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lavoro pubblicato venerdì 19 novembre 2010
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Bei tempi fighi quelli

di spitz. Letto 1339 volte. Dallo scaffale Pulp

  Quando ero giovane i Sex Pistols spaccavano il culo ai passeri. Poi sono arrivati quelli della protezione animali…ma questa è un’altra storia. La mia storia è che io ero il bassista di un cazzo di gruppo punk. Si il ba...

Quando ero giovane i Sex Pistols spaccavano il culo ai passeri. Poi sono arrivati quelli della protezione animali…ma questa è un’altra storia. La mia storia è che io ero il bassista di un cazzo di gruppo punk. Si il bassista. Ero il più basso del gruppo e allora il cantante disse “tu sarai il bassista”. Il cantante, beh, quello era uno veramente figo. Era l’intellettuale del gruppo lui e diceva a tutti quello che dovevano essere. Nessuno lo capiva veramente tranne quando li mandava a fare in culo. Allora era tutta un’armonia. Ci chiamavamo i self-fucked che, il cantante che era l’unico che sapeva l’inglese ci aveva detto che era figo. E noi …figo lo capivamo. Noi poi eravamo io e il cantante. Allora il cantante, che vi avevo già detto che era proprio uno figo, un giorno arriva nel bar dove di solito ci si incontrava e si porta dietro una specie di gorilla. Lui è il “gorilla” dice, appunto, è il nostro nuovo batterista. Il gorilla suonava la batteria insomma e qualche volta suonava pure me. Infatti sulle locandine avremmo scritto “il Gorilla” (suona la batteria e a volte anche il bassista). Eravamo vera merda punk. Il cantante poi un giorno fa “esco un attimo a trovare un chitarrista” e scomparve per un paio d’ore. Tornò verso sera con una tizia che aveva fatto già il tagliando dei 30.000 almeno un duecento volte ad occhio, “è lei il fottuto chitarrista?” chiesi io con fare molto punk…lui indispettito disse “no lei suona il flauto, il mio”…è la nostra groupie. Il gorilla che non c’azzeccava ancora con il linguaggio tecnico di noi musicisti punk decise di spezzarmi una mascella. Fallo di frustrazione sentenziò il cantante. Comunque pochi giorni dopo il cantante, che nel frattempo era diventato Gianni il Marcio, nome d’arte figo sentenziai io dopo aver scrutato le intenzioni del Gorilla, si portò dietro un tipetto magro magro alto alto con i capelli sugli occhi…”lui è Cazziacidi…il nostro nuovo chitarrista”, domani tutti qui alle 9.00 che si prova”. L’indomani arrivai al bar alle nove…il Gorilla mi centrò subito con il suo buonumore e un gancio da 200 chili…era li dalle nove del mattino perché non aveva mica capito di che nove stessimo parlando…Cazziacidi arrivò subito dopo ancheggiando sinistramente…Gianni il Marcio si presentò a mezzanotte con un flacone formato famiglia di lacca in una mano e la groupie di traverso sulla schiena. Si piazzò al centro della sala e proclamò “questa è la nostra droga ragazzi, i boheme hanno l’assenzio, i metallari le canne, i figli di papà le pugnette, noi ci faremo di lacca”. Cosi fummo iniziati allo sniffo della lacca…io ne tirai un po’ da un fazzoletto smoccolato che mi passò la groupie, il Gorilla se la sparò direttamente nella narice dopo aver strappato l’augello a morsi come fosse una bomba a mano, Cazziacidi se la spruzzò direttamente sui capelli ottenendo una passabile cotonatura. Cazziacidi era proprio avanti….Provammo tutti e settantasette i pezzi che il Marcio aveva scritto in poco più di una settimana. Avemmo qualche difficoltà. Cazziacidi sapeva suonare solo il LA, il SI e il DO. Tutte le nostre composizioni erano dunque variazioni di quelle tre note. Le ultime, in realtà erano canzoni mute, avendo il Marcio spuntato da un foglio tutti i giri possibili. “Musica Lisergico-punk-metempsicotica”, chiuse la questione il Marcio. In compenso io suonavo il basso “schivando”, una tecnica che avevo messo a punto per schivare i calci volanti del Gorilla che tra una rullata e l’altra, intendeva impreziosire il suo repertorio, fracassandomi le ossa. Comunque eravamo fighi. Il gruppo più punk figo della zona. A volte anche il più figo gruppo punk della zona, a seconda di come gli riusciva di scriverlo alla groupie sulle locandine. Il padre di Sticazzi ci fece ottenere il primo ingaggio. Il padre di Sticazzi aveva fatto i soldi nel campo delle pompe funebri e aveva conoscenze nell’ambito dell’organizzazione di matrimoni, feste e compleanni. Ci aveva procurato una scrittura ad un ballo di ottuagenari della famosa casa di cura Mengele, “un’oasi di pace eterna a soli due passi dal centro”. Lì prediligevano il liscio e, per l’occasione, ci mettemmo in ghingheri. Io indossavo il completino blu della cresima, sono piccolo l’ho detto, non mi andava poi mica stretto, il Gorilla indossava il padrino della sua di cresima, il Marcio uno smoking salmone, non tanto per il colore ma per il tanfo, Cazziacidi un fantastico vestito rosso carminio molto scollato con gli spacchi ai lati…lui era proprio avanti. Attaccammo il nostro primo pezzo, scritto dal Marcio per l’occasione “Fucking Casadei Punk”…e subito dall’attacco eravamo molto punk…molto arrabbiati…”Mio padre è un vero punk…mia madre una panchina…non tiro tutto il giorno se non sniffo naftalina…”…si eravamo davvero arrabbiati…ma il pubblico era molto più arrabbiato di noi…”guarda come pogano sti cazzo di ottantenni” gridava il Marcio come un ossesso…effettivamente sti tipi di vecchiacci si erano avvicinati al palco e premevano da sotto…tutti belli paonazzi tra uno stridio di dentiere…e noi continuavamo a picchiare duro…il Gorilla in particolar modo me le dava di santa ragione “ vai col SI sticazzi”…urlò trasfigurato il marcio e attaccò a cantare “SI SIiii SIIII SIA…voglio tutta qui la polizia…SI SII SIAA voglio dare fuoco a casa mia”…in quel mentre la polizia arrivò davvero. Io fui preso subito e un po’ non mi dispiacque essere allontanato dalle attenzioni del Gorilla, il Gorilla stesso fu impalato direttamente sul palco in posizione fetale, oggi credo faccia bella mostra di se al museo di scienze naturali, il Marcio riuscì a battersela minacciando tutti con un flacone di lacca…quanto a Sticazzi…beh, lui era avanti e si era offerto come vittima sacrificale allo stuolo di pulotti nerboruti ed incazzati….

Così finì la mia carriera di bassista di gruppo punk. Ma cazzo che bei tempi fighi quelli…



Commenti

pubblicato il 19/11/2010 13.59.12
tartaruga82, ha scritto: molto carino! secondo me il punk è un po' dentro ad ognuno di noi, anche inconsapevolmente!
pubblicato il 19/11/2010 14.41.02
Kitsune, ha scritto: tempi punk! XD

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