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lavoro pubblicato lunedì 13 dicembre 2010
ultima lettura domenica 19 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il rapimento anti-Natale

di Ladeeflake. Letto 911 volte. Dallo scaffale Fiabe

E se quest'anno nessun bambino ricevesse doni? Babbo Natale non può permetterlo! Lui e le renne indagheranno fino a scovare il rapitore di una di loro.......

L'uomo appoggiò la pipa alle labbra e boccheggiò un paio di volte, emettendo piccoli sbuffi di fumo.

Il suoi occhi tristi lo scrutavano, riflessi nei vetri ricamati dal ghiaccio: color degli abissi, si facevano strada attraverso la matassa di capelli e barba lanosi; le mani grandi e forti tenevano stretti la pipa e un lembo del cinturone che chiudeva il pastrano verde smeraldo.

‘Ogni ruga è un anno di vita' pensò ‘proprio come gli alberi e i loro anelli'.

Restò lì, davanti alla finestra, contemplando la propria figura per diversi minuti, immerso nel silenzio; disturbato solo dal crepitio del focolare.

Due colpi secchi alla porta lo ricondussero alla realtà.

«Avanti» la voce profonda e maestosa riempì la stanza.

«Signore...La notte è calata, la neve ha ripreso inesorabile. Dovremmo...dovremmo partire, Signore» squittì l'ometto.

L'uomo dai capelli adamantini voltò lentamente il capo.

«No»

«Mi...mi scusi Signore, credo di non aver capito cosa intende dire...» il minuscolo inserviente prese a contorcersi le mani.

«Hai capito perfettamente. No!»

«Mi perdoni se insisto, Signore, ma...oggi è il giorno, lei non può non partire. Lei...lei DEVE partire» incalzò l'inserviente, scosso da una risatina convulsa.

L'uomo imponente si voltò e a grandi passi attraversò la stanza, raggiungendo il suo segretario,

la cui minuta statura faceva sembrare l'altro un gigante.

«Mi stai forse dando ordini?»

L'ometto si raggomitolò su sé stesso. «Certo che no, Pa-padrone, però...»

«Però cosa?» chiese severo.

«I bambini la stanno aspettando». L'elfo sgranò gli occhi, in attesa di una reazione.

«I bambini...» le iridi blu saettarono dalla catasta di regali alla finestra, per poi tornare all'elfo. «Niente regali finché non scopro il traditore!» rispose risoluto.

«Signore, cosa devo dire agli altri?»

«Dì loro di interrompere il proprio lavoro, nessuno deve abbandonare il villaggio, nessuno deve preparare le renne. Tutti devono restare a disposizione!» tuonò.

L'elfo guardò il padrone con preoccupazione, non l'aveva mai visto in quello stato. Nei suoi occhi c'era paura e sconforto; qualcuno l'aveva ingannato, arrecandogli un enorme dolore.

L'elfo chinò appena il capo e trotterellò fuori dalla stanza.

L'uomo preoccupato si avvicinò al caminetto, appoggiandovi un braccio. Che cosa avrebbero pensato i bambini al loro risveglio se non fosse partito? L'ultima cosa che desiderava era vedere le lacrime nei loro occhi, ma cos'altro poteva fare? Senza di lei, si sarebbe perso nella tormenta. No, non poteva rischiare, a costo di deluderli tutti.

Se fosse riuscito a trovarla entro poche ore, magari...

«Klaus!» abbaiò una voce dietro di lui «Che cos'è questa storia? Grimpk sta dicendo a tutti che non vuoi partire! Ti si è bloccato l'orologio a cucù che hai nel cervello?».

La donna rotonda si fece largo tra i regali per raggiungere il marito davanti alle fiamme.

«Klaara, non ho altra scelta. Senza Donnola non possiamo farcela»

«E cosa mi dici di tutti quei bambini? Vuoi che al loro risveglio, domattina, dicano che Babbo Natale è cattivo?»

La donna guardò il marito con severità, portandosi le mani ai fianchi.

