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lavoro pubblicato sabato 7 maggio 2011
ultima lettura lunedì 15 aprile 2019

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di malkhim. Letto 912 volte. Dallo scaffale Fantascienza

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faceva caldo...faceva molto caldo, il sistema di condizionamento era rotto da parecchio tempo e i piani alti si guardavano bene dal mandare qualcuno a sistemarlo, nelle logiche della società maggiore era l'importanza di un reparto e prima venivano prese in considerazione le richieste, e alla luce di questo fatto lv427 sospirò e disse tra se che il condizionatore sarebbe rimasto fermo per molto...molto tempo.

La stazione dove lavorava era piccola, a gestirla era una squadra di sei persone: due sistemisti, due tecnici elettronici e due factotum, il tutto suddiviso su tre persone per turno con turni da dodici ore. lv era li da più o meno dieci ore, ancora un paio d'ore e se ne poteva tornare a casa.

Quando all'ultimo test psicoattitudinale era risultato idoneo per la qualifica di sistemista e la specializzazione in sicurezza pensava che ad aspettarlo ci fossero giornate passate a contrastare hacker avidi e scaltri che, con metodi ogni volta più sofisticati cercavano di introdursi nei server della società per carpire segreti che poi avrebbero rivenduto a milioni di euro ad altre multinazionali. Invece a lui era toccata una stazione di classe 7, cioè un posto dove convogliavano i vari feedback delle macchine che svolgevano lavori automatizzati, praticamente niente che potesse interessare a nessuno, ma dato che comunque era un nodo connesso alla rete globale la società riteneva saggio mettere degli addetti a controllare. In tre anni aveva subito una sola intrusione informatica con il solo risultato di far comparire nella shell del suo terminale la seguente genialata:\siete_delle_teste_di_cazzo>_ seguito dal cursore lampeggiante al posto del solito ì\>_; viene da se che non solo non era riuscito a contrastare l’incursione ma non era nemmeno lontanamente riuscito a risalire a chi l'avesse compiuta. di questo passo avrebbe fatto quel lavoro miserabile per tutta la vita.

Il suo turno di dodici ore era quasi arrivato al termine quando assolutamente per sbaglio osservando il log dello sniffer di una delle porte si rese conto che uno dei pacchetti ricevuti non era il solito segnale di feedback ok , e non era nemmeno un segnale di feedback bad, ma era un messaggio più grande. Il messaggio era criptato, probabilmente non era niente ma poi la curiosità vinse e si mise a scriptarlo. era un messaggio di testo semplice e diceva: ìla missione è compiuta. prepararsi per portare a completamento le operazioni. Tempo max una settimana.

lv stette un po li a pensarci, il messaggio in se non diceva niente di particolare, quello che lo incuriosiva era come fosse finito lì, tra i messaggi di feedback di droni protocollari che svolgevano lavori di routine in paesi dell'Europa dell'est. Ovviamente in caso di malfunzionamento di un drone sarebbe arrivato un messaggio di feedback bad o semplicemente niente, raramente arrivavano messaggi pieni di caratteri a caso, questo invece doveva essere stato inviato da qualcuno.

Arrivò il cambio ma lv incuriosito si mise a cercare di risalire alla sorgente del msg, dopo un paio d'ore e dopo essere risalito indietro più o meni di un centinaio di proxy scopri il drone protocollare dal quale era partito il messaggio, fece una ricerca sull’identità del drone e vide che era un drone di servizio nell'ambasciata della società in Albania. Qualcuno doveva averlo inviato non c'era dubbio, ma a chi? Il messaggio non poteva di certo essere diretto a loro, analizzando il pacchetto di dati contenente il messaggio lv si accorse che nascondeva una specie di virus, un programmino molto semplice che aveva la funzione di copiare il messaggio e inviarlo al proxy successivo e poi cancellarlo, solo che quest'ultima parte del programma non aveva funzionato bene ed era rimasta una copia del messaggio su ogni proxy attraverso il quale era passato. Se era destinato a qualcun altro allora all'interno del programma doveva esserci la lista dei proxy e l'indirizzo finale, fece il dump del file e controllando l'ultimo indirizzo si rese conto che era destinato a un drone protocollare in servizio direttamente negli uffici principali della società a Roma.

molto strano, quel messaggio era sicuramente indirizzato a qualcuno a Roma, ma il drone al quale era destinato non era al servizio di nessuno in particolare, svolgeva mansioni marginali, praticamente era una sorta di carrellino che si aggirava per gli uffici dei dirigenti più alti in grado e si occupava di tenere in ordine la cancelleria negli uffici e di svuotare i cestini quando era necessario.

