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lavoro pubblicato domenica 19 giugno 2011
ultima lettura martedì 26 novembre 2019

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Arcadia A la fortezza perduta- parte prima

di MrCostino. Letto 855 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Era l'anno 3025 Dopo Cristo e la fortezzaspaziale Arcadia A vagava desolata nello spazio in preda alle macchinedel terrore che ne avevano preso il con...

Era l'anno 3025 Dopo Cristo e la fortezza
spaziale Arcadia A vagava desolata nello spazio in preda alle macchine
del terrore che ne avevano preso il controllo da un mese.
La fortezza era stata progettata da un eminente scienziato di nome Ivan
Maxwell, era grande come due enormi navi da crociera ed era stata
inviata nello spazio alla ricerca di eventuali pianeti simili alla
terra nella galassia di Andromeda.Da tempo ormai l'umanità aveva
esaurito le risorse naturali, quindi la popolazione era drasticamente
diminuita e viveva in piccole città serra.
Il governo mondiale ormai unico aveva dato il via alla ricerca di nuovi
pianeti da colonizzare ed aveva finanziato la costruzione di tre
grandi navi interstellari capaci di viaggiare nelle pieghe temporali e
di sostentare l'equipaggio per parecchio tempo, per la ricerca di
nuovi pianeti abitabili. Una di queste era l'Arcadia A che al
momento del lancio ospitava mille persone tra cui lo scienziato che la
aveva progettata. Faceva parte dell'equipaggio un gruppo
particolare di soldati chiamati i falchi neri "dal colore delle
loro divise con medaglie d'oro falciformi" questi soldati
venivano potenziati con una sostanza chiamata Methyclon 12, che
dava una forza sovrumana e una grande resistenza al dolore e alla
fatica. Erano stati messi come protettori degli astronauti e
disbrigatori dei lavori più pericolosi. Ivan Maxwell lavorava da tempo
ad un progetto top secret per la creazione di un super fluido in grado
di fungere sia da super carburante, sia da super fertilizzante.
Questo prodotto avrebbe consentito di rinverdire il pianeta Terra e
salvare l'umanità. Nello spazio lo scienziato era riuscito a
mettere a punto la formula del super fluido contribuendo a dar
speranza al mondo, ma aveva commesso una imperdonabile sciocchezza:
aveva sperimentato il super fluido su alcuni automi, tra cui un
potentissimo robot da guerra di nome Sargon 3000. Lo sciocco non
conosceva ancora le potenzialità del suo prodotto, il quale a contatto
con le radiazioni cosmiche aveva donato l'auto consapevolezza e la
volontà alle macchine che quindi, guidate da Sargon, avevano deciso di
ribellarsi ai costruttori e prendere il controllo della nave.
L'equipaggio era stato quindi ridotto da mille a centocinquanta
persone che erano riuscite a sopravvivere nascondendosi alla follia
delle macchine ribelli, si trattava per lo più di soldati e scienziati.
Max Stevenson era uno dei falchi neri e si aggirava tra i corridoi
della grande nave, era un uomo alto con capelli rossi, lineamenti
piacevoli e occhi castani, insieme a quattro colleghi stava cercando
di raggiungere il "sancta sanctorum" della nave, ossia la
sala comandi dove si trovava una sorta di telecomando che permetteva
di spegnere i robot e la matrice di super fluido. Max sapeva che le
macchine ribelli erano sulle sue tracce e doveva guardarsi anche dai
Dexar uomini presi prigionieri da Sargon ai quali era stata
somministrata una mistura di super fluido e Methyclon 12 che li
aveva trasformati in mostri deformi con una irrefrenabile voglia di
carne umana. Max disse ai suoi colleghi: signori è più di un mese che
la fortezza è sotto il controllo di Sargon, dobbiamo recuperare la
matrice del super fluido e spegnere i robot, solo così riusciremo a
tornare sulla terra. A tal fine ci divideremo e prenderemo strade
diverse verso il comando principale, questo disorienterà!
i robot e darà ad almeno uno di noi la possibilità di svolgere la
missione. Guardatevi dai Dexar e sopratutto da Sargon che ci sta
cercando di persona.


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