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lavoro pubblicato giovedì 7 aprile 2011
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

JIM E RAMONA

di raffaeleconforti. Letto 819 volte. Dallo scaffale Fantasia

Lunedì 23 ottobre 2028 - Vediamo un po' chi c'è oggi in lista...uhmm ...benissimo, un solo paziente, ho già tutti i dati. Perfetto, possiamo cominciare. AVANTI! - Buon giorno Dottor Jim. - Buon giorno a lei, Signo...



Lunedì 23 ottobre 2028


- Vediamo un po' chi c'è oggi in lista...uhmm ...benissimo, un solo paziente, ho già tutti i dati. Perfetto, possiamo cominciare. AVANTI!

- Buon giorno Dottor Jim.

- Buon giorno a lei, Signora Guidi. Ciao Carlo, mi fa molto piacere rivederti.


Carlo Antonelli,

maschio, anni 13, altezza mt. 1,63, peso kg. 54

insorgenza diabete a 11 anni

trattato con genoma ibridizzato 12X5M5 ad inoculazione virale


- Anche a me fa piacere di rivederti, Dott. Jim. Come stai?

- Perfettamente, e tu?

- Benone.

- Hai ripreso a nuotare?

- Si, domenica ho partecipato ad una gara: 200 metri dorso.

- Stupendo! Come è andata?

- Sono arrivato terzo.

- Sei soddisfatto?

- Certo, se pensi che ho ripreso ad allenarmi solo da due settimane...

- Mandami una e-mail quando hai la prossima gara, voglio scommettere su di te.

- Non si possono fare le scommesse sui bambini, dottor Jim!

- Oh, chiedo scusa, Signora Guidi, non lo sapevo. Ad ogni modo posso assicurarvi che Carlo può vincere la sua prossima gara con una probabilità del 95%, ed ho il piacere di informarla, signora Guidi che, secondo il protocollo di questa clinica, il suo bambino è completamente guarito.

- Davvero, Dottor Jim, me lo giuri? Non ho più il diabete?

- Non ho bisogno di giurartelo. Posso dimostrartelo scientificamente...

- No, ti prego, ti credo sulla parola.

- Dottor Jim, questo significa che non dobbiamo fare nessun altro controllo?

- Assolutamente, Signora Guidi. Il protocollo prevede solo una visita annuale per i primi due anni. Sarete invitati per tempo.

- Quindi possiamo andare?

- Certo Signora Guidi.

- Vieni, Carlo, saluta il dottor Jim

- Ciao Dottor Jim. Sei stato il dottore più simpatico di tutti.

- Ehmm, grazie Carlo. Er – io – io mi sono trovato molto bene con te, sei un bambino molto intelligente e tenace, il migliore dei miei piccoli pazienti.

- Scusa, dicevi, che probabilità avrei di vincere la prossima gara?

- 95%.

- E'...è una buona probabilità.

- Assolutamente si. Se ti impegnerai al massimo e se le circostanze saranno favorevoli la probabilità di vincere potrebbe avvicinarsi al 100%

- Fico!

- Dai, Carlo dobbiamo andare. Grazie Dottor Jim, non…non so come dirti che io…io, tu…tu sei stato un punto fermo per me, senza il tuo aiuto credo che…sarei crollata…Grazie, di cuore!

- Signora Guidi, la prego, mi mette in difficoltà, ho fatto solo il mio dovere, e voi siete stati molto coraggiosi ed attenti a seguire le istruzioni e la dieta. Sono io che devo ringraziarvi.

- Addio Dott. Jim e grazie ancora.

- Ciao Signora, ciao Carlo…


Strano un solo paziente oggi. Ah ecco il motivo arrivano delle mail…dal dipartimento dell’Amministratore del Personale Sanitario…uhmm… sono stato trasferito:


Da: Amministratore del Personale Sanitario

A: Dott. Jim MCfifteen


Rapporto 1124 – Oggetto trasferimento Dott. Jim MCfifteen


In relazione all’ottimo lavoro svolto da marzo ad ottobre con i pazienti della fascia di età 10/15 anni e in considerazione della particolari attitudini dimostrate nella comunicazione con questo genere di pazienti, sei stato trasferito a L’Avana, Cuba, con l’incarico di Medico scolastico in una scuola media della città.

Ti saranno comunicate per tempo le esatte coordinate e i download per l’aggiornamento scientifico, storico, sociale ed economico.

L’Amministrazione si riserva di lasciare decidere a te la modalità di trasferimento: trasporto di particelle o aereo.

Grazie – Fine rapporto 1124


Il dottor Jim non poteva sopportare di viaggiare con il trasporto di particelle. Ogni volta che si era smaterializzato in un punto e rimaterializzato in un altro, aveva avuto la sensazione che un buon numero di molecole del suo corpo si fossero perdute o alterate per sempre. Comunicò quindi che accettava l’incarico e che avrebbe preferito viaggiare in aereo. Il biglietto elettronico arrivò in tempo reale e la mattina dopo il Dott. Jim era in volo per L’Avana.