«Cara, se si fosse trattato di Cupido o Salterello, li avrei potuti sostituire, ma Donnola...è indispensabile per arrivare a destinazione!»

«Si, ma...»

«Klaara, non capisci? Se dovessimo perdere la strada e vagassimo fino all'aurora, qualcuno potrebbe vederci!»

La donna doveva arrendersi all'evidenza: Babbo Natale non poteva rischiare di mostrarsi al mondo, la magia che lo circondava doveva rimanere intatta.

«Che cosa farai, dunque?» domandò occupando la poltrona accanto all'abete.

«Dobbiamo trovare Donnola, come prima cosa. Interrogherò gli elfi uno a uno, nella speranza che salti fuori il colpevole. Magari, con un po' di fortuna, potrei avere indietro la mia squadra prima che faccia giorno e con un incantesimo blocca tempo un po' più potente del solito, riuscire a consegnare tutti i regali»

«E se Donnola non venisse restituita?» chiese Klaara atterrita.

Klaus abbassò lo sguardo sul fuoco scarlatto «Allora il mio cuore traboccherà di dolore»

«Papà, papà! Mamma!» la voce di una bimba echeggiò per il corridoio.

«Greta, non è il momento» l'ammonì Klaara.

«Ma mamma! Gli elfi mi hanno detto che questa notte papà resterà a casa! E' vero papà? E' vero quello che dicono gli elfi?»

Lo sguardo di Klaus restò fisso sulle fiamme.

«Greta, lascia in pace papà! E' molto preoccupato!»

«Perché mamma? Cosa succede?» chiese la piccola, montando su un cavallo a dondolo, impacchettato a dovere.

«Scendi subito da lì! Quante volte ti ho detto che non devi giocare con i doni?» Klaara si piegò sulla piccola, spolverandole con la mano le pieghe dell'abito in velluto rosso «Guarda come ti sei combinata, hai strappato il vestitino nuovo»

«Allora, mamma, mi racconti cosa succede?»

«Sono faccende da grandi...torna in camera tua» la sgridò la donna.

Greta non emise un fiato, ma bastò un sguardo per trasmettere tutto il suo risentimento. Smontò dal cavallino, guardò cupa prima Klaara poi Klaus e, serrando i pugnetti, mugugnò qualcosa sottovoce.

Nessuno dei genitori comprese quelle parole e Greta lasciò la stanza indignata.

Klaara alzò di nuovo lo sguardo sul marito «Hai già mandato qualcuno a parlare alle renne?»

Klaus scosse il capo.

«Va bene, allora andrò a...»

«Ferma!» la interruppe l'uomo «Sono le mie renne! Sono la mia squadra, meritano di saperlo da me!»

Babbo Natale tirò su col naso, si passò un dito sotto gli occhi per raccogliere le lacrime e si avviò fuori dal palazzo.


«Oh! Che gioia! Che gioia! Questa notte voleremo!» Ballerina si stava addobbando di fronte alla specchiera.

«Ahia! Donato mi hai pestato uno zoccolo!»

«Scusa Freccia! Stavo cercando il mio campanello, per caso l'hai visto?»

«L'ha preso Fulmine» intervenne Salterello «Lui e Cupido sono andati a svegliare Rudolph»

Donato inarcò un sopracciglio «Sono andati a svegliare Rudolph con il mio campanello?» chiese indispettito.

«Uhm...già» rispose Salterello, affilandosi il palco di corna contro la trave di legno.

«Ballerina, potresti passarmi il nastro rosso, cara?»

«Eccotelo, carissima»

«Signore, scusate, una ritoccatina al collare»

«aH-aaHa-AaHaAhaaaaaaaaaaaa»

«Cometa, tutti gli anni la stessa storia!»

«Carissimo, addolorata che i miei solfeggi ti arrechino disturbo, ma come tu ben sai, la mia voce è preziosa, e per questo motivo va allenata»

«Ragazzi, ragazzi, non potete nemmeno immaginare! Stiamo morendo dalle risate!» Cupido e Fulmine si unirono al gruppo.

