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lavoro pubblicato giovedì 14 ottobre 2010
ultima lettura martedì 16 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Hacker 1999 - parte seconda

di Poetto. Letto 789 volte. Dallo scaffale Gialli

  Questa settimana sono in trasferta a Napoli, per una settimana Marcello dovrà aspettare. Sono le 23, come rientro dalla trasferta mi viene la voglia di accendere il computer solo che è tardi e domani devo fare la relazione al capo....

Questa settimana sono in trasferta a Napoli, per una settimana Marcello dovrà aspettare.

Sono le 23, come rientro dalla trasferta mi viene la voglia di accendere il computer solo che è tardi e domani devo fare la relazione al capo.

Scattano le 14, finalmente il turno finisce, non vedo l'ora di tornare a casa per rintracciare Marcello.

In base alla mia ricerca la sua utenza si trova al n ° 27 di Via Marchesi.

Non credo che ci siano centomila utenze per quell'indirizzo.

Provo con un certo Mario Bava, riesco ad entrare nel suo computer.

Accendo l'audio e sento nuovamente il sottofondo di un ufficio.

Forse sono riuscito a trovare l'ufficio dove lavora il nostro Marcello.

La curiosità mi spinge ad aprire alcuni file di quest'altro sconosciuto, trovo anche qui un mare di schede personali, ne guardo alcune.

Una scheda è decisamente ricca di particolari, troppo ricca per essere la scheda di un cliente di un'azienda d'audiovisivi.

All'interno di questa trovo dei filmati su una persona e la sua biografia aggiornata al mese scorso.

Non so perché, forse una forma di protagonismo, mi prende l'irresistibile voglia di cercare il mio nome tra quelle schede.

Ed eccola ...appare la scheda su di me!!!

Resto immobile quasi stordito.

Ho capito che non si tratta di un'azienda d'audiovisivi, non mi aspettavo certo di trovare il mio nome tra quelle schede.

C'è una mia foto tratta dalla carta d'identità, poi ce ne sono altre e altre ancora.

Incredibile!

Tra le varie cose c'è anche un filmato fatto all'uscita del lavoro, uno della mia casa e la localizzazione delle varie microspie piazzate.

C'è anche una ripresa satellitare mentre salgo in auto, poi l'immagine si allarga per far vedere la zona dove abito.

Sto ancora guardando quando improvvisamente manca la luce, il collegamento salta e resto a bocca asciutta.

Mi sono reso conto di essere incappato in qualcosa di serio, di "grosso".

Perché mi tengono d'occhio?

Non credevo d'essere importante, questa scheda mi ha fatto cambiare idea.

Dopo qualche minuto la corrente riappare, riaccendo il computer, mi fermo indeciso sul da farsi.

Hanno messo delle microspie in casa mia, cosa pensano di trovare?

Decido di spegnere il computer, mi trovo in una situazione strana, se raccontassi in giro che mi spiano, sicuramente non mi crederebbero.

Non voglio essere spiato, la cosa decisamente m'infastidisce, anche se non ho niente da nascondere, non voglio essere spiato.

Parcheggio l'auto al solito posto, mi giro, noto uno spazzino alla mia sinistra, mi rendo conto che stranamente è sempre la stessa persona da qualche settimana a spazzare quel tratto di strada, prima capitava di vedere persone diverse da una settimana all'altra.

Passo davanti a lui, lo guardo, quello continua a lavorare non badando, o fingendo di farlo, a me.

In ascensore non riesco a smettere di pensare a questa storia, se lo racconto ai colleghi mi prenderebbero per matto.

Mi chiedo se anche in ufficio sono sorvegliato!

Accendo il computer dell'ufficio ma non riesco proprio a lavorare,

questa storia assorbe tutte le mie energie.

Termino a stento un lavoro che avevo iniziato la settimana scorsa.

Mi alzo e vado dal capo a chiedere una giornata libera per domani, non mi sento bene psicologicamente.

Come esco dall'ascensore un collega mi si fa avanti per chiedermi qualcosa, lo vedo arrivare ma non sono dell'umore adatto per sostenere una conversazione, mi allontano fingendo di non averlo visto, per fortuna non mi segue.

Rifletto sul fatto che questo lavoro, non avendo un contatto diretto con il pubblico, mi dà l'opportunità di sopportare meglio le difficoltà di tutti i giorni, o almeno a me così sembra.

Se questa mattina avessi avuto a che fare con decine di sconosciuti che, per qualunque titolo, si fossero rivolti a me ... sicuramente oggi sarei più "straccio" di quello che sono.

Prima di tornare a casa passo in un negozio di elettronica, chiedo al commesso se vendono quegli aggeggi che permettono di scoprire delle microspie, questi mi illustra il funzionamento di alcuni modelli, li guardo con vivo interesse, prendo quello che sembra più adatto al mio caso.

In macchina penso a come siano arrivati a spiarmi.

Ho fatto delle modifiche al computer solo per hobby senza pensare di potermi mettere in una situazione difficile.

Quando ho provato la mia invenzione ero assolutamente convinto di passare inosservato, pensavo di curiosare qui e lì nel mare grande di Internet senza dare nell'occhio, un po' come fissare qualcuno che cammina per strada dalla tua finestra.

Non credevo certo che mi sarei potuto trovare in questo pasticcio.

Arrivato a casa leggo le istruzioni dell'apparecchio appena comprato, l'accendo e scopro subito una microspia in un quadro appeso in salotto.

Continuo nella ricerca, in totale sono quattro aggeggi che trovo e butto via.

Non voglio aver rogne di nessun genere quindi apro il computer, tolgo lo strumento che ho inventato.

Questa sera non ho voglia di vedere nessuno, era in programma un'uscita ma preferisco rimanere a vedere la tivu.



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