Durante il viaggio occupò il tempo a completare il download dei files depositati nella sua cartella personale, collegandosi con il cervellone dell’Agenzia e, mentre valutava i files per scegliere gli aggiornamenti più utili, ripensò ai mesi passati nella clinica diabetologica a curare i suoi piccoli pazienti. Era stata un’esperienza interessante. Aveva familiarizzato con il mondo infantile e adolescenziale, per lui quasi sconosciuto, ed era rimasto sorpreso dal bellissimo rapporto che unisce la mamma con i suoi bambini. Le donne “mamme” lo avevano stupito. In passato aveva lavorato moltissimo con le donne in generale, e pensava di aver capito tutto del loro comportamento. Non pensava che potessero tirar fuori tanta energia quando si trattava della salute del loro piccolino. Il dottor Jim aveva fatto una quantità tale di nuove osservazioni sulle donne “mamme”, da convincersi che la sua conoscenza dell’universo femminile, fino ad allora, era stata assolutamente insufficiente.

Era molto felice che l’Agenzia gli avesse affidato il nuovo incarico di medico scolastico, permettendogli di continuare a lavorare con i bambini, nella scuola dell’Avana. Avrebbe passato un intero anno a visitare i piccoli pazienti, questa volta solo per la prevenzione. Finalmente! Le eventuali malattie individuate sarebbero state trattate da altri dottori in altra sede. L’idea di non avere responsabilità terapeutiche lo faceva sentire un po’ più leggero. Certo la guarigione di un paziente dava sempre molta soddisfazione, professionale e personale, ma il Dott. Jim ne aveva abbastanza, almeno per il momento.

Come poteva dedurre dai downloads, avrebbe avuto anche il compito di valutare la qualità della comunicazione nell’ambiente familiare, con visite e osservazioni del comportamento della famiglia nell’ambiente domestico e, scambiando alcune mail con colleghi che avevano già lavorato a Cuba, nelle scuole, venne a sapere che le famiglie cubane erano molto ospitali e accettavano con entusiasmo la presenza del medico scolastico in casa.

Si! Il dott. Jim prevedeva che il suo nuovo incarico lo avrebbe arricchito.


Quando mancava un’ora all’arrivo, ricevette una mail con il programma delle visite che avrebbe eseguito dal giorno 25 ottobre a cominciare dalle ore 8,30.

L’Agenzia, come il solito, non lasciava “tempo al tempo”. Il dottor Jim calcolò che comunque ne avrebbe avuto a sufficienza per preparare un modello di intervista e per studiare il comportamento più adeguato da tenere durante le visite con i bambini.



Sabato 28 ottobre 2028


Oggi ho solo una visita, anzi due, sono due fratelli”.

Il dottor Jim aveva lavorato ininterrottamente dal mercoledì. La mattina faceva le visite e il pomeriggio valutava e archiviava le schede. Avrebbe passato la domenica in casa di una famiglia molto simpatica e si prevedeva un giorno di lavoro molto interessante.

- AVANTI! – Urlò

La porta si spalancò quasi con un’esplosione. Due bambini, un maschio ed una femmina di carnagione chiara, occuparono il vano d’ingresso impedendo l’uno all’altro di entrare per primo. La mamma si trovava schiacciata in mezzo a loro e non poteva liberarsi perché la trascinavano per le mani

- Ehi, calma! – Diceva la donna – Non c’è nessun premio a chi entra per primo, vero Dottore?

- Assolutamente, no! Nessun premio!

Non ci fu verso. La lotta proseguì fino a quando riuscirono ad entrare contemporaneamente tutti e tre insieme. I due bambini si sedettero alla scrivania di fronte al Dottor Jim, la mamma sprofondò sul divano che stava di lato.

- Lei dovrebbe essere la signora Capucci, non è vero? – Chiese il dottor Jim fingendo di consultare una scheda sulla scrivania.

Ramona Capucci

Nazionalità Spagnola

Anni 28

Altezza mt. 1,79


- Si, esattamente, e tu, sei il Dott. Jim, o sbaglio?

- Precisamente, e voi siete Carlos e Aurora?


Carlos Volos

Anni 8

Altezza mt. 1,30

Peso Kg 38


Aurora Volos

Anni 10

Altezza mt 1,50

Peso kg. 38


- Ciao Dottor Jim! – Risposero in coro i bambini.


Quella donna…una cosa assai strana…lo aveva colpito…se così si può dire. In verità non si aspettava di incontrare dei soggetti di pelle chiara. Per tutta la settimana non aveva fatto che visitare bambini neri o caffè-latte. La Signora Ramona invece era bianca, come se non si fosse mai abbronzata, nonostante il sole di Cuba. Era alta! Certo! Dalla scheda risultava mt 1,79…bionda, capelli lunghi fini e lisci. Il dottor Jim aveva potuto osservare i suoi occhi celesti, grandi come due fanali, il viso ovale, con un’espressione dolcemente divertita per la confusione che facevano i figli. Doveva avere anche i tacchi, perché gli era sembrata molto più alta di mt. 1,79. Vestiva un abito leggerissimo, di colore giallo, ricco di disegni coloratissimi, fiori, frutta e roba varia, lungo quasi fino ai piedi, o almeno così pensava che avrebbe dovuto essere, del resto lui non poteva mettersi a guardare i particolari della donna, non sarebbe stato professionale. Il vestito, per quel poco che aveva potuto osservare, mentre si trovavano tutti e tre nel vano della porta, era abbottonato sul davanti, fino a terra, con dei grossi bottoni di madreperla, e le si adattava al corpo così perfettamente da poter immaginare nei dettagli il tipo di fisico che copriva, magro, morbido, molto femminile. Il Dottor Jim ripassò indietro al rallentatore nella sua prodigiosa memoria visiva i pochi secondi in cui l’aveva avuta nel campo visivo…ma che cosa gli stava passando per la mente? Doveva concentrarsi sui suoi piccoli pazienti.