Il giro degli uffici non era molto ampio ma i nomi dei tizi ai quali il drone si assicurava di far avere matite sempre nuove facevano paura a chiunque, stavamo parlando di intoccabili, gente molto in alto nella gerarchia sociale. A lv non era nemmeno lontanamente permesso contattarli, praticamente non era permesso a nessuno, a quei livelli non potevano nemmeno sposarsi con appartenenti ai gradi più bassi. lv doveva inoltrare il messaggio per via gerarchica, ma data la natura di quello che aveva scoperto non gli sembrava assolutamente il caso.

Decise di prendersi un paio d'ore di riposo, al tizio che venne a dargli i cambio disse che sarebbe ritornato di li a qualche ora per fare un po di straordinario, il collega non batte ciglio.

Lv andò in una tavola calda subito fuori della piccola stazoione dove lavorava, fece un pasto abbastanza frugale accompagnato da una grossa quantità di caffè, nel vano tentativo di smorzare gli effetti delle precedenti dodici ore passate davanti al monitor.

Quando un paio d'ore dopo lv torno al lavoro si rimise al suo terminale e fece la scoperta, immediatamente seguita da un attacco di panico, che il file sul quale stava lavorando era sparito. Fece qualche domanda molto vaga al suo collega, ma gli fu subito chiaro che quello non ne sapeva niente, fece una serie di controlli e si accorse di una seconda intrusione, alla quale era seguito il download del file e l'eliminazione del file stesso e degli appunti che aveva preso sull'origine e la destinazione di quest'ultimo.

Provò a risalire a chi si era inserito nel sistema ma questa volta niente, nessuna traccia, era stato un lavoro da professionista. Perse ancora un po di tempo, ricontrollò gli indirizzi dei droni, sia quello di provenienza si quello di destinazione. non solo gli diceva che erano inesistenti, ma dopo una serie di ricerche risultava addirittura che quei numeri di matricola non erano mai esistiti.

Turbato da quello che era accaduto lv non disse niente a nessuno, lui non era uno di quei paranoici teorici della cospirazione, ma certamente quello che era successo lo lasciava molto perplesso.

Per ogi aveva visto abbastanza, era veramente ora di tornarsene a casa per farsi una bella dormita.

Usci in strada completamente assorto nei suoi pensieri, e mentre percorreva il tratto di strada che separa la stazione rilevamento dati dalla fermata della metropolitana, fu affiancato da due uomini. La coppia era alquanto improbabile: uno vestito in giacca e cravatta, sembrava un dirigente appena uscito da uno degli uffici ai piani alti, mentre l'altro aveva l'aria di essere poco più che un barbone.

Il tizio ben vestito parlò per primo

- abbiamo visto che cosa hai scoperto, anche se loro si sono affrettati a cancellare tutte le traccie noi abbiamo visto tutto e abbiamo una copia del file -

- voi chi siete?- lv era molto nervoso e mentre parlava accelerava il passo nel tentativo di semonare quei tizi

- eravamo nel server quando hai scoperto il messaggio, eravamo li perchè cercavamo proprio quello, siamo sulle loro tracce da settimane - a parlare questa volta fu il tizio che sembrava un barbone, parlava con un tono molto calmo e al contrario del suo aspetto dava la sensazione di essere una persona molto colta.

il tizio in giacca e cravatta gli si parò davanti per costringerlo a fermarsi - noi siamo quelli che sanno, e adesso anche tu sai, devi venire con noi altrimenti sei un uomo morto -

lv non sapeva se mettersi a ridere o meno, però quello che era successo poco prima al file era abbastanza eloquente e sinceramente lo aveva lasciato un po' inquieto

- lasciatemi in pace, io non so chi siete e sinceramente non voglio saperlo - lo disse in un tono non molto convinto

- devi venire con noi, come hanno fatto sparire tutte le prove finiranno per far sparire anche te, dacci retta, loro preferiscono non correre rischi -

- loro chi? -

- lo sai bene chi!, loro quelli che comandano, quelli che hanno inviato il messaggio -

- non so di cosa state parlando, quale messaggio? -

- veniva dall'Albania, da un drone protocollare di una nostra ambasciata in Albania, drone che adesso è finito sepolto da qualche parte -

- come fate a saperlo? - adesso lv non cercava più di scappare.

