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lavoro pubblicato venerdì 14 gennaio 2011
ultima lettura venerdì 12 luglio 2019

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La crononauta

di Poetto. Letto 1107 volte. Dallo scaffale Fantascienza

  Il mio professore di fisica era convinto che i viaggi nel tempo fossero: "delle emerite stupidate", così le aveva definite, senza mezzi termini e senza tanti giri di parole.In una lezione, dove aveva parlato della teoria della r.........

Il mio professore di fisica era convinto che i viaggi nel tempo fossero: "delle emerite stupidate", così le aveva definite, senza mezzi termini e senza tanti giri di parole.

In una lezione, dove aveva parlato della teoria della relatività, un compagno di classe gli aveva chiesto se fosse possibile, un giorno, tornare indietro nel tempo, lui aveva tirato fuori la storia dei paradossi.

Ci illustrò il paradosso del nonno, ossia, poniamo che io viaggi nel tempo, trovo mio nonno ragazzo e, chissà poi perché, lo faccio fuori, in questo caso si creerebbe un paradosso, nel senso che mio nonno, essendo morto giovane, non avrebbe potuto generare mio padre, il quale non avrebbe potuto generare me che, evidentemente, non esistendo, non avrei potuto uccidere mio nonno ragazzo.

Un giorno, ricordo, si corresse, concedendo "spazio" ai viaggi nel futuro, nel senso che, ipoteticamente, se si potesse costruire uno strumento che viaggiasse ad una velocità prossima a quella della luce, allora, si potrebbe viaggiare nel futuro; "una cosa molto tirata per i capelli", come amava definirla lui.

Qualche anno fa, in internet, mi sono imbattuto in un pseudo viaggiatore del tempo, un tale Titor che sosteneva di venire dal 2036, se non ricordo male, ne parlò anche la televisione, a me pareva una gran stupidata, il tempo pare mi abbia dato ragione.

Domenica mattina, nel relax più completo sfoglio una vecchia rivista del 1958, trovata in un mercatino dell'usato, che tratta della mia città, mentre giro le pagine vengo colpito da una foto.

Questa ritrae, in primo piano, una giovane donna davanti a una torre della mia città.

Resto ipnotizzato davanti a quella immagine, la guardo e riguardo.

La giovane è tale e quale la nostra vicina di casa.

Inizialmente ipotizzo la spiegazione più semplice, ossia: una sosia, il problema è che, la nostra vicina, ha una piccola voglia, con una forma che ricorda una stella, a livello della tempia destra.

Quali possibilità ci sono che due persone, vissute in periodi diversi, abbiano la stessa fisionomia con la stessa voglia?

Faccio vedere la foto a Marta, mia moglie, anche lei resta stupita.

Cerchiamo di capire come sia possibile questa cosa, non riusciamo a trovare una spiegazione razionale valida.

Lunedì mattina, sto aspettando l'ascensore, il portone d'ingresso del palazzo si chiude e appare lei, la vicina.

Non riesco a smettere di guardarla, lei se ne accorge, mi guarda infastidita.

. C'è qualcosa che non va? - mi domanda fissandomi negli occhi.

. Nooo! - rispondo in modo sciocco, mi rendo conto di fare la figura del cretino solo che quella foto mi ha...colpito.

. Lei è sposato? - domanda lei, facendomi capire di non fare il galletto. Non sa che il motivo di quello sguardo è un altro. La vicina non si può definire certo una simpaticona, anzi è una persona antipatica e scortese.

. Si... lo sa che sono sposato. Ieri è successa una cosa strana.

. Strana? In che senso? Riguarda me?

. Si! Direi proprio di si...vede signorina, io amo prendere vecchie riviste che parlano della nostra città.

. Allora? - la ragazza è molto infastidita, non sono riuscito a tenermi la cosa, è stato più forte di me, sono un curioso, anche troppo, dice mia moglie. La curiosità mi ha fatto vincere anche la ritrosia a parlare con questa persona.

