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lavoro pubblicato mercoledì 3 novembre 2010
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

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L'ESTATE DI SAN MARTINO

di mifi77. Letto 1175 volte. Dallo scaffale Gialli

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L’ ESTATE DI SAN MARTINO

Inaspettatamente ero stato invitato anch’io, a quel convegno a Erice, addirittura come relatore di uno studio sull’uso degli alcoli quali combustibili.

Il convegno riguardava le nuove fonti energetiche, con particolare riferimento alle risorse italiane ed europee; si trattava di un convegno internazionale e la relazione andava preparata anche in inglese, benché il Centro utilizzasse la traduzione simultanea.

Il mio lavoro di docente universitario mi consentì di predisporre rapidamente la relazione, che verteva su un argomento che conoscevo bene.

Seppi anche che un lavoro affine, riguardante i combustibili pesanti che si possono ottenere da scarti agricoli, sarebbe stato letto e discusso da una collega tedesca.

Poiché vivo in provincia, la mia partecipazione al convegno fece notizia, in paese. Così un giorno accadde che il signor …, che conoscevo appena di vista, ma che era trattato da tutti con molto rispetto, mi incontrò al bar e insistette per offrirmi la colazione. Mi fece accomodare davanti al tavolino posto all’angolo più lontano.

Si informò cortesemente sulla mia salute, su quella di mia figlia, ricordò quasi con commozione la figura di mia moglie, che aveva lavorato per tanti anni nel vicino ospedale, poi mi chiese del convegno, congratulandosi per l’invito.

- Professore, non le sembra che si faccia troppo chiasso su queste risorse energetiche verdi? Io so che c’è tanto petrolio nel mondo…

- Come lei stesso capirà, sono risorse molto meno inquinanti e reperibili in Italia, quindi con una valenza di autonomia politica non disprezzabile.

- E lei non pensa che, se queste tecnologie prendessero piede, molta gente impiegata nelle industrie petrolifere perderebbe il posto?

“E soprattutto le multinazionali rischierebbero i loro guadagni…” pensai. Risposi con prudenza:

- Sa, eventualmente il processo di sostituzione dei combustibili sarebbe molto lento e graduale…

- Ecco, ho sempre pensato che lei è una persona intelligente e saggia: è importante mettere in evidenza tutti i vantaggi di questa gradualità, al convegno!

Poi guardò l’orologio.

- Professore, è stato un piacere questa chiacchierata, e sono certo che lei ne trarrà profitto. La lascio soltanto perché ho un impegno urgente a Palermo. La ossequio.

Rimasi seduto a riflettere: era il terzo consiglio non richiesto che ricevevo, da persone diverse, in quindici giorni, tutti suggerimenti tendenti a evitare modifiche negli equilibri economici vigenti. Non si poteva parlare di velate intimidazioni, ma era evidente che interessi forti volevano orientarmi verso una relazione molto morbida e prudente.

Però la mia relazione era già stata scritta e non avevo intenzione di modificarla di una virgola. Eventualmente mi sarei soltanto confrontato con la collega tedesca in maniera più dettagliata di come avevo pensato in un primo momento, semplicemente per sondare i suoi convincimenti ed eventualmente trovare un’alleata.

Certamente gli interessi in gioco erano notevoli.

-------

Avevo intenzione di viaggiare giornalmente, per Erice, ma mia figlia Claudia mi consigliò di rimanere lì, in albergo.

- Ma si tratta di una settimana! – obiettai.

- Il tempo si mantiene buono: prendila per una vacanza.

In effetti da molto tempo non facevo vacanze, semplicemente perché da solo mi annoiavo e non sapevo con chi partire, adesso che mia figlia aveva molti impegni, a cominciare dal fidanzato. Pensai al fascino di Erice in autunno e mi convinsi:

- Va bene, prenoterò una camera all’hotel M., che è comodo e carino. Spero che per una settimana mi faccia uno sconto.

La ragazza che rispose al telefono volle che ripetessi il nome, poi disse:

- Il professor Drago? Viene per il congresso? Un attimo, gentilmente, che le passo il direttore.

