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lavoro pubblicato venerdì 4 febbraio 2011
ultima lettura giovedì 7 maggio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Senilità

di teresitas. Letto 2709 volte. Dallo scaffale Eros

La profondità e la sensibilità dell'innamoramento di due persone anziane si esalta e si completa grazie alle rispettive esperienze sessuali.

Avevo conosciuto Guido sulle Alpi durante le vacanze invernali, la simpatia iniziale con il passare dei giorni ci portava alla ricerca di una reciproca frequentazione che con il tempo si trasformò in una necessità che esaltava l'incontro e rendeva triste la separazione.

Dovemmo ammettere di esserci innamorati e decidemmo di vivere e abbandonarci a questo magico momento nel modo più completo.

Guido abitava a Milano dove doveva anche trattenersi per vari motivi, avevamo comunque deciso di non convivere per mantenere più vivo e a lungo l'entusiasmo dell'innamoramento e la gioia che ci veniva e si rinnovava nei frequenti incontri.

Purtroppo la nostra non più giovane età, Guido settantasette e io settandadue anni compiuti, poneva inevitabili limiti sessuali.

Non era la mancanza di erotismo o libido che ci mancava, Guido era un amante perfetto, alla dolcezza del sentimento che ci univa sapeva aggiungere una fantasia erotica acquisita sicuramente con l'esperienza, e con l'aiuto del "viagra" poteva vantare una valida erezione sù di un cazzo di notevoli dimensioni.

Personalmente potevo contribuire al piacere del rapporto con raffinate conoscenze avute da una precedente lunga e allegra vita sessuale.

Per me però vi era un problema; non mi riusciva di raggiungere l'orgasmo.

Il piacere di sentirmi dentro Guido, la tenerezza dei suoi baci, l'intensità del sentimento esaltava la magia del rapporto rendendolo a me sufficente ed appagante.

Non era però così anche per Guido, che si dispiaceva, ed ogni volta si scusava per non essere riuscito a farmi godere completamente.

Quando ne parlai a Teresa lei si mise a ridere, dicendo che era un problema di facile soluzione; le dissi che il ginecologo mi aveva gia prescritto una pomata lubrificante e che mi era servita per facilitare la penetrazione e togliermi il bruciore, ma non aveva sortito altri effetti validi.

Ci penso io! Aveva tagliato corto Teresa, ci vuole esperienza per questi problemi, lascia fare a me!

Teresa la conoscevo sin dal liceo, mia madre mi aveva detto di non frequentarla, e che comunque non la dovevo portare in casa, allora avevo pensato che fosse perchè Teresa era comunista o figlia di operai.

Oggi ho quasi la certezza che il divieto di mia madre fosse dovuto alla sua gelosia nei confronti di Teresa, alla quale un giorno avevo anche chiesto se si era fatta scopare da mio padre, ma non mi ha risposto.

Daltronde Teresa era fatta così; sicuramente un pò ninfomane la era, spesso diceva che quando vedeva un paio di pantaloni gli prendeva la curiosità di guardare cosa c'era dentro, e, comunque, amava specificare che non si faceva mai scopare; ma era lei che si prendeva il cazzo che voleva.

Dopo il liceo non la vidi per più anni in quanto mi ero trasferita a Firenze per studiare architettura.

Quando a quarant'anni persi mio marito a causa di un incidente, riprendemmo a frequentarci in modo assiduo, e la nostra vecchia amicizia divenne addirittura intima, tanto che in più occasioni Teresa riuscì pure a sedurmi.

Dopo la rimproveravo, dicendogli che personalmente preferivo il cazzo, al chè, rispondeva: che anche per lei era così; e con finta ingenuità continuava:... però.... se il cazzo in quel momento non cè!!!....????.

Un bel giorno mi disse che si sposava perchè era giusto che pensasse anche alla sua vecchiaia andò ad abitare in Svizzera con il marito e a parte una sua breve visita, le solite telefonate di auguri e cartoline da tutto il mondo, non la vidi più sino a dieci anni fa, quando anche lei rimase vedova e tornò ad abitare a Bologna.

