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lavoro pubblicato giovedì 30 settembre 2010
ultima lettura venerdì 22 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Pheraps love

di darkett1. Letto 1083 volte. Dallo scaffale Pulp

  PHERAPS LOVE Meglio essere froci che non ignoranti!Inveisce così Lidio contro quei cretini che ci prendevano per il culo. Camminiamo e ci guardiamo  dietro per vedere se quei cafoni ci avrebbero seguito. Il mio nome è Luna e f...

PHERAPS LOVE

Meglio essere froci che non ignoranti!Inveisce così Lidio contro quei cretini che ci prendevano per il culo. Camminiamo e ci guardiamo dietro per vedere se quei cafoni ci avrebbero seguito. Il mio nome è Luna e faccio battage in questa stazione sporca con Lidio che si sforza a dirmi che non dovrei farlo ma che lo fa anche lui ma senza rendersene conto. La mia mente viaggia verso pensieri che potrebbero irritare chi ben pensa. Lidio accende sigarette in continuazione e me ne passa una. Chiede al primo sconosciuto se può baciarlo, vuole assaporare la carnosità delle sue labbra maschie, andrebbe con lui e si nutrirebbe del suo seme virile. Il fusto che è passato si limita a sorridergli e continua dritto per la sua strada. C' era un drogato che chiedeva gettoni, lo sentivo strillare frasi incomprensibili, Lidio si è stancato di camminare, ci sediamo sulla prima panchina che troviamo davanti e come se niente fosse compare il fusto che prima Lidio aveva chiesto di poter baciare. Guarda me con insistenza negli occhi, io non cercavo affatto il suo sguardo. Continua a guardarmi mentre i passanti sembrano incuranti di tutto. C' è un urlo di donna, lacerante, proviene dalla strada difronte, sperando non si trattasse di violenza il tipo si avvicina e mi chiede " Come ti chiami? " , "Luna", dico a Lidio che poteva anche lasciarmi da sola con lo sconosciuto, " Passeresti la notte con me? " , domanda inaspettata ma un po' cercata " Non passo la notte con il primo tipo che mi capita sotto tiro". Lidio scoppia a ridere per la risposta che ho rifilato al fusto che ridendo anche lui mi guarda le labbra, un bacio dopo il silenzio. Lidio guardava il tipo andarsene senza dire una parola, io rimasto con la schiena sul vetro della porta scorrevole, " Che labbra aveva?", io senza rispondere mi alzo in piedi e suggerisco di andare. " Essere soli non è una condizione piacevole ", "Lidio, quell' uomo mi ha baciato e non lo rivedrò più, un bacio per sempre". Inizia a piovere, spilli sottili d' acqua cadono a terra, su tutto. Un pensiero ancora rivolto a quelle labbra baciate poco prima a quell' attimo irripetibile per me per sempre. Una strada larga e buia, in lontananza, una fioca luce di qualche unico lampione, era la strada dove si era sentito l' urlo di donna. Decido di prendere coraggio e di addentrarmi in quella via, dissacrare quel mistero di quello che poteva accadere in quella strada. " Io vado", " Dove?", " Difronte", " Vengo con te", " Temevo avresti fatto il contrario". Ci dirigiamo verso quella strada lunga e buia. Chi ci guarda sembra stranito e spaventato. Sappiamo cosa può nascondersi li. Echeggia un vago lamento. Lidio vicino a me ha paura. Ancora il lamento si udiva. Ci avviciniamo alla luce del lampione. Sempre più vicino. Non abbiamo nessuna intenzione di tornare indietro. Figure opache potevano intravedersi, ancora pochi passi e sarebbero diventate fin troppo reali. Ancora pochi passi e le figure sarebbero diventate visibilissime. Luce del lampione che illuminava, in piedi una nitida figura di donna appoggiata ad un muro. Non era amore non quellol vero, una forza impressa senza poter reagire. Continuava a farle del male. Non riuscivo a sostenere gli occhi su quell' immagine su quella violenza. Ricordo i suoi occhi sono gli stessi si identici, i lineamenti dei suoi zigomi si erano proprio quelli, mi aveva dato le sue labbra, si erano avvolte sulle mie diventando in un attimo la stessa percezione brutale, crede fosse amore, le sue labbra sulle mie sono veleno, la sua brutalità, il suo pianto, a terra, poggiando sul muro, il suo gioco malato finito. Non credevo di essere li. Forse amore? No! Vomito.



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