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lavoro pubblicato lunedì 14 marzo 2011
ultima lettura lunedì 21 ottobre 2019

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ETAFIA E IL GIGANTE

di Dachi. Letto 1180 volte. Dallo scaffale Fantasia

In una lontana civiltà, costruita da popoli Fenici, al di là del bosco, c'era una minuscola fattoria abitata da una ragazzo che voleva essere un guerriero. Era amante della Natura, ma anche della lotta. Attraversava i boschi e foreste sen.....

In una lontana civiltà, costruita da popoli Fenici, al di là del bosco, c'era una minuscola fattoria abitata da una ragazzo che voleva essere un guerriero. Era amante della Natura, ma anche della lotta. Attraversava i boschi e foreste senza paura, lottava senza mai perdere.
Il suo nome era Etafia, ma tutti lo conoscevano come "ragazzo guerriero.
Il suo maestro era il vecchio del villaggio che era anche suo nonno, egli insegnò ad Etafia a combattere il male, così gli assegnava delle missioni da compiere per far trionfare la pace nel mondo. Ogni missione completata riceveva una monetina! Etafia fiero di se stesso, piano piano aggiunse le monetine nel suo scrigno.
Un giorno il nonno lo chiamò e gli disse : - Ho una missione importante per te; devi sconfiggere il cattivo delle sette terre. Io ti aiuterò ma tu devi stare molto attento. E' una missione molto periocolosa e rischiosa per un ragazzo come te. Il cattivo si trova nel "Vulcano della morte" - .
Si allenarono, per giorni e giorni, sino al giorno in cui Etafia si senti pronto.
La sera si preparò, salutò il nonno, uscì di casa e partì.
Era molto tranquillo anche perchè, prima di partire, il nonno gli aveva consegnato un amuleto che gli avrebbe portato fortuna.
Trovò il vulcano ed entrò. Essendo sera si sentivano dei rumori inaspettati, ad un certo punto vide una piccola Elfa.
Era intrappolata sotto due grandi pietre ma Etafia riuscì a liberarla prima che soffocasse. Il ragazzo si presentò e l'Elfa per il grande gesto che aveva fatto gli diede in dono una corda magica. Lui la ringraziò e la salutò ma l'Elfa di nome Michy gli disse che lo avrebbe accompagnato nel suo cammino. Intanto che giunsero al vulcano Michy gli racconto la storia del cattivo.
Una volta era un gigante buono e giocondo , ma un giorno giocando tra gli alberi gli si infilò un ramo dentro l'orecchio, da quel momento diventò cattivo e distrusse tutto, particolarmente le zone dove vi erano dei boschi.
Allora Etafia capì che non doveva distruggerlo ma aiutarlo. Ad un certo punto se lo trovò davanti.
Era enorme allora Etafia saltò su alcune rocce del vulcano sino a raggingere la testa, mise la mano in tasca e tirò fuori l'amuleto del nonno; lo lanciò in alto e come per magia l'amuleto si illuminò lasciando a bocca aperta l'enorme gigante. Etafia con agilità prese la corda, che le aveva donato Michy, e la lanciò verso l'orecchio del gigante, lo agganciò e con un enorme salto riuscì a salire sulla spalla del gigante, distratto dall'amuleto illuminato; sempre con velocità attaccò la corda al grosso ramo infilato nell'orecchio e tirò con forza.
Il ramo si sfilò dall'orecchio e il gigante urlò. Successivamente il gigante si calmò; si sedette su una roccia e si mise a guardare il ragazzo con gli occhi molto buoni. Era guarito, era tornato buono grazie all'aiuto del piccolo ragazzino.
Allungò la mano, lo fece salire sul suo palmo e lo accompagnò fuori dal vulcano; era libero poteva andare a casa.
Salutò l'enorme gigante e la piccola Michy e si incamminò verso casa.
Il nonno lo aspettava, giunto Etafia gli raccontò la sua bellissima esperienza e gli disse che non aveva dovuto lottare ma con l'aiuto di una piccola cordicella aveva salvato il gigante e tanti villaggi.
Ilaria S (VB Antegnate) 2011


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