- Chi vuole iniziare per primo?-

- Io! – Disse Carlos.

Quei due avevano qualcosa in mente. Si guardavano di sotterfugio e, probabilmente si facevano piedino sotto la scrivania, dove i suoi occhi non potevano arrivare.

- Si, dottore! – disse Aurora,– Siamo d’accordo che inizierà lui, – proseguì la bambina, indicando il fratello con un’espressione di disgusto - ma prima dobbiamo fare una richiesta…

- Aurora, ne abbiamo già parlato prima! – Intervenne la mamma

Il Dottor Jim ebbe la possibilità di spostare lo sguardo verso la donna. Era bellissima, molto attraente, così comodamente sprofondata sul sofà, con le gambe accavallate. Potè confermare a se stesso, che aveva i tacchi e che il vestito le arrivava fino ai piedi. Non aveva cambiato l’espressione divertita per il comportamento dei suoi bambini.

- Scusa mamma, –disse Aurora girandosi verso di lei – che male c’è? Se è possibile il dottore dirà di sì, altrimenti non se ne farà niente.

- Carlos, intanto che tua sorella mi spiega il suo problema, ti va di stenderti sotto il Biologic Scanner?

- E’ proprio questo il problema! – Intervenne il bambino – Vogliamo sapere se è possibile essere visitati senza il BS.

- Puoi visitarci in maniera tradizionale? – Chiese Aurora.

- Con l’anamnesi, l’esame obiettivo, lo stataposcopio… - continuò Carlos ciancicando dei paroloni che evidentemente conosceva a malapena.

- Lo stetoscopio! – Lo corresse la mamma.

- si, si …e lo sfigomametro…

- S F I N C O M A N O N E T R O!!! – Lo corresse la sorella, alzando gli occhi al cielo e ripetendo quell’espressione di disgusto, tipica delle sorelle maggiori.

- Sfingnomanometro, prego! – Sentenziò il Dottor Jim.

- Si, insomma, mi hai capito Dottor Jim, vero? Si può fare?

- Certo! Anzi mi sembra un’ottima idea. – Rispose il dottore.

Immediatamente l’espressione furbesca scomparve dal viso dei bambini.

- Sei…er – sei capace, davvero? – Disse stupito il piccolo Carlos.

- Carlos, ma che figure mi fai fare! – Intervenne prontamente la mamma.

- No, no, Signora Capucci, - la bloccò Jim, approfittando nuovamente per guardarla. Sembrava una donna, molto dolce…ma cosa gli passava per la mente…aveva una bocca grande, con le labbra rosa, carnose, molto sensuali…”Come è che si dice, penso Il Dottor Jim, è…è…ecco, si, sexy, è cosi che si dice!”. - Assolutamente, non deve scusarsi. Credo di avere qui tutto il necessario. – Si alzò, aprì un armadio e ne mise in bella mostra il contenuto. C’era tutta la strumentazione medica da usare come emergenza, in caso di mancanza di energia o per altre situazioni limite. – Forza Carlos, se sei ancora convinto, va' sul lettino e cominciamo. Però dovete spiegarmi come fate ad essere così informati sugli esami obiettivi, lo stataposcopio, lo sfincomanonetro eccetera.

- Nostro padre era medico. – Rispose a bruciapelo Aurora.

- Oh, mi dispiace…non sapevo…

Che figura! Avrebbe dovuto pensarci. Nei files relativi a quella famiglia mancavano informazioni sul padre. Gli era sfuggito. Era quella un’abitudine assolutamente criticabile dell’Agenzia. Eliminava le persone decedute a meno che non ci fosse l’esplicita richiesta da parte del Medico.

- …ora invio una mail alla Direzione per avere le informazioni sul Signor Volos, vi chiedo scusa, è solo questione di un attimo...

- No, non devi scusarti, - la signora Capucci ora lo stava fissando negli occhi, sembrava stupita. – e non c’è bisogno che disturbi la tua direzione, posso tranquillamente parlarti io di mio marito…

- Mio padre era un bravissimo medico… - cominciò a raccontare Carlos, mentre la mamma lo aiutava a spogliarsi.

- Si, si. Ora lascia parlare un po’ anche la mamma. E’ vero, mio marito era medico. E’ morto sei mesi fa, a 77 anni. Aveva studiato medicina quando qui a Cuba c’era ancora l’embargo e i mezzi tecnologici erano scarsissimi, per cui aveva imparato “l’antica arte medica”, come lui la chiamava.

- Lui ci visitava con le mani. – Sottolineò Aurora.

