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lavoro pubblicato venerdì 29 ottobre 2010
ultima lettura martedì 24 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

RICHIESTE

di Giovanni Mazzei. Letto 801 volte. Dallo scaffale Poesia

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Non starò più a cercare

una strada che non trovo,

per non piangermi più addosso

e non sentirmi vuoto,

mi abbandonerò

all’inaffidabilità che muove il vento

dondolandomi invano

con un motivo

o un ideale,

provando a cambiare

testa ed abitudini,

e ad arrivare puntuale,

sfruttando le occasioni

abbandonando i sogni e

le fantasie,

diventando più concreto

e meno volubile.

--

Ma come faccio

a non librarmi in aria

nel dolce vento

degli albatri e dei gufi.

Amore non posso avere certezze

sono un misero

servitore dell’inevitabilità,

sperduto in giardini

con troppe rose rosse

e poche margherite.

Ho tante paure e

piango per niente

e senza vergogna

mi abbandono alle lacrime,

nelle volte in cui tu vuoi

un braccio forte a sostenerti

e non un naso rosso

e trucco bianco in faccia.

--

Io che aspetto su una panchina

Godot o non so chi,

e tu con gelosia

mi accusi

di cose che non ho

o che non ho fatto.

Io fumo e fumo troppo,

e la panchina a stento

galleggia

sul fiume che percorriamo,

in rapide che travolgono.

--

Il freddo è una misera illusione,

volubile come tutto,

che piange come me,

e che, a piano a piano,

si attenua,

iniziando con un bacio.

Giovanni Mazzei



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