«Siamo andati dal vecchio Rudolph» attaccò Fulmine.

«Col mio campanello!» Donato allungò uno zoccolo e strappò la campana dalle zampe di Cupido, che gli fece una linguaccia.

Fulmine guardò di traverso entrambi e proseguì «Stava dormendo, e russava come una cornamusa. Ho detto a Cupido...»

«Si» lo interruppe questi «Mi ha detto "Tieni fermo il batacchio della campana, altrimenti ci scopre" e poi...oddio...muoio....ah-ah-ah»

«E allora gli abbiamo attaccato il campanello alle corna, solo che era ancora nel mondo dei sogni. Ho mandato Cupido a prendere del fieno -parola mia, se mai mi avessero raccontato che al mondo esisteva una renna allergica al fieno, non ci avrei creduto- e gliel'abbiamo messo sotto il cuscino» riprese Fulmine.

«E allora» s'intromise il compare «Rudolph ha cominciato a starnutire, e la campanella sulle corna si è messa a tintinnare e...continua tu» disse rivolgendosi a Fulmine.

«E ogni volta che starnutiva, la campana suonava e lui, non capendo da dove provenisse il rumore, girava in tondo. Sbraitava così forte che il naso si illuminava ogni minuto, e più girava più il campanello suonava facendolo sbraitare, più sbraitava più il naso si accendeva»

Cupido e Fulmine crollarono a terra dalle risate.

Cometa si avvicinò al capanello e gettando un'occhiata di disapprovazione domandò «Eh-ehm...Per caso Donnola era con voi?»

«No» rispose Cupido con le lacrime agli occhi.

«Questo è molto strano» disse l'anziana renna fiutando l'aria «E' tutto il giorno che non si fa vedere»

«Ora che mi ci fai pensare» intervenne Ballerina «questa notte non l'ho sentita rientrare»

Le sette renne si guardarono preoccupate; tutte avevano un brutto presentimento.

In quello stesso istante, un'alta figura irruppe nella stanza.

Le renne scattarono sull'attenti, nervose per l'assenza di Donnola.

«Amici» le salutò Babbo Natale «Donnola...»

«Padrone, lasci che esprima tutto il nostro rammarico. Donnola è una renna poco assennata e noi prendiamo decisamente le distanze dal suo comportamento...»

Donato sferrò un calcio con lo zoccolo posteriore a Cupido. «Taci» aggiunse tra i denti.

Klaus fece finta di nulla «...è stata rapita»

Sette paia di occhi e sette bocche si spalancarono di fronte a lui.

«Questa mattina mi è stato recapitato un messaggio. Diceva di portare due tonnellate di giocattoli alla cascata di miele, oltre la collina, entro le venti di questa sera, altrimenti Donnola non avrebbe volato»

«E...lei l'ha fatto, Padrone?» domandò cauto Salterello.

«Certo che l'ho fatto. Per gli elfi, due tonnellate di giocattoli, non sono che cinque minuti di lavoro. Ho mandato Puckro alla cascata, ordinando di lasciare i giocattoli sotto l'albero di bastoncini di zucchero»

«E poi?» chiese avida Cometa.

«Ho atteso. Non potevo fare altro. Ho atteso fino alle venti. E poi le venti e trenta, le ventuno, le ventidue, ma di Donnola nessuna traccia. Mi sono fidato come uno sciocco e ora è tardi. E' con immenso dolore, amici cari, che vi do quest'annuncio: questa notte, per la prima volta dopo secoli, noi non voleremo»

Cometa svenne.

Ballerina e Freccia si misero a gridare mentre Cupido, Salterello, Fulmine e Donato si lanciarono in un'invettiva contro il rapitore.

«Per favore, amici, state calmi» li rimproverò Klaus «Non è detta l'ultima parola»

Le renne tacquero all'istante, desiderose di ricevere buone notizie.

«Interrogherò gli elfi, nella speranza di trovare qualche indizio. Voi cercate di mantenere la calma e tenetevi pronte. Se riusciremo ad avere indietro la nostra Donnola, partiremo a razzo»

Freccia, che nel frattempo tentava di far rinvenire Cometa, chiese «Padrone, ma se Donnola torna per il crepuscolo, come faremo?»

