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lavoro pubblicato mercoledì 4 maggio 2011
ultima lettura lunedì 21 ottobre 2019

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"Fatti non foste..."

di tonymalerba. Letto 2231 volte. Dallo scaffale Storia

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Questa frase non fu mai pronunciata da Ulisse, se non nella fantas...

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Questa frase non fu mai pronunciata da Ulisse, se non nella fantasia di Dante. Rappresenta molto bene invece lo spirito con cui Cristoforo Colombo si apprestò ad affrontare l'Atlantico. Lui le Colonne d'Ercole le superò davvero e mai Dio lo punì per questo.

http://www.lulu.com/spotlight/malerba



Commenti

pubblicato il 21/05/2011 9.54.39
tonymalerba, ha scritto: Dante pur essendo uno dei massimi esponenti della Letteratura Italiana, al punto da occupare con la sua effige la nostra moneta da 2 euro è, a mio avviso, portatore di un disvalore: mi riferisco al timore della conoscenza che esprime con la sua interpretazione dell'Ulisse. Il viaggio di Colombo, che affrontando l'Atlantico con rotta iniziale verso le Canarie è stato molto simile a quello dell'eroe greco, avrebbe rappresentato nel pensiero dantesco una vera e propria eresia. La riuscita dell'impresa invece dimostra quanto sia innaturale porre dei limiti all'Umana Conoscenza. Per quello che riguarda le sofferenze degli autoctoni americani nulla, a mio avviso, è attribuibile a Colombo. Sarebbe come dire che i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki se la siano presa con gli scienziati, anziché col popolo contro cui erano in guerra.
pubblicato il 22/05/2011 12.32.13
tonymalerba, ha scritto: A mio avviso il mito di Ulisse nella Divina Commedia va oltre il significato simbolico della ricerca interiore: esprime la necessità di incutere timore allo sviluppo della conoscenza (ricordiamoci che Dante per quanto "metafisico" era un uomo del medioevo e non estraneo alle vicende politiche del suo tempo). La stessa impresa di Colombo fu sottoposta ad una commissione teologica, che diede la sua approvazione non per amor di Scienza, ma per la necessità di sviluppare la navigazione oceanica mentre i musulmani occupavano l'Asia - i Turchi avevano da poco conquistato Costantinopoli -. Minor fortuna di Colombo ebbe Galilei che fu costretto a ritrattare le sue scoperte, che disturbavano le conoscenze astronomiche tanto care alla Chiesa Cattolica che ponevano l'Uomo al centro di un piccolo universo. Grazie per i commenti.
pubblicato il 15/08/2011 15.31.26
ContessaBjorkSakamoto, ha scritto: Claro...
pubblicato il 16/08/2011 10.38.40
tonymalerba, ha scritto: Grazie Contessa, noto adesso che sono stati rimossi i due commenti di serialwriter a cui sono seguiti i miei due di risposta, che comunque lascio.
pubblicato il 09/03/2012 10.27.55
tonymalerba, ha scritto: Consapevole che non è il massimo commentarsi da soli, vorrei aggiungere al mio lavoro "Fatti non foste" il commento che ho fatto al lavoro "Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?" del Dott. Francescoandreamaiello -che con l'occasione saluto-. "Sei simpatico, ma involontariamente abbiamo sollevato un argomento sul quale vorrei fare l'ultima riflessione. Poi, se non litigheremo, toglierò il disturbo: secondo la moderna teologia il Limbo sarebbe stato abolito e ai non battezzati sarebbe permesso l'accesso al Paradiso. Quindi Virgilio, se la Divina Commedia venisse riscritta oggi, potrebbe accompagnare Dante anche in Paradiso. Allo stesso modo, saremmo disposti a promuovere Ulisse dall'Inferno al Paradiso? Se la risposta fosse sì (molti come te vedono in Ulisse un riferimento morale) sarebbero cambiati i rapporti tra Chiesa e Scienza: ma questo non lo credo. Se la risposta fosse no il tuo scritto sarebbe sacrilego: ma questo verrebbe ritenuto da molti inaccettabile. La risposta secondo me ce l'ha solo un uomo: Papa Ratzinger ... oppure io sono più matto di te! Saluti, Tony." Con questo aggiungo una piccola pietra miliare alle mie riflessioni sull'Ulisse di Dante. Sarei arrivato alla conclusione che noi oggi consideriamo positivamente questo personaggio: ad esempio proprio a lui è dedicata la principale trasmissione televisiva di divulgazione storico-scientifica, condotta da Piero ed Alberto Angela. Dante però, in sintonia con la teologia medioevale, aveva di lui una concezione negativa tanto che lo pose all'Inferno. Portando questo discorso in ambientazioni frivole, il personaggio Mikela protagonista del mio scritto"COME LA GIOVANE MIKELA VINSE L'IMBARAZZO DEL TOPLESS IN SPIAGGIA", cogliendo l'originaria natura trasgressiva dell'Ulisse dantesco, lo pone come riferimento delle sue birichinate. Poi, non apprezzando la conclusione fallimentare della sua impresa, lo sostituisce con Cristoforo Colombo che compì lo stesso viaggio da vincitore.

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