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lavoro pubblicato sabato 23 ottobre 2010
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il mondo dell'invisibile

di VADIM. Letto 815 volte. Dallo scaffale Fantasia

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Il mondo dell’invisibile

Robert è una persona particolare, vive nei particolari, chi lo conosce lo definisce strano, visionario, descrive un mondo tutto suo, che solo lui può vedere … il giorno fa un lavoro normalissimo e la notte scrive … a volte questi suoi scritti capitano nelle mie mani e mi capita di leggerli …

Dietro ogni evento si nasconde qualcos’altro, dietro l’apparente calma si cela la tempesta.

Nulla è come pare, tutto cambia, tutto è in movimento, dietro la persona più normale esiste un universo che non conosciamo, dietro l’apparente velo di ciò che noi chiamiamo realtà esiste un altro mondo, nelle ore notturne il vento spira più forte portandomi notizie di una dimensione più sottile che parla quando tutto tace: “la notte serve a scrivere i romanzi” cita una voce dentro di me, il vento sussurra i battiti di questa partitura, gli spifferi penetrano nella penombra delle casa, una campana rintocca lontana, e il ticchettio dell’orologio scandisce il tempo, invenzione dell’uomo … o l’uomo invenzione del tempo …

Risvegliati cuore affannato vergando su queste pagine ciò che senti e ciò che avverti celato nel dedalo della notte, ancora non è il tempo di dormire, il mio animo si agita senza sosta, reclama di sgorgare da questa penna e scorrere sull’inchiostro come un fiume in piena. Troppo a lungo è rimasto sopito, in attesa, preparandosi ad un momento che non arriva, questo momento è ora, ora è sempre il momento giusto, ora accade tutto.

Ascolto il canto antico del ricordo come una nave alla deriva devia il suo percorso per una rotta incerta, la rotta della vita, la rotta della morte, decrepito relitto del pensiero.

Da dove cominciare? Come raccontare una storia che non ha inizio è non ha fine?

Un inizio c’è, nacqui e subito la vita mi apparve come uno specchio, come adesso mi vedo riflesso nello vetro della finestra che mi dico: “strano … quello sono io …”

Volevo parlarvi di ciò che si vede se si guarda nel piccolo, se si ascolta il sussurro del vento, la notte quando la gente dorme e non inquina l’aria di pensieri … si perché il vero inquinamento sono i pensieri. Quando tutto attorno a te si sveglia e comincia a macchinare, un turbinio mi prende, la tranquilla calma svanisce e i pensieri a milioni mi invadono, non me ne posso fare nulla, non sono i miei, già mi basterebbero le mie di elucubrazioni, invece eccoli che arrivano e sono arrabbiati, ansiosi, rancorosi, folli, dementi, rozzi e sconvolti, camminano con le paure disciolti nel caffè del mattino, importuni e violenti entrano senza bussare.

Si attaccano e più li scacci e più ci provano gusto a penetrare, alcuni sono subdoli ed entrano strisciando e sibilando, sono i più infidi, si presentano come pecore e si trasformano in lupi famelici, perché si cibano del mio silenzio.

Il concreto e l’inconcreto … cos’è concreto? L’aria che respiriamo è concreta ma non la vediamo, ma se non la vediamo non esiste?

Ora il vento si è calmato, vi è mai successo di osservare le nuvole, vederle cambiare di forma, osservarle e provare a fargli cambiare forma immaginando figure geometriche … ed accorgervi improvvisamente che avveniva veramente?

Assurdo … non può succedere …

Vedervi dormire sollevati sopra il letto come volaste e dirsi: “ma se il mio corpo è la, allora io che guardo chi sono?”

Leggero mi libro nella vita, posso volare e raggiungere ogni luogo se solo un po’ dal mio livello, se volo basso tutto torna cupo, ma mi dicono: “resta con i piedi per terra, questo è il tuo posto, bisogna lavorare, produrre, decidere”.

Eppure se sono leggero volo da te ovunque tu sia e ti parlo, ti ascolto, vedo nei tuoi sogni, entro nei tuoi sogni, ladro di fantasia, cavalco l’aria e le onde del suono, dense e magnetiche, come fili di seta che si intrecciano nel cosmo, fili invisibili rincorsi dal fato.

