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lavoro pubblicato domenica 9 gennaio 2011
ultima lettura lunedì 2 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Vecchio

di franconow. Letto 773 volte. Dallo scaffale Sogni

-In cima alla collina, il Vecchio sta seduto a terra, la schiena appoggiata al tronco del tiglio. Un filo tra le mani, che si perde nell’azzurro...

-In cima alla collina, il Vecchio sta seduto a terra, la schiena appoggiata al tronco del tiglio. Un filo tra le mani, che si perde nell’azzurro del cielo. Bianco, volteggia alto il suo aquilone. Il cane, spalmato a terra a bocca spalancata in uno sbadiglio da tardo pomeriggio, occhi dolci ed anima inquieta, non perde un movimento del suo compagno di vita.

Ed ora ricorda, la luce dorata di un mattino d’estate, la sua strada da bambino, mentre con il nonno passeggiava guardando gli orti…la mano grande sulla piccola spalla, e l’eterno sorriso di quell’uomo, che neanche la morte ha saputo strappargli dal volto…le mille domande che gli faceva, e le mille risposte che riceveva…fantasiose, folli, divertenti… -Nonno, perchè quando Billo abbaia non lo capisco, ma se gli dico di stare seduto, lui mi capisce?- -Questa è la dimostrazione che i cani sono più intelligenti degli uomini…- -Nonno, ma i pesci bevono?- -Di solito solo acqua, ma quando festeggiano, hai voglia…e quando li vedi passare a pancia all’aria, non stanno male, sono solo ubriachi…-

E ricorda, gli anni della scuola, le maestre… -Signora, suo figlio mi fa impazzire…sta zitto per tutta la lezione, immobile, concentrato. Poi, alla fine, quando chiedo se ci sono domande, alza la mano, e mi chiede di rispiegare tutto dall’inizio. Ma cosa fa, dorme ad occhi aperti?- -No, signora maestra, non dorme mai, né di giorno né di notte. Il ragazzo sogna, sogna e basta.-

Gli amici… -Oh, te…come ti chiami?- -Franco- -Vuoi diventare mio amico?- -E poi?- -E poi giochiamo- -E poi?- -…e poi, non so, ognuno torna a casa sua…?- -E poi?- -…E poi e poi… e poi vai a cagare!- -Ok, siamo amici.- -Ma lo sai, che sei strano?- -E poi?- -…Mavafff….- Le amiche… -Giochiamo al dottore?- -Va bene, però non mi tolgo le mutandine…- -Sisisi, poi vediamo…-

L’aquilone ha un sobbalzo… è cambiato il vento. Poi, si assesta, e tutto torna come prima. Quante volte nella vita, il Vecchio ha visto cambiare il vento…tutto muta, per poi tornare esattamente come prima. Migliaia di anni di evoluzione, hanno cambiato il nostro aspetto esteriore, e l’ambiente che ci circonda… Ma quanto si è evoluta la nostra anima? Quante guerre, quante ingiustizie, quanta sopraffazione, ha visto il Vecchio… e nulla è cambiato. Un’eterno girotondo…uno scherzo del destino, oppure la nostra punizione, per aver giocato a fare gli dei? Tanto affannarsi, per tornare al punto di partenza, che scopo ha? A meno che lo scopo non sia proprio quello.

E ricorda…avrà avuto tre anni, stava seduto sul prato con la mamma, giocando con le formiche. Nell’aria il profumo dei tigli, portato dalla leggera brezza di Maggio… Ricorda il suo vestito a fiori, la pelle bianca ed i capelli neri…e l’espressione pensierosa che aveva, guardando gli altri bambini che si rincorrevano nel prato… mentre cercava di capire cosa potesse passare per la testa di suo figlio. -Franco, perchè non fai una corsa fino a laggiù?- -E poi?- -E poi torni qui, dalla tua mamma!- “tanto affannarsi per tornare al punto di partenza” -Eh?…Allora, rimango qui…-

Una carezza tra le orecchie del suo amico, che gli si accoccola in grembo. Un’ultimo sguardo all’aquilone… -Da troppo tempo ti trattengo… è stato un lungo viaggio ed è giunto il momento di liberarti…- La mano che si apre , ed il filo scorre via. Profumo di tiglio, li avvolge come musica struggente

E fu così che il Vecchio liberò l'anima, con il sorriso che fu di suo nonno, appoggiato al tronco del tiglio, in cima alla collina.

(fine)



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