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lavoro pubblicato mercoledì 3 novembre 2010
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Veronica nella valle dei fiori giganti.

di ANGELA PRESTIANNI. Letto 2386 volte. Dallo scaffale Fiabe

Una grossa goccia di pioggia cadde proprio sul naso del piccolo dinosauro. Con disappunto iniziò a stropicciarlo con la zampa ed infine aprì gli occhi scociata. Veronica era accoccolata vicino alla sua mamma che con il suo grande corpo la...

Una grossa goccia di pioggia cadde proprio sul naso del piccolo dinosauro. Con disappunto iniziò a stropicciarlo con la zampa ed infine aprì gli occhi scociata. Veronica era accoccolata vicino alla sua mamma che con il suo grande corpo la teneva al calduccio L'estate stava finendo e la stagione delle piogge era iniziata. La grossa pianta sotto cui si erano rifugiate per la notte non riusciva però a ripararle completamente dall'acqua piovana. Veronica si alzò e dopo essersi data una bella scrollata iniziò ad andare in giro per la foresta divertendosi a svegliare tutto quanto il branco.

<Veronica!!!>

la richiamò la mamma,

<Torna qui e non dare fastidio agli altri che ancora riposano!>.

La piccola però non aveva più voglia di starsene tranquilla, troppo grande era la sua voglia di giocare ed esplorare così dopo aver fatto colazione con delle succulente foglie di banano decise di andare a cercare qualcosa di interessante. Che divertimento tuffarsi nelle pozzanghere e rotolarsi nel fango! La mamma la osservava da lontano e sorrideva nel vedere la sua piccola così felice e sorridente. Veronica aveva imparato bene a quali pericoli si incorre se non si ascoltano i consigli dei genitori, pertanto nelle sue esplorazioni non dimenticava mai di metterli in atto. Non seguire mai animali a lei sconosciuti e soprattutto stare sempre alla larga dai dinosauri feroci e carnivori come il famigerato T rex. Loro erano un branco di dinosauri miti e gentili che si nutrivano solamente di foglie e piccoli arbusti. Era proprio divertente saltellare da un fossato all'altro facendo schizzare con forza spruzzi d'acqua tutto intorno. Presto si unirono a lei gli altri cuccioli del branco che uno dopo l'altro furono svegliati dagli schiamazzi della vivace Veronica. Mentre i dinosauri più grandi si misero a brucare incuranti della pioggia scrosciante i piccoli guidati dalla vivace Veronica si avventurarono su per una collina. Seguirono un rivolo d'acqua formatosi per la pioggia curiosi di vedere il punto da cui il ruscello era nato. Non mancarono scivoloni e ruzzoloni perchè la pelle umida e viscida scivolava sull'erba bagnata come se camminassero su un tappeto di sapone. Quante risate!! Le loro voci allegre risuonavano per la valle ed i genitori, nel sentirli, scuotevano la testa e continuavano imperterriti a ruminare l'erba fresca. Arrivati in cima aprirono sbalorditi la bocca per il bellissimo scenario che si apriva ai loro occhi. Ai piedi della collina si poteva vedere una bellissima valle con una fitta vegetazione per via della foresta pluviale, ma al centro vi era un'ampia radura di un bellissimo colore verde smeraldo e così lucido per la pioggia da sembrare uno specchio. Ma la meraviglia più grande era lo sppettacolo che veniva da una parte del grande prato . Una macchia gigantesca era formata da una miriade di colori che andavano dal giallo al rosso intenso o dall'azzurro ad un turchese abbagliante. Non capivano cosa fossero quelle cose così belle e colorate che si muovevano alla brezza ed alla pioggia come se stessero danzando al ritmo melodico di madre natura. Erano tutti ipnotizzati da quella visione, ma all'improvviso un ruggito spaventoso li distolse dalla loro visione e spaventati riconobbero subito il grido agghiacciante del dinosauro più crudele. Il T rex si trovava proprio in quella radura, probabilmente affamato era sceso dalla sua montagna a caccia di cibo. Stava scendendo velocemente e presto avrebbe schiacciato con le sue enormi zampe proprio quelle cose colorate che i cuccioli stavano osservando con ammirazione.

<Bisogna avvertire i nostri genitori!> disse Veronica agli altri con trepidazione <Bisogna, però anche salvare le macchie di colore, non può distruggere delle cose così belle!!!>

I piccoli dinosauri si misero ad urlare tutti quanti insieme cercando di fare più rumore possibile per attirare l'attenzione della belva. Infatti il T rex si fermò di scatto ed iniziò a guardare intorno per vedere da dove proveniva tutto quel rumore. Anche i dinosauri rimasti nella foresta si fermarono ed ascoltarono le grida dei loro piccoli che li invitavano a mettersi in salvo sulla collina. Un grosso uccello fu attirarto da loro e si avvicinò ai piccoli.

<Oh, per fortuna, ciao grande Jagor, abbiamo un problema, laggiù è sceso dal suo territorio un T rex, puoi aitarci a fermarlo, guarda sul suo tragitto ci sono quei bellissimi colori e potrebbe distruggerli>

gli si rivolse preoccupata la piccola Veronica.

<Quei colori non sono altro che fiori, infatti quella che vi ha meravigliato tanto per la sua bellezza è la valle dei fiori giganti>

<la valle dei fiori giganti >

dissero in coro tutti i cuccioli

<Si, si chiama così perchè solo in questo posto nascono e crescono fiori così meravigliosi! Ma avete ragione il dinasauro se prosegue in quella direzione li distruggerà, bisogna distrarlo e farlo tornare nel suo territorio>

Jagor spiccò il volo e lanciò dei segnali di avviso per i suoi simili. In un batter baleno gli uccelli arrivarono a centinaia e puntarono in picchiata il malcapitato dinosauro.

Spaventatissimo il T rex battè in ritirata e tornò nel suo territorio convinto di non avventurarsi mai più nella valle dei fiori giganti.

<Evviva, evviva>,

Urlarono all'unisono i cuccioli che al seguito di Veronica si misero in cammino per raggiungere i loro genitori.

Giunti a destinazione raccontarono ai grandi delle meraviglie che avevano potuto vedere dall'alto e che il loro amico Jagor aveva parlato loro dei fiori giganti.

Scansato il pericolo dell'attacco da parte del carnivoro si misero in viaggio ed appena fuori dalla foresta si ritrovarono vicini a dei fiori meravigliosi colorati da mille sfumature con corolle gigantesche formate da morbidi e profumati petali. Decisero di comune accordo di non lasciare quella valle fantastica che madre natura aveva creato con tanto amore. Intanto la pioggia aveva smesso di battere e un tenero sole stava facendo la sua comparsa per scaldare con i suoi raggi tutti gli abitanti della meravigliosa valle dei fiori giganti. Veronica alzò il nasino in su soddisfatta, ma un gocciolone, l'ultimo rimasto, decise di caderci proprio sopra e così finì, di nuovo, per stopicciarsi con le zampe scocciata in mezzo alle risa divertite dei suoi amici.



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