ammaccato. La portiera si spalanca, la canna di una pistola, una voce. -Salta dentro in fretta. - Tes esita, Eva lo esorta ad obbedire.
Dentro tre uomini vestiti di scuro, due con il fazzolettone a coprire al viso l'afferrano stretto, il terzo alla guida da gas e riparte sgommando. Lui ha gli occhialoni.
Tre. Cioè pochi.
Quello dietro, quello col cannone, trema leggermente, come la sua voce quando dice stai tranquillo siamo amici.
-Perché la pistola se siamo amici?
-Una precauzione necessaria. E' in ballo qualcosa di smisurato e non sappiamo di chi possiamo fidarci.
-Ti ho già detto che non possiamo fidarci di nessuno.- Puntualizza quello seduto accanto al guidatore, intanto strattona Tes per la camicia, nella destra stringe un coltellaccio che gli agita sotto il naso.
Alza il tono e fa l'aggressivo perché ha paura e non sa cosa fare. Tes conosce il tipo. E' un ragazzo magro, i capelli lisci e gli occhiali. Sul viso imberbe sembra di potere scorgere ancora le tracce dell'acne. Probabilmente sembra più giovane di quanto è veramente. Uno studente universitario forse.
-Se avete tanta paura di me perché mi avete costretto a salire?
-Abbiamo qualcosa per te.- A parlare è quello con la berta. Paffuto, giovane, un'incredibile aria da fesso, un colorito da patologia epatica.
-Chi cazzo siete?
-Io mi chiamo Uno. Loro sono Due e Tre.- risponde quello sventagliando la pistola.
-Non siete un po' troppo giovani per giocare con le armi?
-Fatti i cazzi tuoi e ascolta. Siamo in possesso di documenti terrificanti. Non chiedere come ci sono capitati per le mani, tanto non te lo diciamo, e d'altronde non ci crederesti. E' una storia incredibile. Un caso che neanche su un milione di milioni. Ma quello che importa è che ora abbiamo le prove che si stanno preparando a rovinare tutto. Un'enorme truffa ai danni dell'ambiente, della gente, delle generazioni future. Stanno svendendo quello che non gli appartiene. Stanno per consegnare il pianeta a degli schiavisti alieni, a degli insetti, a dei mostri dal cuore di tenebra, in cambio dell'immortalità. Stanno già costruendo le astronavi per andarsene. E' tutto nero su bianco.
-Tes questi sono degli autentici sciroccati. Tre improbabili. Degli sfigati mai visti. Ma sono loro la nostra missione. Anche se è una bufala noi dobbiamo prendere in consegna quei documenti e filarcela. E' chiaro piccolo? Comincia con il chiedergli dove tengono le prove del misfatto.
-Manipolano ogni cosa, piano piano muovono tutto a loro favore. Hanno il controllo totale: i capitali, le istituzioni governative, i grandi mezzi di comunicazione di massa. Tutto. Bisogna fermarli, bisogna farlo sapere a tutti.
-Stringi Tes. Forza!
-Dove sono i documenti?
-Non correre troppo ciccione.- dice quello davanti, Due, mentre torce maggiormente la camicia di Tes, ottenendo una spremuta di sudore, una mungitura che superato il pugno gli scorre libera giù per il polso.
-In cosa consistono queste famose prove?
-Smettila Tes! A noi non interessa discuterne, fattele dare e andiamocene di corsa.
-Questi non ce le danno così. Questi ne vogliono prima parlare. Gli piace farlo.- sub vocalizza Tes.
-Datemi i documenti. Dove sono?
- E' ancora presto per questo.
-Secondo me non li avete affatto, avete inventato questo groviglio di storia per darvi importanza e avere cinque minuti di attenzione.
