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lavoro pubblicato giovedì 23 settembre 2010
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunrise! (cap 10)

di fiordiloto. Letto 751 volte. Dallo scaffale Fantasia

Abbiamo lasciato Sunny e Silent mentre fuggivano dal loro acerrimo nemico rifugiandosi in una dimensione sicura anche se sconosciuta. Cosa accadrà ora?..

LE LACRIME DI THAMIEL

(Sull'orlo del baratro)

Il fiume scorreva rapido, tuttavia Thamiel si piantò ben saldo contro la corrente, guardandosi intorno, come se temesse un'imboscata o un tranello. Ma in quel punto di passaggio del Regno dei Morti era tutto tranquillo. Sentiva lo scrosciare dell'acqua oltre il Secondo Cancello. Niente gemiti o schizzi, nessuna ombra tetra nella luce plumbea... In ogni caso, scandagliò i dintorni ancora una volta, poi, sicuro di essere completamente solo, portò una mano in tasca e ne estrasse un pezzo di stoffa. Era cremisi. Lo aveva imbevuto del suo sangue poco prima di varcare il confine del Regno dei Morti, altrimenti sarebbe stato bianco. Spalancò la mano e lo lasciò cadere. L'acqua lo portò via con sé, sommergendolo. Thamiel lo accompagnò con lo sguardo mentre lo spingeva giù, oltre il Secondo Cancello.

Ora non restava che aspettare.

Dieci, venti, o forse quaranta minuti più tardi (non era mai facile misurare il tempo con esattezza, nel Regno dei Morti) vide un'ombra emergere dal Secondo Cancello e gli si mozzò il respiro. Qualcuno si accingeva a tornare dalle profondità del Regno. Thamiel si augurò che fosse la persona che aveva evocato col panno intriso del suo stesso sangue.

Uno spirito apparve ai suoi occhi prima come una luce bianca che avanzava verso di lui galleggiando sulle acque tumultuose. Poi come una figura umana: una donna vestita di bianco, giovane e bellissima. Tese le braccia verso di lui e gli sorrise.

"Thamiel..."

Nel sentire quel suono tanto amato, Thamiel per poco non cedette al desiderio di toccarla. Ma i suoi studi sulle evocazioni parlavano chiaro: se l'avesse fatto lo spiro della donna sarebbe tornato indietro all'istante. Inghiottito nuovamente nella morte.

Si limitò a emulare il suo gesto e a rivolgerle un sorriso in cui amore,struggimento e desiderio si rincorrevano e si univano. Una debolezza che si riservava di mostrare solo a lei: allo spirito della sua defunta moglie.

"Ayase, moglie mia! Da quanto tempo desideravo rivederti"

La forma luminosa non rispose, limitandosi a sorridere. Erano poco più di quattro anni che una malattia l'aveva trascinata nel regno dei Morti, e ora Thamiel poteva vederla solo così, come uno spirito luminoso e silente.

"Sai, Ayase, finalmente l'ho rivista", le raccontò. "E' cresciuta, la piccola Sun. E' diventata una sacerdotessa di Artemide. Quattro anni fa ho preso suo fratello, ma lei è riuscita a sfuggirmi. Mi serve per completare il mio piano. Quando l'avrò con me, potrò finalmente sovvertire l'ordine delle cose e ridarti un corpo per tornare in vita. Avremo potere sul regno dei vivi e su quello dei morti. Ma non ancora, amor mio. Pazienta un poco. Finchè possiede il suo scudo, Sun è intoccabile per me. Ma le Sacerdotesse di Artemide conservano il loro potere solo finchè la loro virtù rimane intatta, e io so bene come privarla delle sue difese"

Sun non avrebbe mai rinunciato al suo scudo per il puro piacere della carne. Tuttavia...l'amore è un'arma insidiosa. Un tempo l'affetto che la legava a Silent era semplice amicizia, ma ora erano entrambi adulti, e al cuore non ci si può opporre molto a lungo. Rimanendo così vicini, quei due avrebbero finito per appartenersi sempre più e alla fine...
"Cadranno inevitabilmente una fra le braccia dell'altro", esultò Thamiel. "Senza il suo scudo Sun sarà una facile preda. Devo solo attenderla al varco mentre sbrigo gli ultimi preparativi. E se nel frattempo la ragione l'avrà ancora vinta sul cuore userò l'astuzia e l'inganno per spingere quei due oltre il baratro"

In quell'istante, lo spirito di sua moglie sollevò le braccia gridando:

"Va' via!"

La sua collera e il suo disappunto erano evidenti. Le parole del marito l'avevano fatta infuriare. Si riparò il viso con le mani ed emise un grido straziante.

Poco dopo, un vento impetuoso prese a soffiare nel regno dei Morti. Suo malgrado, Thamiel venne rigettato oltre il confine, nel mondo dei vivi. Si ritrovò sdraiato sul suo letto, stremato e senza più forze. Il corpo ricoperto da un lieve strato di brina.

***

Nella profonda oscurità non c'erano suoni, salvo forse quello attutito del mio respiro. Per un secondo, temetti che il luogo segreto evocato dalla parola magica non esistesse, o che l'incantesimo avesse spedito me e Silent in una dimensione sconosciuta.

"Silent!", chiamai. "Silent, dove sei?"
"Sono qui!"

Capii che mi stava stringendo una mano solo quando la strinse più forte.

"E' così buio! Secondo te avrà funzionato?"