Klaus ci pensò un attimo e poi disse «Inversione temporale»

Cometa, che aveva appena riaperto gli occhi, udendo quelle parole svenne di nuovo.

«In-Inversione temporale?» balbettò Fulmine «Pa-Padrone, lei non ha mai fatto un'inversione temporale. E' sempre stato sufficiente un incantesimo blocca tempo»

«Ho riflettuto molto; non permetterò a un manigoldo di rovinare il Natale a tutti i bambini del mondo. Non abbiamo mai fatto un'inversione temporale, è vero, ma io sono BABBO NATALE e posso fare questo ed altro!»

Le renne restarono a guardare l'imponente sagoma stagliarsi contro il cielo corvino, piene di ammirazione.

Poi si levarono grida di giubilo e approvazione; persino Cometa, che si era persa gran parte del discorso, muoveva in modo composto il palco di corna.

«E ora, andiamo a riprenderci la nostra Donnola!» ruggì Klaus.


«Ragazzi, dovremmo fare qualcosa per aiutare il Padrone» esordì Freccia.

«Si è vero!»

«Giusto!»

«Ci sto!»

«Credo che dovremmo indagare anche noi, mentre lui interroga gli elfi» concluse la renna.

«Ma da dove cominciamo?» chiese Salterello.

Cometa prese il comando della situazione. «Come renna più anziana, suggerisco di dividerci in due gruppi. Uno resterà qui al villaggio e uno andrà alla cascata di miele in cerca di indizi»

Le sei renne assentirono.

«Bene» continuò Cometa «Io, Donato e Cupido andremo alla cascata; Freccia, Fulmine, Salterello e Ballerina cercheranno indizi qui. Ci ritroveremo qui alle stalle tra due ore esatte»

Le renne si separarono, con il cuore pieno di aspettativa.

«Va bene» disse Fulmine in preda allo zelo «Dobbiamo setacciare ogni angolo»

«Il solito esagerato. Non è negli angoli che troveremo le risposte» lo ammonì Freccia.

«Ah no?»

«No!»

«Quindi come pensi di fare?»

«Dobbiamo trovare il bandolo della matassa; è come srotolare un gomitolo, non puoi prendere un filo qualsiasi, devi prendere la fine» ammiccò lei.

«E dove pensi di trovarla la fine, signorina so-tutto-io?» la canzonò Fulmine.

«Nell'ultimo posto in cui è stata vista Donnola» rispose la renna.

«E quale sarebbe?»

Il muso di Ballerina si illuminò e in coro lei e Freccia esclamarono «L'elfa dei nastri!»

I quattro s'incamminarono in mezzo alla bufera per raggiungere la bottega dei nastri all'altro capo del villaggio.

Arrivati alla casetta, Salterello bussò all'uscio con le corna.

«Arrivo» cinguettò l'elfa «Oh! Le renne del Padrone»

L'elfa s'inchinò e spalancò la porta per farle passare.

«Adoro essere una celebrità» ammiccò Fulmine in direzione di Ballerina, che scosse la testa.

«Cosa posso fare per voi?» chiese la donnina.

«Donnola è stata rapita»

«Si, ho saputo» rispose triste l'elfa.

«Stiamo cercando indizi; vogliamo aiutare il Padrone a ritrovarla. Sappiamo che ieri sera è venuta da lei a prendere i nastri per la corsa di questa notte»

«Si, infatti! Ha detto che vi sarebbero serviti otto nastri nuovi per appendere i campanelli. Li ho confezionati con le mie mani, otto nastri in velluto verde»

«E via di qui, dove si sarebbe diretta?» domandò Salterello.

«Se non ho capito male, sulla sua lista c'era il nome del fabbro. La sua campana non suonava a dovere...si, mi sembra che abbia detto così»

Freccia e Ballerina si scambiarono un'occhiata.

«Ha notato qualcosa di strano?» chiese in fine Fulmine.