-In cento giga di memoria.- afferma finalmente Uno - Ogni dettaglio della faccenda. Ma noi prima dobbiamo essere sicuri di te. Dobbiamo sottoporti al nostro test. Essere sereni che sei chi dici. Per esempio perché questa stupida sciarpa? Cosa nascondi? - Ciò detto Uno lascia la presa della camicia, fa per togliere la federa dalla faccia di Tes che lo impedisce afferrandolo al polso.
-Tranquilli ragazzi, ora ci sono io, tocca a me. E se non basteranno queste spalle da vecchia quercia userò le trippe ultrasoniche- Tes lo dice con tono franco e sicuro, con il largo sorriso già conosciuto in tutto il pianeta.
- E' troppo importante. Bisogna che tutto fili liscio. La nostra vita non conta ormai. Noi stiamo facendo semplicemente il nostro dovere. Facciamo ciò che va fatto. Non vogliamo ringraziamenti. Ma non possiamo permetterci errori.- filosofeggia Uno, ma si interrompe bruscamente per rivolgersi al guidatore. -Cazzo Clay! Smettila! E' la decima volta che giri intorno alla piazza. Finiranno per notarci.
-Io lo facevo proprio per mimetizzarmi.- risponde quello voltandosi, la faccia larga spinosa per la barba incolta, le labbra screpolate e annerite dalla nicotina.
-Hai detto il suo nome! Non dovevi! Eravamo d'accordo. Abbiamo provato cento volte. Lui è Tre!- La voce stridula di quello con il coltello, verde per il disappunto.
-Questi sono cretini oltre ogni dire. Oltretutto il ciccione globale, lo sanno tutti, scarabocchia di ecocidio ma in realtà fa la fronda per gli inquinatori, che lo pagano a mani piene.- imbecca Eva.
-Tu intanto levati dalla faccia questa stronzata!- Uno rotea il polso ancora artigliato dalla manona di Tes, afferra e tira via la federa svelando la guancia e lo zigomo rattoppati.
La faccia di Uno esprime la sequenza di emozioni che partendo dalla sorpresa termina nell'autentico raccapriccio, per non parlare di quelle di dolore, quando Tes con un gesto secco gli spezza il polso, proprio mentre la testa di quello davanti si frantuma sul parabrezza fiorendo di rosso. La pistola finisce nella sinistra di Tes, puntata sullo sfigato numero Tre, il collo di Uno incastrato nell'incavo dall'ascella più grande che abbiate mai visto.
-Continua a guidare e dimmi dove sono quei giga. E bada che te lo chiedo una sola volta poi sparo. Dove sono?
-Sotto il tuo culo!- risponde lesto Tre.
-Li sento. Stanno venendo a prenderci. Corri via di qui!- avverte Eva. Un istante dopo anche Tes riconosce l'inequivocabile rumore dei rotori di almeno una terna di elicotteri militari. I pochi secondi necessari ad impossessarsi della borsa di plastica ed una sventagliata di piombo colpisce il cofano, trapassa il motore e penetra nell'asfalto. Il parabrezza va in frantumi, i corpi davanti squassati sprizzano l'abitacolo di sangue. Tes vede un gruppo di uomini grigi, maschera antigas e mitraglia, correre verso di loro.
-Devono essere impazziti per arrivare a tanto. Corri Tes o siamo fatti.
Il gas azzurrino che aleggia già ovunque eccitato dalle pale degli elicotteri vortica e spande in rapide volute come un drago nel cielo.
Tes afferra la maniglia ma la portiera è incastrata e non si apre. La strattona, niente. Cazzo. Cazzo!!!

(6)


Allora arriva il petardo, quello grosso e cattivo, lungo come un braccio, velocissimo, con il fuoco al culo. Si spatacca sul cofano con un tonfo innocuo, poi una scossa tremenda, la vampa e il boato. L'auto, o quello che resta, si solleva da terra portandosi dietro un bel po' d'asfalto, rimbalza e si frantuma definitivamente contro una colonna.