- E’ una cosa stupenda, – commentò il dottor Jim, scegliendo tranquillamente le attrezzature mediche nell’armadio. – forse il modo più elegante di svolgere la nostra professione. Peccato che la tecnologia abbia ormai preso il sopravvento…beh…lasciamo perdere. Sarà un piacere. E’ molto tempo che non visito secondo l’antica arte medica, non so se sarò all’altezza del vostro papà, ma vi assicuro che sono perfettamente abilitato anche per questo tipo di esame, state pur tranquilli. Ci vorrà solo un po’ più di tempo, l’esame obiettivo va fatto bene, soprattutto la prima volta che si visita un paziente.

- Lo sappiamo. – Disse Carlos – E non abbiamo fretta, vero? – e poi sottovoce - Magari con lei, dopo, puoi sbrigarti, tanto anche se si ammala chi se ne frega…

- Carlos…

- Ti ho sentito, fratellino…


Carlos si mise sul lettino. Il dottor Jim disinstallò il BS e procedette ad una bellissima visita medica. La posizione purtroppo lo costringeva a voltare le spalle alla bella Ramona, ma lui era attentissimo a captare ogni suo possibile movimento o sospiro o sussurro, senza perdere la concentrazione sull’esame obiettivo. Alla fine chiese a Carlos di dargli un piedino.

- Devo fare un’ultima manovra semeiologica e poi abbiamo finito. – Disse con tono grave e con aria severa, come se dovesse completare la diagnosi di chissà quale rarissima malattia, ed invece, appena afferrato il piede del bimbo, gli fece il solletico sotto la pianta. La cosa fece impazzire Carlos dalla gioia. A quel punto la sorella si precipitò verso il lettino.

- Levati, levati! Ora tocca a me!

Carlos tornò tra le amorevoli braccia materne per essere vestito, mentre Aurora, che era ormai grandicella, si spogliò rimanendo con le sole mutandine, senza alcuna vergogna.

Il Dottor Jim ripetè tutto l’esame, ma con lei fu costretto a soffermarsi sugli accenni prepuberali che appena si distinguevano in alcune regioni del suo corpo.

- Ehi, signorina, mi sembra che ti stiano spuntando i seni, o sbaglio? – Commentò piegandosi di lato per osservare il torace di profilo, in controluce.

- Davvero? – Disse Aurora, meravigliatissima, storcendo gli occhi verso il basso per vedersi le tette.

- Ma cosa dici? Dottore, non è possibile. – Intervenne Ramona, alzandosi dal sofà e avvicinandosi al lettino.

- Si, si, non c’è dubbio! – Osservò il Dottor Jim con aria molto professionale. – Complimenti, piccola, vedrai che da qui ad un anno dovrai mettere il reggiseno.

- E’ un bravo medico, vero mamma? – Disse Carlos appoggiandosi sul lettino dalla parte opposta a quella in cui stavano il dottore e la mamma.

- Non ci posso credere. Oh, come mi sento un'incapace...e...er..., io che sono la mamma non ci avevo fatto caso. Oh, che imperdonabile sbadata che non sono altra…

- Neanch’io, mamma, mi ero resa conto…

Il Dottor Jim approfittò di quel momento di panico familiare per strizzare l’occhio a Carlos che rispose picchiettandosi con il dito indice la tempia come a dire: “Queste sono sceme!”. Con la coda dell’occhio intanto osservava Ramona e cercava di percepire il suo profumo. Improvvisamente lei gli afferrò il braccio, lo strinse, dicendo qualcosa tipo: “Non so come ringraziarti…Dottor Jim…oggi per me è un gran giorno…la mia bambina…”. Jim si voltò quanto bastava per notare che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime. Le mise un braccio intorno alle spalle, la strinse fino a che lei si mise a piangere.

- Su, su, Signora Ramona, non faccia così, i suoi bambini potrebbero rimanerci male…

- E’ che sono felice e…e…triste al tempo stesso. – Rispose lei tentando di vincere i singhiozzi - …Penso al papà che non è qui a vedere i suoi piccoli che crescono, ora…e...ehm... io non so se sarò mai capace…da sola…se non sono neanche riuscita ad accorgermi che la mia bambina sta sviluppando…che razza di sbadata, ma dove ho la testa…

- Mamma…

Ramona si liberò dolcemente dall’abbraccio del dottore e si lanciò tra le braccia della figlia.

Carlos, lì di fronte cominciò a picchiettarsi entrambe le tempie con gli indici. Jim, per sostenere la solidarietà tra uomini ondeggiò la testa a destra e a sinistra per comunicare al suo piccolo amico qualcosa tipo “Bah!…Le donne…chi le capisce…”


Lo avevano alloggiato all’ultimo piano di un vecchio hotel sul lungomare, un palazzo di almeno 20 piani in cemento armato, probabilmente l’unico edificio del genere rimasto in città. Originariamente era un Hotel e doveva aver vissuto un periodo di fulgore negli anni ’60, ma ora era veramente in un degrado spaventoso. Al Dottor Jim non importava granché. Non aveva bisogno di molto spazio e tanto meno gli interessava il lusso. Aveva collocato la postazione di lavoro davanti ad una delle finestre da cui si poteva vedere il mare. Il sole era quasi al tramonto e lo spettacolo era stupendo. Mentre organizzava i dati raccolti durante quei primi giorni di lavoro, per inviarli al cervellone dell’Agenzia, ripensava all’esame obiettivo che aveva fatto poche ore prima a Carlos ed Aurora. Quanto aveva dovuto faticare per far capire a quei due ragazzini che era già impegnato per la domenica! Volevano assolutamente che passasse con loro il fine settimana. Alla fine si era impegnato per la domenica successiva. Anzi, aveva dovuto impegnarsi per l’intero weekend, e sarebbe stata la prima volta che un medico scolastico passava la notte in casa di uno studente! Si trattava di una pratica considerata non deontologica. Se l’Agenzia lo avesse scoperto sarebbero stati guai.

