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lavoro pubblicato domenica 6 febbraio 2011
ultima lettura martedì 18 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Quanto ti faccio paura?

di mafaldita. Letto 784 volte. Dallo scaffale Epistole

Quanto ti faccio paura?Tanto? Poco? Così così?La verità è che non lo sai. Sei contento di avere una figlia grande, cos&igr...

Quanto ti faccio paura?
Tanto? Poco? Così così?

La verità è che non lo sai. Sei contento di avere una figlia grande, così le puoi parlare dei tuoi problemi. Puoi sovraccaricarla di tutti i tuoi sensi di colpa. Così, se siete in due a portarli, ti pesano di meno.

Ma io?
E' nei miei confronti che ti senti colpevole. Sai che ho sofferto per il divorzio, ma non sai quanto. Sai di aver commesso tanti errori determinanti per la mia sicurezza emotiva. Anzi, direi devastanti.

Non mi lamentavo. Non piangevo. Non facevo i capricci. Non parlavo.
E così continuo a fare da sempre, per proteggerti, per aiutarti a portare questo enorme peso di sensi di colpa.
Ma un peso inizio ad averlo anch'io, da portare.
E' il peso dei miei anni. Passati a nascondere, a costruire un muro. Sono cresciuta, ma troppo in fretta.

Sono 17 anni che ti proteggo, ora tocca a te proteggere me.
Noi due non siamo amici, tu devi essere mio padre. Ed io tua figlia, adolescente, incazzata, triste, confusa, emotivamente instabile e insicura. E' questo che sono, ma a te fa paura, cerchi di nascondere il tutto facendo l'amico, quello che non ne può niente.

Quant'è che non mi abbracci?
Che non mi abbracci da padre, che non significa dare una pacca sulla spalla dicendo "dai forza". Forza? E di fare che? Di nascondermi dietro il muro? Voglio farla finita, voglio buttarlo giù del tutto quel muro.

Quanto sono importante per te?
Più o meno di Lei?
Ti rendi conto che non puoi nemmeno andare a trovare tua figlia malata a casa perchè sennò Lei è gelosa? Ti sembra normale?
"Cerca di capirmi... Lei si arrabbierebbe" e a me che cazzo me ne frega?
Sono talmente poco importante da non valere neanche il rischio di una litigata con Lei?
Evidentemente si, perchè ho dovuto prendere un'aspirina e uscire con la febbre per fare in modo di vederti la sera di natale.

Io così non ce la faccio più.
Assumiti le tue responsabilità e non fare più la vittima con me. Non sono io la spalla su cui piangere.
E sforzati di non avere paura delle mie lacrime e della mia collera. Così mi fai del male, perchè ho bisogno di un padre, non di un amico.



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