Il fumo, la polvere, il gas, impediscono di vedere oltre i propri passi, irritano gli occhi e le vie respiratorie; le urla terrorizzate della gente, le invocazioni d'aiuto, il frastuono degli elicotteri sprofondati fra i palazzi, l'ululato di mille allarmi; dentro tutto questo, sotto una portiera e parecchio calcinaccio una enorme figura si solleva a fatica. Nuda, a parte qualche lembo bruciacchiato ed incollato all'epidermide, la carne viva, riarsa, ricoperta di sangue abbrustolito e polvere. Mezza faccia manca all'appello. Tes non prova dolore, comincia a correre, proprio come Eva gli urla di fare, i piedi fusi alle scarpe sportive firmate, l'hard disk in mano.
-Vai! Dieci passi e poi a destra. Vola pezzo di merda. Cosa hai? Le gambe di stucco? Non pensarci neanche a fermarti e nasconderti, tu vedi gas ma loro sanno esattamente dove siamo. Stanno seguendo ogni tuo movimento, solo non sono ancora riusciti a prenderci. A destra! Ora!
Tes adesso non scivola, caracolla come un gorilla, se inciampa si rialza subito e riprende. Intorno fantasmi si trascinano e si lamentano. Tes calpesta qualcosa che pare di carne. Un cane grosso? Un bambino? Un frammento, un pezzo di polpa che faceva parte di qualcuno? Una nuova esplosione sbriciola la colonna a pochi metri da lui, così viene sbattuto con violenza contro un antico portone di quercia. Una lunga raffica lo viene a cercare, Tes la evita perché opportunamente le gambe gli cedono in quello stesso istante.
-Sono pazzi. Non possono farlo. Rialzati e corri!
Tes ha giusto il tempo per qualche passo che due deflagrazioni devastano l'intero porticato. Una parte della facciata precipita a terra provocando l'esplosione delle condutture del gas, coinvolgendo così un elicottero, che finisce con lo schiantarsi sulle pompe di un distributore di benzina, che naturalmente prende fuoco in attesa di esplodere. L'aria è irrespirabile, solo il travestimento dotato di ossigeno permette a Tes di andare avanti.
-Ti hanno tracciato, muoviti!
Immediatamente le mitragliere riprendono la propria melodia, migliaia di proiettili corazzati ed esplosivi fendono l'aria in pochi istanti.
-Cazzo, è l'intero genere umano quello che vogliono sterminare.- dice Eva. Gli fa eco il botto del distributore che produce una fiamma alta e fumo denso
Tes viene crivellato, l'intera faccia si stacca, e una spalla, e tutte e due le chiappe, a chi lo potesse osservare ora apparirebbe come un grosso tubero con la testa piccolissima di plastica trasparente, una specie di Frankenstein divelto.
-Di nuovo a destra!
-Dove mi stai portando?
-Da nessuna parte in verità, ma in modo informato. Sto guadagnando tempo in attesa che salti fuori uno spiraglio.
-Quale spiraglio?
-Diooocane no!! Smemorato bastardo! Non è il momento per le amnesie. Nel vicolo, ora!
Un'altra esplosione e dopo pochi istanti ancora un'altra, un torrente di fiamme s'inoltra nel budello, raggiunge Tes, carbonizza anche gli ultimi tessuti di pelle, prosegue la sua strada fino ad un deposito di legname che si incendia all'istante.
-Parassiti bastardi vi conveniva staccarvi prima da soli - dice Tes.
Qualcosa urta Tes, delle braccia l'afferrano, una sequenza di piombo inutilmente rimbalza sul guscio di plastica che lo protegge. Tes ruota e si abbassa, con un calcio frantuma il ginocchio di un avversario, rimbalza e con la testa colpisce il mento di un secondo.
-Mollali Tes. Non farti impegnare. Ne stanno già arrivando altri. La nostra unica possibilità è la fuga. - Tes raccoglie un mitragliatore da terra e riprende a salticolare verso il fondo del vicolo, verso il deposito che sprigiona vampe.