Tanto il cervellone non lo verrà mai a sapere, se non lo informo io”, pensò il dottor Jim.

In questo aveva ragione. Lui era uno dei medici più esperti che lavoravano per l’Agenzia e il suo alto livello professionale gli permetteva di agire autonomamente, senza la supervisione on line, in tempo reale, del cervellone (come lui chiamava il computer principale). Ed era una fortuna, perché in caso contrario, oltre all'esame obiettivo e la notte in casa dei Volos, avrebbe dovuto giustificare anche l’appuntamento che aveva dato ai ragazzi per il lunedì successivo. Infatti l'Agenzia non avrebbe mai accettato i dati dell'esame obiettivo, quindi aveva fissato una nuova visita ai ragazzi per passarli sotto il BS, con la scusa che ormai era troppo tardi. In realtà il BS avrebbe impiegato meno di 5 secondi a bambino per raccogliere tutti i dati necessari! Insomma aveva mentito! Era solo una scusa per rivedere Ramona! Se fosse stato ancora sottoposto al controllo on line, l’Agenzia avrebbe “visto” il suo comportamento in tempo reale, e, molto probabilmente, le sue decisioni – illogiche, poco professionali, improduttive ecc - gli avrebbero causato un’altra indagine disciplinare. Già in passato era stato minacciato di essere licenziato a causa del suo interesse per la letteratura amorosa, interesse considerato troppo “intellettuale”, soprattutto perchè preferiva leggere i libri in formato cartaceo, cosa che ormai non faceva più nessuno. Per fortuna Jim ne era sempre uscito fuori pulito! Le varie Commissioni d’indagine avevano dovuto chiudere un occhio perché i suoi meriti professionali erano di tale livello da consentirgli qualche piccola uscita dagli schemi.


-Sai navigare a vela? - Gli aveva chiesto Ramona prima di andare via.

- Certo! Avete una barca?

- Si, ma non la usiamo da diversi mesi...cioè, sai, da quando..., è mia, 50 piedi, è bella, ma molto grande, è per questo che da sola non riesco a uscire e...e...se tu volessi...

- Con molto piacere.

- E' perfettamente armata, sai? Ci lavoro ogni fine settimana con i ragazzi per tenerla a punto...io sono una professionista...

- Uhmmm,questo lo giudicherò io di persona!

- Possiamo incontrarci sabato mattina alle 9 al porto turistico, usciamo un paio d'ore e...oppure stiamo fuori tutto il giorno in mare, se il tempo lo permetterà, naturalmente.

- Nulla in contrario.

- Mamma, mamma, - Aveva urlato Carlos strattonando il braccio di Ramona. - Voglio andare alla Plaia del Varadero, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego

- No, Carlos, non è possibile, sono più di 60 miglia, ci vogliono almeno 10 ore...

- Non ci siamo più andati da quando è morto papà!

- Magari un'altra volta...

- Ma, no, Signora Capucci, per me non c'è problema, se le previsioni sono buone, potremo partire all'alba...

- Dai, mamma, ti supplico, possiamo dormire venerdì notte in barca e poi partire mentre noi dormiamo ancora, come facevamo una volta...

- Uhmm... - Mugulò Ramona, guardando Il Dottor Jim, si capiva che anche lei ne aveva una voglia matta. Le sue pupille si erano dilatate.

- Se vuole ci possiamo incontrare venerdì sera e partire alle prime luci dell'alba.

- Ti va veramente? Sicuro? Non avrai problemi organizzativi?

- Nessun problema!


Il dottor Jim guardò l'oceano, gli venivano su dai depositi mnemonici delle frasi, o meglio dei versi, su il "bel viso amoroso della donna amata" e cose simili, ma ormai la luce era scarsissima e tra pochi minuti il mare sarebbe diventato totalmente nero.



Sabato 4 novembre 2028, ore 3


Si era alzata una brezza di terra che prometteva un gran bene. Il Dottor Jim non ci pensò due volte. Alò la randa e, quando il 50 feet cominciò silenziosamente a muoversi, tirò su l'ancora. L'imbarcazione scivolò sull'acqua senza il minimo rumore e in pochi minuti uscì dal porto. Tre ore dopo, ormai all'alba, comparve da sotto coperta il viso sconvoltissimo di Ramona. Non aveva una sola ciocca di capelli al posto giusto.

- Cavolo, dove siamo? - Chiese stupita cercando gli occhiali da sole.

- In rotta per Varadero Beach. Abbiamo percorso quasi 18 miglia. Devo proprio farle i complimenti, signora Capucci, la sua barca è in assetto perfetto. Stiamo facendo 5 nodi e mezzo con una brezza leggera.

