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lavoro pubblicato giovedì 5 maggio 2011
ultima lettura martedì 19 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

cena 1

di Click. Letto 929 volte. Dallo scaffale Fantasia

L’uomo cammina in fretta, il bavero del cappotto alzato per difendersi dal vento gelido e nel vicolo buio si possono udire solo i suoi passi fre...

L’uomo cammina in fretta, il bavero del cappotto alzato per difendersi dal vento gelido e nel vicolo buio si possono udire solo i suoi passi frettolosi sull’acciottolato che lo porta a casa, velocemente cerca ed estrae una chiave dalla tasca del cappotto e apre la porta della casa che affaccia sul vicolo.

Nella stanza una donna se ne sta seduta sul divano davanti la televisione.

Indossa un maglione verde acido a collo alto e una collana di grosse sfere di plastica colorata, guarda la scatola luminosa interessata più al sacchetto di patatine che divora rumorosamente.

-Salve finalmente! Cominciavo ad essere in ansia per te- soffia

-Non darti timore fatina, lo sai come sono gli amici alla Birreria si fa tardi e non ci si accorge-

Nella luce della stanza illuminata dalla TV si possono scorgere i lineamenti rinseccoliti dell'uomo, un anziano

che passa abbondantemente la sessantina, i pochi capelli rimasti formano due curiosi ciuffetti bianchi sulle tempie facendolo apparire come una curiosa scimmietta, la pelle gli cade dalle guance e il naso è rattrappito, chiari segni di morte.

-La cena è li, ma sarà bell'effredda ormai- sibila la donna senza degnarlo di uno sguardo.

L'uomo appende il cappotto si infila le ciabatte e lentamente si va a sedere diligente al tavolo per consumare la cena, deglutisce a fatica ma mangia velocemente quell’avanzo di frittata ai funghi e insalata che accompagna con del pane sciocco e un bicchiere di vino bianco.

Distratto segue la televisione, danno uno di quei revival tediosi di canzoni anni ’80 che servono a tappare i buchi dopo la prima serata, contenitori pubblicitari fatti con pochissima spesa e ancora meno idee.

-stasera c'era un bel programma in televisione uno sceneggiato bello, ma per pensare a te che non tornavi non me lo sono neanche goduto- incalza impietosa la donna

L'uomo si alza dal tavolo sparecchia e si dirige verso la cucina per sistemare le stoviglie nel lavello.

Attraversando la stanza osserva velocemente di sottecchi la donna sbracata, ancora sui 40 anni capelli un pò argentati ma che lasciano intravedere striature azzurro pallido, il tempo comunque non sembra scalfirla a parte il fatto che è ingrassata orribilmente e quando sprofonda nel sonno la si sente russare come una balena di media grandezza, infatti lui una balena russare l’ha già sentita. Del resto niente potrebbe intaccarla, ne l'amore più disperante, ne la fame nel mondo lo scoppio dell'ennesima guerra in medio oriente, il rincaro allucinante dei prezzi al consumo, il lavoro precario dei giovani o la lenta estinzione dello stambecco non avrebbero alcun effetto su quella donna, persino la sua morte quando avverrà non lascerà segni evidenti su quell'essere, pensa tra se.

-Cosa guardi? Ciuco!-

Sempre che voleva umiliarlo usava questa espressione

-Niente, niente datti pace, vado a letto, buonanotte!-

Senza aspettare risposta si dirige verso la stanzetta, si spoglia degli abiti che gli penzolano addosso e si infila il pigiama per coricarsi.

La donna si affaccia sull’uscio della stanza appoggiandosi allo stipite, la sua figura contro la luce stroboscopica viola azzurrognola della televisione la fa apparire inquietante e minacciosa all’uomo seduto sul letto intento a sfilarsi l’orologio, lo guarda spazientita.

-Pinocchio, domani mattina ricordati di passare alle poste c'e quella bolletta che è un mese che aspetta, e non fare quella faccia da capretto al macello, me lo hai chiesto tu, mi hai implorato di renderti un bambino buono e obbediente non ricordi zuccone? e io mi sono prodigata parecchio devi riconoscerlo. Ora guardati, sei un'uomo rispettabile, sincero e buono.-

-Si lo so, lo so e te ne sono grato-

Sono una nullità , pensa

La donna esce chiudendo la porta e l'uomo si adagia sul letto, ora filtra solo la luce pallida dei lampioni nella stanza. Pinocchio come in trance genera visioni ad occhi aperti ripercorre la sua vita di monello e tutte le peripezie capitategli, ricorda suo padre e ricorda Lucignolo

-Ah Lucignolo, solo te mi avevi capito davvero- mugola disperato con gli occhi sbarrati.

L’incantesimo ipnotico come iniziato finisce di botto, fuori si ode solo il rumore del vento che agita gli alberi del bosco e in lontananza appena percettibile un canto di grilli, per Pinocchio i grilli sono bestie terribili e il loro canto lo inquieta sempre facendogli correre brividi gelati lungo le ginocchia. Pinocchio si scuote da questi pensieri tetri e si infila nel letto rimboccandosi le coperte per bene e si appresta a sprofondare nel sonno in quel lettuccio stretto che tanto somiglia ad una bara.



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