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lavoro pubblicato lunedì 24 gennaio 2011
ultima lettura giovedì 26 novembre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Spazzini in Sciopero!

di AIA. Letto 579 volte. Dallo scaffale Pensieri

Sono affascinato dalle Feste, dalle festività, al come ci si prepara per viverle. Ci si fa belli sin dalla fine del pomeriggio, una bella docc...

Sono affascinato dalle Feste, dalle festività, al come ci si prepara per viverle. Ci si fa belli sin dalla fine del pomeriggio, una bella doccia magari con un pregiato bagnoschiuma all'essenza di muschio. Le Donne si depilano le gambe, si laccano la pelle e probabilmente anche molti uomini lo fanno. Delle mutandine rosse per rinnovare un qualcosa che di più vecchio non c'è. Ci si mette qualche vestito nuovo, qualche primizia d'abito comperata per l'occasione. Si strofina forte lo spazzolino, si sbianca d'artificiale quello che non è un biglietto da visita, ma ossa per frantumare il nutrimento. Nel momento della fine, prima di ricevere gli ospiti o prima di esser tali, si congestiona l'aria col profumo, essenze chimiche a cui viene data la funzione massima di seduzione. Grande momento la cena, pietanze servite e gustate con l'atteggiamento più lusinghiero e fasullo, il sorriso come ingordigia di sapienza e capacità di stare al mondo. L'emozione dell'attesa è il brivido più artificiale, è sentito e profondo poiché una bellezza l'ha dovrà pur avere questa società? Si tiran giù i presenti, si fa chiasso mai senza un'atteggiamento scaramantico, poichè è risaputo, ciò che fai a capodanno lo fai tutto l'anno! Allora non perdere tempo nell'adirarti, nel pensare, nel leggere o nel preoccuparti. Sguardi furtivi degli amanti fuggono più veloci dei razzi e dei fischioni, perchè men che loro pensan che tutti siano coglioni. Ma è capodanno e sì sì vien una volta l'anno! Allora i giovani abusano, i vecchi stazionano e gli unici che ancora sono in tempo se la spassano a vedere l'aria come si tinge di scintelle, quelle dell'unico loro avvenire. Quanti amplessi nella notte, forse i più scordati. Sbattono le palpebre si chiudono gli occhi, è quasi giorno.

IL SOGNO NON RICORDATO. Non sò se nel Medioevo, nel rinascimento, nel passato, nel lontano o nelle altre culture matrilineari, tribali venga osannato lo stupido, l'ignorante o la consuma fantasie impellicciata, non lo sò davvero, ma qua un moto è di massa e sincero, chi dice ciò che pensa chi non ha paura di osare, chi non vuol farsi sotterrare è preso per alieno e tutti lo vorrebbero vedere dall'alto cadere, ma no, sennò non sarebbero col dito puntato ai volanti, è da sotto che la vita nasce o da dietro come il sole nel cielo.

Pomeriggio dell'01-01-11

Buongiorno e buon Anno! La festa è finita, strascichi di inebetezza donano un gran gusto al primo caffè. Ci si spoglia dei trucchi, si mettono a lavare le lenzuola. Come è bello aver constato la piacevolezza all'inizio e non alla fine, ma anche se lo fan tutti, d'illudersi, ciò è immutabile, le strade parlano chiaro, e la fine della nottata ci regala il suo significato.

La neve si è sciolta del tutto, pozzanghere marroni insudiciano al camminare il fondo dei pantaloni, carcasse di bottiglie rivestono le finestre e l'asfalto, petardume, cartoni, cartacce e sudiciume umano ricoporono i quartieri. Tutti han cagato ed ora aspettano che Lo Spazzino pulisca, ma è in Sciopero ed a braccia conserte studia il lato della strada ed aspetta che qualcuno si levi per mostrargli quel che hanno lasciato, riassunto del loro valore interiore, senso di una società.

"Nel quartiere di Edo si usa una specie di cestino da pranzo intrecciato, che viene adoperato un solo giorno nelle passeggiate primaverili. Al ritorno lo si getta via calpestandolo. La fine è importante in tutte le cose." Famoso titolo a piè di pagina.



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