Ma la piccola donna scosse la testa e le quattro renne lasciarono la bottega.

«Quindi ora andiamo dal fabbro?»

«Esatto!»

Nel frattempo Donato, Cometa e Cupido si avvicinavano alla cascata di miele.

«Che freddo!» brontolò Cupido.

«Che freddo?» lo guardò di traverso Donato «Cupido, forse ti è sfuggito questo piccolo dettaglio, tu sei una RENNA!»

«Ho freddo, va bene!»

«No che non va bene! Nessuna renna di Babbo Natale ha freddo! Non hai mai sentito freddo durante tutti i viaggi che abbiamo fatto e ti viene freddo ora?»

I due battibeccarono fino all'albero di bastoncini di zucchero.

Infine Cupido abbassò lo sguardo, imbronciato.

«...o...e-pre...ddo»

«Cosa? Non ti sento, parla più forte» lo invitò Donato.

«Io...o...se-pre...eddo»

«Come dici? Cupido parla più forte, in mezzo alla tormenta non capisco nulla»

«IO HO SEMPRE FREDDO!» gridò la giovane renna.

«Cosa significa che hai sempre freddo?» chiese Donato accigliato «Vuoi dirmi che ogni volta che usciamo in mezzo alla neve, tu soffri il freddo? Per questo quando corriamo vieni sempre a sbattermi contro? Per scaldarti?»

«Si» rispose Cupido distogliendo lo sguardo imbarazzato.

«Fate silenzio!» ruggì Cometa «Ho trovato qualcosa! Dobbiamo correre ad avvertire gli altri!»


«Padrone, ho radunato tutti gli elfi nel salone dei giocattoli. La stanno aspettando» annunciò Grimpk a Babbo Natale.

«Grazie»

«Klaus, sei sicuro di voler fare tutto da solo?» domandò Klaara «Posso aiutarti!»

«No mia cara, sono certo che troverò le risposte che cerco, vai pure a riposare. Se troveremo Donnola, sarà una lunga notte»

Klaara baciò Klaus sulla guancia e andò a letto.

Babbo Natale si sedette sul suo trono e tutti gli elfi s'inchinarono ai suoi piedi.

«Miei preziosissimi collaboratori, lungi da me dubitare della vostra fedeltà, ma una delle mie renne è stata rapita. La gioia dei bambini di tutto il mondo mi sta troppo a cuore per starmene con le mani in mano, vi chiedo quindi di essere onesti e di rivelarmi tutto quello che sapete a riguardo, che siano buone o cattive notizie»

Gli elfi si misero a borbottare tra di loro poi, uno alla volta, salirono in braccio a Babbo Natale per raccontare la loro versione dei fatti.

La maggior parte di loro aveva trascorso la giornata a fabbricare giocattoli, i loro alibi reggevano alla perfezione. Quelli che non avevano trascorso la notte in magazzino, erano riusciti a produrre i testimoni che confermavano la loro versione.

Tra i suoi diecimila elfi, nessuno era riuscito a chiarire la situazione.

«Padrone, questi sono gli ultimi due elfi» lo sguardo abbattuto di Grimpk era nulla in confronto a quello di Klaus.

«Va bene Grimpk, falli avvicinare. Uno alla volta» disse Babbo Natale, ormai privo di speranza.

«Elfo Ibruk al rapporto, Padrone» il piccolo elfo si raddrizzò, sfiorando la considerevole altezza di quarantacinque centimetri.

«Cosa puoi dirmi?» domandò affabile Babbo Natale.

«Purtroppo, Padrone, non ero sul posto di lavoro oggi»

«E dov'eri?»

«Mia figlia ha avuto un bambelfo, sono diventato nonno»

«Congratulazioni»

«La ringrazio, Padrone. Ma la notizia che le porto non è questa. Forse lei non ricorda quale sia la mia mansione, data la considerevole manodopera presente in fabbrica»

Babbo Natale guardò Grimpk in cerca di aiuto.