- Tra un po' dovrebbe arrivare l'aliseo. - Disse Ramona sporgendosi fuori dal pozzetto e guardando l'orizzonte dalla parte dove entro pochi minuti sarebbe spuntato il sole e dove già la luce era accecante. - Vedrai allora come fileremo...

Verso le nove comparvero i bambini. Se non fosse stato per i pigiamini puliti a appena stirati, li si sarebbe scambiati per due selvaggi. Si affacciarono al pozzetto, ma faceva troppo freddo per uscire fuori.

- Mamma abbiamo fame.

- Ora vi preparo una buonissima colazione, un attimo di pazienza.

Il dottor Jim guardò Ramona. Era al timone della sua barca lanciata di bolina a 8 nodi in perfetta rotta verso la loro destinazione. I capelli le si erano miracolosamente sistemati da soli. Aveva indossato un paio di occhiali scuri - da museo - che le stavano d'incanto, una t-shirt bianca XXL che le svolazzava sui fianchi lasciando intravedere, ad intermittenza, un ridottissimo costume verde, bordato di rosso, tenuto su dai lacci laterali annodati malamente...era bellissima. Poco prima di mettersi al timone, si era sfilata la camicia da notte per indossare quel costume da bagno.. Era rimasta completamente nuda, lì davanti a lui, per alcuni secondi. Aveva un corpo perfetto. Magro, morbido, femminile al massimo e...com'è che si dice....sensuale!

- Hai portato i biscotti al cioccolato? - Chiese - urlando contro il vento - Carlos.

- Si! Si! Certo amore mio! Ora te li trovo e ti preparo una colazioncina con i fiocchi...

Il dottor Jim continuava a fissarla. Era certo che non avrebbe mollato il timone per nessuna cosa al mondo.

- Ci penso io. - Disse scendendo sotto coperta. - Credo di sapere dove si trovano. Venite, vi preparo qualcosa da mangiare.

- Sai anche cucinare? - Chiese Aurora meravigliata.

- Sicuro ho fatto un corso di alta cucina e sommelier.

Ramona non fece caso a loro. Non aveva fame. Da circa due ore si nutriva dell'aliseo.



Domenica 5 novembre 2028, ore 15


Navigavano da circa un'ora lungo la costa, in direzione dell'Avana, con il pilota automatico inserito e i bambini finalmente addormentati. Per tutta la mattina, alla playa de Varadero, Aurora e Carlos erano stati in acqua, tra nuoto, tuffi, immersioni e quant'altro. Non appena lasciato l'ormeggio, Ramona li aveva fatti mangiare, poi erano stati di turno al timone e, alla fine, visto che non c'era verso che si calmassero, li aveva costretti a fare i compiti. Tempo mezzora ed erano tutti e due addormentati.

L'aliseo ora soffiava alle loro spalle. La barca filava tranquilla. Ramona e il dottor Jim, seduti nel pozzetto chiacchieravano già da un bel pezzo. La donna gli aveva raccontato praticamente tutta la sua vita. In particolare la storia di quando era arrivata a Cuba, diversi anni prima, dopo aver attraversato l'Oceano Atlantico - con quella stessa barca su cui stavano navigando ora - in compagnia con degli amici più matti di lei. Arrivati in porto, a L'Avana, aveva lanciato la cima per l'ormeggio ad un signore, molto distinto, che se ne stava pigramente seduto sul molo, a far niente. Era il suo futuro marito. Si innamorarono all'istante. Erano stati felici per 11 anni, fino a che un infarto lo aveva stroncato pochi mesi prima, lasciandola sola con i due bambini.

- ...non che abbia problemi economici, ma due bambini da tirare su non sono uno scherzo. Sono troppo giovane, la mia famiglia vive dall'altra parte dell'Oceano. E' una responsabilità enorme...

Jim l'ascoltava, le parlava di tanto in tanto per sostenere la conversazione, ma soprattutto la guardava ammirato, stupito, affascinato. Gli piaceva la sua voce, dolce, decisa, calda. Gli piaceva il suo sguardo, a volte sicuro di se, a volte sperduto come un bimbo abbandonato. Gli piaceva il suo corpo. Gli piaceva il suo modo di confidarsi con lui, con così tanta fiducia, come fosse un vecchio amico. Si sentiva onorato per questo...che strana idea. Le cose non stavano andando per il verso giusto. O meglio non stavano seguendo un percorso logico. O forse si? Nello spazio di un secondo (o forse molto meno), avvenne qualcosa di stupefacente nella sua mente. Tutte le storie e le poesie di amore che aveva letto vennero fuori dalla sua memoria strutturandosi nella sua mente. Ramona si adattava perfettamente a quella struttura come una chiave nella sua serratura. D'improvviso la serratura scattò. La mente del dottor Jim fu pervasa da una sensazione mai provata prima. Anzi in verità, gli sembrò come se non avesse mai provato nulla di nulla, prima di quella sensazione. Come se la sua mente nascesse in quell'istante, lo stesso istante in cui nasceva l'amore. Nulla era mai stato vissuto prima. Fino ad allora la sua mente era stata riempita solo di ricordi e informazioni. Ora c'erano sensazioni, desideri, progetti. Un bel casino!



