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lavoro pubblicato lunedì 22 novembre 2010
ultima lettura mercoledì 15 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL NATALE DI BABBO NATALE

di ANGELA PRESTIANNI. Letto 3299 volte. Dallo scaffale Fiabe

IL NATALE DI BABBO NATALE Babbo Natale nella sua casetta sperduta in mezzo ai boschi innevati percorreva, con aria molto preoccupata, avanti e indietro il salotto con passo deciso. Il fuoco scoppiettava allegro nel camino ed una grossa pentola bor...

IL NATALE DI BABBO NATALE


Babbo Natale nella sua casetta sperduta in mezzo ai boschi innevati percorreva, con aria molto preoccupata, avanti e indietro il salotto con passo deciso.

Il fuoco scoppiettava allegro nel camino ed una grossa pentola borbottava sulla stufa perché ormai la minestra era cotta e stracotta. I gattini erano raggomitolati uno accanto all'altro e dormivano sul morbido tappeto. Il grosso cane San Bernardo era rientrato dalla sua quotidiana passeggiata e dopo essersi scrollato, con decisione, la neve dal corpo si mise ad annusare la ciotola nella speranza che il suo padrone la riempisse.

La stanza era piena per metà di sacchi che contenevano lettere che provenivano da ogni parte del mondo. Molte erano fuoriuscite e ricoprivano il pavimento di legno.

Il vecchietto in pantofole e vestaglia di calda flanella pareva davvero molto nervoso e stava quasi per fare il solco sul pavimento da quanto stava passeggiando.

Qualcuno bussò alla porta e ribussò finchè il cane si mise ad abbaiare e così finalmente si fermò un attimo ed andò ad aprire. Nevicava abbondantemente e la persona all’uscio pareva un pupazzo di neve. Il nostro bianco nonnino si stropicciò bene gli occhi, scostò la neve dal volto dello sconosciuto e si allargò in un sorriso quando vide che era Robin. Il ragazzo ogni giorno si preoccupava di andare a trovare l'anziano signore. Le famiglie del villaggio a turno mandavano ogni genere di prelibatezze alla casa su in montagna, perché tutti volevano bene a Babbo Natale. Appena entrato Robin si tolse la giacca a vento, guanti, sciarpa e cappello e corse vicino al fuoco per scaldarsi.

Il nonno, curioso, infilò il naso nello zaino ed iniziò a prelevarne il contenuto appoggiando le vivande sul tavolo. Allo sprigionarsi di deliziosi profumi gli animaletti che vivevano in casa si svegliarono e si avvicinarono al tavolo. I gattini più piccoli si arrampicarono su per le sedie e con balzi mirati in un lampo s’infilarono addirittura dentro la sacca. Il nonno li tirò fuori e li rimproverò dolcemente. –< Prima i vecchietti e poi voi, abbiate pazienza! >- Robin con le guance arrossate per il freddo e la goccia al naso osservò divertito la scena, però si accorse subito che qualcosa non andava. Gli occhi del suo caro amico erano tristi e preoccupati!

Babbo Natale iniziò a mangiare, ma smise quasi subito. I brutti pensieri erano tornati a tormentarlo. Il ragazzo gli si avvicinò e si offrì di aiutarlo per risolvere il problema che lo affliggeva così tanto. Il nonno con le lacrime agli occhi gli mostrò tutte le letterine e affermò che quell’anno non avrebbe potuto distribuire i regali a tutti i piccoli del mondo che lo aspettavano. Le sue renne erano ormai diventate vecchie come lui e non avevano più la forza di trainare la slitta. Inoltre anche la slitta era ormai consumata e non riusciva a trovare nessun falegname che potesse rimetterla in sesto.

I giochi era pronti, come ogni anno! < Come avrebbe fatto a trasportarli e consegnarli? >si chiedeva continuamente Il povero nonno non riusciva a trovare una soluzione a quest’enorme problema. Giunse l’ora di andare per Robin che promise a Babbo Natale di pensarci e forse qualche idea a qualcuno sarebbe potuta scaturire.

Nel villaggio la notizia suscitò scalpore e tutti si misero a pensare e ripensare, ma niente da fare……!

Il giorno dopo comparve nel cielo un grosso elicottero, apparteneva ad un potente e ricco signore che non avendo mai ricevuto alcun regalo da Babbo Natale quando era piccolo voleva andare di persona a chiedergli il perché. Dovete sapere che questo magnate dell'alta finanza non si era mai reso conto di comportarsi male con gli altri. Sin da piccolo aveva imparato solo a vivere di prepotenze e sorprusi. Aveva accumulato grandi quantitativi di denaro, ma non aveva mai pensato di aiutarei più deboli e bisognosi. Si fece accompagnare dal nostro vecchietto e con aria baldanzosa ed in modo villano lo rimproverò aspramente per non aver mai ricevuto regali per le feste di fine anno, ma se li era sempre comprati da solo. Gli fu risposto che Natale era la festa della bontà, della serenità, della pace e lui non conosceva il significato di queste parole.

A Robin però mentre ascoltava tutti questi discorsi venne in mente un’idea favolosa.

Il prepotente si sarebbe potuto riscattare per le proprie malefatte ed i bimbi avrebbero potuto avere i regali anche quell’anno. Già invece della slitta Babbo Natale avrebbe potuto usare l’elicottero!

Gli occhi del bianco nonnino tornarono a brillare per la gioia e si mise addirittura a saltellare e danzare felice come un ragazzino. In un battibaleno tutti si adoperarono per aiutarelo e presto il carico di doni fu pronto.

Le pale dell’elicottero si misero in moto e il nostro caro vecchio partì per la sua missione.

Le renne serene poterono riposare nella stalla al caldo, la slitta fu portata da un bravo artigiano e messa in riparazione. Il signore potente finalmente capì che la felicità si ottiene quando i più forti aiutano i più deboli e se ne tornò a casa sua. Quell’anno finalmente ricevette un bellissimo trenino di legno laccato con sfavillanti colori. Era il dono che aveva sognato da sempre e per la commozione si mise a piangere come un bambino.

Non lo aveva ottenuto grazie ai suoi soldi, ma per la bontà dimostrata.

Durante la notte di Natale i sogni dei bimbi furono leggermente disturbati da un ronzio d’ali, ma al risveglio i doni erano tutti al loro posto in tutte le case del mondo!



Commenti

pubblicato il 06/01/2011 11.43.55
mifi77, ha scritto: Mi complimento per la bellissima favola, per l'ambientazione e per il significato. Mik

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