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lavoro pubblicato martedì 22 aprile 2003
ultima lettura venerdì 20 aprile 2018

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L'ottimismo del Cavaliere

di Nonno Enzo. Letto 1104 volte. Dallo scaffale Attualita

L'ottimismo del cavaliere 01.01.03 di nonno Enzo Nell'aria aleggia ancora il profumo di mili...

L'ottimismo del cavaliere 01.01.03 di nonno Enzo Nell'aria aleggia ancora il profumo di milioni di panettoni e pandori aperti dall'Italia che, in questi giorni si scopre opulenta, ma anche un po’ lagnona e mangia e beve e pensa che forse c'è ancora tempo per le preoccupazioni. Persiste anche una umidità forte, dovuta forse alle centinaia di migliaia di bottiglie spumantine stappate per brindare e per mandare giù i panettoni che rischiano di fermarsi a mezza strada nell'esofago già mezzo intasato dal cenone di fine anno. L'aria è ancor pregna del fumo dei botti di fine anno, si contano i morti e i feriti di una tradizione che tutti a mente fredda ritengono, incivile, dannosa, dispendiosa, incomprensibile ma che, il trentuno dicembre provoca una febbre collettiva che vuole esorcizzare il male, le preoccupazioni, le difficoltà di un anno intero, ficcandole nella bara dell'anno che muore a furia di tric-trac, bombe e mortaretti vari. La dove un tempo, la mattina del primo gennaio , nelle strade, regnavano i resti di suppellettili divenute inservibili e messe da parte nel corso dell'anno sui balconi e nelle cantine per essere scaraventate dalle finestre la notte di San Silvestro, oggi si ritrovano i resti di spettacoli pirotecnici familiari e cosa gravissima, con alcuni ordigni non esplosi che ci costringono a contare ancora i bambini infortunati per aver recuperato e tentato di far esplodere bombe residuali con conseguenze disastrose. Ancora assonnati e stanchi per le fatiche festive e festose della notte di capodanno, con l'odore del caffè che dalla tazzina che abbiamo sotto il muso ,si arrampica verso le nostre narici, accendiamo svogliatamente la TV per ascoltare come vuole la tradizione, le cifre dei danni provocati dai botti. Telecomandando l'apparecchio ci imbattiamo nella replica della conferenza stampa di fine anno del Premier che, con un linguaggio pomposo, zeppo di temi e di cifre, ce né per tutto e per tutti e dalla quale apprendiamo con sommo gaudio che il nostro premier condottiero, non può più andare in giro per le italiche contrade senza essere assalito da cortei di gente osannante che poi lo seguono in processione intonando canti liturgici e con ciò abbiamo la conferma delle espressioni di profonda deferenza che a suo tempo furono indirizzate all'attuale premier da Padre Baget Bozzo e anche dall'on Sgarbi e noi che avevamo qualche dubbio ora non ne abbiamo più, ma, forse , chissà, vedremo? Un discorso trionfalistico degno sicuramente di miglior causa. Tutto va bene dice il cavaliere. Il contratto con gli italiani è stato rispettato. Sicuramente in quel momento faceva riferimento agli italiani all'estero, che non sono pochi, escludendo ovviamente gli italiani d'Argentina che oggi si trovano in grosse difficoltà in un Paese disastrato dalla globalizzazione. Abbiamo fatto tutto quello che avevamo promesso, ricorda il cavaliere ricordando ovviamente a tutti che, se c'è qualcosa che non è andata per il verso giusto, questo è successo, sempre ovviamente, a causa del famoso buco ereditato dalla passata legislatura, buco che, si allarga e si stringe a seconda dei casi. Infatti erano partiti con un buco di sessantamila miliardi che poi sembrava che fosse addirittura sparito per poi tornare ad attestarsi sui trenrasettemila miliardi, insomma, un buco molto elastico. Siate ottimisti! Ecco l'esortazione, la ricetta taumaturgica, l'antidoto ai predicatori di sventura del Centro Sinistra, dei Girotondi, dei Non Global. L'ottimismo