Giovedì 16 novembre 2028


Il Dottor Jim lavorava, davanti alla finestra, come ogni sera, prima del tramonto. Preparava i files da inviare al cervellone. Appena furono pronti, gli diede una visionata finale, aprì la connessione, fissò lo sguardo sull'orizzonte, verso occidente, facendosi abbagliare dal sole, e inviò i files, chiudendo la connessione non appena il trasferimento fu completato. Nella sua condizione non poteva rischiare che il cervellone percepisse i suoi pensieri. Che situazione! Da quella domenica sera, dopo il ritorno a L'Avana e dopo aver salutato Ramona e i bambini, si era dedicato a tempo pieno al suo lavoro, ma di tanto in tanto si bloccava, perdendosi in pensieri, programmi, fantasticazioni, e non poteva fare niente per evitarlo. Quando pensava a Ramona, quando la sua memoria ricostruiva il suo viso, si sentiva strano, felice, leggero, fluttuante. Era proprio così che doveva sentirsi un uomo quando era innamorato. Che meraviglioso stato d'animo. Come se non bastasse, la desiderava. Almeno cento volte aveva dovuto imporsi di non contattarla. Che tortura! Dieci giorni senza vederla! Non poteva neanche sperare di incontrarla nell'ambulatorio della scuola perchè non aveva in programma nessun controllo medico da fare con i Volos.

E, comunque, a che sarebbe servito rivederla? Cosa avrebbe potuto dirle?

Che si era innamorato di lei?

Ramona si sarebbe spaventata, ne era sicuro al cento per cento. Sarebbe fuggita via e avrebbe subito informato l'Agenzia che a sua volta avrebbe informato la "MC Project", e la MC Project era una Corporation che non lasciava spazio alcuno ai sentimentalismi, badava solo al profitto. Tra l'altro, per legge, in caso di grave disfunzione di uno dei suoi robot, era tenuta ad intervenire immediatamente. E qui, dal loro punto di vista, si trattava di "grave disfunzione", altro che. Lui sarebbe stato disinstallato in pochi secondi e non avrebbe potuto fare nulla per evitarlo. Nessuno l'avrebbe difeso e, questa volta, neanche il suo eccezionale curriculum professionale avrebbe potuto salvarlo.

Il dottor Jim non voleva essere terminato. Non ora che...che ...aveva incontrato la donna della sua vita. Non c'erano alternative, avrebbe dovuto rassegnarsi a vivere da solo la sua storia d'amore per di più in totale segretezza.

Andò nel bagno, dove era entrato solo un paio di volte da quando viveva in quel fatiscente appartamento, si mise davanti all'unico specchio che c'era in casa. Si guardò, con molta attenzione. Dal punto di vista puramente estetico, la sua bellezza era pari a quella di Ramona. Non l'avrebbe fatta certo sfigurare. Era alto 1 metro e novantotto, biondo, occhi neri, magro atletico, perfettamente armonizzato. Solo la pelle era leggermente più pallida e sottile di quella umana, ma gli donava comunque un fascino spettrale che non era male, in fondo. Era perfettamente attrezzato per fare sesso, anche se non aveva mai utilizzato le funzioni sessuali, naturalmente, ma poteva farlo in qualsiasi momento, addirittura poteva produrre ferormoni, odori e secrezioni in grado di eccitare una donna come si deve ancora prima di toccarla.


Qualcuno bussò alla porta. Strano, non riceveva mai visite. Aprì. Ramona si infilò nell'appartamento senza chiedere permesso. Il dottor Jim accese le luci, anzi provò ad accendere le luci. In realtà in quel palazzo non c'era nessun tipo di collegamento elettrico nè idrico. Del resto lui non aveva di queste necessità.

- Ciao! - Si affrettò a salutarla. - Se vuoi accomodarti fai pure, ma mi scuso fin da ora per la mia casa. Credo di non avere neanche da farti sedere.

Ramona lo prese per le mani e lo portò verso la finestra, quella della postazione di lavoro, dove ancora brillava la luce arancione del tramonto. Lo mise dalla parte in cui poteva essere ben illuminato dai raggi del sole. Lo guardò negli occhi. Gli strinse le mani.

- Ciao. - Disse dopo quasi un minuto di silenzio.

- Come stanno i tuoi bimbi?

- Benissimo, ti salutano. Ho dovuto quasi legargli per impedirgli di accompagnarmi. Ti adorano. Credo che non avessero passato un fine settimana così...così...in famiglia come quello di dieci giorni fa, da prima che morisse il padre...e questo vale anche per me.

- Mi fa molto piacere e...

- Tu sei un...un, scusa, si, credo che a questo punto.... non vorrei sembrare maleducata, forse io non sono molto al corrente dei progressi scientifici, o forse tu sei speciale o forse non sei un...un robot? Cosa sei, anzi chi sei?

- Un robot, modello MC, serie Fifteen. - Rispose Jim stringendole dolcemente le mani e continuando a parlarle con aria rassicurante. - Sono speciale perchè mi hanno dato un aspetto molto giovanile. Ne hanno fatti pochi come me, poi hanno scoperto che un medico apparentemente giovane riscuote meno fiducia nei pazienti ed hanno riempito gli ambulatori e gli ospedali di robot con il fisico da grasso uomo maturo.