Il direttore fu di una squisitezza esagerata: insistette perché prendessi la suite e mi chiese un prezzo irrisorio.

- Così poco? – domandai sorpreso.

- E’ il 50 % del prezzo giornaliero della camera normale: non si preoccupi, professore, siamo in bassa stagione.

Anche a un professore universitario risparmiare fa piacere, e una suite è comoda e gratificante, così accettai. Soltanto a questo punto il direttore mi disse:

- Mi saluti tanto il sig. …

Era evidente: persino in una terra relativamente povera, come la Sicilia, si possono fare alti sconti, se la cosa è gradita a persone “sentite”, cioè rispettate. Però mi chiedevo come facessero a sapere della mia incipiente prenotazione.

Beh, era ovvio: ero andato in albergo a Erice tre o quattro volte, nella mia vita, due con mia moglie, e avevo sempre alloggiato lì. Quel trattamento era un’ulteriore pressione perché il mio intervento fosse più flessibile.

Ho sempre odiato la prepotenza, in tutte le sue forme, quindi decisi di essere incisivo ed enfatico, durante il mio intervento, a costo di non poter poi tornare a casa e dover dileguarmi da qualche parte nel mondo.

Forse fu per questo che feci un sostanzioso prelievo in banca.

In realtà ero convinto di non avere problemi, ma sono sempre stato molto previdente.

-------

Erice era invasa dalla foschia, quando arrivai. Sistemai l’auto in un garage chiuso, affittandolo per una settimana. Il proprietario mi fece lo stesso prezzo dell’ultima volta, che risaliva a parecchi anni prima, e ciò me lo fece osservare con sospetto; ma il tizio non batté ciglio. Mi salutò dicendo:

- Viene per il Convegno? Per me è un onore averla qui a Erice, Professore.

L’hotel non era lontano, si trovava nel centro storico, ecco perché non aveva un parcheggio riservato; in ogni caso in quella stagione era meglio tenere l’auto al chiuso. Sarei andato volentieri in pullman, dovendo rimanere una settimana, ma Claudia me lo aveva sconsigliato:

- E se vuoi fare una passeggiata a valle, verso il mare? E poi, non mi sembra decoroso che tu vada in pullman.

Ecco, era ormai intrisa di cultura meridionale. L’influsso della madre emiliana era lontano nel tempo, eccetto la sua capacità di preparare squisiti tortellini.

M’incamminai verso l’hotel con la mia leggera borsa da viaggio. Quanto avevo viaggiato nella mia vita! Avevo acquisito una incredibile capacità di preparare bagagli leggeri, soprattutto per le limitazioni di peso dei bagagli a mano in aereo.

Intanto ammiravo una volta di più la stretta via dalle caratteristiche medioevali che saliva verso il centro senza che s’incontrassero persone, né che si avvertissero rumori; soltanto qualche finestra debolmente illuminata dava segno di vita. Era un’atmosfera strana, ma affascinante, ogni volta, come essere più indietro nel tempo.

Pensai che non sarebbe stato il caso di uscire, quella sera, visto che la foschia s’infittiva.

Incrociai un contadino che rientrava con un cesto di ortaggi. Dove avrei cenato, quella sera? Non ricordavo che il piccolo hotel avesse una sala ristorante, ma forse c’era una pizzeria a poche decine di metri.

Più avanti una turista non giovanissima, dai capelli biondicci, armeggiava con una cartina e tentava di leggere i numeri civici delle case.

Quando mi vide, mi chiese in un Italiano stentato dove si trovasse l’hotel M.

- Sto andando lì, venga con me.

La vidi incerta e ripetei la frase in Inglese. Mi parve più convinta.

Era strano incontrare lì una turista solitaria in quella stagione. Provai a indovinare:

- E’ venuta per il convegno? – le chiesi in Inglese.

- Sì… anche voi?

Mi aveva risposto in Italiano. Chinai il capo e le indicai l’insegna dell’hotel, che s’intravedeva nella foschia, rinviando le presentazioni a dopo. Mi parve sollevata.

La piccola hall era accogliente. Mi ringraziò e io mi sentii in dovere di presentarmi.