"Non lo so", rispose. "Ma almeno ci hai portati via da Thamiel"

"Già", osservai. "E ovunque sia... siamo insieme"

Mi guardai intorno, cercando un modo per poter tornare al presente e alla nostra dimensione. Ma ovunque scrutassi l'oscurità era come una benda. Non avvolgeva solo i miei occhi, ma tutta me stessa, dandomi l'impressione di svanire, di diventare tutt'uno con la tenebra. Nel buio, rivedevo con chiarezza crudele i dettagli di quanto era accaduto poco prima. Thamiel che veniva verso di me con quell'espressione sprezzante e sardonica. Sebbene avessi il mio scudo, davanti a lui mi ero sentita nuda, indifesa come una neonata. Istintivamente, mi raccolsi in posizione fetale.

"Silent?", chiamai.

"Sono qui, vicino a te"

"Non ho potuto fare nulla", sussurrai, sentendo qualcosa di umido e salato rigarmi le guance. "Anche se l'uomo che ha ucciso i miei genitori e portato via mio fratello era lì di fronte a me, non avrei potuto affrontarlo. Ero...completamente pietrificata. Non riuscivo neanche a pensare"

"E' normale avere paura", disse lui. "Noi affrontiamo i demoni per fede, ma fra coloro che camminano nelle tenebre Thamiel è come un leone. Dopo tutto ciò che ti ha portato via, è comprensibile che tu lo tema"

"Allora che dovrei fare?", domandai, scossa. "Dovrei limitarmi a piangere? Dovrei semplicemente lasciare che distrugga la mia vita come ha fatto quattro anni fa?"

Le mani di quell'uomo...pensai. Hanno il potere di distruggere tutto. La mia mente, il mio cuore, anche il senso comune. Non c'è...davvero nulla che io passa fare a riguardo.

Silent non cercò vuote parole di conforto. Non disse nulla. Semplicemente, avvertii le sue braccia chiudersi intorno a me e le sue labbra posarsi sulla mia fronte, mentre mi cullava come una bambina.

Anche queste mani potrebbero distruggermi, pensai all'istante. Però, sono le mani con cui Silent mi ha protetta, e lo scudo con cui mi ha salvata. Se gli affido tutto, forse...

"Silent?"

"Sì?"

"Va bene"

"Va bene cosa?"

Nell'oscurità, le mie mani cercarono il suo viso.

"Aiutami a dimenticare tutto"

"Come?!"

Mi sentivo così fragile. Annaspavo, e lui era l'ossigeno.

"Forse, se la smetto di accanirmi le ferite del passato non faranno più tanto male. Possiamo stare insieme, in un luogo isolato dove né Thamiel né il passato ci trovino. Basta che rinunci al mio scudo e mi conceda a te, così non sarò più una sacerdotessa, giusto? Sarò solo Sunny, e tu solo Silent. Mi sta bene. Perciò...prendimi! Prendimi e portami via"

Ci fu un istante di silenzio, in cui nel buio avvertii la rigidità del suo corpo e la sua esitazione. Sentivo il suo respiro sulla mia pelle, e anche se non lo vedevo potevo percepire la sua prossimità. Eravamo sull'orlo del baratro. Sarebbe bastato chiudere quella poca distanza fra noi per farci precipitare entrambi.

"Scusami", mormorò, a voce tremula. "Ma non posso farti una cosa del genere"

"Cosa intendi dire?"

"Non c'è niente che io desideri più di te"

"Per me è lo stesso! Allora perché esiti?"

"Perché ti amo", disse, nel più dolce dei sussurri. "Ora sei spaventata. Fuggire, scappare via per sempre, solo tu ed io... sembra allettante, ma non è quello che vuoi. Non è così? Alla fine lo rimpiangeresti e finiresti con l'odiarmi, o peggio, odieresti te stessa. Seguire i miei desideri e privarti del tuo scudo sarebbe la cosa più crudele che potrei farti"

Non risposi. Mi sentivo avvampare e mi vergognavo come una ladra per le mie stesse parole. Ma quel che era peggio, avvertivo la sofferenza nella sua voce, e la verità nelle sue parole. Io lo amavo, ma non era abbastanza.

Non avrei semplicemente potuto fuggire e dimenticare.

"Perdonami..."

"Va tutto bene", disse lui, accarezzandomi i capelli. "Dobbiamo lottare, fino alla fine. Tuo fratello è la cosa più importante. Non devi dimenticarti che è per lui che ti batti. Anche se non posso giurarti che alla fine vinceremo, posso prometterti questo: sarò sempre responsabile verso i miei sentimenti per te, e in me avrai sempre un alleato. Perciò adesso non piangere più. Va bene?"

Annuì, mentre lui mi asciugava le guance coi polpastrelli.

In quell'istante, un solco luminoso apparve nell'oscurità, simile ad una porta. Dapprima socchiusa, poi spalancata.

Sorrisi,e capì che all'esterno il pericolo era passato.

Kakolukiam aveva svolto il suo compito, e ora si accingeva a scomparire.



Commenti

pubblicato il 03/10/2010 16.49.17
Kitsune, ha scritto: mi piace!!^^
pubblicato il 08/10/2011 16.42.48
Tatylop, ha scritto: Davvero bello :) continua ti prego
pubblicato il 08/10/2011 16.48.54
fiordiloto, ha scritto: al più presto, promesso! ^^

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