. In una foto, di una rivista degli anni 50, c'era una persona tale e quale a lei - la ragazza sorride.

. Sarà certamente una sosia! Sa quante persone ci somigliano che girano per il mondo?

. Inizialmente l'ho pensato anch'io, poi, però, ho notato la voglia...quella voglia. Vede, la persona della foto era in primo piano.

. Ma per favore!! - risponde la ragazza accompagnando le parole con un gesto della mano.

L'ascensore arriva, escono due condomini, mi giro a salutarli, nel mentre la mia giovane vicina è già scomparsa.

Il comportamento strano della vicina sembra avvalorare la mia ipotesi, anche se è difficile crederci, di aver trovato una crononauta, cioè una viaggiatrice del tempo.

Mercoledì sera, stiamo guardando la televisione, il campanello squilla.

Guardo dallo spioncino e vedo due persone sconosciute.

Apro la porta.

. Buonasera! Sono il tenente Filetti. volevamo parlargli di una faccenda in cui lei è coinvolto, possiamo entrare?

. Buonasera, parlarmi di cosa, scusate?

. E' una questione delicata, non possiamo parlarne dentro?

. Sentite, ditemi cosa volete senza tanti fronzoli.

. Senta, è in ballo la sicurezza nazionale, lei ha delle informazioni che...

. La sicurezza nazionale? Mi scusi ma... avete preso un granchio enorme. Sono un commesso di un negozio di abbigliamento...che segreti volete che sappia?

. Si tratta della foto. Possiamo parlarne dentro, per cortesia?

Alla parola foto capisco di aver messo in moto qualcosa. La mia ipotesi diventa una quasi certezza.

Faccio entrare i due sconosciuti, ci accomodiamo in salotto.

I due restano in piedi vicino all'ingresso del salotto.

Sia io che Marta li osserviamo con cura, sono molto eleganti, hanno un'aria marziale e sinistra.

. Vedo che non ama i fronzoli, bene, vengo subito al sodo. Lei è involontariamente incappato in un progetto di sicurezza nazionale. La foto è la chiave di svolta della vicenda. I nostri esperti erano a conoscenza della sua esistenza ma reputavano insignificante, statisticamente parlando, la possibilità che questa potesse creare problemi al progetto, invece è apparso lei che ha scompigliato tutto. La invitiamo a non divulgare nessuna notizia riguardante la vicenda della foto. È in ballo un importante progetto. Questo è un avvertimento, penso che sia chiaro che, per la sicurezza di tutto il progetto stesso, noi utilizzeremo tutti mezzi necessari... per farla breve, si fermi qui.

. Capisco! Allora esistono veramente i viaggi. Sentite, voglio vivere una vita serena senza tanti patemi. Non voglio problemi di sorta. Sicuramente conoscete la storia della foto, visto che siete qui davanti a me...sono solo una persona curiosa, ripeto, non voglio problemi. Anzi, sapete cosa faccio? Vi do la rivista.

La visita dei due sconosciuti mi ha confermato che i viaggi nel tempo esistono veramente, anche se loro non hanno mai detto la parola: viaggi nel tempo.

Avrei voluto chiedere ai due, come hanno risolto il problema dei paradossi; com'è, fisicamente, la macchina del tempo e tante altre domande, sono certo, però, che loro non avrebbero risposto a nessuna domanda in merito, non erano li per rispondere a curiosi ma per intimorire eventuali "ostacoli" al progetto.

Non sono mai stato un eroe, uno che lotta contro i sistemi, sono, anzi, sempre stato un tipo pacifico, anche senza la visita dei due, che in modo soft, comunque terroristico, mi hanno invitato a lasciar perdere, non avrei continuato, non sarei andato da qualche giornale a raccontare la vicenda.

La vicina di casa è sparita, il capo condomino mi ha detto che se ne andata il giorno dopo la nostra conversazione vicino all'ascensore, non potrò chiedere nulla neanche a lei.



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