di cui il Cavaliere si dichiara entusiastico cultore che è alla base di ogni suo pensiero, di ogni sua azione o relazione ufficiale o personale da qui deriva il suo eterno sorriso brevettato, diventerà il motore per la ripresa economica della Nazione. Ce né per tutti. Le fabbriche dell'ottimismo spunteranno un po' ovunque sul territorio nazionale, nelle ultime notti, non ha dormito e in collaborazione con il suo più stretto collaboratore , per le questioni tecniche e strutturali, il ministro Lunardi, ha sudato le proverbiali sette camice per mettere a punto un progetto di fattibilità per impiantare le fabbriche dell'ottimismo. I progetti sono in fase di ultimazione, ma già arrivano notizie dal napoletano di iniziative per una produzione di ottimismo "fai da te" ma senza la dovuta certificazione. I primi ad usufruire delle opportunità di lavoro offerte dal nuovo settore della produzione di ottimismo, saranno gli operai della Fiat e ci sembra giusto. Particolare attenzione si avrà nell'inventare le varie tipologie dell'ottimismo con le necessarie precauzioni per eventuali effetti collaterali compresa la overdose. Abbiamo bisogno di un ottimismo molto diversificato, Ci sarà l'ottimismo per coloro che fino a ieri hanno fatto i furbi, hanno evaso in tutti i campi dove era possibile evadere e oggi guardano giustamente e sperano, anzi no, sono convinti che ci saranno tutti i condoni possibili per essere sicuri che il loro ottimismo sia ben riposto. Ci sarà l'ottimismo per i giovani in cerca di lavoro che, vogliono mettere su famiglia , che vogliono comprarsi una casa, basta andare in una banca con una valigiata di ottimismo, meglio però se con il certificato di garanzia, rivolgersi al direttore e chiedere un mutuo. La risposta sarà immediata. < Ci dispiace per ora non è possibile accedere alla vostra richiesta, siete arrivati in ritardo , ma, vi esortiamo ad essere più ottimisti, forse non lo siete stati abbastanza , in seguito si vedrà >. Ci sarà l'ottimismo per i consumatori che oggi fanno i conti con un aumento dei prezzi tra il 25- 30 % e questo perché avevano perso l'ottimismo. Ma, da oggi tutto cambia, l'esortazione del Premier a praticare l'ottimismo sarà sicuramente raccolta dalle massaie che, quando andranno a fare la spesa, troveranno le merci adagiate su scaffali agghindati da preziosissimo ottimismo. Ancora mezzi assonnati, con le facoltà mentali non proprio schiarite dalle fatiche mangerecce della sera avanti, mandiamo giù il caffè mentre ci sorbiamo la ripetizione dell'ottimistico rendiconto del Cavaliere e finiamo col prendere sul serio le parole sulla necessità di "consumare " con più ottimismo e ci sembra di vederlo, l'ottimismo, scendere anche dal cielo come la "manna" di biblica memoria oppure a pioggia , non più piogge torrenziali, foriere di guai e devastazioni, ma, piogge di grande spessore ottimistico che inondano il pianeta portando ovunque la felicità che è poi il fine ultimo del Cavaliere. Siamo quasi estasiati da una simile eventualità-opportunità quando arriva dalla voce del conduttore la notizia terribile ,ma che rimette le cose al giusto posto. L'ottimismo del Cavaliere è una invenzione che mal si concilia con la situazione reale del Paese. Come si può parlare di ottimismo quando in un città come Torino un bimbo di quattro mesi muore disidratato nella sua culla. No! Non vogliamo domandarci noi, come , perché e di chi è la colpa , pensiamo però che, queste cose possono avvenire solo in un clima di povertà, di ignoranza, di solitudine che dovrebbe imporre alla città il dovere di interrogarsi. Perché? Perché? Succedono queste cose ? A questo punto non ci rimane che prendere a calci l'ottimismo del Cavaliere predicatore con la speranza di poter contare su un altro tipo di ottimismo, quello della ragione.


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