- te lo abbiamo detto, eravamo nel sistema -

- ma io non mi sono accorto di niente, non è possibile... -

- se uno come te si fosse accorto di qualcosa allora saremmo veramente nei casini - il tizio vestito bene fece una risatina tra il sarcastico e il maligno.

Poi aggiunse molto seriamente - devi venire con noi o farai la stessa fine del drone, entro questa sera finirai sepolto da qualche parte qua intorno -

- questa è paranoia pura!, magari sarà stato qualche messaggio dei servizi che sfruttava la rete dei feedback come copertura ma sinceramente non c'era scritto niente di particolare nel messaggio quindi non vedo perchè dovrebbero farmi fuori per cosi poco, e poi il file è stato cancellato e chiunque sia stato non ha lasciato traccie quindi non vedo perchè dovrei essere in pericolo, anche se volessi riferirne a qualcuno il contenuto non vedo che cosa potrei riferire dato che praticamente non c'era scritto niente..che la missione è compiuta? Potrebbe significare qualsiasi cosa -

-non rischieranno ragazzo, ti leveranno comunque di mezzo, a loro non costa nessuna fatica e ogni rischio anche il più piccolo può trasformarsi in un grosso problema-

la conversazione andava dilungandosi e intanto i tre avevano raggiunto l'ingresso della metropolitana. Probabilmente questa faccenda lo stava facendo diventare paranoico ma a lv sembrava che le telecamere lo stessero seguendo, poi passò vicino ad un drone che stava portando a termine i lavori i riparazione ad una delle centinaia di migliaia di cabine di amplificazione della rete di comunicazione, quando questo si girò di scatto e allungo il braccio a pistone sul quale era montato un saldatore ad arco, se uno dei due tizi che l'avevano seguito fino li, quello che sembrava un barbone, non gli avesse dato un calcio nel culo cosi forte da spezzargli quasi la schiena il drone gli avrebbe piantato il saldatore in mezzo al petto, grazie a quell'intervento la punta del saldatore gli mancò di poco lo sterno ma la base del pistone lo colpi in piena faccia.

Quando riprese conoscenza aveva un mal di testa pazzesco e sentiva la faccia gonfia che gli pulsava per il dolore, la stanza nella quale si trovava era avvolta nella penombra ma non ci volle molto perchè i suoi occhi si abituassero. vide che era una stanza minuscola, poco più grande del letto che conteneva, doveva essere stato una specie di ripostiglio, anche con l’oscurità era palese che la stanza faceva schifo, e la sporcizia era dovunque. Si mise a sedere sul letto e poi cerco subito di alzarsi ma un capogiro tremendo gli fece cambiare subito idea, su una specie di comodino piccolissimo accanto al letto c'era un bicchiere d'acqua, aveva una sete tremenda ma per quanto ne sapeva quell'acqua poteva essere li da un secolo, lasciò perdere, fece un paio di respiri profondi e tentò una seconda volta di raggiungere la porta, la testa gli girava comunque ma riuscì a tenersi in piedi, raggiunta la porta si accorse con una certa sorpresa che era aperta.

Gli ritornarono all'improvviso in mente gli ultimi eventi, forse era stato catturato da chi aveva inviato quel messaggio, rimase con la mano poggiata sulla maniglia della porta indeciso sul da farsi, riflettè un po e si disse che se dovevano ucciderlo forse lo avrebbero già fatto e che se era prigioniero di qualcuno di certo non avrebbero lasciato la porta della sua cella aperta. tanto peggio di così non poteva andare, fece un bel respiro e apri la porta, dava direttamente su una stanza poco più grande di quella nella quale aveva dormito, solamente che era completamente occupata da più o meno una decina di terminali praticamente accatastati uno sopra all'altro e da una miriade di cavi e fibre ottiche che partivano dai terminali e da schede madri senza case e finivano in una serie di buchi sparsi a caso sulle pareti.