Da allora non passa un giorno senza vederci o sentirci al telefono, e spesso passiamo assieme lunghe vacanze.

Teresa nonostante i suoi settant'anni compiuti, non ha perso la curiosità di guardare nei pantaloni dei maschi, anche se ultimamente preferisce spompinare dei givanotti asserendo che lo sperma giovane fà molto bene alla salute e mantiene elestica la pelle sui piccoli ritocchi chirurgici.

A tutto questo stavo pensando, dopo che poco fa era salita con l'ascensore e mi aveva consegnato il pacchetto senza neppure entrare, e facendomi l'occhiolino mi ha detto, di avere un'incontro importante.

Ciao; leggi bene le istruzioni, vedrai che ti piacerà, concluse ridendo, mentre le porte dell'ascenzore si chiudevano.

Il pacchetto conteneva cinque scatoline con dentro, in ognuno, un piccolo tubetto di pomata e una cannula per irrigazione vaginale, non vi erano indicazioni in italiano, ma tra le altre ve ne erano in inglese, lngua che fortunatamente ben conosco.

Le indicazioni d'uso suggerivano di applicare la pomata trenta minuti circa prima del rapporto, che doveva essere spalmata sulla vulva, sia esterna che internamente sulle grandi labbra, quindi avvitare la cannula sul tubetto, spremendolo lentamente mentre si introduce la cannula per tutta la sua lunghezza.

Dopo circa mezz'ora la pomata sarebbe stata riassorbita e il "beneficio" sarebbe subito iniziato per una durata di circa due ore, per poi decrescere lentamente.

Prima del rapporto si consigliava un lavaggio profondo della parte onde evitare eventuali "sapori" sgradevoli.

Nonostante il lavaggio si garantiva una secrezione abbondante e naturale che garantiva una perfetta lubricazione della vulva e della parete vaginale interna dovuta ad una iperemia locale che procurava anche una iper-sensibilità.

Il giorno dopo Teresa mi raccontò dell'ubriacatura di sperma che i suoi giovani amanti le avevano procurato, quando le dissi che era la solita esagerata puttanona, mi rispose, che le "cartucce" sono fatte per essere sparate sino all'ultima e che è inutile il risparmiarle.

Mi chiese se avevo letto le istruzioni, spiegandomi anche che non dovevo preoccuparmi se dopo aver applicato la pomata mi sentivo la figa calda e concluse ridendo: vedrai domani come sarà contento anche Guido.

Questa mattina mi sono svegliata insolitamente presto, smaniosa per l'arrivo di guido, non lo avevo aspettato nel bar della stazione come lui più volte mi aveva detto di fare, ma sul marciapiede degli arrivi, impaziente l'ho percorso più e più volte.

Finalmente il treno arrivò e Guido scese, quando ci incrociammo i nostri sguardi colmi d'amore e il lungo, lunghissimo abbraccio sostituirono le inutili parole.

Ci facemmo portare al parco, e soltanto lì, lontani da sguardi di persone che non potevano sapere ci baciammo bagnandoci il viso e le labra di lacrime calde e inspiegabli che ci fecero sorridere e di nuovo baciare.

Passeggiammo tenendoci per mano o abbracciati, approfittando anche del tranquillo camminare per strusciare i nostri corpi rubandoci e donandoci piccoli brividi di piacere.

Pranzammo da soli nella saletta del solito ristorante, dove l'inevitabile distacco dei nostri corpi ci permise di parlare di cose banali, tra le quali comunque spesso emergevano allusioni al programma delle prossime ore.

Quando rientrammo in casa andai in bagno dove avevo preparato il tubetto che mi aveva dato Teresa, sul quale avevo gia inserita la cannula vaginale.

Mi spalmai la vulva come da istruzioni, il fastidio dell'introduzione in vagina fù soltanto relativo al freddo della pomata.

Quando tornai in soggiorno Guido mi propose di prendere una pillola dicendomi che mi avrebbe aiutata a raggiungere l'orgasmo.

Vedendomi sorpresa e indecisa pensò sicuramente di avermi offesa, perchè deluso ritirò la proposta.

