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lavoro pubblicato domenica 3 aprile 2011
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

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gioia e rivoluzione

di rickysheva. Letto 935 volte. Dallo scaffale Sogni

19, 20, 21 LUGLIO 2010   L’equilibrio è il tasto di un’ ascensore che porta ai garage. Tutti hanno pigiato il bottone, e scesi i piani del grattacielo, infastiditi da un dovere, si sono sbarazzati della spazzatura . Costoro so...

19, 20, 21 LUGLIO 2010

L’equilibrio è il tasto di un’ ascensore che porta ai garage. Tutti hanno pigiato il bottone, e scesi i piani del grattacielo, infastiditi da un dovere, si sono sbarazzati della spazzatura . Costoro sono troppo impegnati ad osservare le stelle; ciechi e sordi non si sono accorti della conformazione del proprio palazzo. Per Dante la discesa rappresenta la salita, e più si penetra in profondità, più il girone si fa tuo, più il girone sei tu. L’ascensore è il mezzo.

Sceso fino al centro del mondo, respirando l’acre odore dei fumogeni, mentre una bomba carta mi esplode innanzi, mentre ragazzotti agitano bandiere, mentre nuoto in una vecchia canzone, scorgo l’insensibile istinto umano che tracima umanità e barbaria, che affossa la civiltà e ne erge una nuova. E’ la mia anima, è la Curva Sud, il Regno del Diavolo. Calpesto, arranco, urlo disperatamente, ma nessuno mi sente. Finalmente abbandonato a stato di natura ho scoperto che l’arido mio cuore ha bisogno del MEZZO per abbeverarsi. Imbevuto dell’ennesima emozione, l’ennesimo pallone, l’ennesima uscita, l’entrata delle forze dell’ordine; dopo essermi ferito, la mia caduta dallo scalino, dal mio equilibrio, da una bottiglia mezza vuota, da un’ultima goccia, dopo, la risata, la spinta, un coltello. E’ la convinzione che pone il limite, ed è il limite che urla basta. Mi siedo, e mi metto ad osservare. Vorrei forse essere da un’altra parte.

Mi sveglio sudato e sconvolto. Il Gigante mi ha di nuovo parlato, proiettando immagini in sequenza e stimolando la mia fantasia. Aperti gli occhi, la confusione vuole essere sintetizzata su un foglietto. Scrivo ciò che ho visto: un morto e tre assassini. E non c’è dubbio; ignoto il cadavere, reali i carnefici. L’evoluzione dello spettrale ballo chiamato sogno, nozioni in caramelline per un anima altrettanto inefficace si materializza in un metodico farsi domande. I viaggi nei quali le morti sono atroci e i litigi quasi reali, mi fanno paura. Svegliandomi convinto e concreto, metodico, evoluto. Mi spavento. Il sogno si fa in me. L’interpretazione spetta invece al vecchio Gigante.

Il parcheggio nel quale ho posteggiato è ombroso; macchine parcheggiate negli angoli più spettri. All’interno di un freddo veicolo una signora si trucca, in un’altra scatola due giovani sorridono dopo aver mangiato cioccolato. I loro denti sono così neri.. e sono così buffi. Accendo il motore, mi avvio, la destinazione è la caserma. Il filo spinato circonda le mura a formare un quadrato. Entro dall’ingresso principale, la porta si chiude; osservato da uno o più, mi sento soffocato. Consapevole di uscire da questo posto soltanto per combattere una quotidiana battaglia, mi preparo, serro i ranghi, ATTENTI. La cosa in sé, trascinata dal desiderio, diviene corrotta. Come un bambino, a pochi mesi dalla nascita, viene abbracciato NELLA volontà battesimale, così l’animale selvatico, scappato dalle gabbie del circo, e corrotto dall’esperienza a lui imposta tenta un tremulo ululato insensibile agli occhi del Cielo. Al tempo è concesso di violentarci, il tempo è capace di prenderci in giro; si espande aldilà dell’attimo, ma la spazialità si svolge SOLO dentro la mia testa. Essendo strumento, l’attimo ci bacerebbe, ma è naturalmente costretto a spiare. L’avversario dell’osservatore /spione è l’anima, che OSA intossicandosi con forti bottiglie di vedere con occhiali dopo il tragico schianto, ma si limita ad accettare, incauta consapevole dell’eterno ritorno.