Oltre all'attrezzatura c'erano anche quattro uomini che provvedevano a occupare il poco spazio rimasto libero, erano tutti molto concentrati su quello che stavano facendo, dopo un paio di minuti uno di loro, quello più vicino, si accorse della presenza di lv e gli rivolse un cenno del capo e un saluto a mezza bocca che doveva essere un ciao. Oltre al tizio che l'aveva salutato c'erano i due che aveva incontrato per strada più un’altra persona che non conosceva. uno dei due che aveva già incontrato, quello che sembrava un barbone, gli parlo senza staccare gli occhi dal terminale sul quale stava lavorando

- come va? -

- insomma... - mentre rispose lv si toccava la testa che continuava a pulsargli da matti -cosa è successo?-

- è successo quello che ti avevamo detto, hanno cercato di accopparti! - l'uomo continuava a non staccare gli occhi dal terminale - fin dove ricordi?-

- ricordo che siamo arrivati fino all'ingesso della stazione della metropolitana e poi ricordo che quel drone mi è venuto addosso...poi più niente...vuoi dire che non è stato un incidente? -

questa volta il tizio che sembrava un barbone tolse gli occhi dal terminale e li inchiodo su lv - lo sai meglio di me che con i sistemi di autocontrollo che hanno i droni è impossibile che facciano male ad un essere umano, non possono essere nemmeno programmati per farlo, l'unico modo è controllarli direttamente da remoto -

- hanno usato quel drone per cercare di uccidermi? -

- e ci sarebbero riusciti alla grande se sandrino non ti avesse dato un calcio nel culo - e sorridendo indicò il tizio in giacca e cravatta che gli stava di fianco intento ad osservare con attenzione quello che sembrava il log di qualche cosa sul monitor che aveva davanti. - comunque io sono Marco, lui è Alessandro e loro sono cip e ciop, non sono i loro veri nomi ma noi li chiamiamo così -

- usate nomi di battesimo...ma è illagale... - il mal di testa stava lasciando spazio alla preoccupazione, usare nomi di battesimo o darsi qualsiasi altro tipo di identificativo che non fosse la matricola aziendale era vietatissimo da più o meno cinquant'anni, dai tempi del trattato di Roma.

- un sacco di cose sono illegali ultimamente ragazzo mio - vieni, siediti, prendi un po di caffè.

Lv entro nella stanza, si chiuse la porta alle spalle e si mise a sedere su una sedia incastrata tra due grossi ciuffi di fibre ottiche - che cos’è che è diventato illegale? - fece la domanda mentre si portava alle labbra una tazza colma di quello che doveva essere un caffè preparato secoli prima da quanto era freddo e schifoso.

- la verità, la verità è diventata illegale...tu sai cosa si intende per terzo mondo ragazzo? -

- una volta per terzo mondo si intendeva l'Africa e alcune zone del sud America, questo prima che i governi venissero aboliti a favore delle società, ora per terzo mondo si intende l'Europa dell'est o almeno quella parte che non ha preso parte al trattato di Roma - lv stava semplicemente ripetendo a pappagallo quello che gli era sempre stato insegnato fin da quando era piccolo.

- sai cosa sta succedendo con l'Albania ragazzo? -

- so che anche se ha subito un ammonimento ufficiale dal consiglio delle società sta continuando i programmi per potenziare il suo armamento nucleare, e che riterrà atto ostile nei suoi confronti qualunque tentativo da parte delle società di fermare i suoi programmi di riarmo-

- non è proprio così ragazzo...sei mai stato in Albania - adesso anche Marco si era messo a sedere e si stropicciava gli occhi, dall'aspetto dovevano essere giorni che non dormiva.

- no, non vedo come avrei potuto, è illegale lasciare il territorio di proprietà della società senza un permesso speciale, che tra le altre cose è molto difficile da ottenere- lv cominciava a riprendersi, il caffè gli aveva fatto bene, ora cominciava anche a sentire una certa fame

- l'Albania non solo non ha i fondi, ma non ha nemmeno la tecnologia e le menti per mettere in piedi un sistema come quello che minacciano di avere. guarda in faccia la realtà l'occupazione principale del popolo albanese è quella di starsene al bar a bere e il quoziente intellettivo medio novanta -

