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lavoro pubblicato martedì 22 aprile 2003
ultima lettura martedì 17 aprile 2018

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L'etica del padrone

di Nonno Enzo. Letto 1058 volte. Dallo scaffale Attualita

L'etica del padrone. 18.12.2002 di nonno Enzo Signor presidente del Cons...

L'etica del padrone. 18.12.2002 di nonno Enzo Signor presidente del Consiglio, ho visto ieri, nel corso del tg quella scenata di cui lei è stato attore veramente unico. La ringrazio , ci voleva proprio dopo una lunga e noiosa giornata da pensionato perché mi ha procurato una specie di scossa, anche se ancora non sono riuscito a dare una definizione coerente per l'accaduto. Si trattava di una scena comica? Di una commedia? O di una cosa seria.? "Di più ninz 'so" avrebbe detto un noto gabarettista ciociaro e lo confesso, ho dormito male pensavo che nel "bel Paese" certe cose potessero accadere solo nei film di Fantozzi. Ho letto poi , oggi e non ho alcuna difficoltà a rinonoscermi totalmente senza alcuna riserva con gli argomenti dell'articolo di fondo di Furio Colombo sull'Unità che, ha saputo, con grande civiltà interpretare e dare voce a quanti, e le assicuro che, malgrado le alterne vicende dell'Unità sono tantissimi, che si sono sentiti oltraggiati , umiliati , senza ragione alcuna , dall'arroganza della sua reazione alla domanda del giornalista e questo potrebbe bastarci. Caro cavaliere, in quel fondo, Colombo, ha rappresentato in modo magistrale il "pensiero totalitario" che si irradia dal suo dire e dal suo fare e quindi, potrei anzi no potremmo, prendere atto della validità della risposta di Colombo e aspettare pazientemente che, gli altri, quelli che erano li, e che in quel momento, forse, e diciamo forse, solo perché come al solito siamo dei buoni e quindi ci asteniamo dalle malignità, sono rimasti li, immobili, bloccati nelle loro capacità reattive, senza nulla dire o fare, possano con il senno del poi rendersi conto di essere stati spettatori acritici( e per dei giornalisti non ci sembra cosa da poco) di un autentico attentato alla Democrazia calpestata dall'arroganza del padrone. O, forse no, forse la mancata reazione dei giornalisti non è stato un incidente di percorso ma semplicemente un adeguarsi alla regola che vuole il potente di turno depositario unico della ragione , per dirla in soldoni, il prevalere del "tengo famiglia"? Potremmo aspettare altre recite dell'unto del Signore, ci piacerebbe rivederlo sul video, magari a rete unificate, ripetere quanto ebbe a dire il 25 novembre 1994 "io sono l'unto del Signore, c'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente " e qui, arrivano dalle Alpi alle Piramidi applausi scroscianti, un diluvio di applausi e un coro di fedelissimi che innalza verso il cielo un grido speranzoso "santo, santo lo vogliamo". Ma, e necessario darci una calmata, bisogna pazientare, non s'è mai visto alzare agli onori degli altari un uomo in vita. E' vero che, le capacità del cavaliere sono infinite, come le vie del signore, ma sicuramente per centrare l'obiettivo della santificazione si dovrà aspettare, anche perché, noi, pur non essendo fedelissimi della sua chiesa del Pensiero Unico, siamo comunque dei buoni e gli auguriamo lunga vita. Le cose dette da Colombo, lo ripetiamo, potrebbero chiudere l'episodio ma noi non ci accontentiamo. No! E nei limiti delle nostre capacità, vogliamo dire la nostra. Siamo convinti che, dalla nascita della Repubblica ,( a proposito ci sono ancora nel nostro Paese una grossa quantità di vecchi cretini che hanno rischiato la pelle per battere il nazifascismo e creare le condizioni per un ritorno della democrazia, dato vita alla Repubblica e poi l'hanno difesa pagando prezzi altissimi) fino a ieri, anche in situazioni difficili per il nostro Paese, quando lo scontro politico nelle istituzioni e nelle piazze era più duro , basta ripensare alle elezioni del 1948, alla legge Scelba del 1953, alle vicende che videro protagonista Tambroni con la polizia che a Roma si scaglia contro un corteo che voleva portare una corona a Porta San Paolo, alla lotta degli edili contro la serrata dei cantieri e via ricordando, non abbiamo mai assistito ad una scena come quella che lo ha visto protagonista signor presidente del Consiglio e non troviamo gli aggettivi per classificarla, ci limiteremo a dire che è stata una scena penosa. Abbiamo fatto uno sforzo, non è che ci siamo spremuti proprio tanto, ma ci abbiamo provato per trovare una qualche motivazione del suo atteggiamento di cosi scarso profilo , alla fine ci siamo convinti che in realtà una cosa cosi brutta, nella storia repubblicana non si era mai vista. Siamo contenti per lei, si è appropriato di un nuovo record alla faccia di chi anche nella sua parrocchia ogni tanto balbetta, ma proprio balbetta, che bisogna abbassare i toni. Lei signor Berlusconi è il capo del Governo, ricco come nessun altro, esperto in comunicazione come nessun altro, proprietario di un potere politico parlamentare che può movimentare a suo piacimento , la gente che le ha dato ascolto, pensando che veramente avrebbe rappresentato un novità e ha creduto alle sue promesse oggi forse comincia a dubitare e noi pensiamo che non abbia visto con benevolenza la sua sceneggiata antidemocratica. In questa occasione lei ha fornito la prova incontestabile della vera natura della sua personalità del suo essere padrone , tutto il resto è un armamentario accessorio buono per coloro che fanno del conformismo una filosofia di vita, come il suo quasi eterno sorriso, e le sue estemporanee sparate semigoliardiche, troppo spesso fuoriposto e fuoritempo. Chi non si adegua al suo pensiero unico, diventa un soggetto pericoloso predisposto o dedito ad attività criminose, cosi come fu per Biagi e Santoro, cosi come fu per i milioni di lavoratori convenuti al Circo Massimo per i quali ella ebbe a dire, se non andiamo errati," quelli sono venuti a Roma perché era una scampagnata gratis col pranzo pagato ". Non possiamo non ricordare a lei e a noi stessi di quando annunciò che avrebbe dimostrato agli italiani " nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea "( 11 gennaio2002) se l'etica alla quale si riferiva quel giorno è quella dimostrata di fronte alla stampa , siamo disposti a riconoscerle una buona dose di coerenza, ma aggiungiamo senza alcuna preoccupazione che si tratta "dell'etica del padrone". Di un'etica tutta sua , personale, che non corrisponde a quella descritta nei dizionari ,( Etica: parte della filosofia relativa al problema del bene e della morale) che finisce dove finiscono i suoi interessi che, non coincidono, mai con quelli della collettività tranne ovviamente per coloro che sono i suoi fedelissimi. Per concludere vorremmo ricordarle che a suo tempo , lei non si strappo le vesti per chiedere scusa al compagno Cossutta , errare umanum est, insistere nell'errore è diabolico. Coraggio signor Presidente chieda scusa, sicuramente dopo si sentirà molto meglio noi da parte nostra, non faremo salti di gioia ci accontenteremo di prenderne atto.


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