«Padrone, l'elfo Ibruk è addetto all'ammucchiamento dei regali nella stanza dell'albero» suggerì Grimpk.

«Oh» fece Klaus «continua, ti prego»

«Ebbene, al mio posto nella sala dell'albero, oggi c'era l'elfo Orbik» il piccolo uomo allungò il braccino, invitando quello che doveva essere Orbik a salire sul trono.

«Tu sei Orbik?» domandò Babbo Natale.

L'elfo annuì.

«E hai notizie che possano aiutarmi?»

L'elfo fece un altro cenno col capo.

«Allora ti prego, dimmi...»

L'elfo guardò prima Ibruk, poi Grimpk e infine scosse il capo.

«Perché non vuoi dirmi nulla? Sei stato tu a rapire Donnola?»

«No, Padrone, non sono stato io!» piagnucolò l'elfo, offeso.

«E allora cosa temi?»

Ibruk guardò l'amico e con un cenno lo invitò a confidarsi.

«So chi ha rapito Donnola»

«Parla...»lo implorò Babbo Natale.

Orbik, titubante, salì sulle gambe dell'omone e, aggrappandosi alla lunga barba, gli sussurrò qualcosa all'orecchio.

«COSA?» tuonò Babbo Natale, in preda all'ira.


«Freccia, siamo stati dall'elfa dei nastri, dal fabbro, dal mastro dolciaio, dal lucidatore di zoccoli, dall'addobbatore di corna e dallo stalliere. Di Donnola nemmeno l'ombra»

«Lo so Fulmine, ma sento che qui troveremo qualcosa»

«A casa di Rudolph?» chiese Fulmine scettico «Ti assicuro che qui Donnola non c'è, l'avremmo vista Cupido e io»

«Non sto dicendo che Rudolph ha rapito Donnola, ma sento che lui saprà svelare il mistero»

Le quattro renne arrivano alla stalla dove viveva il vecchio Rudolph e varcarono l'entrata.

«Rudolph, sei in casa?» domandò Ballerina.

Una renna dal pelo grigio e il naso congestionato spuntò da dietro un paravento, intenta a masticare della corteccia.

«Ah, siete voi. Entrate»

«Grazie» dissero in coro i quattro.

«Rudolph, come avrai sentito Donnola è scomparsa e noi...»

«Sentito? Non sento parlare d'altro da ieri!» disse la vecchia renna, dando loro la coda.

«Da ieri?» chiese stupito Salterello.

«Seguitemi» li invitò.

«Rudolph, non abbiamo tempo per i giochetti, ci serve Donnola per decollare»

«Giochetti? Pensate che mi stia divertendo?La questione è più seria di quanto possiate immaginare»

rispose Rudolph risentito.

«Ho passato con lei tutto il pomeriggio, ieri.»

«Con Donnola?» chiese Fulmine.

«No, zuccone! Con Greta!» lo rimproverò Rudolph.

Le renne si guardarono tra loro, incapaci di comprendere.

«Soffre» aggiunse poi Rudolph.

«Ragaaaaaazzi!» la voce sinuosa di Cometa li chiamò all'esterno.

Le cinque renne si diressero verso la mangiatoia.

«Siamo tornati il più in fretta possibile. Lo stalliere ci ha detto che vi avremmo trovati qui. Guardate cosa abbiamo trovato alla cascata di miele»

Cometa buttò sulla neve un lembo di vestito in velluto rosso.

«E' lo stesso tessuto del vestito della figlia del Padrone!» disse trionfante la renna.

«E' quello che cercavo di dirvi» intervenne Rudolph «Ieri ho passato la giornata con la piccola. Soffre perché non riesce mai a trascorrere la notte di Natale con il padre»

Uno sguardo di consapevolezza attraversò tutte le renne.

«Quindi Donnola ora è...»

Rudolph mosse su e giù il palco di corna.


«Klaara, devo parlare con Greta! Subito!»

Babbo Natale, infuriato, era entrato a spron battuto nella camera della moglie.

«Perché Klaus, cosa succede?» chiese sbadigliando la moglie.