Il leone affamato addenta la preda, ed ancora grondante di sangue ruggisce con entusiasmo sincero. Questa frase evince in maniera appropriata la circoscritta umanità, nella quale la soddisfazione della propria necessità va forgiandosi nell’interesse personale, mentre si allenta dall’oggettivo.

“Mi sento amorfo oggi, troppo tranquillo. Tutto è ordinato, tutto va male. Novembre è un mese maledetto, e il giorno di Natale. Anzi, la notte precedente al Natale.”. Il ragazzino scriveva una letterina a Santa Claus invitandolo a starsene a casa. Zukov e Vasilevskij verranno ricordati come gli eroi di Stalingrado, è tempo di sangue. La battaglia che ha segnato il fallimento dell’offensiva nazista sul fronte russo è storia e psicologia. E’ il concetto di borderline, l’esperienza traumatica passata e la cura, sul filo tra identità e microcosmo. Friedrich Paulus avanzando (con difficoltà) verso la città sul Volga, destinato alla sconfitta viene colto da incertezze determinanti. La medicina, un bagno di sangue per il Reich. Perire per un ideologia, doverosamente, non è nel mio DNA. Mi salvai, ribelle capo clan di un villaggio di balordi e stupidi.

La “Notte scorsa” (presumo) ricordo nitidamente che in un sogno mi è stata indicato di prender mano l’Antico Testamento. Ed ora capisco. Come in una visione, come in uno schianto, avverto lo spasmo del tempo. La chiave di volta è la rappresentazione del nostro corpo, mentre lui, l’Antico Testamento dura nell’eternità. E’ palese, la notte scorsa i miei occhi senza lenti hanno finto di scorgerlo immobile nella spazialità.

Il perdono è necessario per le anime tormentate, che fingono di non avere occhiali.

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Negli ultimi giorni queste idee hanno rischiato di scomparire, volevo stracciare tutto, eliminare il file.

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In sostanza l’Ente Indefinibile, fattosi uomo in Gesù per AVVERTIRE, sta traghettando il mondo verso la concreta possibilità del previsto giorno del Giudizio. Quello sarà il momento in cui (presumo) la carne abbia abbracciato l’immortalità, ed il progredito sviluppo abbia reso l’uomo intangibile. E con grande sorpresa; DIO avrà realizzato il suo desiderio; fondersi a noi.

L’idea mi entusiasma.

Mi chiedo se il (TEMPO) mi permetterà ulteriori (ESISTENZE) oltre la mia futura “naturale” morte.

Accettare è inaugurare un ospedale. Fare sapere accortosi di non sapere, curare per curare, senza prevenire (difatti non è una farmacia). Vedi schianto.

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Questo file non può essere cestinato. Non posso seppellire un morto di secoli e secoli e secoli, la lapide è incisa, Ed i caratteri perdurano. Sciocco a pensare che la parola volteggiasse, l’errore più grossolano e copioso, un conto da pagare spesse volte. Non lo cestinerò, lo porterò al professore.

Larghi sorrisi festeggiano l’apertura estiva dello zoo; ma la realtà propone la Vecchia Fattoria. L’essere umano, trascinato da desiderio, consumato dall’azione, in preda agli sciocchi insulti di menti effervescenti e labili dimentica la reale appartenenza ad un orgasmo di emozioni (perdurano nel non Tempo, l’uomo nasce embrione e muore gatto, gerarchicamente). ((Rinasce gatto, e muore zanzara)).

Opinione – conflitto – compromesso – inferno (droga) – approccio – religione – sogni –intermezzo storico – fattezza concreta – fine.

L’esperienza e il dolore abbandona la mia anima, ed io sorrido di gusto. Nonostante l’uomo sia la peggior tensione possibile, una cavità del non Tempo, sono felice di abbracciare il prossimo. Vedere un Dio biblico ed un destino è riparare; ma io sono il padrone della carrozzeria e non l’apprendista. (è tornato il bastardo).



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