-Gira a sinistra!
Tes esegue, ma il passaggio è così stretto da obbligarlo a infilarsi di fianco. Dopo pochi metri i muri iniziano a convergere progressivamente rendendo sempre più difficoltosi i suoi passi, fino a quando semplicemente rimane incastrato senza neppure la possibilità di tornare indietro.
-Sei la persona più stronza che abbia mai conosciuto. Frocio bastardo, hai il cervello pieno di sborra, proprio come il culo. Ora li abbiamo addosso.
-Vaffanculo! Guidavi tu.
Arrivano, mentre bestemmiando Tes si sforza di disincagliarsi per tornare indietro, in fila indiana, tre uomini in mimetica e maschera antigas. Prima sparano senza sortire effetto, poi apprestano un ordigno ad alto potenziale, la bomba fine di mondo, a meno di un metro da Tes, che continua ad agitarsi come un grosso e goffo bacherozzo ubriaco e incastrato, come un giovane impiegato ebreo all'arrivo della rata del mutuo e della lettera di licenziamento la mattina che è diventato padre per la terza volta.
-Fai qualcosa maledizione!- Urla Eva mentre pompa cascate di adrenalina nell'organismo di Tes, ottenendo solo maggiore frenesia nei movimenti ed ulteriore caos.
Tutto inutile, ma per i protagonisti in cielo brilla sempre una stella, nel delirio di violenza e di confusione la pressione di un solo polpastrello basta a sparare un missile che allontanatosi dall'elicottero impatta e scivola sulla parete per esplodere a pochi metri dalla testa di Tes, e distruggere ogni cosa intorno eccetto Tes. Di nuovo libero.
Tes è a terra, non vuole svegliarsi ne alzarsi, ha dato già fondo ad ogni energia, questo è troppo, l'universo questo non glielo doveva fare, che vada a farsi fottere. Ma non può, l'adrenalina gli fa tremare il corpo e la voce di Eva brucia come il fuoco.
-Muoviti testa di cazzo! Ora devi trovare uno spiraglio!
Tes si alza a fatica, prova soddisfazione quando sub vocalizza -Non conosco nessun signor Spiraglio. E' lo sfigato che ti si scopa?
-Cervello sciolto e culo allagato. Non ricordi niente?- Per la prima volta a Tes pare di cogliere nella voce di Eva una nota disperata.
- Cos'è uno spiraglio?
-Per quello che ci interessa ora è la porta che ci permette di uscire da questa valle di lacrime e guai.
-Ottimo, ora so come riconoscerlo se ne vedo uno a passeggio.
-Rilassati. Sei sempre stato bravo a scovarli. Forse neppure li trovi, forse sono loro a cercare te. O magari li crei.
- Non so di cosa parli. Aiutami. Lo puoi fare.
- No. Potrei elaborare una statistica ma non ci sarebbe di nessuno aiuto. In realtà tu sei uno dei pochi che ha il dono di scoprirli. Tante sono le tue manchevolezze che il Creatore doveva fare pari con te.
Tes procede a quattro zampe, scala un ammasso di detriti, in cima riesce a perdere l'equilibrio, così viene giù rotolando come un pupazzo. Si rialza incitato da Eva, quasi non riesce a camminare, sente di essere davvero alla fine della corsa. Fasci di luci penetrano polvere e gas, l'inchiodano all'evidenza. Un paio di fari si avvicinano veloci seguiti dal rombo del motore. Un enorme fuoristrada corazzato. Tes si volta per fuggire, viene invece colpito alla schiena dal gigantesco cazzotto d'acciaio, che schiantato il guscio lo getta contro il muro. Tes sta per essere finalmente spiaccicato. Parrebbe finita, perlomeno Tes ed Eva ne sono convinti, ma lo spazio si illumina, l'aria si raddensa e si schiude, fiorisce. Delle creste, dei petali, delle labbra, una vulva: uno spiraglio.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: