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lavoro pubblicato domenica 5 giugno 2011
ultima lettura martedì 22 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL DE BELLO GALLICO (La fine del popolo dei galletti della rotonda dell'ipercoop)

di Nigel Mansell. Letto 1207 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sono Vercingetorix il subcomandante dei galletti; ma sì lo sapete, non mi voglio ripetere: il vero comandante è il mio popolo, quello ...


Sono Vercingetorix il subcomandante dei galletti; ma sì lo sapete, non mi voglio ripetere: il vero comandante è il mio popolo, quello dei pennuti stanziali della rotonda dell'ipercoop. Ma questo è già arcinoto a chi ci ha seguito in questi anni http://www.facebook.com/group.php?gid=74630092163 (i nostri fans superano il migliaio)


Questo laconico comunicato potrebbe essere l'ultimo che leggerete: il nostro destino è ormai segnato! Il nostro avvenire, la nostra stessa esistenza è minacciata: sarà la deportazione o il genocidio di massa, pare sia ormai deliberato!


Questa è un'assurda, cieca ed ostinata persecuzione che viene perpretata non si sa bene in nome di chi e di che cosa. E' la nuova ed ennesima crociata nei confronti dell'ultimo pretesto, dell'ennesimo capro espiatorio, che ogni potente immancabilmente individua, per addossargli così ogni responsabilità e distrarre l'opinione pubblica da quelli che in realtà sono i veri problemi.

Se solo servisse, sarei disposto, per salvare il mio popolo, a farmi condurre in catene, (proprio come il mio avo), in piazza della Resistenza, al cospetto del potere secolare. Se davvero sapessi, che potesse bastare a placare l'ira dei regnanti, sarei disposto al sacrificio più estremo: mi farei mozzare questa testa crestata, per soddisfare così la sete di vendetta dell'imperatore. Se l'intera questione, avesse realmente un senso, ma è tutto così assurdo...


Ecco, ora io vi chiedo, e parlo alle vostre coscienze, e rispondete per favore se vi sta a cuore la giustizia: perché viene negata la terra ai galletti? In base a quale principio o autorità veniamo scacciati?

Dopo tutte le inutili guerre etniche fratricide, vogliamo ancora credere che esistono dei principi di priorità sul diritto alla terra? Si vuol davvero sostenere che alcune persone, o razze in questo caso, abbiano più diritti di altri ad occupare un paese, una città o un quartiere? Ma veramente si vuole affermare, che è giusto che un uomo o un gruppo di uomini, sottraggano ad altri loro simili o animali, lo spazio vitale indispensabile alla sopravvivenza?


Noi galletti affermiamo semplicemente che la terra è di chi la abita, di chi con il proprio sudore ne trae il suo sostentamento, di chi ci si sistema e ci fa crescere la propria famiglia.

Oppure vogliamo sostenere, che in base alla dura legge della natura, sopravvive solo il più forte, e che quindi in virtù di tale principio e forza, esso può scacciare i propri simili o le altre razze? E che pertanto l'uomo, il cittadino in quanto vincente, ha il diritto di eliminare ogni forma di vita che ritiene inferiore o più debole, ed in questo caso cancellare dai confini del comune i galletti?

Vedete, ora in nome di questi assurdi principi veniamo minacciati di deportazione di massa o di eliminazione fisica: in pratica il popolo dei galletti sarà assoggettato alla pulizia etnica più spietata.


Io invece sospetto che il nostro popolo, con la sua gioiosa presenza vi dia fastidio, vi urta il concetto che individui liberi si arroghino per sé e per la propria specie il principio di autodeterminazione. Vi ferisce la nostra vista e con lei il ricordo della natura che avete cercato di cancellare sotto una colata di cemento ed un nastro di asfalto, vi fa soffrire quell'immagine oramai lontana, della vostra armata pineta, del verde e degli alberi che non ci sono più...


Sicuro, a voi ora pare molto meglio passare la vostra vita dentro i centri commerciali, e nulla vi deve distrarre da tale proposito. Lì tutto ha un prezzo e niente è regalato: ma è la vostra vita la vera moneta che usate per comprare oggetti che non vi serviranno, merci che solo temporaneamente riempono quel vuoto diventato sempre più enorme dentro di voi. Vi anestetizzate, vi nutrite di false ed effimere felicità, e quando infine comprenderete la dura realtà, sarà ormai, inevitabilmente, troppo tardi e noi già non ci saremo più...

I galletti non devono intromettersi in tutto ciò, non devono esistere, devono solo scomparire...

Solo l'idea che a noi basti una piccola aiuola per vivere, che ci siano dei bipedi, a differenza vostra piumati, che come noi vogliono vivere diversamente, vi infastidisce, vi irrita.

E' oramai il vostro dogma, bisogna essere tutti uguali, si deve avere tutti gli identici colori, i medesimi melensi ed insulsi sapori, parlare la stessa lingua, credere nei medesimi valori. Non bisogna mai dubitare sull'immenso, radioso e grandioso, futuro dell'uomo, sulla crescita continua dell'economia e dei consumi.


A tale proposito vorrei citare la richiesta, rimasta lettera morta, del nostro primo comunicato:

./.. Ci appelliamo al principio di autodeterminazione dei popoli, che sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l'indipendenza, associarsi ad un altro stato o comunque a poter sciegliere autonomamente il proprio regime politico (o pollitico). Chiediamo di poter formare un'autorità nazionale dei galletti della rotonda e di essere riconosciuti a livello internazionale come l'organizzazione che rappresenta il popolo dei pennuti di Gravellona Toce per sciegliere in autonomia di poter razzolare come e dove vogliamo, di poter covare le nostre uova e riprodurci senza la paura di essere sterminati ./..”


In conclusione, io, il subcomante Vercingetorix, in nome del mio popolo, i galletti della rotonda dell'Ipercoop, vi supplico, vi scongiuro prima che sia troppo tardi, e lo faccio con il cuore in mano: salvate i galletti dell'ipercoop!



Subcomandante Vercingetorix




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