Ma tu vorresti sapere, conoscere, indagare, analizzare, dimentica tutto ciò, non ti sarà di nessun aiuto.

Su questa strada non ci sono segnali, ne un percorso da seguire, su questa strada ci si perde per poi ritrovarsi più in là un’altra persona.

Se ti spaventa perderti, non ti arrischiare, la vecchia strada è là e sai dove porta, continua a seguirla e smetti di leggere, se invece prosegui affidati ai sensi e naviga a vista un passo dopo l’altro nella nebbia del non conosciuto.

Tutto è nuovo da questo lato, tutto è come non appare, e proprio perche non appare è.

Rifletti un’immagine che non è la tua, chi sei veramente? Cosa vuoi dalla vita?

Successo, fama, soldi, e cosa sono questi desideri?

Ricerco anch’io tutto questo e più lo ricerco e più mi sfugge. A volte lo lascio andare e mi raggiunge sotto forme che mi sorprendono.

Una parte di me sa cosa vuole, ma è una voce flebile, e ottengo ciò che non voglio, dovrei parlarvi delle mosche che arrivano come i pensieri e ronzano, diffida delle case piene di mosche, diffida di chi le abita, sai chi è il signore delle mosche? Belzebù.

Ora non spaventarti, oppure spaventati, fa come se fossi a casa tua.

Hai letto molti libri, la cultura ti è congeniale, sai discutere di molti argomenti, tieni banco quando si tratta di avere una risposta a tutto.

Poi arriva un malessere,un lutto, qualcosa più grande di te e crolla tutto, d’improvviso non sai … che fortuna!

Ora sei libero di non sapere e la vista si rischiara e vedi ciò che è importante

Proprio mentre stai leggendo vicino a te ci sono delle presenze, quella che è ora vicino a me a un’aria femminile o almeno l’ha avuta, oppure ora sta dormendo nel suo letto e il suo spirito è in visita da me, me lo sussurra all’orecchio.

Li puoi chiamare e se li chiami arrivano, e sostano con te, dimorano con te, ti proteggono quando non sei in te, se avverti un brivido lungo la schiena o dietro la nuca, sono qui, loro si nutrono di fiducia, se aumenti la capacità di sentire puoi anche vederli con gli occhi della mente.

Le notti in cui sono cupo e spaventato faccio un altro tipo di esperienza, ci sono delle presenze non molto rassicuranti attorno a me, fantasmi del passato, demoni del presente, entità incomplete, cariche di rabbia e frustrazione, mi parlano all’orecchio e mi incitano a scendere nei reconditi meandri nelle mie cantine, nelle mie prigioni, negano tutto e il contrario di tutto, si attaccano come larve e si abbeverano della mia energia, banchettano e se ne vanno lasciandomi spento, esanime.

Anche durante il sonno, ho fatto esperienze particolari … sogni vividi … coscienti in cui sono il protagonista, regista, sceneggiatore , mi risveglio con la netta sensazione di avere sondato un dimensione parallela che vive la notte mentre la gente dorme e si anima di vita propria.

Se l’ansia e la paura mi attanagliano vivo incubi e sogni cupi senza speranza, altre notti invece mi regala soluzioni, premunizioni di come sarà la vita nel quotidiano, quando la parte incosciente lavora per me, cerca la strada più breve e me lo suggerisce in sogno.

Ora sento che è giunta l’ora di andare a dormire, l’alba sta facendo capolino dalla finestra e tra non molto il brusio dei pensieri celerà nuovamente il mondo dell’invisibile.

Buonanotte Robert



Commenti

pubblicato il 23/10/2010 15.48.56
tartaruga82, ha scritto: mi piace molto questo tuo modo veloce e contrastante di scrivere. a me è capitato di usarlo in momenti bui, odiando rileggermi, ma quando lo usano gli altri mi piace molto perchè comunica tanto senza scadere nel pesante...complimenti! (scusa per la divagazione sul mio scrivere)

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