Anche lei mi disse il suo nome, Hilda, che riconobbi come quello della relatrice tedesca, così la informai:

- Saremo entrambi al convegno, domani.

- Allora forse lei è il… relatore dell’altra parte sui combustibili… alternativi. – si esprimeva in Italiano con qualche difficoltà.

Annuii sorridendole.

Alla reception ci diedero le chiavi. Un ragazzo prese la valigia di Hilda e ci accompagnò in ascensore. La donna aveva un volto giovanile e belloccio, così mi venne di dirle:

- Gradisce una pizza per cena? Il locale è qui vicino, potremmo andare insieme.

- OK, alle ore venti.

-------

Il mattino seguente era il giorno di San Martino. Il sole splendeva, tenendo lontane le poche nuvole con i suoi raggi, mentre ci recavamo al Centro. Le nostre relazioni erano fissate per il terzo giorno, quindi ascoltammo gli interventi degli altri oratori e con alcuni di loro pranzammo, confrontandoci sulle varie problematiche energetiche.

Hilda era una persona simpatica, dell’apparente età di quarantacinque anni o poco più, e usava un trucco molto leggero e abiti semplici. Quella sera insistette per ricambiare l’invito in pizzeria. Accettai e andammo insieme.

Ammirava estasiata il cielo stellato.

- E’ cambiato il vento. – le spiegai – Siamo pur sempre al centro del Mediterraneo.

Il problema nacque il mattino successivo, quando non riuscii a trovare la mia relazione, in valigia. Poco dopo anche lei mi riferì perplessa la medesima mancanza, e allora mi fu tutto chiaro. Però la collega tedesca aveva anche un CD, e così nel pomeriggio si fece stampare la sua relazione al Centro. Su mio consiglio, non precisò il motivo.

- Tu come farai? – mi chiese durante una pausa caffè, mentre ammiravamo il panorama del sottostante golfo, col monte Cofano sullo sfondo.

- Prima di cena la riscriverò. Potrei andare a casa a stamparne un’altra copia, ma preferisco far finta di nulla.

Hilda mi disse con tatto che intendeva comunque denunciare la scomparsa delle relazioni. Dopo qualche incertezza, ci recammo dai Carabinieri.

Il Tenente ci fece alcune domande sul contenuto dei documenti spariti, poi concluse:

- Se fate una breve denuncia scritta, manderò al Centro quattro agenti in abiti borghesi, due dentro e due fuori.

Fummo d’accordo e dopo dieci minuti ci stringevamo la mano.

Il tempo si era messo decisamente al bello. A Hilda dissi:

- E’ l’estate di San Martino. In Sicilia a volte accade davvero.

Fu una giornata complessivamente piacevole, nel corso della quale Hilda rivelò il suo fascino sottile e io mi accorsi che ascoltava con crescente interesse tutto ciò che dicevo.

Il terzo giorno, quando fu il nostro turno, sostenemmo entrambi, prima lei, poi io, i vantaggi dei biocombustibili, quali fonti energetiche alternative, ecologiche e rinnovabili. Qualcuno fece delle osservazioni sulle effettive quantità energetiche ottenibili con tali fonti, manifestando molte perplessità.

Quel giorno feci fare una passeggiata con l’auto a Hilda. Per dire il vero, temevo vagamente di essere seguito o che qualcuno avesse addirittura manomesso i freni. Quando mi resi conto che si trattava soltanto di mie fantasie, conclusi che ormai entrambi avevamo parlato al Convegno e che gli avversari dei biocombustibili avrebbero usato qualche altra strategia.

Hilda guardava il mare affascinata:

- Se fossi più giovane, farei un bagno, con questo caldo.

- Dovresti venire in estate.

- L’estate scorsa sono andata in Toscana: anche lì è molto bello.

- Hai visitato Firenze?

- No, ma spero di andarci presto.

Qualcosa mi passò per la mente, ma non dissi nulla. Invece la osservai meglio: mi piaceva, quella donna.

Al termine della giornata facemmo una breve passeggiata in centro, poi le offrii la cena.

In attesa del cameriere le guardai le mani, che non portavano anelli, e forse lei se ne accorse.

Continua

Copyright Michele Fiorenza

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