- Jim, per favore, non parlo dell'aspetto giovanile.

- Beh, allora...per il resto sono un robot come gli altri.

Ramona lo guardò senza parlare, con l'espressione di quella che non vuole essere presa in giro. Jim riuscì a resistere solo pochi secondi, poi decise di confidarle tutto.

- Si devo ammettere che c'è qualcosa in me di speciale, se così si può dire.

Ramona continuava a guardarlo e aspettava.

- Non so da dove cominciare...

- Dall'inizio.

- Cira cinque anni fa misero in produzione il primo MC. Io sono della serie 15.

- E allora?

- Sai qualcosa del progetto MC?

- Male-Cerebral, o qualcosa del genere?

- Esatto. Qualche anno fa, le Agenzie sanitarie, pur disponendo di computer e robot perfettamente in grado di curare ogni genere di malattia, ritennero che dare forma umana ad un robot meccanico, potesse migliorare il rapporto di fiducia tra il medico ed il paziente. Si pensò allora di unire la tecnologia del progetto "Male", che era un robot dalle forme perfettamente umane, utilizzato per la compagnia sessuale nei lunghi viaggi interplanetari; con il "Cerebral", che era il miglior medico robot sul mercato. Il progetto MC si rivelò un successo, sia dal punto di vista scientifico, perchè le nuove macchine riuscivano a stabilire un ottimo rapporto di fiducia con i pazienti, che commerciale, visto che ne hanno prodotti e venduti migliaia di esemplari.

- Bene, fino a qui ci arrivo, ora però veniamo a te.

- Io, ho qualcosa in più degli altri. E' un processo casuale che statisticamente avviene nella costruzione di ogni tipo di dispositivo meccanico e informatico, cioè ci sono gli esemplari venuti male e quelli venuti meglio degli altri. Credo che succeda anche agli umani, in realtà. Io ho una velocità di calcolo e di immagazzinamento dati maggiore del normale standard per la serie 15. Non so come spiegarti. Finisco il mio lavoro in un tempo minore di quello stabilito. Mi rimane sempre tanto tempo libero, che occupo per aggiornarmi scientificamente, e, soprattutto, per leggere.

- Leggere?

- Si, mi piacciono i libri. Soprattutto romanzi, storie e poesie di amore e di attività umane in genere. Forse ho letto troppo. Senza volerlo ho creato una rete neuronica superiore dove si sono sviluppati sensazioni, sentimenti e comportamenti umani, simili a quelli letti nei libri, e che utilizzo ormai automaticamente.

- Capisci che hai vissuto con noi per due giorni manifestando un istinto paterno, sovrapponibile a quello di mio marito? - Quasi urlò Ramona, esasperata. - Sembrava di essere una vera famiglia.

- Grazie, ehmm devo prenderlo come un complimento?

- Si e no. E' inquietante. Mi puoi capire?

- Credo di si. Hai paura?

- No. Anzi da quando ti conosco mi sento più sicura. E' strano, vero? Forse sono io che funziono male?

- Niente affatto. Probablmente la scomparsa di tuo marito è ancora troppo recente, sei facilmente suggestionabile e, credo, troppo sola.

- Lo vedi? Lo vedi? Come fai a capire queste cose?

- Perchè da qualche giorno a questa parte mi sento anch'io molto solo.

- Perchè? - Ramona lo guardava aspettando che lui le dicesse qualcosa di molto romantico.

- Credo, credo, anzi sono sicuro, di...di essermi innamorato di te.

Jim aspettò che accadesse ciò che era più probabile . Diciamo, probabile al 97%? Ramona avrebbe dovuto buttar giù la saliva, lasciargli le mani, fuggire via e denunciarlo. Entro pochi minuti sarebbe stato disattivato. Non voleva impedirglielo. Lei ne aveva tutti i diritti e lui si sentiva fortunato ad aver avuto la possibilità di vivere delle sensazioni umane.

Ramona, invece, continuava a guardarlo affascinata, quasi estasiata. Un robot praticamente onnipotente ed onnisciente, si era innamorata di lei. E c'era da crederci, a giudicare dal suo sguardo. A pensarci bene, diciamo così, esteticamente parlando, mai un ragazzo così bello le aveva fatto una dichiarazione d'amore. Anzi in realtà era la prima volta che riceveva una dichiarazione d'amore vera e propria.

Jim decise che, visto che lei non scappava, doveva approfittare dell'occasione e dei suoi mezzi. Lanciò i programmi sessuali, mai usati, del "Male" project. "Speriamo che funzionino ancora" pensò.

Ramona ebbe un brivido. Cavolo, da quant'è che non faceva sesso?

I comportamenti del "Male" project, presero il sopravvento. Jim la tirò a se, la strinse dolcemente, le diede ancora qualche secondo per fuggire, e poi la baciò.

Lei era perduta.

Jim prese coscienza di essere in un grandissimo guaio. Il suo programma di vivere quella storia di amore in solitudine era saltato. Gli rimaneva solo la clandestinità. Di solito le storie di amore clandestine finivano male, con una probabilità vicina al 100%



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