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lavoro pubblicato venerdì 19 novembre 2010
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I fantasmi non hanno prezzo

di trap56. Letto 937 volte. Dallo scaffale Sogni

PHANTASMA gli piaceva, ma era troppo lunga come firma. Scelse GHOST: sulla T a mo' di gruccia, appese un beffardo fantasma.Carlo Rivolta ammirò la home page del suo nuovo blog. Anonimo."Mi rivolgo a chi, giovane e non, rifiuta di finire pas...

PHANTASMA gli piaceva, ma era troppo lunga come firma. Scelse GHOST: sulla T a mo' di gruccia, appese un beffardo fantasma.
Carlo Rivolta ammirò la home page del suo nuovo blog. Anonimo.
"Mi rivolgo a chi, giovane e non, rifiuta di finire pastorizzato e omogeneizzato nel tritatutto del conformismo culturale.
Ogni settimana suggerirò un tema; voi gli darete vita con la scrittura o con la grafica, su fogli massimo 50 x 70. Li appenderete dove la notte si fa grigia: vecchi muri scrostati; piloni di cemento; alberi invecchiati, vagoni del treno e della metropolitana, tetri muri perimetrali.
Firmati tutti GHOST (con il fantasmino!).
La prima settimana agirò da solo; poi vi aspetto numerosi!
Sia ben chiaro: nessun concorso, né premio, né vincitore."
Era un creativo di professione, lui:
"Carle', comincia a buttar giù qualche idea per la prossima stagione estiva. Il cartellone è ricchissimo e molto costoso: se non coinvolgiamo un sacco di gente l'opposizione ci massacra. Sobilla il genio, Aladino!". Così gli parlava il Capo di Gabinetto del Sindaco: Carlo, dipendente comunale, era il motore di tutte le campagne pubblicitarie della sua amministrazione, il motore primo dell'Ufficio Comunicazione. Da anni inanellava successi; in cambio non aveva mai chiesto soldi, ma libertà di scelta su contenuti e modalità. Si sentiva un artista, non un tecnico.
Solo un paio di scazzi con i politici: siccome ci coglieva sempre, nessuno osava contrariarlo.
La prima scorribanda di GHOST non lasciava dubbi sulle intenzioni del suo ideatore:
"Conta solo la Borsa, meno la fantasia"? (*)
Fece ricorso a stili e tecniche diversi dai suoi soliti, per evitare che risalissero a lui. "E poi - si era detto - è giusto che anch'io mi lasci stimolare a nuove sperimentazioni".
Piazzò una decina di fogli 50 x 70 in punti che sapeva strategici per le transumanze giovanili. Mentre li incollava si ritrovò tuffato indietro nel tempo, quando si parlava di tazebao, di fantasia al potere: sembrava tutto così facile, lineare, raggiungibile al volo. "Eh, stai invecchiando... - sentì sussurrare dall'interno - Hai nostalgia di quando la tua irriverenza metteva i primi peli. Ne è passata di acqua sotto i ponti...Hai visto fallire le rivoluzioni del XX secolo, però adesso puoi aiutare i giovani a non farsi infinocchiare da quelli che, una volta al potere, mettono la museruola ai vecchi compagni di strada. Appiattiscono. Mortificano e annullano le differenze. Uccidono la voglia di cambiare." Sentiva il pericolo della retorica, in queste considerazioni notturne, ma era convinto della loro forza. Voleva che se ne parlasse e discutesse il più possibile.
Fotografò i manifesti e li espose sul blog. La profonda conoscenza degli strumenti e dei meccanismi della comunicazione in Rete gli consentì di stabilire una fitta ragnatela di contatti e intrecci con blog, siti, motori di ricerca. In poco tempo l'aggiornamento dei suoi contenuti era già a disposizione di decine di migliaia di potenziali fruitori attivi e passivi. Non tardarono ad arrivare commenti, suggerimenti, critiche, adesioni.
La prima performance di gruppo (tema: ‘Il cervello ha più canali della TV') fu già un piccolo successo: ventun manifesti appesi, fotografati e messi sul blog. Tutti siglati GHOST.
Adolescenti e giovani, si sa, son paglia che s'infiamma anche con braci spente. Mettici pure l'esibizionismo, il gusto della trasgressione, il fascino delle azioni notturne: nel giro di un mese il blog era uno dei più visitati, anche all'estero. I manifesti cominciarono a dilagare, illuminando vaste superfici altrimenti scialbe e opache. Alcuni incursori si spinsero perfino nelle zone del Centro Storico, pur astenendosi da gesti troppo plateali e provocatori, come suggerito da Carlo.
Cominciarono anche i guai.
Dal blog:
"Ci siamo: sono partite denunce contro ignoti. C'è un'ordinanza del Sindaco ("Disposizioni per contrastare atti vandalici di danneggiamento e/o di imbrattamento del patrimonio pubblico e della proprietà privata") che prevede sanzioni pesanti anche contro quelli come noi. State attenti, evitate le zone che vi ho già indicato, girate sempre almeno in due: uno faccia il palo.
Io dovrò cambiare spesso dominio e host, ma so che mi rintraccerete sempre. Basterà che uno mi stani, poi sarà il passaparola.
Hasta siempre GHOST!".
Fu una migrazione continua, un popolo alla perenne ricerca di un Mosè qualsiasi che lo guidasse verso la terra promessa. Anch'essa mai ferma.
L'onda fantasma cresceva, i manifesti si succedevano ai manifesti e ai piccoli murales. Erano testi scritti, elaborazioni grafiche al computer, oli, acquarelli, pastelli, aerogrammi, pirografie... La fantasia e la qualità degli elaborati erano cresciute di parecchio rispetto all'inizio. Carlo Rivolta salvava tutte le fotografie inserite nelle varie versioni del blog; le catalogava per tema e per tecnica espressiva. Si riprometteva di stamparle tutte, un po' per volta.
I temi che proponeva non erano mai banali: citazioni di varia provenienza, fatti di cronaca, scelte politiche e amministrative del momento. Controvoglia aveva dovuto ricorrere alla censura, cancellare alcune riproduzioni di manifesti razzisti o inneggianti all'odio e alla violenza.
"SEI ANCHE TU COME TUTTI GLI ALTRI!" s'incazzarono alcuni utenti del blog.
"No: mi attengo ai principi della Costituzione. Da questi non intendo derogare."
Il fenomeno GHOST era finito nel mirino, oltre che delle Forze dell'Ordine, dei mass media: servizi in Tv (prima solo il Regionale, poi una serata su Rai3); quotidiani e settimanali. Dibattiti accesi, fazioni in campo, richieste di interventi repressivi, levate di scudi. Sociologi, psicologi, politologi, tutto-e-nientologi. Già stava per uscire il primo libro. Massima allerta, pensò e scrisse Carlo:
"Non facciamoci triturare dall'industria culturale! Questo è il tema per le prossime due settimane."
L'attacco arrivò proprio a lui. Un messaggio sibillino nel blog:
"GHOST vale centinaia di migliaia di euro... se lasci fare a noi".
Ne seguirono altri di questo tenore: li denunciò come specchietti per le allodole, tentativi di farlo uscire allo scoperto e incastrarlo.
"Specchietto per le al1000.000dole? manda una mail a questo indirizzo..."
La curiosità non è solo femmina: dopo alcuni giorni, Carlo cedette. Tramite una serie di messaggi automatici in codice si stabilì il contatto: si incontrò - emozionato, inutile nasconderlo - con uno dei guru della principale agenzia pubblicitaria nazionale. L'uomo venne subito al sodo:
"Se lei ci cede l'uso esclusivo del marchio, noi le offriamo duecentomila euro e un contratto di assunzione pluriennale a quattrocentomila euro lordi l'anno. Non può dire di no".
Lo disse, stringendo i denti e il cuore. L'altro lo salutò con un sorriso beffardo:
"La prossima volta sarà lei a cercarci, è troppo intelligente."
Fu di umore tetro per alcuni giorni, non rispose ai commenti sul blog, tardò a indicare il nuovo tema. Rifletteva. Sognava a occhi aperti... Da tempo desiderava acquistare un loft in città per trasformarlo in un laboratorio di arti grafiche: voleva aiutare i giovani a sviluppare i loro talenti, a impadronirsi delle tecniche per liberare la creatività:
"Dipingi il tuo cervello:
getta il telecomando
e torna al pennello!".
Ma i soldi non li aveva, nemmeno con un mutuo per l'eternità. Ora invece, volendo...
Poi venne la doccia fredda. Carlo Rivolta bruciò chili di peso e miliardi di neuroni per la campagna elettorale, ma il ‘suo' sindaco non fu rieletto. Perse anche quello. L'onda lunga nazionale lo spazzò via. E adesso? Come poteva lavorare per una parte politica che aveva sempre detestato e avversato? Hai voglia a ripeterti che sei solo un tecnico.
Con sua sorpresa, lo chiamò a colloquio il nuovo Capo di Gabinetto. Un altro che andava subito al sodo:
"Sappiamo bene come la pensi, non ti chiediamo di passare dalla nostra parte. Ma di lavorare per noi, sì. Sei troppo bravo per metterti da parte. Sappiamo qual è il tuo sogno: tu mettici a disposizione il tuo genio creativo e noi ti metteremo a disposizione, senza alcuna spesa, un loft di 150 metri quadrati. Quasi in Centro. Il Sindaco ti da due giorni per riflettere."
Contrattò per averne quattro. Uscì dalla stanza senza nemmeno salutare, torvo. Due violenti attacchi in pochi giorni. Proprio ora che GHOST si era diffuso al punto da non poter più essere controllato e veicolato da nessuna autorità, da nessuna macchina fabbrica-soldi. E adesso toccherebbe proprio a lui minarlo.

Non dorme da tre giorni. Ha fumato il tabaccaio dell'angolo e bevuto la torrefazione della via parallela alla sua. Non riesce a star fermo, né di corpo né di mente. Accatasta e butta all'aria pile di ragionamenti. Il più grande amore di Carlo è il suo lavoro: anche senza l'allettamento del loft (che comunque lo lusinga non poco) vorrebbe continuare a portarlo avanti:
"Ma come faccio con quelli? Mi viene il vomito quando li sento parlare, li vedo, li annuso".
Però...:
"In fin dei conti, io sono solo un tecnico, un professionista. Non sono io che ci metto i contenuti".
A chi vuol darla a bere?
Lo lusinga la proposta dell'Agenzia pubblicitaria: un remuneratissimo riconoscimento al suo genio, alla sua professionalità; la possibilità di lavorare in grande. E l'assassinio di GHOST.
Per tenerlo in vita...
"... dovrei farmi trasferire in un altro ufficio: a cinquantatre anni, senza averlo scelto, intraprenderei il lento, noioso avvicinamento alla pensione, senza più stimoli e gratificazioni". Basterebbe GHOST a compensarlo?
Non va sul blog, non scatta foto. E' allarme rosso nella community; in un modo o nell'altro l'hanno tolto di mezzo?
Domani scade l'ultimatum; nella notte, reggendosi solo su fumo e caffè, Carlo trascina piedi e pensieri sul lungo- fiume. Sotto un ponte due adolescenti armati di spray stanno invocando il ritorno di GHOST. Quando lo vedono cercano di nascondersi; lui sorride e li tranquillizza. Parlano un po' di tutta la vicenda:
"Tu sembri uno a posto: cosa sta succedendo?".
Carlo si infervora, come un padre orgoglioso ma timoroso. Uno dei ragazzi di colpo lo fissa negli occhi:
"TU sei GHOST!"
Lui scuote la testa, sorride:
"GHOST siete voi e tutti quelli come voi. E' la vostra speranza, la vostra voglia di cambiare le cose. Di essere vivi. Fatelo vivere!"
"Ghost non morirà mai!" gli grida il ragazzo. E le sue dita gli imprimono l'urlo nel braccio.
E' la frase che Carlo Rivolta, a casa, inserisce a caratteri cubitali in testa al blog. Prima di finire travolto dalla valanga di barbiturici che ha ingerito.
Lasciando GOST senza padre ma vivo e con tanti figli.


* Da ‘Addio Milano', di Pierfrancesco Poggi



Commenti

pubblicato il 19/11/2010 12.35.53
spitz, ha scritto: bravo...bravo...bravo!!! voglio essere adottato...da ghost...
pubblicato il 19/11/2010 13.55.55
trap56, ha scritto: adozione a distanza, ovvio... grazie,hai sempre molta pazienza, a leggere testi così lunghi!
pubblicato il 30/12/2010 17.50.00
keziarica, ha scritto: grande, ben scritto. lineare, facile da leggere e accattivante. sei davvero bravo. complimenti! non stento a credere che tu possa essere il padre di chissà quale altro capolavoro creativo!!
pubblicato il 30/12/2010 17.58.13
trap56, ha scritto: ohibò, di fronte a tante lodi e a tanta simpatia quasi mi dispiace doverti deludere: quello che scrivo lo puoi trovare tutto qua dentro, non vado oltre. Sono un umile artigiano della parola, niente capolavori. Grazie per l'attenzione e la simpatia. ... e Buon 2011!

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