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lavoro pubblicato martedì 16 novembre 2010
ultima lettura sabato 2 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Pulp Tale I

di skywalker. Letto 1139 volte. Dallo scaffale Pulp

Mi sveglio, non so dove diavolo sono. In questa stanza nessuno ha aperto le finestre da giorni.Intorno a me ci sono dei corpi, quattro o cinque,non riesco a vedere bene. Forse non ho dormito ma sono svenuto. Forse nessuno dorme veramente,sveniamo ogni ...

Mi sveglio, non so dove diavolo sono. In questa stanza nessuno ha aperto le finestre da giorni.Intorno a me ci sono dei corpi, quattro o cinque,non riesco a vedere bene. Forse non ho dormito ma sono svenuto. Forse nessuno dorme veramente,sveniamo ogni notte e ogni giorno cerchiamo di capire cosa è successo la notte prima. Già,che cosa mi è successo? Ricordo solo che stavo in quel vecchio locale di Soho, girava una canzone degli Stones, oppure dei Kinks e tutti erano completamente fuori. Di colpo mi sento toccare le spalle: sono 4 ragazze giapponesi. Oppure cinesi? Oddio che confusione…. Da subito mi erano sembrate stupende, però il mio livello di alcol nel sangue bastava per poter farmi sembrare qualsiasi donna come quella della mia vita, come quella con cui avrei potuto avere una bella famiglia, in una di quelle case a schiera, in un quartiere pulito,pieno di brava gente, alberi che d'autunno colorano la strada di rosso e cani che abbaiano nei cortili. Una macchina nuova, scintillante e il frigorifero sempre pieno.
No aspetta, sto perdendo di nuovo il filo….dov'ero? Si, le ragazze coreane…..
Una di loro mi ha baciato, ho sentito qualcosa che mi scivolava in bocca, una pasticca credo, anche perché dopo 10 minuti ho cominciato a non vedere più nulla con una sola forma. E poi qui.

I miei ricordi si limitano a questo,credo.

Mi guardo un po in giro, è pieno di posacenere pieni, bottiglie vuote e piatti con resti di cibo…. Mio Dio che puzza, ho davvero mangiato questa merda? Noi mangiamo per nutrirci o per cercare di riempire lo stomaco finché non scoppi? E' solo un altro modo per riempire un vuoto.
Non ne posso più di questa stanza e cerco una porta. L'unica che riesco a vedere è rossa, sembra una di quelle porte da night club, dove dietro trovi una spogliarellista polacca di 19 anni, venuta in Inghilterra per lavorare e poi finita a vendersi per poche sterline…Dio che puzza. Apro quella dannata porta, la vista di quello che ho davanti mi provoca un brivido lungo una vita, sto sudando freddo, da dietro sento delle voci, forse chi era con me sta cominciando a rinvenire… e anche ad urlarmi contro. Cerco di mettere bene a fuoco e poi un forte colpo alla testa spezza i miei pensieri. E' questa la sensazione prima di morire? Ho visto in tanti film personaggi che prima della loro morte ricordavano la vita: una serie di flash, immagini di te da bambino, tua madre ti porta a scuola e ti dice che siete in ritardo, la prima ragazza, la prima scopata, il primo lavoro… Io però sto provando una cosa diversa,c'è solo buio, c'è solo un vuoto, forse vuol dire che non sono morto. Mi sento dentro una scatola di acciaio a 40 piedi sottoterra e sopra il mondo che scorre completamente uguale a prima: piove, la regina prende il te e tutta la popolazione inglese cerca di arrivare a fine giornata senza svenire. Vorrei vedere qualche bel flash, in realtà: le notti passate in giro ad ubriacarmi, i palazzi lunghi, pieni di luci e a volte completamente storti. Niente ci appare totalmente dritto, o sano; nemmeno prima di morire.

Mi risveglio di nuovo, in un altro posto. Sento il sangue scorrere sulla faccia e sulle braccia: mi devono proprio aver dato un colpo in testa, perché ho dolori lancinanti. Dieci secondi per schiarirmi le idee e scopro che sono totalmente a testa in giù, appeso per i piedi su un gancio da macelleria, intorno a me quarti di bue e la solita puzza. Ci sono odori che non ci lasciano mai, che senti e sentirai la maggior parte dei giorni belli della tua vita, che potranno essere dannatamente pochi, ma sono quelli che ricordi di più. Beh sicuramente questo non è uno di quelli, immagino. Se penso che ieri sera ero in un locale con 4 ventenni e adesso sono appeso per i piedi in quella che ha l'aria di essere una cella frigorifera, mi viene da piangere. Però lascio stare, ho sempre creduto di voler morire con dignità. Mentre mi perdo in questi pensieri inutili si apre la porta. Entrano degli uomini vestiti di nero, orientali e soprattutto con l'aria non molto simpatica. Fra di loro ce n'è uno che si distingue: è più vecchio e nonostante veda tutto al contrario, mi sembra che sia il capo. Strane persone gli orientali, contaminati dalla cultura occidentale solo dalle cose brutte, solo dal vestirsi di nero e portare occhiali da sole con lenti scure in qualsiasi parte della giornata.
Il capo ordina a uno degli altri di slegarmi, o almeno così capisco, parlano in cinese… Erano cinesi forse le ragazze e sicuramente non erano ragazze normali. Devo aver fatto qualcosa di sbagliato, qualcosa che questa gente non può perdonarmi.
Finisco con la faccia per terra, il pavimento è gelido, la puzza sempre insopportabile e la mia testa è sempre più a un rave party non autorizzato. Ma forse fra un po' sarà tutto
finito. Mi alzano e il vecchio mi mette davanti alla faccia delle foto: di nuovo quella sensazione. No so se sono più freddi i miei occhi, il mio sudore oppure la stanza intera. Vedo i corpi di 4 ragazze praticamente a pezzi, sangue sulle pareti e una lunga spada in un piatto.Accanto altri piatti, con resti umani dentro: il cibo di qualche pensiero fa. Non posso credere di aver fatto tutto questo. Non posso credere come il sole vigliaccamente si nasconda dalla nostra vista e come la notte non abbia colori.

Il vecchio grida qualcosa e tira le foto a terra; è finita, penso.
Non ce la faccio a parlare o forse non ho voglia. E penso che sarebbe meglio finirla qui. Poi una foto attira la mia attenzione: una sesta persona, un uomo alto, con i baffi. Non si vede bene, dev'essere il riflesso della sua immagine sulla finestra. Ha in mano la macchina fotografica. Forse è lui ad aver fatto tutto questo. Cerco di concentrare tutte le mie forze per dirlo al vecchio ma lui mi anticipa: tira fuori una pistola e la carica. Poi dice delle parole incomprensibili. Poi….


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