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lavoro pubblicato mercoledì 16 aprile 2003
ultima lettura mercoledì 13 dicembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Fairy girl

di Simone. Letto 671 volte. Dallo scaffale Pensieri

Realtà o immaginazione? dipende da cosa si intende per immaginazione... ringrazio la mia amica Faby per i preziosi consigli!

Sdraiato sull’erba sento l’odore del fango umido vicino alle mie narici. Un vento leggero sfiora le mie guance, scosse così lievi, sensazioni così normali, ora accendono il mio spirito. In fondo vedo un bosco, tutte le piante si guardano distanti. La mia debolezza qui si trova pacata e felice, mentre la brezza avvolge il mio corpo mollemente disteso. Definitivamente libera da ogni pensiero la mia mente si riposa dall’affanno, dalla paura di sbagliare e presta attenzione alle sensazioni più semplici, più forti. Non voglio pensare, non voglio rovinare questo sonno sul filo, questa precaria serenità. Un gatto grigio si avvicina, strofina il suo viso contro il mio, poi si distende, appoggiando le zampe posteriori sul mio petto. Potrei accarezzarlo, ma non voglio muovere un muscolo, ho paura di rompere l’equilibrio. Il sole si discosta dalle fredde nuvole, un piacevole calore si effonde sul mio viso. Ora mi siedo, i miei sensi sono confusi, la vista annebbiata, prendo un libro e comincio a sentire le pagine ruvide scivolare piacevolmente sotto le mie dita. Leggo poco, poi mi giro ad afferrare una margherita, anche lei così fragile, la avvicino senza strapparla, per sentirne il profumo. Stringo le braccia intorno al corpo, sollevo lo sguardo, cercando la mia ombra in fondo alla foresta. Vedo quattro farfalle luminose volarmi attorno , le inseguo con lo sguardo, protetto dalla loro scia. Ecco! Ne ho raggiunta una. Apro il pugno e lei, felice, si avvicina al mio orecchio cantando con voce cristallina le canzoni più serene. Il tempo è passato, il gatto si è svegliato; lo stuzzico un po’e lui gioca con gli artigli sui pantaloni. Prendo la mia sacca e tiro fuori un bottiglia di tè, lo bevo a sorsi pieni, bagna lento la mia gola e ne assaporo la fragranza, il profumo di limone. Il sole sta tramontando, mi piace questo momento, è l’unico in cui puoi fissare la tua stella senza esserne accecato. La luce rossa ricopre le mie braccia stanche, il mio sguardo non è stato mai tanto attento. Non riesco mai ad individuare quale sia l’esatto momento in cui il sole è effettivamente tramontato, l’esatto confine tra il giorno e la sera. Ora c’è solo la luce della luna, una lama che taglia il cielo in mille origami di stelle. Il freddo penetra le ossa, lo sento dentro, ma non fa male. L’ombra del bosco scende fino ai miei piedi, penso che non si possa restare qui per sempre, ma con me porterò un po’ di serenità.


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