ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 31 gennaio 2011
ultima lettura lunedì 25 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il maglione viola (racconto viola)

di Sanzi. Letto 886 volte. Dallo scaffale Viaggi

  C'era uno strano contrasto tra la via al sole e l'ombra dei negozi, il suo cammino era strano, ora concentrato ora come sperso, mentre pensava che era un paese piccolo, quello. Almeno le stanze costavano poco. C'erano dei magazzini, dei saldi, n..........

C'era uno strano contrasto tra la via al sole e l'ombra dei negozi.

Molti dei magazzini continuavano per strada, era un via vai di gente, passi come i suoi leggeri e incerti, ora concentrati ora come persi, forme, poi ombre, ritagliate contro il sole malinconico del pomeriggio.

Settembre, pensò.

Era andata a vedere il paese su consiglio di altri studenti, per gli affitti bassi.

Anche se non doveva comprare nulla di particolare camminava un po' a caso tra i banchi e i cesti pieni di oggetti, ormai la sua giornata era finita e non aveva niente da fare.

Che tipo di silenzio c'è in un animo taciturno che vive così, di taglio alle cose, quasi solo, che tra un attimo scomparirà da una traiettoria, quella degli occhi che lo osservano...

Su un tavolo, in mezzo a un mucchio di vestiti, c'era un maglione viola-blu.

Era il suo colore preferito e si fermò a guardarlo interessata.

Pensò alla sua stanza, che stentava così tanto a pagare, o alle fotocopie per studiare, per vedere se poteva prenderlo.

I suoi non le davano molto.. certe sere era così squallido mangiare alla mensa universitaria, anzi, se voleva comprarlo, avrebbe dovuto saltarne diverse, di quelle cene, ma qualcosa dentro di lei voleva iniziare l'anno nuovo vicino a quel blu.

L'anno nuovo... pensarci aveva un che di misterioso, di bello e, sperava, nonostante tutto, di nobile.

Pensò strano, io fare un pensiero romantico...

Sembrava un isolato filo di lana rimasto impigliato su una gonna.

Si toccò i capelli, che in quel momento portava tutti davanti, a destra.

Le tornarono in mente alcuni versi di Yeats

(...) Noi siamo stati gli ultimi (...)

ma ora tutto è cambiato, quel nobile cavallo è senza cavaliere,

anche se un giorno vi cavalcò Omero, dove ora il cigno

naviga immoto sopra un'onda scura" (1)

versi sul senso romantico, che le ricordavano un senso di differenza e di estromissione dalla vita degli altri, ma anche qualcosa di bello e contraddittorio, parole che non si facevano dimenticare.

Riflesso su un vetro c'era un viso che la osservava attento, interessato.

A volte alcune persone sembrano guardarti come se indovinassero i tuoi pensieri.

Comprò la maglia e se ne andò.

La strada assolata regalava un senso di calore avvolgente ma non afoso, l'aria dei mesi autunnali.

Passando per altre bancarelle, più avanti, si accorse di nuovo del ragazzo che l'aveva osservata prima; sembrava che l'avesse seguita.

Le tornò in mente casa, come sempre.

I suoi occhi erano diventati scuri, un'acqua cupa non molto prevedibile, due fessure annebbiate.

Non era stato facile convincerli a farla studiare fuori. Aveva ottenuto metà di quello che le serviva, l'affitto di una stanza per sei mesi e poco altro, ma che importa. Ogni tanto faceva qualche lavoro.

La verità è che aveva voluto studiare quella lingua amata, non era riuscita nemmeno a pensare che non avrebbe continuato, era per questo che aveva lasciato che i suoi, con cui viveva gli altri mesi, continuassero a farle a pezzi l'anima. Era inevitabile; ma andarsene significava fare un'altra vita, senza studiare.

Le lacrime potrebbero cadere dai suoi occhi ma non le avrebbe mai lasciate scivolare, lei.

Qualcuno la guarda. Lo legge l'interesse nello sguardo del ragazzo.

La vita è fatta di istanti, questo è uno, ma lei sa che non può viverli, o può farlo ormai solo a metà; e nessuno si interessa di una metà.

Pensa con nostalgia a quando ancora non lo sapeva, questo, di sé, a quando sognava tutte quelle fantasie che non si sarebbero potute avverare mai, bruciando come una candela.

Ma ora lo sa. C'è un'ombra che la accompagna.

-Alla fine della scuola te ne andrai-, dicevano con una amica.

Facevano ipotesi sul futuro... anche se non avevano nulla.

Ma l'avrebbero trovato, le diceva con gli occhi quella ragazza diversa da lei e forse era vero, però voleva studiare e poi può darsi avesse anche timore; doveva avere ancora altra pazienza, anche se il suo cuore era alla fine.

La sua amica le aveva detto -Non voglio restare a vedere cosa ti succede- e se n'era andata.

Un vuoto immenso le si era aperto davanti, tale da inghiottire anche le domande, qualsiasi movimento dell'anima o obiezione, tutto veniva decapitato prima di presentarsi alla mente, quando si ricordava di lei. Anche pensare a sé era diventato difficile.

Aveva continuato la vita di sempre, aveva continuato, coperto... ma da allora non aveva più saputo se dentro, il suo cuore, era vivo o morto.

Forse a volte, nella vita, si sbaglia.

(1) W.B. Yeats, Coole Park and Ballylee, vv. 41 ss.

(gennaio 2011, rivisto a giugno 2011)



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: