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lavoro pubblicato mercoledì 16 aprile 2003
ultima lettura martedì 6 giugno 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La culla dell'anima

di Antonio Lo Gatto. Letto 844 volte. Dallo scaffale Racconti

Sono ormai tre anni che mi sono accorto che l’umanità è infame. Una volta ti sfrutta, e poi quando gli fa comodo, trova il modo di liberarsi di ...

Sono ormai tre anni che mi sono accorto che l’umanità è infame. Una volta ti sfrutta, e poi quando gli fa comodo, trova il modo di liberarsi di te. In questo momento, il mio pensiero non va oltre quelle sbarre, non va oltre quell’oscurità che vedo sempre. Le mie mani erano sempre incrociate tra loro, a forza di scricchiolare le ossa mi erano venuta una tremenda artrite. I pantaloni firmati che indossavo erano gli stessi da quando il mondo ha deciso che sono inutile. La visuale di quel momento non era paradisiaca, ma tutti affermavano che in quel luogo ci sarebbe stata la depurazione dello spirito, proprio quello che servirebbe al mondo, che si nasconde davanti agli innocenti per nascondere la puzza dei vestiti sporchi. Mi sono stufato però di essere me, non voglio avere più limiti, voglio che le mie ginocchia diventino d’aria, voglio che i miei occhi vedano solamente la luce, voglio che nel mondo restino solamente quelli che si credono furbi. Gli occhi non stavano ancora alla luce, anzi, era meglio che per quel poco tempo che rimaneva, vedessero solamente l’oscurità, l’ultima oscurità in cui un uomo poteva aprire gli occhi e vedere un leggero chiarore. Mi stavo riposando, in quel momento non pensavo a nulla, ma qualcosa mi sorrise, non era il mondo, i miei occhi erano aperti, e dalla finestra che avevo di fronte entrava una luce abbagliante, ora mi sentivo bene, una leggera brezza mi accarezzava dolcemente lo spirito.


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