- vuoi dire che non è vero? Vuoi dire che in realtà non hanno nessun sistema di lancio per missili nucleari, vuoi dire che sono tutte stronzate? - lv non credeva che la società potesse mentire cosi spudoratamente ai suoi dipendenti

- no ragazzo, i sistemi ce li hanno, il problema è che glieli ha venduti Roma. tecnologia, fondi e uomini... tutta roba nostra -

lv cominciava a essere veramente confuso - che senso ha vendere armi nucleari ad una nazione che potrebbe poi usarle contro di noi? -

marco fissò lv negli occhi e poi disse - così siamo autorizzati ad attaccarli per primi, anzi siamo autorizzati ad attaccarli e basta, anche se volessero le loro armi non funzionerebbero comunque...tra una settimana dell'Albania non sarà rimasto un cazzo -

- sono tutte stronzate! in Albania non c’è niente, a che servirebbe bombardarla con le armi nucleari?. vero ci sono le tecniche di decontaminazione rapida, ma non c’è comunque un cazzo...l'avete detto voi che li non c’è niente, ne uomini ne mezzi ne tecnologie che per noi abbiano un qualche tipo di valore -

- Il profitto sta nella ricostruzione, prima la faranno a pezzi e poi prenderanno un immenso finanziamento dal fondo monetario internazionale per ricostruirla, non faranno altro che creare una nuova filiale della società, e nel frattempo avranno messo una testa di ponte nell'est Europa, insomma ci guadagneranno due volte -

il mal di testa di lv era ritornato. che cazzo! era uscito di casa più o meno venti ore prima convinto di dover affrontare una altra noiosissima giornata di lavoro e invece si ritrovava...bhè non sapeva nemmeno dove si trovava, ma comunque avevano cercato di ammazzarlo e questo bastava e avanzava, non era certo un uomo d'azione, era un addetto alla sicurezza e nemmeno tanto bravo, e l'unica volta in cui si era impegnato un po' di più sul lavoro ecco che che se l'era presa nel culo. Si fece preparare un altro caffè, lo bevve con calma e poi parlò - voi state cercando di fermarli? -

tutti risero, qualcuno più amaramente degli altri, poi alla fine marco disse - non si può fare nulla ragazzo...non è come nei film, non bastano le buone intenzioni. con che mezzo dovremmo contrastarli? l'unica cosa che riusciamo a fare è intercettare le loro comunicazioni attraverso i canali ritengono sicuri - poi sospirò - non possiamo nemmeno rendere pubblica la cosa, primo perchè non ci crederebbe nessuno, secondo perchè saremmo tutti morti in breve tempo e la notizia non arriverebbe comunque a nessuno, c’è un solo canale di comunicazione, non ci sono vie alternative, tutto il flusso fa la stessa strada, sono stati furbi, noi ci limitiamo ad osservare, non possiamo fare altro, qualunque tentativo qualunque azione ci farebbe individuare e saremmo morti - poi fece un mezzo sorriso -è gia come essere morti, ragazzo, solo che respiriamo ancora -

- non ci posso credere, sono tutte puttanate non è possibile! sono le solite stronzate cospirazioniste! -

- pensala come vuoi ragazzo, fatto sta che le cose stanno come al solito, loro fanno il cazzo che vogliono e noi non possiamo niente...guarda un po' qua... - e dicendo questo digitò qualcosa sulla tastiera di uno dei terminali, dalla shell di controllo passò ad un canale che stava trasmettendo un notiziario, c'erano immagini di una specie di parata militare e una voce diceva che il governo albanese aveva puntato le armi nucleari che diceva di non avere contro l'Italia e che dopo una lunga consulta il consiglio di amministrazione della società stava prendendo in seria considerazione un attacco nucleare preventivo per sventare la gravissima minaccia.

Marco si sedette, poi si stiracchiò poggiando i piedi su uno dei tanti monitor disse - tra qualche giorno tutta quella gente sarà bella che morta... - prese una tazzina di caffè che teneva li vicino e dopo un paio di sorsi sentenziò: -vedi ragazzo è andata come doveva andare, è andata come al solito...loro hanno vinto e noi abbiamo perso - .

La verità è una merda, questo fu la prima cosa che gli venne in mente, poi si alzo e andò nell'altra stanza, si buttò sul letto sudicio dove si era svegliato poco prima...aveva bisogno di dormire.



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