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lavoro pubblicato venerdì 14 gennaio 2011
ultima lettura martedì 2 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il gelato giallo (racconto giallo)

di Sanzi. Letto 608 volte. Dallo scaffale Viaggi

  Mira arrivò in paese un giorno d'ottobre, scendendo dal pullman. Io bighellonavo in piazza e mi ricordo una valigia azzurra, grossa, ma mai se quello che contiene è proprio tutto ciò che hai, e lei... con degli sti.................

Mira arrivò in paese un giorno d'ottobre, scendendo dal pullman.

Io bighellonavo in piazza e mi ricordo una valigia azzurra, grossa e poi lei... con quei suoi stivali poverissimi, una gonna a fiori e un attillatissimo maglione a righe, ma era uno stridere che, non so perché, non ci dispiaceva.

La giacca a vento era aperta sul petto e il suo sguardo era scuro... non vanitoso, né raffinato.. però era chiara una cosa, che quella non era una donna che si era dimenticata di essere sexy, nonostante la stranezza.

Si prese un caffè al bar, da Grazia. Si misero a parlare e poi a un certo punto, sapute un po' di cose (che noi aspettavamo di conoscere più tardi) Grazia disse che volendo poteva affittarle una stanza sopra al bar, era spoglia ma l'avrebbe pagata poco.. ma Mira doveva andare in chiesa a parlare di lavoro con il giovane prete del paese, sarebbe tornata più tardi.

Il fatto è che al prete serviva una donna per le faccende e aveva preso lei che era, o era stata povera, questo si capiva.

E quindi i giorni di Mira a * cominciarono a scorrere come i tasselli del calendario, lenti e un po' svogliati. Puliva la chiesa e la casa del prete, gli preparava anche qualcosa per cena, ma viveva nella stanza di Grazia, anche se lassù c'erano solo un letto, una stufa, qualche stoviglia e qualche pianta sul davanzale.

A volte il giorno quando era libera faceva delle passeggiate intorno al paese, sparendo per un po'. Aveva sempre quegli assurdi vestiti attillati di tutti i colori, però la maggior parte del tempo la passava a casa, scendendo al bar molto di rado.

Un giorno Grazia la interrogò su questo, anche se non era facile farle domande. Il suo era un tacere denso che certe volte metteva soggezione, anche se non a lei.

-Mira, perché stai così tanto tempo su... perché non scendi... sei di carattere solitario..?

-No... cioè sì, anche, ma... era rimasta con la mano tra i capelli, cercando le parole... e mentre pensava, a un certo punto, disse - ..ho sete...

e lo disse un po' meravigliata lei stessa, perché l'aveva capito solo in quel momento, a un tratto, cos'era tutto quel bisogno che aveva sempre di stare da sola.

-Cosa vuoi dire, Mira... ma lei ormai si era chiusa.

-... e cosa fai di solito...?-, Grazia l'aveva chiesto per tergiversare.

-.. dopo che ho fatto i piatti? .. Ascolto la musica, la musica di pianoforte. Sto alla finestra, o sul letto.

-Pianoforte...

-Sì, sempre.

-Bello.

Mira sorrise, ma non disse niente.

-Ma cosa volevi dire, prima, della sete..?

Allora piegò lo sguardo nero, a bassa voce lo disse.

-...come tutti quelli che.. non ci sono... mai stati.. sì... io... ora ho sete, Grazia.

Ci pensò un po', meravigliata, ma in fondo aveva capito, si avvicinò e le posò la mano su una spalla, dicendo -sì, certo, bambina- e lei non si offese, anzi lo trovò dolce, questo -... però se vieni un po' più spesso qui mi fa piacere, te lo volevo dire. Cominci a essermi simpatica, tu...- Mira rise, senza pesi, come non capitava quasi mai.

In lei c'era qualcosa, sempre, qualcosa di scuro, come un fondo indistinto, tenace. A volte provavi uno sgomento che non avevi il coraggio nemmeno di spiegarti, ma lo sentivi, non lo potevi ignorare e poi Mira era così, non potevi chiederle di lei. Il suo passato era... una cella oscura, irraggiungibile e lei poteva chiudersi subito, nessuno se la sentiva... anche se certe volte sembrava un'altra.

Da quella volta però cominciò ad andare al bar più spesso, e alla fine erano diventate qualcosa, lei e Grazia.

A volte Mira aiutava, con i clienti ci sapeva fare, nel senso che la gente amava osservarla, anche le donne, ma il bar andava male. Troppa poca gente, al paese, e pochi anche i soldi.

Un giorno a mezzogiorno, dopo essere uscita, Mira arrivò con uno sguardo magnetico e come perso, ma con una luce di riso così visibile, che Grazia le chiese subito cos'era successo.

Veniva da una passeggiata al fiume. Mentre stava lì a guardare la corrente, un gruppo di tre o quattro ragazzi l'aveva raggiunta, persone giovani di circa vent'anni, lei ne aveva quindici di più, di anni, e due di loro le avevano ordinato, probabilmente erano ubriachi, di baciarli, o non l'avrebbero fatta tornare a casa.

Con un sorriso strano gli aveva fatto capire che lei era ben in grado di liberarsi di loro e poi se volevano un bacio potevano anche chiederlo... allora avevano spalancato gli occhi, dato che non se l0 aspettavano, qurdyo e le avevano detto -ma davvero possiamo... non ci possiamo credere... dai, baciaci - e lei ridendo l'aveva fatto, li aveva baciati, prendendosi anche del tempo, assaggiandoli piano, non era poi così male, e poi li aveva lasciati lì, folgorati e ubriachi.

Grazia sorrideva, anche Mira... era stato bello baciare così, senza pensieri, senza la preoccupazione del "dopo", e in effetti poi Mira fu più di buon umore.

Venne Natale. C'era il solito problema dei soldi, il rischio di chiudere, scendeva lenta la neve e Mira sembrava assorta, ma aveva sentito la parole di Grazia, perché a un tratto la interruppe e disse -Forse lo so io un modo per attirarti i clienti- e le raccontò del bar di una città lontana dove era stata tanto tempo prima, che aveva un gelato speciale, la ricetta era segreta e tutti volevano andare ad assaggiare il gelato misterioso, giallo.

-Ma tu la sai la ricetta, Mira? Come facciamo... e poi d'inverno, il gelato...- ma non è l'inverno che ferma la curiosità della gente e così cominciarono ad arrivare un po' da tutti i paesi per il gelato giallo e io quando ne assaggio il sapore strano, che sa un po' di chinotto e di ginger, con un retrogusto quasi impercettibile di.. vaniglia, ripenso al piacere delle labbra di Mira. Per me la ricetta l'ha inventata lei.

(ottobre 2010)



Commenti

pubblicato il 15/01/2011 13.59.16
mifi77, ha scritto: Mi è piaciuto: personaggio sensuale, misterioso, disinvolto e creativo... Mik
pubblicato il 17/01/2011 17.19.11
loscuro, ha scritto: ciao sanzi!!! mi piace il fatto che alla fine di questi personaggi si sappia praticamente niente, che si lasci più spazioa quello che succede che a quello che è successo!! ti ringrazio per i tuoi commenti ai miei racconti, mi fanno molto piacere...

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