Dicendomi felice che avesse pensato anche a me, presi la compressa e la inghiotii.

Mezz'ora dopo quando tornai in bagno per farmi una doccia mi sentivo un poco euforica e con un piacevole calore dentro il basso-ventre.

In camera la luce del giorno entrava dalla finestra attenuata dalle tende, Guido mi aspettava giocoso sul letto nascosto sotto il lenzuolo.

Mi tolsi la vestaglia e mi infilai anch'io li sotto, la dolcezza timida dei nostri baci, è seguita delle carezze delle nostre mani che si cercano e si intrecciano facendosi sempre più ardite.

Mi abbasso sul tuo inguine, tu conosci il piacere che provo nel sentirmelo crescere in bocca e mi lasci fare.

Inizio a succhiartelo dolcemente, poi sempre con più foga, ora il tuo cazzo è al culmine dell'indurimento, con la lingua ne seguo curiosa le vene sull'asta, e gioco con la tua cappella esposta alle mie carezze prima di affondarmela in gola, facendolo entrare ed uscire veloce dalle mie labbra.

La tua mano si insinua tra le mie cosce tirandomi sopra di te, sento la tua lingua esplorare tra le grandi labbra insinuarsi in ogni piega accarezzandomi delicatamente.

Poi indurita e grossa mi penetra dentro il più possibile, per riemergere a risucchiarmi il clitoride e trattenendolo tra le labbra lo tormenti con colpi veloci.

E quando mi infilasti in fica anche due dita, in aiuto alla lingua, il godimento che provavo esplose improvviso e inaspettato in un orgasmo talmente intenso che mi costrinse a stringerti la testa tra le mie cosce imprigionandoti come a volermi fare bere tutta dalla tua bocca.

Ancora ansimante mi girai sù di te e chinandomi a baciarti ti infilai la lingua in bocca godendo dell'odore e del sapore del mio sesso.

La tua mano si insinuo tra i nostri corpi per guidarmi dentro il tuo cazzo, che accolsi con piacere e facilità nella mia figa tutta bagnata.

E guardandoci con una intensità e tenerezza che ci univa e completava e senza il bisogno di descrivere con parole il piacere avuto e dato, presi a muovere i miei fianchi lentamente, godendo nel sentirti muoverti e accarezzarmi dentro.

Il movimento di ondeggiamento iniziale si tramutò presto nella mia necessità di sentirmelo entrare dentro; ancora più dentro!!..Ancora di più!.. Nello stomaco,.. nei polmoni, ..in bocca....!!

L'orgasmo mi squoteva tutta,... facendomi urlare tutto il piacere che mi colava dentro.

Ansimante,..pian, piano mi riscossi,..mi chinai appoggiando le mani sulle tue spalle, che sorridendomi mi dicesti: sei stata brava! Lo baciai sulle labbra e dopo un lungo respiro mi lasciai cadere al suo fianco.

Ero esausta,...sfinita,.. ma ero così grata dell'amore e del piacere che Guido mi dava che fui molto felice,riconoscente e spontanea nel dirgli:

Vieni!...Vienimi dentro!.. Vienimi dentro!!! Quasi urlai, e mentre lui con una spinta decisa e veloce mi penetrava io lo ripagavo con altrettanto vigore, e piantandogli le unghie sui fianchi rispondevo ai suoi colpi con tanta forza da non riuscire quasi più a capire se ero io che lo risucchiavo in fica, oppure se ero io che lo penetravo.

Ti sento!! Ti sento! Andavo dicendo, lo sentivo esplodermi dentro con delle forti contrazioni che mi provocavano brividi di intenso piacere, e il mio orgasmo si confuse con il suo in unico incontrollato urlo.

Più tardi i nostri corpi sono stesi sul letto, ti avvicini lentamente, poni le tue labbra sulle mie, mi baci dolcemente accarezzandomi piano,..e..., non posso fare a meno di pensare, e sorridere felice, alla super terapia della tua pillola, che unita alla pomata di Teresa d'ora in poi garantirà "cartucce" a volontà.



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