«Perché una certa signorina ha rapito una delle mie renne, ecco perché!»

«Cosa?» Klaara s'infilò la vestaglia e insieme al marito si diresse in camera della piccola Greta.

«Greta, tuo padre dice che...»

Ma la meraviglia impedì a Klaara di terminare la frase. In mezzo alla stanza da letto della piccola Greta, intenta a ruminare quintali di caramelle, c'era Donnola.

«Tu...tu...hai...tu...non ci posso credere». Klaara si afflosciò su una sedia, con il viso nascosto tra le mani.

«Padrone» disse la renna «Non sia troppo severo con la bambina, in fondo l'ha fatto perché le vuole bene. Lasci che si spieghi»

Il volto paonazzo di Babbo Natale si rilassò un poco e, afferrata una sedia, invitò Greta a parlare.

«Tu lavori sempre a Natale» iniziò la piccola «non sei mai qui con me quando scarto i regali. Ho pensato che se la tua renna pilota fosse sparita, quest'anno saresti stato tutto per me»

Gli occhi di Klaus e di Klaara si riempirono di lacrime.

«Ti rendi conto, però, di quale guaio hai combinato?»

Greta mise il broncio e scoppiò a piangere.

«Padrone, sono solo le tre di notte» disse Donnola «Un buon incantesimo blocca tempo e siamo ancora in corsa»

«Mi dispiace papà, non volevo farti soffrire e non volevo far soffrire nemmeno gli altri bambini. Vai pure a lavorare»

Come avrebbe potuto, Babbo Natale, rendere felici milioni di bambini e dare un dispiacere proprio alla sua?

«Greta, ti andrebbe di consegnare i regali con me quest'anno?» le chiese.

«Dici sul serio?» sul visino della piccola si allargò un gran sorriso, poi saltò in spalla al padre e con lui scese in magazzino.


«Klaara, Grimpk, assicurate bene le cinghie»

«Si, caro»

«Agli ordini, Padrone»

«Bene Greta, ora tu mettiti in groppa a Freccia e legati con la cintura» le disse Klaus.

«Evviva!» esclamò la bimba.

Klaara si avvicinò al marito «Non sentirà freddo?»

«No, le ho fatto un incantesimo riscaldante»

«Klaus...»

«Si, Klaara?»

«Come hai fatto a scoprire che era stata Greta a rapire Donnola?» domandò la donna.

«L'elfo Orbik. Stava lavorando nella sala dell'albero, quando oggi è spuntata Greta, ricordi?»

La moglie annuì.

«Dopo che l'hai sgridata, Greta è andata in camera sua, ma prima di uscire ha detto qualcosa. Sul momento noi non vi abbiamo badato, ma Orbik ha sentito tutto»

«E cosa ha detto?» domandò Klaara curiosa.

«Più o meno questo "avrei dovuto chiedere una tonnellata di giocattoli in più in quella lettera"»


«Siete pronti?» la voce di Donnola richiamò agli ordini le altre renne.

«Pronto e scattante» disse Fulmine.

«Scalpitante» ruggì Salterello.

«Ho gli zoccoli che si muovono da soli» sorrise Ballerina.

«Al secondo» ammiccò Freccia.

«La-la-la-la-la-la. Dimmi stella dove devo andar» canticchiò Cometa.

«Pronto e Caldo» gongolò Cupido con il suo nuovo maglione rosso fiammante.

Lui e Donato si scambiarono uno sguardo d'intesa, prima che quest'ultimo aggiunse «Parti!»

Babbo Natale saltò a bordo e le renne si staccarono dal suolo.

«Voliamo» gridò entusiasta Greta.

«Buon viaggio» augurò loro Klaara.

La slitta partì liberandosi nel cielo, sempre più in alto.

Babbo Natale spronò le renne ad andare più veloci, poi si voltò e guardò nel calesse accanto a lui.

«Accendi il naso Rudolph, sarà una lunga notte e avremo bisogno di luce!»


[Senza un po' di magia non è Natale. Buone Feste a tutti! Ladeeflake]



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